Capita di dover ingoiare bocconi amari, ma se questi rimangono sempre sullo stomaco, c’è il rischio che il nostro corpo, prima o poi, lanci segnali d’allarme. Ed è proprio lo stomaco il primo organo a non digerire più questa situazione. Essendo in contatto con le aree del cervello deputate alle emozioni e agli stati d’animo, esso diventa uno specchio della nostra vita quotidiana. Ciò significa che non accoglie solo il cibo che mangiamo, ma anche tanti “pezzi” della nostra realtà che non è detto che riesca a trasformare e assimilare.
L’imbarazzo che fa arrossire, la paura che fa sudare freddo e l’amore che fa battere il cuore sono esperienze comuni che ci mostrano in modo diretto e inequivocabile quanto il nostro corpo, le nostre emozioni e i nostri sentimenti siano un’unica complessa realtà, strettamente legata e in continuo dialogo. È proprio su questo dialogo che si fonda la scienza psicosomatica. Il termine stesso, che deriva dal greco psyché (anima) e soma (corpo), racchiude l’essenza del suo approccio: considerare mente e corpo come due facce della stessa medaglia, inseparabili e in costante interazione. Questo legame tra mente e corpo, oggi ampiamente riconosciuto, spiega come stati emotivi intensi o prolungati possano innescare reazioni fisiologiche concrete, che a volte sfociano in vere e proprie malattie psicosomatiche. In questi casi, potremmo dire che il corpo ci parla: quando la mente non riesce a elaborare o esprimere un dolore, un conflitto o un'emozione, il corpo può farsene carico, trasformando il malessere psicologico in sintomi psicosomatici tangibili.

Cosa sono i Disturbi Psicosomatici?
Può capitare di avvertire malesseri e dolori fisici persistenti, rivolgersi al proprio medico e, dopo una serie di esami, sentirsi dire che “non c’è nulla che non va”. Questa esperienza può essere frustrante e disorientante, perché il dolore è reale, ma sembra non avere una causa medica evidente. È proprio in queste situazioni che si può iniziare a parlare di disturbi psicosomatici. Con questo termine ci si riferisce alla presenza di sintomi fisici concreti e talvolta invalidanti (i cosiddetti dolori psicosomatici) che non trovano una spiegazione in una condizione medica definita. La loro origine, con buona probabilità, è da ricercare in un conflitto o in un disagio psicologico che, non trovando altre vie d'uscita, si manifesta attraverso il linguaggio del corpo.
Non si tratta di dolori immaginari. Il dolore provato da chi soffre di somatizzazione è autentico quanto quello provocato da una lesione fisica. Capire questo meccanismo è il primo passo fondamentale per smettere di curare solo il sintomo e iniziare a curare la persona nella sua interezza. Il disturbo psicosomatico è un linguaggio: il corpo sta urlando un messaggio che la coscienza sta ignorando o reprimendo.
Le Cause dei Disturbi Psicosomatici: Quando lo Stress Diventa Fisico
I sintomi psicosomatici tendono a manifestarsi quando il nostro organismo si trova a gestire una condizione di emergenza prolungata. Questa emergenza non è necessariamente un evento esterno, ma può derivare da emozioni inespresse o irrisolte, come un'ansia che ci portiamo dentro da anni, una rabbia che non riusciamo a sfogare o vecchi rancori mai superati. È come se il corpo fosse costantemente in allerta.
