L'esame della personalità in ambito penale nell'età adulta rappresenta tuttora motivo di discussione e dibattito. L'utilizzo degli strumenti psicodiagnostici in ambito forense sta crescendo sempre di più, sia per le valutazioni in ambito penale sia civile. Questi strumenti sono essenziali per valutare le caratteristiche psicologiche di individui coinvolti in procedimenti giudiziari, offrendo prospettive cruciali riguardo il loro stato mentale e le possibili ripercussioni legali. Fortunatamente, le persone inclini a una vita criminale rappresentano solo una piccola minoranza. La mente, si sa, è uno strumento complesso, spesso imperscrutabile. Valutare, documentare e comprendere empaticamente lo stato emotivo e i vissuti di una persona è tutt'altro che semplice. In particolar modo quando sorge l'esigenza di ricostruirne un esaustivo profilo psicologico. L’utilizzo dei test nel contesto giudiziario è divenuto un elemento imprescindibile per molte indagini peritali. La loro applicazione rappresenta un valido ausilio se opportunamente affiancata da approfondimenti di tipo clinico-diagnostico. Questi strumenti sono considerati una metodica relativamente sicura per valutare la personalità, il livello intellettivo e le disfunzioni cognitive di varia natura. L’assessment, ovvero la valutazione globale e differenziale del soggetto, consta di due fasi: la misurazione e l’ipotesi. Attraverso la misurazione vengono somministrati tests psicodiagnostici standardizzati, con la finalità di raccogliere tutte le informazioni necessarie alla fase successiva.

Introduzione agli Strumenti Psicodiagnostici in Ambito Forense
Nel contesto forense, l'uso degli strumenti psicodiagnostici sta crescendo sempre di più, sia per le valutazioni in ambito penale sia civile. Questi strumenti sono essenziali per valutare le caratteristiche psicologiche di individui coinvolti in procedimenti giudiziari, offrendo prospettive cruciali riguardo il loro stato mentale e le possibili ripercussioni legali. Per giovani laureati in Psicologia o discipline affini, l'ambito forense rappresenta una straordinaria opportunità per applicare le proprie conoscenze e competenze. Tuttavia, è cruciale comprendere a fondo questi strumenti al fine di utilizzarli in modo etico e professionale.
L'esame della personalità in ambito penale nell'età adulta rappresenta tuttora motivo di discussione e dibattito. Come è noto, di fatto è ancora vietata la perizia psicologica (art. 220 c.p.p), pur tuttavia, ciò che avviene è "un aumento delle perizie psicologiche mascherate da perizie psichiatriche", anche negli accertamenti sulla capacità di intendere e di volere, ovvero sulla imputabilità in relazione all'eventuale presenza di infermità mentale (artt.
Per quanto riguarda l'ambito minorile, l'esame della personalità viene molte volte addirittura richiesto e specificato nei quesiti posti dal giudice; in penale, per valutare, tra l'altro, l'imputabilità e il grado di responsabilità (art.98 c.p.) di un minore autore di un reato. In entrambi i casi - nell'età adulta e nell'età evolutiva - ormai può ritenersi acquisita l'integrazione di più metodologie dell'esame psichico: quella classica della psichiatria clinica con colloqui liberi e tematici, che consente di giungere a deduzioni ottenute con elementi intuitivo-comprensivi, in cui inevitabilmente vengono esaltate le qualità dell'esaminatore, la sua preparazione e la sua esperienza; e quella cosiddetta sperimentale della psicologia clinica attraverso dei Test psicologici, che tende a raggiungere risultati e chiavi di lettura obiettivi ed oggettivi, attraverso la standardizzazione e la taratura dei Test stessi, ed i cui dati possono essere utilizzati, valutati e criticati anche da altri esperti.
È ovvio che per quanto concerne un ambito, ad esempio, quello dell'affidamento dei minori in coppie separate, l'esame psicodiagnostico dovrebbe essere orientato.
