Esercizi e Attività Temporali nella Gestione della Demenza: Stimolare la Mente per una Migliore Qualità della Vita

La demenza, una condizione complessa e spesso progressiva, presenta sfide significative sia per chi ne è affetto sia per i propri cari. Tra i molti sintomi che caratterizzano queste patologie, il deterioramento delle funzioni cognitive, in particolare la memoria, il linguaggio e le capacità esecutive, assume un ruolo centrale. Di fronte a un panorama terapeutico ancora limitato dai farmaci, la stimolazione cognitiva emerge come uno strumento prezioso per ritardare la progressione della malattia, preservare le capacità residue e, soprattutto, migliorare la qualità della vita. Questo articolo esplora l'importanza degli esercizi cognitivi, con un focus particolare sulle attività temporali, e offre spunti pratici per coinvolgere persone con demenza in modo significativo e gratificante.

L'Importanza della Stimolazione Cognitiva e della Plasticità Neuronale

La demenza comporta lo sviluppo di molteplici deficit cognitivi, tra cui il deterioramento della memoria e l’alterazione di funzioni quali il linguaggio, le prassie, le gnosie e le funzioni esecutive. La progressiva perdita di queste capacità cognitive rende importante intervenire su queste aree per ritardare la progressione della demenza. Alcuni dei sintomi più comuni sono la perdita di memoria, la confusione, la disattenzione o gli sbalzi d’umore. Questi indicatori aiutano a individuare precocemente la malattia di Alzheimer, il che è fondamentale per rallentarne gli effetti, per quanto possibile, con la stimolazione cognitiva.

È ormai scientificamente provato che la plasticità del cervello non scompare con l’avanzare dell’età: anche da anziani, il nostro cervello conserva la straordinaria capacità di evolversi e generare collegamenti neuronali inediti quando riceve gli stimoli adeguati, esemplificando perfettamente il concetto “use it or lose it” (o lo utilizzi o lo perdi). La plasticità neuronale è quella capacità neuronale nell’adattarsi in quanto le connessioni neuronali sono soggette a continui cambiamenti. Prima si pensava che la plasticità neuronale fosse limitata al periodo prenatale e ai primi anni di vita ma gli studi (Pascual-Leone e al., 2005; Sasmita et al., 2008) hanno dimostrato il perdurare di questo fenomeno per tutto l’arco della vita. Per ottenere risultati significativi nelle attività di potenziamento cognitivo, non basta la regolarità dell’allenamento cognitivo; risulta fondamentale anche l’aspetto psicologico: il coinvolgimento affettivo e il desiderio intrinseco di partecipare fanno la differenza! Quando un’attività viene percepita come un’occasionedi divertimento e interazione sociale, i benefici si moltiplicano rispetto a esercizi vissuti come imposizioni o fardelli da sopportare.

La Sfida dell'Orientamento Temporale

L’attività di oggi, per il programma "Teniamoci Attivi", ha l’obiettivo di allenare l’orientamento temporale. Questo si riferisce alla capacità di individuare il corretto momento della giornata, della settimana, del mese e dell’anno in cui ci troviamo, senza l’ausilio di indizi come la lettura del calendario. Per orientarsi nel tempo occorre che la persona con demenza abbia appreso i cicli di giorni, mesi e stagioni. Occorre focalizzare l’attenzione ed elaborare correttamente gli indizi a disposizione come la luce del sole o la temperatura esterna. Occorre inoltre rievocare altri indizi come ad esempio se si tratta di un giorno lavorativo o feriale. E infine tradurre tutte queste informazioni in numeri e nomi astratti e convenzionali. A noi potrebbe sembrare facile poiché abbiamo a che fare quotidianamente con agende, telefoni e impegni lavorativi. Poiché diventa sempre più difficile per il nostro familiare con demenza mantenere il senso di cicli e stagioni, per le difficoltà di memoria e apprendimento di cui sopra, è estremamente utile attenersi ad una routine, fissando alcuni eventi più importanti che la interrompano e strutturino in qualche modo la giornata. Se gli eventi sono abbastanza numerosi, ci sono maggiori opportunità che si renda conto approssimativamente dell’ora e di quello che sta succedendo. Stendere un programma della giornata all’ora di colazione insieme al nostro caro con difficoltà. E poi riesaminare il piano con lui all’ora di pranzo.