Un po' di stress è salutare; i medici lo chiamano “eustress”. Il nostro organismo, in milioni di anni, si è evoluto per permetterci di adattarci e reagire a stimoli anche intensi, ma di breve durata. Nella società moderna, però, siamo letteralmente bombardati da piccoli o medi stress continui per i quali il nostro corpo non è preparato: sociali, ambientali, fisici, psicologici, emotivi, infettivi, traumatici. La forte apprensione incide sulla produzione di cortisolo e adrenalina. Si attivano dei circuiti cerebrali e ormonali che ci permettono di sopravvivere, ma con un dispendio energetico maggiore e, se perdura nel tempo, con effetti sul nostro corpo che si usurerà prima del tempo o ci porterà verso vere e proprie malattie. Tra gli organi bersaglio di questi squilibri ci sono quelli dell’apparato digerente. Infatti, aumenta la produzione di succhi gastrici acidi, che provocano l’irritazione della mucosa gastrica. Anche l’attività della muscolatura e dell’irrorazione sanguigna della mucosa cambierà in senso disfunzionale. A incidere è anche l’iperattività del sistema nervoso.
È importante chiarire che non sono l’ansia, la paura o lo stress in sé a causare il problema. Queste sono emozioni umane, naturali e spesso utili alla nostra crescita. Il punto di rottura si verifica quando l’intensità di queste emozioni supera una certa soglia o, più comunemente, quando lo stress psicosomatico perdura troppo a lungo, senza darci la possibilità di elaborarlo in modo sano. È a quel punto che il disagio emotivo può tradursi in malattie psicosomatiche da stress.

Alessitimia e l'Incapacità di Dare un Nome alle Emozioni
Un fattore strettamente legato ai disturbi di natura psicosomatica è l’alessitimia, una condizione psicologica che comporta una notevole difficoltà nell'identificare, descrivere e distinguere le proprie emozioni dalle sensazioni fisiche. Chi ne soffre può percepire la propria vita emotiva come piatta o avere un pensiero orientato quasi esclusivamente all’esterno, faticando a entrare in contatto con il proprio mondo interiore. La ricerca scientifica ha esplorato a fondo la connessione tra alessitimia e disturbi psicosomatici. L’ipotesi prevalente è che l’incapacità di elaborare e verbalizzare le emozioni spinga il corpo a trovare un canale alternativo per "esprimere" quel disagio. Ad esempio, uno studio dell’Università di Roma Sapienza ha riscontrato una maggiore incidenza di alessitimia in persone con ipertensione. I ricercatori hanno ipotizzato che questi individui, essendo meno capaci di elaborare consapevolmente le proprie emozioni, tendano a esprimerle principalmente attraverso risposte fisiologiche, come appunto un aumento della pressione.
Il Sistema Nervoso: Il Ponte tra Mente e Corpo
Per comprendere come un'emozione possa trasformarsi in un sintomo fisico, è utile guardare al nostro sistema nervoso. Il legame tra mente e corpo non è un concetto astratto, ma una realtà biologica gestita dal sistema nervoso autonomo (SNA), che regola le funzioni involontarie come il battito cardiaco, la digestione e la respirazione.
Il SNA si divide principalmente in due rami con funzioni opposte:
- Il sistema nervoso simpatico: è il nostro “acceleratore”: si attiva in situazioni di stress o pericolo, preparando il corpo all’azione (la risposta di “lotta o fuga”). Aumenta la frequenza cardiaca, irrigidisce i muscoli e rilascia ormoni come il cortisolo.
- Il sistema nervoso parasimpatico: è il nostro "freno". Favorisce il rilassamento, la digestione e il recupero delle energie (la risposta di "riposo e digestione").
Nelle persone che manifestano disturbi psicosomatici, spesso l'“acceleratore” rimane costantemente premuto. Lo stress cronico, l’ansia persistente o i conflitti emotivi irrisolti mantengono il sistema simpatico in uno stato di perenne attivazione. I sintomi fisici, quindi, non sono altro che la manifestazione di un corpo che vive in un continuo stato di emergenza. Non è un segno di debolezza, ma una risposta fisiologica a un carico emotivo diventato insostenibile.