Principali Strumenti Psicodiagnostici Utilizzati in Ambito Forense
Esiste una vasta gamma di strumenti psicodiagnostici utilizzati in ambito forense. I più comuni includono:
- Test di Rorschach: Utilizza immagini di macchie d'inchiostro per comprendere aspetti profondi della personalità del soggetto. La sua peculiarità risiede nell'interpretazione di immagini ambigue, che possono rivelare il subconscio dell'individuo. Tuttavia, la validità e l'affidabilità di questo test sono spesso oggetto di dibattito, per cui è fondamentale un'interpretazione esperta. Il Test di Rorschach è uno degli strumenti più antichi e diffusi per l'analisi della personalità. Hermann Rorschach nacque a Zurigo nel 1884 e morì a Herisau nel 1922. Fin da giovane amava il gioco della "Klecksographie", che consisteva nel comporre figure nate casualmente piegando un foglio su cui era versato dell'inchiostro, con lo scopo di imitare forme note. Rorschach fu soprannominato dai suoi compagni di scuola "Klecks", ovvero macchia d'inchiostro. Già durante il Rinascimento, Leonardo da Vinci si esercitava a scoprire forme note osservando le linee vaghe di tappezzeria. Con la nascita della psicologia sperimentale nel XX secolo, Alfred Binet fu il primo a utilizzare macchie d'inchiostro come Test psicologico per lo studio dell'immaginazione. In seguito, altri autori, soprattutto in America, utilizzarono questo metodo. Rorschach frequentò corsi sulla psicopatologia dell'isteria e sulla psicoterapia delle psicosi. Nel 1911 iniziò le sperimentazioni scientifiche con le macchie d'inchiostro, confrontando i risultati con il Test delle Associazioni Verbali di Jung. Il suo interesse per la psicoanalisi lo portò a ricoprire il ruolo di vice presidente della Società Svizzera di Psicoanalisi. Dal 1915 fino alla sua morte, Rorschach lavorò nell'ospedale psichiatrico cantonale dell'Appenzell in Herisau, dove mise a punto il Test di Interpretazione delle Forme, probabilmente stimolato dalla tesi di Hens sulle macchie d'inchiostro. L'origine teorica del Test di Rorschach viene fatta risalire anche al Test delle Associazioni Verbali di Jung. Attualmente, il Test di Rorschach è il reattivo mentale che vanta il maggior numero di pubblicazioni scientifiche, ha diverse riviste internazionali dedicate e una International Rorschach Society. Il Rorschach, se correttamente utilizzato, può fornire in ambito forense informazioni approfondite sulla personalità, sulla sfera cognitiva, su quella affettiva e sulla struttura dell'Io.

MMPI-2 (Minnesota Multiphasic Personality Inventory) e MMPI-A: Uno dei test di personalità più utilizzati per identificare psicopatologie preesistenti. I suoi risultati sono molto utili nel contesto forense per determinare l'integrità mentale di un imputato. Questo test richiede una somministrazione e interpretazione rigorosa, per cui è consigliabile una formazione avanzata. L'MMPI-2 è di sicuro il questionario più utilizzato - nonché autosomministrato - nelle sue versioni per adulti e per adolescenti. Si compone di 567 item dal contenuto eterogeneo ai quali si risponde in modo dicotomico (vero/falso). L'MMPI viene impiegato per la diagnosi psichiatrica e la valutazione dei disagi mentali, poiché capace di fornire un profilo di personalità legato allo stato del soggetto. Si articola in scale di validità, che consentono di stabilire se il questionario è stato compilato con accuratezza, e scale di base, che offrono un profilo inerente ai disagi psichiatrici maggiormente riconosciuti dalla pratica clinica.
WAIS-IV (Wechsler Adult Intelligence Scale): Misura il quoziente intellettivo e altre capacità cognitive. Tale reattivo rientra nella categoria dei “test di livello”, in quanto è stato ideato per la misurazione delle funzioni cognitive relative all’intelligenza. Il test si suddivide in 11 subtest, 6 di capacità verbale e 5 di capacità non verbale. Attraverso la somministrazione si calcolano 3 indici principali: il quoziente complessivo, il quoziente intellettivo verbale e il quoziente intellettivo non verbale. Gli elementi valutati dal test comprendono il livello culturale di base, la memoria a breve termine, la capacità di attenzione e di concentrazione, la capacità di apprendimento e di formazione dei concetti, la pianificazione e l’anticipazione, la capacità di giudizio.
MCMI-III (Millon Clinical Multiaxial Inventory): Valutazione dettagliata di disturbi di personalità.
Intervista Clinica Strutturata per il DSM-5 (SCID-5): Utilizzata per diagnosticare vari disturbi mentali seguendo i criteri del DSM-5.
BENDER VISUAL MOTOR GESTALT TEST: Ideato nel 1932 da Lauretta Bender, è uno degli strumenti di valutazione più popolari, usato sia come tecnica di screening volta all’individuazione di eventuali segni di organicità cerebrale, sia come valutatore dell’efficienza cognitiva e neuropsicologica.
