Liberarsi dalla Gabbia Emotiva: Strategie Efficaci per Uscire da una Relazione con un Narcisista Bugiardo

Trovare il coraggio di porre fine a una relazione con un individuo narcisista e bugiardo è un percorso arduo, spesso intriso di dolore e confusione. Quando la domanda su come liberarsi da un narcisista inizia a risuonare con insistenza, è probabile che si sia raggiunto un punto di consapevolezza cruciale: la presa di coscienza dell'insostenibilità di una dinamica relazionale profondamente tossica. La stanchezza emotiva accumulata, frutto di un continuo susseguirsi di abbandoni e riavvicinamenti, silenzi punitivi, sparizioni improvvise, riconquiste effimere e promesse vane, rende la situazione insostenibile. Le bugie, abilmente tessute per minimizzare tradimenti e manipolazioni, come il gaslighting, erodono progressivamente la percezione della realtà, lasciando la vittima in uno stato di perenne incertezza.

Donna che guarda un labirinto

Per intraprendere con successo il cammino verso la liberazione da un narcisista, è indispensabile comprendere le ragioni che hanno inizialmente condotto all'interno di questa spirale distruttiva. Chi si interroga su come uscire da una relazione con un narcisista, o su come disinnamorarsi di un tale individuo, ha già, in larga misura, compreso la natura patologica del disturbo con cui si ha a che fare. Le infinite ricerche online, effettuate nella vana speranza di trovare un elemento che confutasse la realtà di essere intrappolati in una relazione con un narcisista, si sono rivelate, con ogni probabilità, infruttuose. Questo è uno dei passaggi più dolorosi: accettare l'esistenza di un individuo incapace di amare, il cui equilibrio si fonda sulla distruzione di chi gli sta accanto, che trae nutrimento emotivo dall'umiliazione di chi desidera solo essere amato. È un dogma che sfida ogni spiegazione razionale, un significato profondo che sfugge alla comprensione.

Il secondo passo fondamentale è rinunciare categoricamente all'idea di poter indurre un cambiamento o una guarigione nel narcisista. Non spetta a noi tale compito, indipendentemente dal tipo di legame: che si tratti di figli, partner, conviventi o amanti. L'unica strategia percorribile è quella di sottrarsi attivamente alla dinamica tossica, abbandonando ogni velleità di cura miracolosa per chi ci infligge sofferenza. Paradossalmente, l'unico modo per "aiutare" un narcisista potrebbe essere proprio quello di lasciarlo, permettendogli di trovare nuove fonti di "approvvigionamento". La loro intrinseca mancanza di autocritica li spinge a perpetuare i loro comportamenti, indipendentemente dalla persona che hanno di fronte o dall'amore che ricevono. Di fronte a domande sulla sofferenza che arrecano, potrebbero affermare di essere "fatti così", di fare il massimo per rendere felici gli altri, di non avere malizie. E, in un certo senso, potrebbero persino dirlo con sincerità, poiché questa è la loro natura.

Il terzo passo consiste nel rinunciare a qualsiasi desiderio di rivalsa o vendetta, abbandonando l'idea di poter ferire un narcisista. La convinzione di avere diritto a ribaltare la situazione, a ottenere giustizia riconquistando l'amore e le attenzioni precedentemente ricevute o intraviste, per poi abbandonare a propria volta il narcisista, rappresenta una trappola mentale, un autoinganno. Non è possibile emularne il comportamento per ottenere la soddisfazione di infliggere loro lo stesso dolore.

Il quarto passo impone di fare i conti con la propria dipendenza affettiva. Come accennato all'inizio, la chiave per uscire da una relazione abusante risiede nella comprensione delle ragioni che ci hanno condotti in essa. Sebbene ogni storia sia unica, è probabile che non ci si sarebbe ritrovati invischiati in una relazione con un narcisista se non si presentassero, a propria volta, determinate caratteristiche. Il narcisista e la sua vittima spesso manifestano "ferite" speculari che li attraggono reciprocamente, incastrandoli in un meccanismo disfunzionale perfetto. Affrontare queste ferite antiche e profonde, che continuano ad auto-infettarsi a livello inconscio, può risultare estremamente difficile da soli.

