Lo sport, osservato attraverso il prisma delle sue interconnessioni con il sistema dei media e con i processi di produzione e distribuzione, si rivela un fenomeno sociale di ben maggiore rilievo rispetto a quanto la sua collocazione nella sfera del tempo libero potrebbe suggerire. Lungi dall'essere un mero passatempo, lo sport "mediato" rappresenta una potente lente attraverso cui analizzare le dinamiche complesse della società contemporanea.

Di fronte agli schermi televisivi, che trasmettono eventi sportivi attraverso modalità analogiche, satellitari o digitali terrestri, si radunano audience sterminate. Le Cerimonie Olimpiche, le finali di Coppe di calcio e altri grandi eventi sportivi internazionali catalizzano l'attenzione di centinaia di milioni, talvolta miliardi, di telespettatori. Questo fenomeno sottolinea come lo sport mediato trascenda la sua natura di "passatempo" per assumere una rilevanza sociologica considerevole.
Lo Sport come "Fenomeno Sociale Totale"
Al di là delle specificità e delle diversità che caratterizzano i singoli eventi, i grandi eventi sportivi "mediati" dalla televisione eccedono la sfera dell'intrattenimento per trasformarsi in quello che Marcel Mauss definì un "fenomeno sociale totale". Questa espressione, coniata nel suo saggio "Essai sur le don" (1925), indica un fenomeno che permette di osservare, in modo quasi filigranato, l'intreccio di processi economici, politici, culturali, comunicativi e di stili di vita e di consumo in atto nella società contemporanea. In sintesi, i rapporti di dipendenza e interdipendenza che si generano attorno allo sport mediato costituiscono un potente "motore" sociale, culturale ed economico della società contemporanea, come evidenziato da Gratton e Arne Solberg (2007).
Analisi delle Audience Televisive in Italia
L'articolo si propone di presentare alcuni risultati di un'ampia ricerca condotta dallo SportComLab dell’Università di Bologna, focalizzata sul pubblico italiano che ha seguito in televisione i grandi eventi sportivi nei primi anni del nuovo millennio. Utilizzando dati e tecniche differenti rispetto agli studi pionieristici in materia (Guttman 1997; Whannel 1998), è stata analizzata l'ampiezza e la composizione delle audience di circa 1.350 gare disputate tra il 2000 e il 2008. L'analisi si è basata sui dati Auditel, rielaborati secondo 10 variabili audiometriche e 14 socio-anagrafiche, per un totale di 3,9 milioni di dati.
I risultati preliminari indicano che:
- Campionati Europei di Calcio: Le audience più ampie si registrano durante i Campionati europei di calcio, organizzati ogni quattro anni dalla UEFA. In media, una partita di Euro 2008 ha raggiunto il 12,9% di rating, pari a 7,3 milioni di spettatori, con uno share del 36,2%.
- Partite della Nazionale Italiana: Le gare disputate dalla nazionale italiana di calcio attraggono un pubblico significativamente superiore rispetto alle partite tra altre squadre nazionali.
- Cerimonie Olimpiche vs. Gare: Anche all'interno delle Olimpiadi si osserva una netta differenza tra l'audience delle cerimonie di apertura e chiusura e quella delle gare delle diverse discipline sportive. Le cerimonie registrano un pubblico considerevolmente più ampio, come dimostrato dalla Figura 1, che illustra le audience medie per 15 discipline sportive a Pechino 2008, suddivise per genere.

La Sociologia dello Sport: Un Campo di Indagine Trascurato ma Cruciale
Nonostante la sua pervasività e il suo impatto sociale, il volume di studi seri e approfonditi dedicati all'indagine sugli sport è stato storicamente limitato. Come sottolineato da Sleap, questa carenza ha creato un "buco" significativo all'interno delle teorie sulle organizzazioni sociali. Le scienze sociali, e in particolare la sociologia, sono chiamate a uno sforzo maggiore per comprendere le correlazioni tra lo sport e le altre componenti sociali. La storia stessa della sociologia dimostra come manifestazioni apparentemente marginali, ma parte integrante della vita quotidiana, possiedano una straordinaria capacità di illuminare la trama sottesa alle relazioni umane. Questo è particolarmente vero per un'attività diffusa e strutturata come lo sport, che coinvolge la maggior parte dei cittadini a vari livelli di fruizione e pratica.