DISEGNO DELLA FIGURA UMANA: Trae le sue origini dagli studi effettuati sul disegno infantile e viene interpretato come fonte d’informazione sulla struttura cognitiva del soggetto.
IL DISEGNO DELL’ALBERO: Tale reattivo ha lo scopo di ottenere una descrizione della personalità, facendone emergere gli aspetti più nascosti. L’idea di base è che l’albero rappresenti la persona che sta disegnando.
IL DISEGNO DELLA FAMIGLIA: Si somministra per la valutazione dei bambini nei casi di affidamento. Tale strumento consente di esplorare i vissuti rispetto ai rapporti affettivi con i familiari.
La Psicodiagnosi
Opportunità di Formazione Post Laurea e Sbocchi Professionali
Per i giovani laureati, specializzarsi nell'uso di strumenti psicodiagnostici in ambito forense può aprire numerose porte professionali. Diverse università e istituti offrono master e corsi di specializzazione focalizzati su questo argomento.
- Master in Psicologia Forense: Solitamente della durata di uno o due anni, questi master coprono una vasta gamma di argomenti, inclusi i metodi di valutazione psicodiagnostica e i contesti legali.
- Corsi di Specializzazione: Corsi mirati che offrono competenze avanzate in specifici test psicodiagnostici, come il Rorschach o il MMPI-2.
La specializzazione in psicologia forense offre diversi sbocchi professionali, tra cui:
- Consulente Tecnico di Parte (CTP): Esperti che lavorano a stretto contatto con avvocati e tribunali per offrire valutazioni psicologiche.
- Perito Forense: Professionisti che forniscono testimonianze e valutazioni psicologiche ufficiali nei contesti giudiziari.
- Psicologo Clinico con Specializzazione Forense: Operano sia in ambito clinico che forense, offrendo una vasta gamma di servizi psicologici.
Opportunità di Carriera e Rete Professionale
Oltre agli sbocchi tradizionali, la psicologia forense offre anche opportunità di networking. Partecipare a conferenze, workshop e seminari può favorire la costruzione di una rete di contatti utile per la carriera. Inoltre, l’adesione a associazioni professionali come la Società Italiana di Psicologia Forense (SIPF) è fortemente consigliata. L'importanza della formazione continua e dell’aggiornamento professionale non può essere sottovalutata, poiché le metodologie e le normative in questo campo sono in costante evoluzione.
Test e la Simulazione di Disturbi Psicopatologici
Nella pratica forense, una problematica con la quale i consulenti si devono confrontare è la possibilità che l’esaminando simuli una condizione psicopatologica in realtà non presente. Tale atteggiamento è determinato dai vantaggi che possono derivare dalla simulazione di malattia, che si estendono nei diversi contesti della valutazione. Le stime più recenti della presenza di simulazione nelle valutazioni peritali fanno riferimento a percentuali incluse tra il 13% ed il 21%.

Nella valutazione della simulazione, il colloquio clinico deve prevedere un’attenta indagine sulla storia personale del soggetto, un’analisi accurata dei sintomi attuali ed un attento esame dello stato mentale. In ambito psicodiagnostico, i test utili al rilevamento della simulazione si possono distinguere in due categorie: questionari di personalità che contengono al loro interno delle scale specificatamente costruite per rilevare la malattia mentale finta e test costruiti apposta per valutare la finta psicosi. La Structured Interview of Reported Symptoms (SIRS) e la Structured Interview of Reported Symptoms-2 (SIRS-2) sono considerati gli strumenti principe per validare l’eventuale presenza di simulazione sia nella pratica clinica che forense.
La Psicodiagnosi nei Casi di Minori e Abuso Sessuale
Oggi siamo qui per parlare della psicodiagnosi nei casi di minori in situazioni di presunto abuso sessuale. Quello che è l'intervento dello psicologo che si occupa della parte testistica in questi casi, è di ausilio al perito del giudice. Abbiamo visto che il perito del giudice viene chiamato ad indagare sulle competenze del minore, quindi sull’idoneità a testimoniare. “Competenze” significa andare a vedere un pochino quelle che sono, innanzitutto le attitudini cognitive del minore, come l'intelligenza, la sua emotività, quindi quella che è la sua vita affettiva, la sua vita relazionale, quello che è il suo esame di realtà, la capacità di percepire la realtà, di raccontare le situazioni che vive in un modo ed in una forma che sia comprensibile e che soprattutto sia utilizzabile in sede giuridica, quindi l'ausilio dello psicologo al perito del tribunale è proprio quello di andare a cercare attraverso i test, andare a vedere piano piano queste caratteristiche.