Sintomi Psicosomatici Comuni: Il Corpo che Ci Parla
I disturbi psicosomatici possono manifestarsi in quasi ogni parte del corpo. È fondamentale ricordare che, prima di attribuire un sintomo a una causa psicologica, è sempre necessario escludere origini organiche con il proprio medico. Detto questo, ecco un elenco di alcuni dei sintomi psicosomatici e delle malattie psicosomatiche più comuni, raggruppati per apparato.
Disturbi dell’apparato gastrointestinale: lo stomaco e l’intestino sono spesso i primi a risentire dello stress. Nausea psicosomatica, vomito psicosomatico, bruciore di stomaco, diarrea, colite e gastrite possono essere segnali di un'ansia somatizzata allo stomaco. Il mal di pancia psicosomatico è una forma di dolore addominale in cui, in assenza di una causa organica evidente, fattori psicologici ed emotivi giocano un ruolo determinante nell’insorgenza o nel peggioramento dei sintomi. Si tratta di una condizione molto comune: il dolore addominale è uno dei motivi più frequenti che spingono le persone a rivolgersi al medico e, in alcuni casi, non è riconducibile a infezioni, infiammazioni o malattie gastrointestinali strutturali. Con l’espressione dolori psicosomatici all’addome o allo stomaco si intende un dolore reale, percepito in modo autentico dal paziente e che nasce dall’interazione tra mente e corpo. Stress, ansia, tensione emotiva o stati depressivi possono infatti influenzare il funzionamento dell’apparato digerente attraverso il cosiddetto asse intestino-cervello, alterando motilità, sensibilità viscerale e tensione muscolare addominale. I sintomi del mal di pancia psicosomatico possono variare da persona a persona, sia per intensità sia per durata. In genere si tratta di disturbi che tendono a comparire o peggiorare in concomitanza con periodi di stress emotivo, ansia o tensione psicologica. I sintomi più comuni sono: dolore addominale cronico o ricorrente, spesso senza una spiegazione organica chiara; disturbi gastrointestinali come gonfiore, diarrea, stitichezza, nausea o alterazioni dell’appetito; dolori allo stomaco (crampi o bruciore). Le cause del mal di pancia psicosomatico sono legate principalmente a fattori psicologici ed emotivi che influenzano il funzionamento dell’apparato digerente. In queste condizioni, il corpo reagisce a stati mentali di disagio attraverso sintomi fisici reali, come dolori psicosomatici all’addome o allo stomaco, anche in assenza di una patologia organica identificabile. Uno dei fattori più comuni è lo stress, che attiva risposte neuro-ormonali in grado di modificare la motilità intestinale, la sensibilità viscerale e la digestione. Anche ansia e depressione possono contribuire in modo significativo: alterazioni dell’umore influenzano l’appetito, il comportamento alimentare e la percezione del dolore, favorendo la comparsa di disturbi psicosomatici dello stomaco. In alcuni casi il dolore rientra in quadri più complessi, come il disturbo da sintomi somatici, in cui il paziente sperimenta sintomi fisici persistenti e invalidanti senza una causa medica evidente. Anche traumi psicologici e disturbi post-traumatici possono manifestarsi con sintomi gastrointestinali cronici, attraverso una risposta allo stress costantemente amplificata. Uno studio clinico osservazionale ha analizzato la prevalenza dei disturbi psicosomatici, in particolare ansia e depressione, nei soggetti affetti da disturbi gastrointestinali. I risultati hanno evidenziato che oltre il 38% dei pazienti presentava sintomi di ansia e/o depressione, con il 20,7% affetto da ansia, il 31,8% da depressione e circa il 14% da entrambe le condizioni. Lo studio ha, inoltre, evidenziato come scarsa qualità del sonno e della vita siano fortemente associate alla gravità dei sintomi psicosomatici. Nonostante ciò, solo una piccola percentuale dei pazienti (7,6%) si è dichiarata disponibile a intraprendere un supporto psicologico. Su questi risultati concordano anche i gastroenterologi accreditati da EccellenzaMedica.it, i quali nella pratica clinica quotidiana confermano quanto ansia, stress e qualità della vita influenzino in modo significativo i sintomi addominali e gastrici, rendendo fondamentale un approccio integrato tra valutazione gastroenterologica e attenzione agli aspetti psicosomatici.