Lo sport rappresenta una delle attività umane più praticate, sia a livello professionistico che amatoriale. Milioni di persone partecipano alle diverse forme di attività sportive, aggregandosi in "Associazioni" e "Organizzazioni" e avvicinando culture, razze e nazionalità diverse. La funzione sociale dello sport è stata riconosciuta anche nelle conclusioni del Consiglio europeo di Vienna del 1998.
Le Radici della Sociologia dello Sport e i suoi Sviluppi
La mancanza di studi sociologici approfonditi sullo sport può essere ricondotta alle origini della disciplina stessa, nata come scienza della società industriale. Per affermarsi come scienza, la sociologia ha dovuto focalizzare il proprio oggetto di analisi entro coordinate specifiche. La sociologia della tarda modernità sta tuttavia superando questi limiti attraverso un rinnovamento paradigmatico, esplorando nuovi campi operativi con un rigore scientifico e una precisione che consentono di "capire attraverso specifiche correlazioni e sussunzioni di fatti e teorie, secondo i canoni della ricorsività e della tipizzazione nomologica".
Un contributo illuminante giunse già nel XIX secolo da Thorstein Veblen, che con la sua intuizione definì la nuova classe dominante "leisure class". Veblen interpretò lo sport del Novecento non solo come una rielaborazione, nello stile delle nuove borghesie urbane, dell'istinto predatorio tipico della vecchia aristocrazia, ma come una vera e propria dimensione culturale.
I contributi più significativi allo studio sociologico dello sport sono giunti da Norbert Elias e dal suo allievo Eric Dunning. Essi offrirono un'analisi organica e scientificamente valida, rintracciando nella "sportivizzazione" delle moderne società di massa un percorso privilegiato della civilizzazione occidentale. La loro ricerca storico-sociale sullo sport e sulle pratiche del loisir si inserisce in una teoria delle emozioni. L'idea di base, sebbene articolata, trae origine dalla trasformazione della società dalla fine del Medioevo, con la formazione delle grandi monarchie nazionali e delle prime società urbane mature.
Nel processo di civilizzazione, lo sport diventa un laboratorio naturale per osservare l'evoluzione dei rapporti sociali, l'equilibrio mutevole tra competizione e cooperazione, conflitto e armonia, eccitamento e autocontrollo. Elias e Dunning associano la civilizzazione a due processi complementari:
- Interiorizzazione delle norme: Si manifesta nella sfera della socializzazione, con la formazione di tratti della personalità individuale coerenti con il nuovo modello societario, improntato al rigido controllo delle emozioni.
- Processi politico-istituzionali: Ispirati dalla sociologia di Weber, riguardano l'ambito politico e istituzionale.
La "teoria figurazionale" di Elias e Dunning spiega come la sportivizzazione (intesa come metamorfosi del loisir aristocratico in pratiche di competizione regolamentate) e la differenziazione funzionale delle discipline di squadra siano strettamente connesse all'interiorizzazione diffusa delle norme sociali e agli sviluppi istituzionali della modernità, come la nazionalizzazione e la parlamentarizzazione della vita politica.
L'imponente dinamica di regolazione ha significative ricadute nella struttura del reticolo sociale. La nascita dei partiti parlamentari di massa, nella prospettiva di Elias e della scuola di Leicester, procedeva parallelamente alla formazione di una fitta rete di associazioni sportive volontarie, ispirate al modello del club amatoriale britannico. Tuttavia, questa estensione del paradigma è stata criticata per aver assunto la tendenza anglocentrica come potenzialmente universale.
Globalizzazione e Sport Spettacolare
I discepoli di Elias e Dunning, meno interessati alla ricostruzione storica del sistema sportivo, hanno spostato l'attenzione sui punti terminali del processo, portando la ricerca a compiere un significativo passo avanti. Grant Jarvie e Joseph Maguire, rifacendosi a Giddens e alle conseguenze della modernità, hanno posto al centro il tema della globalizzazione. Attraverso la comunicazione tra diverse culture sociali e nazionali, lo "sport spettacolare di alta prestazione" è diventato, sin dalla Grande Guerra, un idioma globale della società di massa.