Innanzitutto, parliamo un pochino della psicodiagnosi, della diagnosi, che cos'è? La diagnosi come dice il termine stesso “diagnosis”, significa conoscere attraverso, conoscere attraverso è quindi un'attività di conoscenza che avviene attraverso l'utilizzo di test. Ovviamente, quelli che sono gli scopi e le finalità della psicodiagnosi, sono poi quelle che in qualche modo vanno a determinare il contesto della diagnosi ed il tipo di strumenti che vengono utilizzati. Quindi, gli strumenti di cui si avvale la psicodiagnosi sono sicuramente il colloquio, l'esame obiettivo, quindi l'osservazione della persona ed infine, i test.
La diagnosi fondamentalmente psicologico-clinica, ha come obiettivo proprio quello di conoscere la persona e di andare a vedere a fondo com'è la personalità del soggetto, come funziona il suo strumento cognitivo, quindi la sua intelligenza, qual è e come è la sua personalità, quali sono le difese che utilizza, quali sono le risorse di cui dispone e quali sono le eventuali difficoltà ed eventuali problematiche di tipo psicopatologico. Gli strumenti di cui si avvale, sono strumenti che vanno utilizzati sempre insieme, è impensabile effettuare una psicodiagnosi semplicemente affidandosi al colloquio, semplicemente affidandosi unicamente ai test o, ancor peggio, semplicemente affidandosi all'utilizzo di un unico test.
Come possiamo vedere anche nello schema, riferendoci in questo momento alla psicodiagnosi ritagliata sul minore, una cosa importante sicuramente è l'anamnesi familiare e personale del bambino. Affinché noi possiamo inquadrare la personalità di un minore, è importante conoscere la sua storia, è importante sapere che famiglia c’è dietro di lui, quindi attraverso il colloquio con i genitori, noi veniamo a sapere tutta la storia personale del bambino, quindi quando è nato, come è nato, l’anamnesi fisiologica e patologica remota, andare a vedere come ha attraversato le principali tappe del suo sviluppo e, vedere se ci sono state eventuali problematiche. Ma questo ci serve anche per conoscere quello che è il contesto familiare, quindi come si colloca il minore all'interno di questo contesto.
Sicuramente una parte importante, come vediamo nel secondo riquadro, è l'osservazione del minore, cioè nel rapporto dell'esaminatore, quindi di colui che effettua la psicodiagnosi con il minore, noi possiamo andare ad avere tutta una serie di informazioni: come si relaziona il bambino con l'altro quindi, se per esempio è un bambino che tende a difendersi, che è molto più chiuso e quindi tende a rimanere un po' più sulle sue o, se al contrario è un bambino che tende ad assecondare l'interlocutore che ha davanti con una modalità compiacente, tutte queste cose ci danno una serie di indicazioni che sono fondamentali anche ai fini della psicodiagnosi, ai fini della l'idoneità della testimonianza; di fondamentale importanza in un momento successivo è l'utilizzo di una batteria di test, dico una batteria di test perché è fondamentale, ai fini di avere l'utilizzo di test validi e attendibili, utilizzare più reattivi, questo perché? Perché la convergenza degli indici che emergono dai test, sia all'interno dello stesso test, quindi convergenza intratest, sia che la convergenza tra diversi test tra loro, ci consente di avere più punti comuni a diversi test che ci danno una certa chiarezza nell'interpretazione poi della situazione totale.
Quindi, tornando un momentino al discorso della psicodiagnosi, a me piace pensare alla psicodiagnosi come una sorta di puzzle all'interno del quale, il lavoro che andiamo facendo, è costituito da una serie di tessere che soltanto messe insieme ci consentono di avere il profilo di personalità della persona che noi andiamo a studiare, della persona che noi andiamo a conoscere meglio.