Due persone che si tengono per mano, una delle quali è ombreggiata

Il quinto passo, universalmente suggerito da psicoterapeuti ed esperti, è il "no contact". Questa strategia consiste nell'interrompere ogni forma di comunicazione e interazione con il narcisista, qualora le circostanze lo permettano (ad esempio, se non si vive o lavora insieme o non si hanno figli in comune). Si tratta di bloccare contatti telefonici, evitare luoghi e situazioni in cui incontrarlo, e disattivare i profili sui social media. Tuttavia, l'efficacia del "no contact" è compromessa se si continuano a monitorare le sue attività online, se ci si interroga sull'effetto che tale blocco possa avere su di lui, se si considera il "no contact" a tempo limitato, o se lo si percepisce come una forma di vendetta. Il "no contact" deve essere intrapreso per il proprio benessere, non per il narcisista.

La personalità narcisistica è caratterizzata da un profondo egocentrismo e da una spiccata tendenza alla manipolazione per ottenere benefici personali, ignorando le conseguenze negative del proprio agire. Sebbene tutti possiedano tratti narcisistici che salvaguardano l'immagine personale, nel narcisista patologico tale tendenza è così marcata da assumere una rilevanza clinica. Egli si presenta come presuntuoso e pieno di sé, esaltando le proprie qualità e svalutando quelle altrui. La mancanza di empatia si traduce in un agire finalizzato esclusivamente al raggiungimento dei propri scopi, incurante dei bisogni altrui. Un ideale di superiorità guida pensieri, emozioni e comportamenti, spingendo verso obiettivi professionali e relazionali che sfiorano la perfezione. Tuttavia, dietro questa facciata di elevata autostima si cela una fragilità profonda, strettamente legata al riconoscimento esterno. La ricerca continua di conferme sociali è dettata dalla necessità di sostenere un "falso sé" che non corrisponde alla realtà interiore.

La relazione di coppia diventa uno strumento per il narcisista di nutrirsi emotivamente. Il dialogo è squilibrato: il narcisista tende a essere prolisso ed egocentrico, sminuendo ogni pensiero del partner. La mancanza di interesse reciproco si accompagna a un atteggiamento ipercritico. Idee, eventi di vita ed emozioni del partner vengono costantemente svalutati e filtrati, enfatizzando gli aspetti negativi. Rari momenti di apparente complicità non fanno che aumentare l'insicurezza del partner, che vive la relazione come perennemente in bilico.

Narcisismo e Disturbo Narcisistico di Personalità

La dinamica relazionale con un narcisista segue spesso una sequenza precisa, la cosiddetta "danza del narcisista".

  1. Idealizzazione (Love Bombing): L'inizio della relazione è caratterizzato da un comportamento da "principe azzurro". Attenzioni costanti, messaggi, sorprese e dichiarazioni d'amore intenso creano nel partner un attaccamento profondo, basato su un'immagine positiva e rassicurante. Il narcisista può affermare di aver trovato l'anima gemella, vantando qualità in comune per avvicinarsi.

  2. Svalutazione: Una volta conquistato amore e fiducia, il narcisista passa alla fase di svalutazione. Progetti di vita un tempo sostenuti diventano oggetto di attacco e screditamento, facendo sentire il partner inadeguato. In questa fase, il narcisista può utilizzare la triangolazione, introducendo una terza persona (reale o immaginaria) per destabilizzare il partner e assumere il controllo. Il paragone con ex partner dalle qualità eccezionali è un esempio comune.

  3. Abbandono: Questa fase coincide spesso con la chiusura della relazione. Spesso è preceduta da segnali indiretti di interesse verso un nuovo partner, volti a scatenare la gelosia del partner attuale. Quest'ultimo, pur accusando forte insicurezza, non trova conforto; al contrario, viene etichettato come possessivo o visionario, alternando questi attacchi al silenzio manipolatorio.

La vittima entra così in una fase di autodistruzione, in cui emergono le vulnerabilità che il narcisista detesta vedere in sé stesso e negli altri. Lo stato d'animo del partner viene influenzato negativamente, con il rischio di sviluppare sintomi depressivi. Ci si può sentire svuotati, accusare un calo dell'autostima, dubitare del proprio valore fino a non riconoscersi più come persona. Spesso sono necessari anni per comprendere appieno la natura del rapporto e l'identità del narcisista. La domanda costante "con chi sono stata?" aumenta il senso di impotenza e insicurezza.

La vittima di un narcisista è spesso una persona con scarsa autostima o con una storia di relazioni basate sullo squilibrio dei ruoli, la cui personalità si struttura attorno al "fare per valere" e a tendenze perfezionistiche.