Lo "sport-idioma" è un complesso mix di comunicazione verbale e non verbale, gerghi tecnici universali, suggestioni emozionali e evocazioni simboliche identitarie. I linguaggi comunicativi sportivi, ricchi di allusioni, richiami e messaggi impliciti ed espliciti, sono globalizzati perché capaci di stimolare contemporaneamente natura e cultura. Le appartenenze identitarie, come il sentimento nazionale, si mescolano con l'allusione erotica, spesso sottesa all'esibizione del corpo. La comunicazione sportiva si estende dall'opinione degli esperti alla conversazione quotidiana di milioni di tifosi.

Critiche e Prospettive Future
Sebbene l'analisi figurazionale sia stata la prima scuola di ricerca a rompere il muro di indifferenza attorno allo sport come problema e opportunità euristica per le scienze sociali, essa è criticabile per non aver colto appieno la complessità e la dialettica dello sport moderno, concentrandosi forse eccessivamente su schemi generali come la civilizzazione (Elias e Dunning) e la globalizzazione (Jarvie e Maguire). Altri critici, come Veblen (1899) e Ortega y Gasset (1957), hanno cercato di circoscrivere e banalizzare la questione dello sport moderno, accusandolo di tradire l'ideale olimpico basato sul primato della partecipazione amatoriale. Veblen lo definì un fenomeno legato alla sopravvivenza dell'istinto aristocratico, mentre Ortega y Gasset lo ridusse a un puro bisogno dell'"uomo di massa".
Questo filone critico, con una visione negativa dello sport moderno, è proseguito negli anni sessanta e settanta con studiosi come Vinnai e Laguillaumie, che vedevano lo sport come metafora della mercificazione della società tardo-capitalista, con la sua vocazione alla disciplina e alla gerarchizzazione.
Tuttavia, altri studiosi, adottando una prospettiva sociologica meno ideologica, hanno offerto risvolti più interessanti. Edgar Morin, teorico della nuova società della comunicazione e dei consumi culturali di massa, considerava le attività sportive l'espressione più coerente della mutazione antropologica del sistema sociale.
Un contributo teorico di grande rilievo giunse verso la fine degli anni settanta grazie al sociologo Allen Guttmann, che, insieme alla sociologia figurazionale, conferì finalmente dignità sociologica alla ricerca sullo sport.
Definizione e Benefici dell'Attività Fisica e dello Sport
Per comprendere appieno il fenomeno, è utile chiarire alcune definizioni fondamentali:
- Attività fisica: Secondo l'OMS, si intende "qualunque movimento determinato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduce in un dispendio energetico superiore a quello delle condizioni di riposo". Include non solo le attività sportive, ma anche camminare, andare in bicicletta, ballare, giocare, fare giardinaggio e lavori domestici.
- Esercizio fisico: Si riferisce all'attività fisica strutturata, pianificata ed eseguita regolarmente.
- Sport: Comprende situazioni competitive strutturate e sottoposte a regole precise. È un gioco istituzionalizzato, codificato in modo da essere riconosciuto e riconoscibile da tutti per regole e meccanismi, applicati in contesti ufficiali o non ufficiali.
- Attività sedentarie: Sono quelle caratterizzate da un dispendio energetico inferiore a quello di riposo, come stare seduti o sdraiati (guardare la televisione, guidare, leggere).
L'attività fisica regolare comporta numerosi benefici, supportati da ricerche scientifiche:
- Salute Cardiovascolare: Riduzione della mortalità per cause cardiovascolari del 20-30%. Essere attivi è associato a un guadagno in aspettativa di vita di 3,4-4,5 anni. L'attività fisica ha un effetto protettivo diretto sullo sviluppo di lesioni aterosclerotiche e un effetto favorevole su altri fattori di rischio cardiovascolare, mentre la sedentarietà agisce in senso opposto.
- Prevenzione del Diabete: L'attività fisica costante e moderata riduce del 30% il rischio di comparsa del diabete.
- Controllo del Peso: Esiste una relazione diretta tra livelli di attività fisica e predisposizione al sovrappeso e all'obesità. L'attività fisica costante, anche moderata, aiuta a mantenere un peso stabile e, in associazione a stili di vita corretti, favorisce il calo ponderale nei soggetti in sovrappeso.