Anziani che guardano un calendario

L’allungamento della vita media ha posto in evidenza quanto sia cruciale mantenere efficienti le capacità mentali nelle persone anziane per salvaguardare la loro indipendenza e qualità di vita. Anche se con l’avanzare dell’età, è normale che alcune capacità cognitive possano diminuire, come la memoria a breve termine, la capacità di concentrazione e la velocità di elaborazione delle informazioni.

L'Approccio Ludico: Giocare per Stimolare e Connettere

L’inizio del gioco: scegliete un momento in cui siete disponibili, quando avete tempo a sufficienza, in modo da non dover interrompere il gioco. Sbarazzate il tavolo da ogni oggetto inutile per focalizzare al meglio l’attenzione della persona. Sparpagliate i pezzi del gioco e lasciatele tempo per appropriarsi del materiale (guardare il colore delle pedine, girare le carte, lanciare i dadi, ecc.). Se la persona non si ricorda più come fare, cominciate voi dando l’esempio: bisogna girare due carte e cercare le coppie (nel Memory).

Le regole: anche se le regole servono all’andamento del gioco, spesso le persone affette da demenza non riescono più a capirle. A volte ricordare alla persona le regole del gioco o fare una domanda per vedere se le ricorda può togliere il divertimento o addirittura portarla a rifiutare il gioco stesso. Per questo si consiglia di semplificare le regole o di adattarle rispettando le scelte della persona. Lo scopo non dev’essere tanto quello della «riuscita», quanto quello di trascorrere momenti piacevoli insieme. A Scarabeo non c’è per esempio bisogno di formalizzarsi sull’ortografia o sul conteggio dei punti.

L’autonomia: lasciate che la persona si arrangi il più possibile da sola, anche se il risultato non è perfetto. Acquistate del materiale adatto alle sue difficoltà, come il suo gioco preferito in formato gigante, oppure un portacarte se fa fatica a tenere le carte in mano mentre si concentra sulla strategia. Esistono diversi siti online dove si possono acquistare giochi adattati e materiale che permette alla persona malata di agire in modo autonomo. Se vedete che fa fatica, potete anche aiutarla a trovare la risposta o darle degli indizi.

La fine del gioco: il gioco si può concludere in modo naturale quando qualcuno vince oppure quando notate che la persona mostra segni di stanchezza o disinteresse. A quel punto non cercate di convincerla a continuare, ma proponetele un’altra attività, come una merenda, una passeggiata o un momento di riposo.

Quando giocare: ogni momento della giornata può essere un buon momento per giocare, a seconda del ritmo di vita della persona malata. Per esempio, il mattino quando è ben sveglia, nei momenti di noia oppure prima che inizi ad agitarsi, solitamente di tardo pomeriggio, verso le 5.

Durata del gioco: adattate la durata del gioco tenendo conto di quanto in fretta si stanca la persona, visto che giocare richiede più concentrazione. Se necessario, riducete i tempi. Se la persona malata fa fatica a concentrarsi, cominciate con intervalli di tempo di una decina di minuti.

Esercizi per migliorare il linguaggio e la memoria - STIMOLAZIONE COGNITIVA

Esercizi Specifici per la Stimolazione Cognitiva

Il programma di stimolazione cognitiva di NeuronUP consente a neuropsicologi e terapisti occupazionali di adattare ogni attività alle particolarità e alle esigenze di ciascun utente, ritardando gli effetti neurodegenerativi della malattia. Gli esempi di esercizi di stimolazione cognitiva per persone con Alzheimer qui descritti sono stati sviluppati da professionisti di NeuronUP e sono stati pensati per allenare le abilità cognitive coinvolte nelle principali funzioni della vita quotidiana, e sono disponibili per tutti i professionisti che lavorano con la piattaforma di neuroriabilitazione.