Soffermandoci un po' di più su quelli che sono i test, i test sono una misurazione obiettiva e standardizzata di un campione di comportamento, abbiamo un panorama molto nutrito di test, normalmente si suddividono in test cognitivi che, sono quelli che vanno a studiare intelligenza, sia per quanto riguarda il livello, sia per quanto riguarda la qualità dell'intelligenza, e i test di personalità. I test di personalità come dice il termine stesso, vanno ad indagare la natura della personalità dell'individuo, vanno a studiare un po' quelle che sono le risorse, quelle che sono le difese e il modo di mettere in campo queste risorse, il modo di relazionarsi della persona con l'ambiente.
I test di personalità si dividono in test obiettivi, come può essere ad esempio MPI, costituiti per esempio da una serie molto lunga di domande, di quesiti ai quali la persona deve rispondere, test che poi andranno, una volta diciamo sistemati, andranno a formulare, a costruire un grafico che ci rappresenta un modo in cui si sviluppano e si organizzano le caratteristiche di personalità del soggetto.
Abbiamo invece dei test di tipo proiettivo, i test di tipo proiettivo si affidano al meccanismo della proiezione, cioè io presentando degli stimoli di varia natura al soggetto, il soggetto proprio per il meccanismo di proiezione, tende a portare nel mondo esterno contenuti e caratteristiche del mondo interno, organizzando questi stimoli che gli vengono proposti che solitamente sono stimoli poco strutturati, come ad esempio delle macchie, come ad esempio delle figure ambigue, delle scene ambigue.
Ora, l’interpretazione dei test non deve essere mai effettuata su una singola risposta o su un singolo test ma, l’interpretazione dei test non deve essere innanzitutto mai avulsa dal colloquio clinico, cioè dall'impressione che noi ci siamo fatti di quella persona, perché a volte può succedere che a parità di risultati di test, dietro a volte abbiamo delle persone molto diverse e quindi una giusta interpretazione può essere data soltanto nel momento in cui, noi riusciamo ad agganciare i dati che ci provengono dalla psicometria, ai dati che ci provengono dall'osservazione clinica.
Ora andando a ritagliare un pochino, a focalizz are di più il discorso sull'utilizzo di test nei casi di abuso sessuale su minori, soprattutto sull'utilizzo di test all'interno di una valutazione peritale, innanzitutto dobbiamo dire questo: non è possibile ricavare degli indicatori specifici di abuso da una valutazione psicodiagnostica e non si può basare una diagnosi di abuso esclusivamente sulla valutazione psicodiagnostica.
Considerazioni sulla Natura Umana e la Vulnerabilità Criminale
Il test "Se fossi un criminale, quali reati commetteresti?" è presentato come uno strumento non scientifico, volto a esplorare tendenze e vulnerabilità. Le risposte a domande ipotetiche possono rivelare aspetti della personalità, ma è fondamentale sottolineare che tali test non hanno valore diagnostico o predittivo in senso stretto.
Le descrizioni dei profili associati ai punteggi (giallo, grigio, ecc.) delineano archetipi di personalità che potrebbero, in casi estremi e in determinate condizioni, portare a comportamenti devianti. Si evidenziano aree di vulnerabilità come l'ira, il desiderio di vendetta, la gelosia, l'ansia da rifiuto, la scarsa solidarietà verso il proprio sesso, l'avidità, la sfiducia negli altri e la difficoltà nella gestione delle emozioni, con una tendenza a comportamenti impulsivi e antisociali.
Queste descrizioni, pur essendo semplificazioni, toccano corde importanti relative a fattori di rischio psicologico che, in concomitanza con variabili ambientali e situazionali, possono contribuire alla manifestazione di condotte criminali. L'egocentrismo, la mancanza di empatia e la convinzione di avere un diritto illimitato su tutto sono tratti che, se non gestiti o compensati da altri aspetti della personalità, possono sfociare in comportamenti scorretti, sleali o irresponsabili.
La Dottoressa Giuliana Proietti, Psicoterapeuta Sessuologa, con la sua vasta esperienza pluriennale, contribuisce a contestualizzare l'uso degli strumenti psicodiagnostici, sottolineando l'importanza di un approccio etico e professionale, specialmente in ambiti delicati come quello forense.
L'articolo ripubblicato da AA VV "Abuso sessuale di minore e processo penale: ruoli e responsabilità" sottolinea ulteriormente la complessità dell'analisi psicologica in contesti giudiziari, evidenziando come la formazione continua e il networking siano cruciali per una carriera di successo in questo campo. La Dottoressa Proietti, Socia Fondatrice dell'Associazione Italiana Consulenti Psicoforensi e Socia Esperta di diverse società scientifiche, rappresenta una figura di riferimento in questo settore.
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