Psicomotricità: Un Percorso di Crescita tra Gioco e Movimento

La psicomotricità rappresenta una disciplina pedagogica e riabilitativa fondamentale per lo sviluppo armonico del bambino, valorizzando la sinergia tra corpo e mente. Nata in Francia nel secondo dopoguerra grazie al lavoro pionieristico di Julian De Ajuriaguerra, Jean Bergès e Giselle B. Soubiran, oggi la psicomotricità si articola in due branche principali: educativa e terapeutica. L'obiettivo primario è la creazione di un equilibrio psicofisico e il potenziamento delle capacità comunicative e di concentrazione. Questa disciplina si rivela particolarmente preziosa per i bambini in età compresa tra i 2 e i 4 anni, un periodo cruciale per lo sviluppo di comportamenti legati al movimento e al linguaggio.

bambini che giocano con blocchi colorati

Psicomotricità Educativa e Terapeutica: Obiettivi e Destinatari

La psicomotricità educativa si propone di creare un equilibrio tra corpo e mente, migliorando le capacità comunicative e di concentrazione. Essa si rivolge a tutti i bambini, con una particolare attenzione verso quelli che manifestano timidezza o iperattività. La versione terapeutica, invece, interviene in presenza di specifici disturbi che ostacolano il corretto sviluppo del bambino. In entrambi i casi, lo sviluppo del sistema nervoso centrale, che regola movimenti, emozioni e cognizione, è il fulcro dell'intervento. L'applicazione precoce delle tecniche di stimolazione psicomotoria può accelerare e consolidare lo sviluppo infantile, migliorando le competenze muscolari e la consapevolezza corporea.

Il Gioco come Strumento Primario di Apprendimento

Il gioco è il metodo principale e insostituibile negli incontri di psicomotricità. Attraverso il gioco e il movimento, i bambini sono coinvolti e stimolati a sviluppare abilità motorie, cognitive e sociali. L'approccio ludico non è una mera scelta didattica, ma una necessità intrinseca alla natura infantile. I bambini imparano e crescono esplorando il mondo con il loro corpo, e il gioco rappresenta la loro modalità privilegiata di interazione e apprendimento. Le attività psicomotorie, infatti, permettono ai più piccoli di esplorare il proprio corpo, le proprie reazioni, di relazionarsi con l'ambiente e con gli altri, di esprimersi liberamente e di affrontare le proprie paure.

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Esercizi e Attività per lo Sviluppo Psicomotorio

All'interno dei centri di psicomotricità, dove le sedute solitamente durano circa 40 minuti, vengono proposte una varietà di esercizi e giochi che possono facilmente essere replicati anche a casa. Questi includono attività volte a migliorare la coordinazione, l'equilibrio, il ritmo, il controllo e la precisione. L'utilizzo di oggetti e attrezzi idonei all'età e alle esigenze del piccolo, come palloni, funi, teli e costruzioni, promuove la conoscenza, la comunicazione e la comprensione delle emozioni.

Un esempio pratico è l'organizzazione di un percorso ad ostacoli, che stimola la coordinazione e il senso del ritmo. È fondamentale rendere il percorso adeguato alle capacità del bambino, mostrando inizialmente i movimenti da compiere. Per insegnare il riconoscimento delle parti del corpo, si possono utilizzare filastrocche o canzoni divertenti, chiedendo al bambino di memorizzare e indicare le parti nominate. Questo tipo di attività favorisce notevolmente la coordinazione e l'attenzione.

Un altro gioco semplice ma efficace consiste nell'utilizzare una palla per incentivare il bambino a lanciarla e a muoverla con diverse parti del corpo, come la testa, la spalla, il piede o la mano. Questo esercizio, apparentemente banale, è eccellente per migliorare la coordinazione e l'attenzione.