  1. Attività di Vestizione: Questa attività facilita il lavoro del terapeuta perché è molto familiare al paziente. Si tratta di un’attività che la famiglia sarà molto contenta possa essere svolta dal malato di Alzheimer. Infine, è possibile scegliere se il movimento degli indumenti deve essere trascinabile o se basta fare clic sull’indumento per selezionarlo.
  2. Esercizi di Pagamento: Si tratta di un’altra attività con evidenti benefici per la vita quotidiana. Mantenere la capacità di pagare nei negozi, anche con la stretta supervisione di un familiare o di un assistente, è molto stimolante per il paziente. In questo esercizio di stimolazione cognitiva per persone con Alzheimer, diversi oggetti devono essere messi in relazione con i luoghi in cui possono essere procurati e con i professionisti che se ne occupano.
  3. Sequenziamento di Azioni Quotidiane: Il sequenziamento, un classico della stimolazione e della neuroriabilitazione, è un altro tipo di attività che lascia molto spazio alla creatività. Quante azioni quotidiane possiamo dividere in sequenze!
  4. Sequenziamento di Animali: Un altro esercizio in sequenza che ti permette di apprezzare quanto possa essere utile questo tipo di attività. In questo caso il terapeuta invita l’utente a memorizzare l’ordine degli animali rappresentati.
  5. Selezione per Categoria: Seleziona gli elementi di una categoria è un altro esercizio di stimolazione cognitiva per persone con Alzheimer.

Un Approccio Creativo e Personalizzato: Il "Quaderno di Mia Madre"

La malattia di Alzheimer l’ho conosciuta, per la prima volta, a casa, in famiglia. Quando ancora se ne parlava poco e solo tra specialisti del settore, ancora troppo ridotti in rapporto al numero sempre crescente di malati. Quando incontrai la demenza nella mia vita familiare ero già un medico specializzato in Medicina Interna, assunta in Geriatria all’ospedale di Reggio Emilia. I primi comportamenti inadeguati di mia madre ho iniziato ad osservarli nel 2001. Aveva 64 anni. Era appena stata operata di neoplasia mammaria e faceva la chemioterapia. Credo che quest’ultima abbia fatto precipitare una condizione preesistente che era stata diagnosticata come “depressione”. Vedova da 5 anni; con il senno e l’esperienza di poi aveva già i primi sintomi da qualche anno. Mia madre però non aveva mai manifestato una inclinazione alla depressione. Lei era quella “forte” in famiglia. Accadde però un giorno che, nell’accompagnarla a comprare un regalo alla sua nipotina di 2 anni, scelse una ciotola di ceramica. Non poteva trattarsi di depressione. Di lì a poco la diagnosi di “demenza fronto-temporale” e, in base ai suoi comportamenti, già in stadio lieve- moderato. Fu un colpo al cuore. Era troppo giovane. Noi figlie eravamo troppo giovani. Il neurologo che fece la diagnosi e prescrisse la terapia (IACHE) mi disse “cercate di gestirla in più persone e in bocca al lupo”). Ero disperata, come figlia e come medico. Avevo 35 anni e nessuna esperienza pratica. Ho cercato aiuto ovunque dai geriatri, psicologi, neuropsicologi. Mi hanno riempito di materiale per la “stimolazione cognitiva” che era, allora, ancora opinabile e poco praticata. Tutto il materiale che avevo reperito era troppo difficile, noioso, tecnico. Mia madre aveva fatto la V elementare. In più erano iniziati i primi disturbi del comportamento, il più comune il “wandering”. Difficile tenerla ferma e seduta. Questo senso di impotenza e disperazione non mi ha fatto arrendere anzi, mi ha stimolato a trovare una modalità per stimolarla che fosse adatta a lei. Esercizi semplici, familiari, divertenti, con lo scopo di non farle dimenticare i nostri nomi, la sua casa, la sua identità e che stimolassero la sua memoria e la obbligassero a ragionare con un po’ di sforzo. Un modo per stimolarla, cercando di mantenere le sue capacità residue il più lungo possibile. Nell’usarlo lei si sentiva gratificata perché conosceva la maggior parte delle risposte. Un quaderno classico, di quelli che si comprano in cartoleria. Scritto a mano. C’erano proverbi da completare, il suo albero genealogico. Avevo ritagliato immagini di alimenti ed incollati e lei doveva fare la spesa. Le “sue “canzoni erano il nostro punto forte; si cominciava con una frase e poi lei continuava a cantare (io conoscevo solo il ritornello). Sin dal primo giorno capii che questa era diventata la chiave per poter comunicare con lei. Quel quaderno che custodisco con tanto amore, l’ha avvicinata anche alle mie sorelle e ai suoi nipotini ormai abituati ad una nonna apatica, amimica, anaffettiva che aveva l’effetto di allontanarli per paura.