Disturbi dell’apparato cardiocircolatorio: aritmie, ipertensione, tachicardia o un improvviso senso di svenimento possono essere legati all’ansia psicosomatica, specialmente quando si tenta senza successo di controllare queste reazioni fisiche. Molti accessi al pronto soccorso per sospetto infarto si rivelano essere attacchi di panico con forte somatizzazione cardiaca: tachicardia, aritmie benigne, ipertensione arteriosa essenziale (senza cause organiche) e senso di oppressione toracica.
Disturbi dell’apparato urogenitale: dolori e irregolarità del ciclo mestruale, disfunzioni erettili o dell’eiaculazione, disturbi della minzione e condizioni come la vulvodinia possono avere una forte componente psicologica.
Disturbi della pelle: la pelle è uno specchio delle nostre emozioni. Acne, dermatite psicosomatica, prurito, orticaria, secchezza cutanea e delle mucose o un'eccessiva sudorazione notturna da ansia possono essere manifestazioni cutanee di un disagio interiore. Parallelamente, la pelle, essendo il nostro organo di contatto con l’esterno, reagisce spesso a conflitti relazionali o a difficoltà nel gestire i propri confini emotivi. Psoriasi, eczemi, dermatiti atopiche, orticarie improvvise e persino l’acne tardiva possono avere una fortissima componente psicosomatica. In questi casi, le creme al cortisone agiscono sull’infiammazione, ma se non si cura l’ansia sottostante, la recidiva è quasi garantita.
Disturbi neuromuscolari: cefalea tensiva o emicrania, dolori diffusi come mal di schiena e mal di gola, rigidità muscolare, crampi e debolezza. Anche sensazioni come il formicolio psicosomatico, il tremore interno psicosomatico, sbandamenti, vertigini, bruxismo e persino lo svenimento per cause psicologiche rientrano in questa categoria. Non dobbiamo dimenticare l’apparato muscoloscheletrico: lombalgie croniche, dolori cervicali, cefalee tensive e artriti possono essere il risultato di una rigidità emotiva che diventa rigidità fisica, come se il paziente stesse portando un peso invisibile sulle spalle che i muscoli cercano disperatamente di sostenere.
Lo STRESS danneggia il Cervello?
Caratteristiche Comuni dei Disturbi Psicosomatici
All'interno della psicologia della salute, i disturbi psicosomatici sono spesso accomunati da alcune caratteristiche ricorrenti che aiutano a comprenderne la natura:
- Vulnerabilità individuale: un evento stressante o difficile può innescare un sintomo somatico, specialmente se tocca una ferita emotiva passata, come un trauma non elaborato.
- Cronicizzazione: il malessere tende a diventare cronico quando sia lo stimolo emotivo (lo stress) sia la risposta fisica (il sintomo) si protraggono nel tempo.
- Origine multifattoriale: la causa non è quasi mai una sola. L'insorgenza di un disturbo psicosomatico dipende da un intreccio complesso di fattori biologici, psicologici e sociali.
- Somatizzazione: è il meccanismo centrale, il “salto” che il disagio compie dalla sfera puramente psicologica a quella fisica, manifestandosi come sintomo corporeo.
Una Lettura Relazionale dei Disturbi Psicosomatici
Un’interessante prospettiva sui disturbi psicosomatici ci viene offerta dall'approccio sistemico-relazionale. Lo psichiatra e psicoterapeuta Salvador Minuchin, per esempio, ha ipotizzato che la persona che sviluppa sintomi psicosomatici possa essere inserita in un sistema familiare con dinamiche disfunzionali. Secondo questa lettura, le relazioni familiari potrebbero essere caratterizzate da:
- Ipercoinvolgimento: un'eccessiva intrusività e una tendenza dei vari membri a occuparsi costantemente degli altri, confondendo i confini personali.