- Salute Muscolo-Scheletrica: La partecipazione a programmi di attività fisica aiuta a mantenere la funzionalità e a rallentare il declino dell'apparato muscolo-scheletrico legato all'età, prevenendo forme degenerative e perdite di forza ed elasticità. Un livello medio-alto di attività fisica è utile per prevenire l'osteoporosi, specialmente negli anziani e nelle donne in menopausa.
- Benifici Psicosociali: L'attività fisica si traduce in miglioramenti psicologici e relazionali, come l'incremento dell'autostima, della qualità della vita e una migliore immagine di sé. I benefici psicosociali sono più evidenti negli sport di squadra rispetto alle attività individuali. Si osserva una prevenzione di disturbi psichici come ansia, attacchi di panico, depressione, dipendenze, stress e solitudine.
Lo Sport come Interazione Sociale secondo Simmel
George Simmel, uno dei padri della sociologia, ha offerto contributi rilevanti allo studio dei fenomeni sociali, ponendo particolare attenzione alla sociologia dell'interazione. Secondo Simmel, i rapporti umani, in tutte le loro forme, contribuiscono a tenere uniti gli individui. La società, per Simmel, esiste laddove un numero di individui interagisce, definendola come "il nome con cui si indica una cerchia di individui, legati l’un l’altro da varie forme di reciprocità".
Simmel distingue tra forma e contenuto delle interazioni sociali:
- Contenuto: L'interesse, la motivazione o la causa che innesca l'interazione.
- Forma: Il modo in cui gli individui interagiscono, la struttura relazionale che si stabilisce.
L'attenzione di Simmel si concentra sulla forma, poiché la stessa forma di interazione può manifestarsi con contenuti diversi, e viceversa. Le forme di interazione sono influenzate dal numero dei membri coinvolti e dalla personalità degli individui all'interno del gruppo.
Lo sport, secondo Simmel, rappresenta una forma di interazione tra individui che dà vita a un sistema societario. In una squadra sportiva, ad esempio, pur con contenuti diversi (obiettivi specifici della partita, strategie), si riscontrano forme di interazione ricorrenti: relazione superiore-subordinato, antagonismo, conflitto, interdipendenza funzionale, rappresentanza.
Simmel analizza quattro concetti cardine in relazione allo sport:
- Gioco: Definito come "forma ludica dell'associarsi", è considerato un elemento della modernità e l'origine di una forma sociale dello sport. Il gioco moderno, più dello sport, è fonte di socializzazione e si basa sulla relazione tra libertà e disciplina. I caratteri necessari del gioco includono l'impegno totale, il contenuto simbolico e la soddisfazione di bisogni. Attraverso il gioco, l'individuo produce la società.
- Conflitto: Inteso come fattore di cambiamento sociale e luogo simbolico di predisposizione delle norme che sottostanno alla vita sociale. Simmel non considera il conflitto l'opposto dell'ordine sociale, ma una forma di interazione vigorosa che, attraverso l'autolimitazione e l'elaborazione di regole, può condurre a un ordine comportamentale e unire gli individui. La gara sportiva, in particolare nei giochi di squadra, è un esempio di conflitto regolamentato.
- Cooperazione e Competizione: All'interno della competizione sportiva coesistono cooperazione e tensione. Due squadre che si affrontano hanno un bisogno reciproco per confrontarsi. La competizione sportiva è caratterizzata da aspetti emozionali e sentimentali in un determinato spazio temporale. Lo sport, con i suoi forti contenuti emozionali, esiti imprevedibili e regole oggettive, è una metafora del conflitto e della modernità stessa.
- Spazio: Simmel intende lo spazio come una forma della società in cui le interazioni rappresentano il contenuto. Quando tra le persone si instaura un'azione reciproca, lo spazio si definisce. Una caratteristica dello sport, come di molte pratiche sociali, è l'esclusività. Nell'ambito cittadino, l'appartenenza a un circolo elitario rappresenta una forma di distanza simbolica dalla società più ampia.
tags: #complesso #relazionale #sport #societa #e #societa