Il passaggio dal “quaderno di mia madre” all’idea di fornire uno strumento di supporto per pazienti e famigliari è stato breve. Ma come fare un “quaderno” rivolto alla popolazione generale? Di testi per la stimolazione cognitiva ce n’erano diversi, io volevo creare un testo divertente, che non desse l’idea di “studiare” ma che unisse la stimolazione cognitiva al “gioco”. Il “gioco” è di solito ben accetto da tutti se svolto senza essere giudicati. Impariamo a giocare da bambini e questo diventa il primo passo per socializzare e confrontarsi. Sulla base di queste premesse ho iniziato a formulare esercizi diversi strutturati a forma di gioco. Accanto ad esercizi classici nell’ambito della stimolazione cognitiva (attenzione visiva, ROT, immaginazione, memoria, reclutamento associativo; ecc) ho aggiunto esercizi che mimassero programmi televisivi o vecchi giochi dell’infanzia. Canzoni a tutti note ed esercizi che rievocano personaggi famosi (tipicamente della loro gioventù). Il testo poteva essere auto-compilato o utilizzato con un famigliare/caregiver. Il primo testo fu pubblicato nel 2013(Gueli, 2013). Ha avuto molto successo. Alcuni pazienti me lo riportavano compilato, orgogliosi. Mi piace immaginare che si siano divertiti come facevo io con mia madre. Con il passar degli anni iniziarono le richieste di altro materiale simile. Chiesi consigli su cosa avevano gradito, cosa era stato troppo difficile o troppo facile, cosa non era piaciuto. Così a distanza di cinque anni ne scrissi un altro.

Esercizi Specifici per Stimolare Diversi Domini Cognitivi

Di seguito sono presentati alcuni esempi di esercizi mirati a stimolare specifiche funzioni cognitive, adattabili a persone con demenza.

Obiettivo: Stimolare la memoria, l’attenzione e la capacità di categorizzazione.Attività: Disporre 8-10 elementi alimenti su un tavolo. Permettere ai partecipanti di osservare gli alimenti per 30 secondi. Coprire gli alimenti con un telo o nasconderli. Chiedere ai partecipanti di elencare a voce alta tutti gli alimenti che ricordano di aver visto. Successivamente, mostrare di nuovo gli alimenti e chiedere di raggrupparli in categorie (es. frutta, verdura, proteine, carboidrati).Progressione: Aumentare il numero di alimenti fino a 15-20. Ridurre il tempo di osservazione a 15-20 secondi. Aggiungere la richiesta di ricordare anche il colore o la posizione di ciascun alimento sul tavolo.

Frutta e verdura disposte su un tavolo

Obiettivo: Stimolare le funzioni esecutive, il ragionamento, la pianificazione, la memoria semantica e le abilità decisionali.Attività: Predisporre un’ampia selezione di cibi di plastica di diverso tipo. Fornire ai partecipanti quattro vassoi o piatti etichettati con le quattro stagioni. Chiedere ai partecipanti di selezionare gli alimenti tipici di ciascuna stagione e posizionarli sul vassoio corrispondente. Successivamente, invitarli a creare un menù completo (antipasto, primo, secondo, contorno e dessert) per ogni stagione utilizzando gli alimenti selezionati. Alla fine, ogni partecipante presenta il suo menù stagionale al gruppo, spiegando le scelte effettuate.Progressione: Aggiungere vincoli nutrizionali (es. “create un menù equilibrato con proteine, carboidrati e grassi sani”). Introdurre limitazioni (es. “menù vegetariano” o “menù con budget limitato”). Sfidare i partecipanti a creare menù per occasioni specifiche (es. festa di compleanno, pranzo di Natale). Aggiungere la dimensione di pianificazione temporale (es. “Quanto tempo ci vorrebbe per preparare questo menù?”).