Un'attività più strutturata può includere lo studio dei rapporti spaziali, aiutando il bambino a differenziare posizioni e movimenti degli arti. Questo si realizza attraverso la presa di coscienza dello spazio gestuale mediante diverse posizioni segmentarie in varie posture. Parallelamente, si inizia con azioni globali e spontanee per poi giungere ad aspetti più analitici.

Il perfezionamento degli automatismi, attraverso la marcia e la corsa, è un altro aspetto cruciale. Sebbene già eseguiti per lo schema corporeo, ora si richiede un'esecuzione più precisa, ponendo attenzione alle singole situazioni corporee durante questi movimenti. Esercizi come la marcia quadrupedale o lo striscio, scomposti in un ritmo lento, aiutano a focalizzare l'attenzione sulle diverse fasi dell'esercizio, promuovendo l'automatizzazione progressiva e la consapevolezza delle variazioni possibili.

Con il salto, si chiede al bambino un'esecuzione qualitativamente più attenta di esercizi sempre più complessi. L'equilibrio dinamico spontaneo viene sviluppato attraverso l'esecuzione di marcia e salti.

Giochi ed esercizi di destrezza contribuiscono all'educazione dei riflessi, dei controlli e all'economia dello sforzo. Inducono un aggiustamento dinamico continuo del corpo durante l'azione e portano il bambino a percepire il proprio corpo come un'entità inserita non solo nello spazio, ma anche nel tempo. Attraverso l'acquisizione di questa consapevolezza, il gioco può essere svolto senza errori e, di conseguenza, senza sconfitte psicologiche. Esempi includono giochi con palla e cerchi.

Il materiale utilizzato, variando per volume, peso e consistenza, permette un adattamento progressivo degli esercizi alle reali possibilità del bambino. Questa progressività è determinata anche dalla complessità dell'esercizio e dalla variabilità dei fattori temporali, spaziali e dinamici (velocità, distanza, forza, ecc.). L'adattamento allo spazio e al movimento, come tirarsi la palla mentre si gira in cerchio, e la coordinazione dei movimenti sono elementi chiave.

Il gioco del salto con la corda è un'altra attività fondamentale. Inizialmente, l'educatore fa girare la corda, adattandosi alle capacità del bambino. Successivamente, il bambino impara a prevedere il passaggio della corda con spostamenti del corpo.

bambino che salta la corda

Dalla Consapevolezza Corporea all'Interpretazione del Ritmo

Una volta raggiunto un certo grado di padronanza del proprio corpo, anche attraverso tecniche di rilassamento, l'interpretazione del ritmo avviene spontaneamente. È tuttavia necessario procedere gradualmente per evitare disorganizzazioni e frustrazioni. Ogni esercizio deve essere presentato in forma verbale e codificata. È attraverso il contatto personale e cosciente con la realtà che il bambino si libera dall'egocentrismo e impara a considerare le prospettive altrui.

L'Importanza dell'Aspetto Relazionale e del Gruppo

Curare l'aspetto relazionale è di fondamentale importanza. Favorire l'inserimento del bambino nel gruppo, conquistando la sua fiducia fin dal primo incontro, sono premesse indispensabili per ottenere risultati concreti e collaborazione. La strutturazione progressiva del gruppo e il suo funzionamento dipendono dalla presenza di un istruttore valido, capace di coinvolgere e ascoltare sia il singolo bambino che il gruppo, ma anche di mettersi da parte per permettere a ciascuno di vivere pienamente la propria azione nelle differenti situazioni educative.

Il judo, ad esempio, offre la possibilità di lavorare sia a corpo libero che in stretto contatto fisico, permettendo di graduare attentamente le difficoltà che possono sorgere in un contatto ravvicinato, dove è in gioco lo spazio di rispetto e difesa. Nel judo, il gruppo è fondamentale; non si tratta più di tollerare altre presenze, ma di instaurare un rapporto attivo di identificazione, aiuto e partecipazione a una funzione collettiva.