- Iperprotettività: un atteggiamento eccessivamente protettivo che può ostacolare lo sviluppo dell'autonomia individuale.
- Rigidità: una forte resistenza al cambiamento, come la naturale crescita dei figli e il loro svincolo dalla famiglia d'origine.
- Evitamento dei conflitti: una difficoltà a riconoscere e affrontare i disaccordi, che rimangono così latenti e irrisolti, generando una tensione costante.
Come Affrontare i Disturbi Psicosomatici: Verso il Benessere Integrato
Se ti stai chiedendo come eliminare i disturbi psicosomatici, il primo passo fondamentale, come già sottolineato, è un'accurata valutazione medica per escludere qualsiasi causa di natura organica. Solo dopo aver accertato che sintomi come nausea psicosomatica o vomito psicosomatico non hanno origine fisica, si può intraprendere un percorso mirato al benessere psicologico.
Escludendo un approccio puramente farmacologico, gli interventi terapeutici si rivelano particolarmente efficaci. Un percorso psicologico può aiutare a:
- Sviluppare una maggiore autonomia e consapevolezza di sé.
- Imparare a riconoscere, nominare ed esprimere i conflitti e le emozioni difficili.
- Trovare strategie più efficaci per gestire lo stress e le proprie reazioni emotive.
- Accogliere il cambiamento come un'opportunità di crescita personale.
Affrontare i disturbi psicosomatici significa intraprendere un viaggio di ascolto del proprio corpo e delle proprie emozioni. Il legame tra mente e corpo è tanto affascinante quanto complesso. Tra i disturbi fisici più frequentemente associati agli stati ansiosi troviamo proprio quelli gastrointestinali. L’ansia è una risposta naturale e fisiologica del nostro organismo a situazioni percepite come minacciose o incerte. Tuttavia, se questa eccede certi livelli o se diventa cronica, intensa o si attiva senza una minaccia reale, può trasformarsi in un problema invalidante. È ancora diffusa la credenza che mente e corpo siano due entità separate, quasi indipendenti l’una dall’altra. In realtà, ogni emozione che viviamo si traduce in un insieme di cambiamenti concreti a livello fisico. Quando l’ansia si attiva, il nostro organismo entra in uno stato di allerta: tra i sintomi più diffusi, il battito cardiaco accelera, i muscoli si tendono e la respirazione si fa più rapida. Tutti questi cambiamenti hanno una funzione evolutiva: in natura è ciò che ci preparava all’attacco e alla fuga. I disturbi psicosomatici, quali ansia e strane sensazioni allo stomaco, nascono proprio da questo meccanismo: sono sintomi fisici reali e concreti, ma fortemente influenzati o mantenuti da fattori psicologici. Tra questi, l’apparato gastrointestinale è particolarmente sensibile agli stati emotivi, da cui il legame tra ansia e strane sensazioni allo stomaco. Ansia e strane sensazioni allo stomaco: chi ha vissuto momenti di forte ansia sa quanto il corpo possa reagire intensamente, e una delle aree più vulnerabili è sicuramente lo stomaco. Come anticipato, il nostro sistema digestivo è in costante comunicazione con il cervello, grazie a una fitta rete di neuroni e segnali chimici conosciuta come asse intestino-cervello. È importante sottolineare che, dal punto di vista clinico, queste manifestazioni sono del tutto reali. Il legame tra ansia e strane sensazioni allo stomaco è un fenomeno comune, ma spesso sottovalutato o frainteso.