Obiettivo: Stimolare l’attenzione selettiva, la memoria di lavoro, le abilità visuo-spaziali e il ragionamento logico.Attività: Preparare un set di figure geometriche colorate di diverse forme (cerchi, quadrati, triangoli, rettangoli) e dimensioni. Creare una sequenza semplice di 4-5 figure seguendo un pattern logico (es. cerchio rosso, quadrato blu, cerchio rosso, quadrato blu). Mostrare la sequenza ai partecipanti e chiedere di osservarla attentamente. Rimuovere la sequenza e chiedere ai partecipanti di ricrearla utilizzando le figure a disposizione.Progressione: Creare sequenze più lunghe (7-10 elementi). Introdurre pattern più complessi che coinvolgono più variabili (es. alternanza di forme, colori e dimensioni). Mostrare la sequenza per un tempo limitato (15-30 secondi) prima di nasconderla. Chiedere di creare la sequenza al contrario.

Obiettivo: Stimolare la fluenza verbale, la flessibilità cognitiva, l’accesso al lessico, la memoria di lavoro e la memoria semantica.Attività: Presentare ai partecipanti un determinato numero di lettere, ad esempio: A, R, T, E, S. Spiegare che l’obiettivo è creare il maggior numero possibile di parole di senso compiuto utilizzando esclusivamente queste lettere. Assegnare un tempo definito (es. 5 minuti). Al termine, invitare i partecipanti a leggere le parole trovate e confrontarle con quelle degli altri (se l’attività viene presentata in gruppo).Progressione: Richiedere parole con un numero minimo di lettere (es. 3 o 4 lettere). Imporre che ogni parola contenga obbligatoriamente una lettera specifica (es. la lettera "R"). Richiedere associazioni tra le parole trovate (es. collegare parole per significato).

Obiettivo: Stimolare il linguaggio, la fluenza verbale, l’accesso al lessico, la memoria semantica e l’attenzione.Attività: Disporre sul tavolo le tesserine con le lettere dell’alfabeto, posizionate a faccia in su. Il primo partecipante sceglie una tessera e forma una parola di almeno 3 lettere, utilizzando altre tessere disponibili. Il partecipante successivo deve creare una nuova parola che inizi con l’ultima lettera della parola precedente. Ogni partecipante può scegliere liberamente le tessere necessarie dal tavolo per comporre la propria parola. Dopo aver formato la parola, il partecipante deve dire una breve frase che la contenga. Si continua a turno, creando una “catena” di parole collegate.Progressione: Stabilire categorie specifiche (es. “solo animali”, “solo luoghi”, “solo oggetti della casa”). Limitare il tempo a disposizione per trovare la parola (es. 30 secondi). Richiedere parole con un numero minimo di lettere (es. 4, 5 o più). Introdurre restrizioni sulle lettere utilizzabili (es. “non si possono usare le vocali A ed E”).

Tessere dell'alfabeto disposte su un tavolo

Considerazioni Personali e Terapeutiche

Ad oggi non esistono farmaci che guariscono o che rallentino in modo decisivo la demenza. Negli ultimi anni si sono moltiplicati i centri diagnostici, di ascolto, di volontariato, i centri diurni (questi ultimi si sono modernizzati). Ma nel territorio esiste, oggi come ieri, tutta una popolazione di pazienti affetti da deterioramento cognitivo lieve/moderato, “troppo avanti” nella malattia per frequentare i corsi di stimolazione cognitiva offerti dall’azienda o da altre agenzie e che, al contempo, non vogliono andare ai centri diurni. Di fronte a questa realtà sentivo che dovevo fare di più. Impostai il mio ambulatorio in modo diverso. Oltre alla visita tradizionale, rispondevo a domande, incoraggiavo, ascoltavo e davo consigli su come intrattenere il paziente. A volte mi è capitato di raccontare la mia esperienza personale; volevo che mi sentissero vicina, che sapessero di essere compresi, che avevamo qualcosa in comune, che io ero stata come loro.

Le esperienze personali, anche le più brutte, ci insegnano qualcosa. L’importante è riconoscere questi insegnamenti e utilizzarli per qualcosa di costruttivo. Spero che questa condivisione tra me e loro sia stata utile. Di certo era necessaria per molti. Per me è stata anche un po’ terapeutica. Non cambierei questo lavoro per nessun motivo al mondo.