Materiali e Tecniche Specifiche

La psicomotricità lavora con suoni, forme, colori, spazio e tempo, favorendo l'organizzazione grafica. Una tecnica utile per migliorare la manualità e il movimento fine, specialmente nei bambini che tendono a calcare eccessivamente sul foglio, è la scrittura sulla sabbia.

bambino che scrive sulla sabbia

Nel caso di bambini con autismo, si è osservato che materiali come i cerchi sono più graditi rispetto alla palla. Un esempio pratico di attività è il gioco del "passa il sasso" nel gioco della campana, che prevede il disegno di nove caselle a terra e il lancio di un sasso da parte di ogni bambino a turno.

Un'altra attività coinvolgente è la distribuzione di materiale, come grossi cerchi. Ogni bambino ne prende possesso, si alza, cammina, si muove avanti e indietro, finché il gruppo non si amalgama e tutti eseguono la stessa azione. Questo favorisce l'integrazione e la sincronizzazione di gruppo.

Per quanto riguarda la motricità fine, attività come il "cesto dei tesori", contenente oggetti naturali di diverse consistenze, forme e dimensioni, o i "travasi", in cui si manipolano liquidi o solidi trasferendoli tra contenitori, sono fondamentali per l'esplorazione e la manipolazione di materiali diversi.

La Psicomotricità a Scuola: L'Esempio dell'Ada Bolchini dell’Acqua

Nella scuola Ada Bolchini dell’Acqua, l'educazione psicomotoria occupa un posto di rilievo. "Tutto ciò che facciamo, proviamo, creiamo è inseparabile dal nostro corpo, è con il corpo che i bimbi imparano a misurarsi con la realtà", afferma la maestra Marta. I piedi rappresentano il modo in cui il bambino si relaziona con la realtà, le mani come agisce, il volto come si presenta, e la pancia come esprime e trattiene le emozioni. Il pensiero, infatti, deriva dal corpo. Le maestre propongono percorsi di psicomotricità almeno due volte a settimana, durante i quali i bambini sperimentano il proprio corpo in piena libertà e sicurezza, utilizzando materassi, tappeti, cuscinoni e altri supporti per vivere esperienze corporee come il rotolamento, il salto, lo striscio e la corsa. Le modalità sono varie, con o senza ausilio di oggetti, con o senza musica, individualmente o in gruppo, dal movimento libero a quello dettato da regole, per garantire un'esperienza completa.

Il lavoro motorio sviluppa gradualmente e globalmente la percezione degli ambienti, dello spazio, degli oggetti, del proprio corpo, la coordinazione e la motricità globale o fine. Le attività che richiedono motricità fine, come il "cesto dei tesori" e i "travasi", sono parte integrante del percorso motorio e psicomotorio e considerate fondamentali per la crescita del bambino.

Scrivere, per i bambini, implica il rispetto di determinate convenzioni e l'acquisizione dello schema motorio di ogni lettera: movimento, direzioni, grandezze, distanze, allineamento, pressione e velocità. La scuola Bolchini offre inoltre corsi di tennis con il metodo "Modern Tennis Metodology Associations".

La Psicomotricità come Strumento di Salute Fisica e Mentale

In sintesi, la psicomotricità è una disciplina che aiuta bambini di tutte le età a controllare il movimento corporeo in modo sano, migliorando la loro relazione con l'ambiente e con gli altri. Lavorare sulla psicomotricità favorisce la salute fisica e mentale dei più piccoli. Questa disciplina è applicabile a tutti i bambini, sia sani che con disturbi specifici, sebbene la pratica possa variare. La psicomotricità è un campo di azione educativa che mira a sviluppare tutte le capacità motorie, espressive e creative basate sulla corporeità, concentrandosi sul movimento e sull'azione. Diversi esercizi di sviluppo psicomotorio aiutano i bambini ad esplorare il loro corpo, le loro reazioni, a relazionarsi con l'ambiente, a interagire con gli altri, ad esprimersi liberamente e a dominare le loro paure.

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