La Diagnosi Multidisciplinare
La diagnosi del mal di pancia psicosomatico richiede un approccio accurato e multidisciplinare, proprio perché i sintomi fisici possono sovrapporsi a quelli di molte patologie gastrointestinali. Per questo motivo è fondamentale non attribuire subito il dolore a cause psicologiche, ma escludere prima un’origine organica attraverso un’adeguata valutazione medica. Il primo passo è sempre il consulto gastroenterologico. Nel corso di una normale visita gastroenterologica, il gastroenterologo raccoglie l’anamnesi, valuta le caratteristiche del dolore (sede, durata, intensità, relazione con i pasti) ed esegue un esame obiettivo dell’addome. In base al quadro clinico, possono essere prescritti esami diagnostici come analisi del sangue, ecografia addominale, TAC o indagini endoscopiche, utili a escludere infiammazioni, infezioni o altre malattie dell’apparato digerente. Quando gli accertamenti risultano nella norma e i sintomi persistono, diventa importante integrare una valutazione psicologica o psicoterapeutica. Lo specialista indaga la presenza di stress, ansia, depressione o eventi traumatici e analizza l’eventuale correlazione tra disagio emotivo e dolori psicosomatici allo stomaco o all’addome. Solo attraverso un approccio multidisciplinare è possibile arrivare a una diagnosi corretta e impostare un percorso di cura realmente efficace.
Percorsi di Cura Integrata
Per curare il mal di pancia psicosomatico è necessario agire sia sui sintomi fisici sia sulle cause psicologiche sottostanti. Dal punto di vista psicologico, tecniche come psicoterapia, meditazione e respirazione profonda potrebbero aiutare a ridurre stress e ansia. Anche il supporto psicologico individuale o di gruppo può essere utile per comprendere il legame tra emozioni e sintomi fisici. Sul piano medico, il gastroenterologo può prescrivere farmaci sintomatici, come antispastici o antidolorifici, per alleviare i dolori psicosomatici allo stomaco e all’addome. In alcuni casi, possono essere indicati anche farmaci ansiolitici o antidepressivi. Importante è anche la gestione dell’alimentazione, con eventuali modifiche dietetiche da apportare possibilmente con il supporto di un nutrizionista. Infine, uno stile di vita sano (attività fisica regolare, riposo adeguato, riduzione di alcol e fumo, mantenimento di un buon peso corporeo) contribuisce in modo significativo al controllo dei sintomi e alla prevenzione delle recidive.
| Tipo di intervento | Obiettivo |
|---|---|
| Psicoterapia | Ridurre stress, ansia e somatizzazione |
| Mindfulness e rilassamento | Migliorare la gestione delle emozioni e del dolore |
| Farmaci sintomatici | Alleviare crampi e dolore addominale |
| Modifiche alimentari | Migliorare la funzione gastrointestinale |
| Attività fisica | Ridurre tensione e stress |
| Igiene del sonno | Aumentare la resilienza emotiva |

Domande Frequenti
Quando i dolori allo stomaco sono psicosomatici?I dolori allo stomaco sono psicosomatici quando non emerge una causa organica dagli esami medici e il dolore compare o peggiora in relazione a stress, ansia, tensioni emotive o eventi psicologicamente rilevanti.
Quanto durano i disturbi psicosomatici alla pancia?Il mal di pancia legato allo stress è in genere temporaneo e tende a risolversi nel giro di poche ore. Se il dolore addominale persiste per più di 24 ore o si ripresenta frequentemente, è consigliabile consultare il medico per escludere altre cause.
L'ansia può causare nel lungo periodo problemi allo stomaco?L’ansia e lo stress non provocano danni strutturali all’apparato digerente ma se diventano cronici possono favorire disturbi gastrointestinali persistenti, come gonfiore, diarrea o stitichezza.
Cos'è la febbre psicogena?Sì, è un fenomeno noto come “febbre psicogena”. In situazioni di stress emotivo estremo, il sistema nervoso può alterare la termoregolazione corporea, portando a un innalzamento della temperatura (solitamente febbricola, tra i 37° e i 37.5°) che non risponde ai normali antipiretici.