Gli esercizi di stimolazione cognitiva possono contribuire a prevenire la perdita di memoria, migliorare l’attenzione e altre funzioni cognitive, contribuendo a preservare l’autonomia e la qualità della vita. Non dimenticate di scaricare le schede e fateci sapere se il gioco vi è piaciuto. Il tempo è molto importante nella nostra vita e scandirne i momenti non ci fa perdere la cognizione della realtà che ci circonda.

La morbo di Alzheimer comporta lo sviluppo di molteplici deficit cognitivi, tra cui il deterioramento della memoria e l’alterazione di funzioni quali il linguaggio, le prassie, le gnosie e le funzioni esecutive. La progressiva perdita di queste capacità cognitive rende importante intervenire su queste aree per ritardare la progressione della demenza.

Have you ever stopped to think about the amount of information our brain stores? Much of that information consists of our life's memories, possibly the most precious thing we can store. That's why it's essential to take care of our brains so that our memory lasts as long as possible over the years. Memory is a function of our brain that allows us to encode and store all types of information we acquire through experience and learning. Memory allows people to maintain a continuous and coherent view of their lives. However, as we age, the brain undergoes various changes that sometimes directly affect our memory. It's very common for older people to begin experiencing memory lapses, which, while frustrating, are not a cause for concern. Memory loss manifests itself in different ways depending on the individual. It's important to differentiate between normal memory lapses in older people and the deterioration associated with dementia. But fortunately, with the advancement of science and research, it has been confirmed that the brain, like any other muscle in our body, needs to be exercised to continue functioning properly. Brain plasticity, or neuroplasticity, can be maintained throughout life, as long as we put our brain to work. It's been proven that reading improves memory. This is because reading gets the brain used to remembering characters, facts, details, or situations, making it a great mental exercise. Furthermore, it is an activity that requires not only cognitive skills but also motor skills. Puzzle making is a hobby enjoyed by many people around the world. The challenge of solving a puzzle, combined with its playful nature, makes it an ideal activity to do alone or with others. When we put together a puzzle, our brain performs a series of exercises to find the relationship between the images on the pieces and remember what we've seen before. This activity also improves concentration, fosters patience, and reduces anxiety. As for card games, in addition to being a memory exercise that helps people retain information and even develop strategies, they are a very fun activity that facilitates socializing, even among people of different generations. An action as simple as marking the current day and year on a calendar can help improve a person's spatial and temporal orientation. Creating this awareness of time helps a person locate themselves and be able to remember the past and connect it with the present. To practice this daily, there are physical calendars on which the person must mark the day, month, year, season, and even the day of the week or the time. As for the clock, another exercise that can help improve memory is interpreting time on hands and digital clocks, not only defining the time on each of them but also changing how a given time would be represented on one type of clock or another. It's clear that memorizing helps exercise memory, and if it's done through games, it's certainly much more fun. To do this, for example, we can pose challenges like: What objects are in the closet? What food is in the refrigerator? The idea is that, after memorizing the objects found in a specific place for a short period of time, the person will be able to recall them, providing as many details as possible. These types of games help exercise visual memory, which is key to reading and writing, as it helps us connect visual and verbal aspects. It can also help us remember familiar places or faces. Every day you can learn something new. Furthermore, learning and maintaining a curious attitude toward life is, without a doubt, one of the exercises that will keep our brain plasticity active, promoting overall cognitive activity. Learning to speak a language, play an instrument, learn new songs, visit museums, attend lectures, or participate in any other cultural activity. It's never too late to learn new things. Through cognitive stimulation, anyone can improve their abilities such as language, memory, and attention. This activity is intended for everyone due to its benefits; however, it is especially geared toward older adults undergoing normal aging, even those without dementia or memory loss, as well as those with mild cognitive impairment and those with mild dementia. Older adults often report difficulty remembering things they used to recall easily, difficulty finding the right words when they need to, or forgetting where they put certain objects.

Incorporare esercizi cognitivi nella routine quotidiana non richiede molto tempo, ma può avere un impatto significativo sulla qualità della vita degli anziani.

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