Chi è la figura di riferimento per i disturbi psicosomatici?La figura di riferimento è lo psichiatra, in quanto medico specializzato sia nella salute mentale che nella fisiologia del corpo. Lo psichiatra può escludere cause organiche, prescrivere farmaci se necessario e impostare un percorso psicoterapeutico.
Gli antidepressivi aiutano nei dolori psicosomatici?Assolutamente sì. Alcune classi di antidepressivi sono molto efficaci nel trattamento dei dolori psicosomatici e neuropatici. Agiscono sui neurotrasmettitori che regolano non solo l’umore, ma anche la soglia di percezione del dolore, alzandola e riducendo la sofferenza fisica.
La gastrite da stress guarisce da sola?Difficilmente. Se non si agisce sulla causa scatenante (lo stress o l’ansia), la gastrite tende a ripresentarsi ciclicamente o a cronicizzare. I farmaci gastroprotettori aiutano, ma senza una gestione dello stress il problema alla radice rimane.
Cosa significa somatizzare la rabbia?Somatizzare la rabbia significa reprimere l’aggressività o il disappunto invece di esprimerli. Questa energia trattenuta si rivolge spesso contro il corpo stesso, causando tensioni muscolari (mascella serrata, collo rigido), ipertensione o disturbi infiammatori.
I bambini possono soffrire di disturbi psicosomatici?Assolutamente sì. I bambini hanno meno strumenti verbali degli adulti per esprimere il disagio, quindi usano molto il corpo. Nel caso dell’ansia in particolare è possibile che possano sorgere diversi disturbi psicosomatici dovuti a uno stato d’ansia che si protrae nel tempo e si manifestino sotto diverse forme: dal mal di pancia, al mal di schiena, alla cervicale o al mal di testa. Non sempre la somatizzazione dell’ansia è qualcosa di patologico (lo diventa quando per intensità e durata è molto ampia ed eccessiva): si pensi a un momento di nervosismo o tensione, per esempio prima di un esame importante o di un colloquio, che sfocia in un mal di testa o in un mal di pancia. Quando queste somatizzazioni diventano molto dolorose, di un’intensità molto alta e frequente e duratura nel tempo, si parla però di un vero e proprio disturbo. Ma come mai l’ansia ha tutto questo potere sul nostro corpo? Per esempio il sistema simpatico prepara gli organi all’emergenza o all’attività favorendo l'aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, della glicemia e più in generale l’attivazione dell’organismo e l’attivazione dell’energia. La gestione di questi due sistemi viene realizzata dal cervello, che funziona come una vera e propria centrale operativa che analizza tutte le funzioni del corpo, sempre senza la nostra volontà. I sintomi da somatizzazione possono essere diversi e possono manifestarsi in diverse aree del corpo anche separate. L’ansia somatizzata allo stomaco ha vari sintomi, ma sopratutto lo stomaco è uno dei punti più colpiti da questo disturbo, proprio perché esiste un legame profondo tra cervello e stomaco. Problemi collegati al tubo digerente, che possono variare da persona a persona (per es. La prolungata sperimentazione di emozioni negative o positive porta normalmente a provare sensazioni al petto: quando si sperimenta una grande gioia si sente il petto scoppiare di felicità, ma anche una sensazione negativa o l’ansia possono provocare fitte e dolori al petto. In ogni caso per parlare di somatizzazione, è opportuno previamente fare esami clinici adeguati per escludere cause organiche. Diagnosticare un disturbo psicosomatico non è sempre facile, perché le cause non sempre sono evidenti o recenti, ma potrebbero risalire anche a traumi infantili o passati. Contemporaneamente alla terapia e per cercare di stare meglio nell’immediato, si possono provare diversi esercizi e tecniche di rilassamento e meditazione, per rilassare i muscoli e calmare la mente. Questi esercizi permettono di calmare l’ansia e di rilassare i muscoli, portando così beneficio sotto entrambi i punti di vista dell’ansia somatizzata.
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