Fortunatamente, è possibile uscire da questo tipo di relazione, a patto di sviluppare una piena consapevolezza delle sue dinamiche. Con l'aiuto di un professionista esperto, la vittima può intraprendere un percorso di riappropriazione della propria vita. La psicoterapia aiuta a perdonarsi, rendendo consapevoli dei meccanismi utilizzati e delle dinamiche interne attivate. Parallelamente, si lavora sulla storia di vita e si affronta la paura di nuove relazioni. L'obiettivo è superare l'incredulità, i sintomi depressivi e ripristinare l'equilibrio interno, assumendo un ruolo attivo.

Persona che scala una montagna

Intraprendere il cammino per guarire dopo una relazione con un narcisista può sembrare un'impresa titanica, un percorso irto di ostacoli e sofferenza. Tuttavia, è un viaggio necessario e potenzialmente trasformativo, che può condurre a una profonda riscoperta di sé e a una rinascita emotiva e psicologica.

Il primo e fondamentale passo è riconoscere i segni della relazione tossica. Le vittime di narcisisti si trovano spesso intrappolate in un vortice di manipolazione e abuso emotivo senza rendersi conto della gravità della situazione. Il narcisista è maestro nel far sentire il partner inadeguato, sbagliato o colpevole. Riconoscere questi pattern è essenziale. Ricorda: non sei tu ad essere sbagliata o inadeguata, ma la dinamica relazionale in cui ti sei trovata coinvolta. Il narcisista crea un ambiente emotivo tossico in cui sei costantemente sotto pressione per soddisfare le sue esigenze irrealistiche e mutevoli.

Uno degli ostacoli più grandi e insidiosi è il pervasivo senso di colpa che attanaglia le vittime. Molte si sentono responsabili per il fallimento della relazione o credono di non aver fatto abbastanza per "salvare" il partner narcisista. È fondamentale comprendere che non si può cambiare o salvare un narcisista; solo loro possono scegliere di intraprendere un percorso di cambiamento, e nella stragrande maggioranza dei casi, non lo fanno. Liberarsi dal senso di colpa è un processo graduale che richiede pazienza, auto-compassione e spesso supporto professionale. Pratica l'auto-compassione: parla a te stessa come parleresti a un caro amico. Riconosci che hai fatto del tuo meglio in una situazione estremamente difficile e manipolativa.

La relazione con un narcisista può devastare l'autostima, lasciando la sensazione di non valere nulla, di essere inadeguato o di non meritare amore e rispetto. Come guarire implica un intenso lavoro di ricostruzione dell'autostima. Inizia con piccoli passi: celebra i tuoi successi quotidiani, per quanto insignificanti possano sembrare. Circondati di persone che ti apprezzano e ti supportano. Le relazioni positive sono fondamentali. Pratica l'auto-cura quotidianamente: meditazione, yoga, esercizio fisico, lettura di libri ispiranti. Ricorda costantemente che il tuo valore non dipende dall'opinione di nessun altro.

Molte persone che hanno vissuto una relazione con un narcisista sviluppano sintomi di disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Questi possono includere flashback, ansia cronica, depressione, disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione. Il primo passo è riconoscere che ciò che hai vissuto è stato un trauma. Spesso, le vittime minimizzano le loro esperienze, pensando che, in assenza di abuso fisico, non possano essere "veramente" traumatizzate. La terapia, in particolare approcci specifici per il trauma come l'EMDR o la CBT focalizzata sul trauma, può essere estremamente efficace. Non esitare a cercare aiuto professionale.

Una delle lezioni più importanti è l'importanza cruciale di stabilire e mantenere confini sani. Impara a riconoscere i tuoi limiti personali, emotivi e fisici. Cosa ti fa sentire a disagio? Quali comportamenti o richieste ti fanno sentire violato o sfruttato? Pratica il dire "no" senza sentirti in colpa. Inizia con piccoli passi, stabilendo confini in situazioni meno cariche emotivamente. Ricorda che le persone sane rispetteranno i tuoi confini.

Dopo essere usciti da una relazione con un narcisista, molte persone si sentono come se avessero perso completamente la propria identità. Il narcisista tende ad assorbire e cancellare l'individualità del partner. Dedica del tempo a esplorare i tuoi interessi, le tue passioni e i tuoi valori. Cosa ti rende veramente felice? Quali sono i tuoi sogni? Prova nuove attività o riscopri vecchi hobby. Considera di tenere un diario di auto-riflessione. Ricorda che questo processo di auto-scoperta è un viaggio.

Uno degli effetti più duraturi è la profonda difficoltà a fidarsi degli altri. Dopo essere stati ripetutamente traditi, manipolati e feriti, è naturale sviluppare una forte paura dell'intimità e della vulnerabilità. Tuttavia, imparare a fidarsi di nuovo è una parte essenziale del processo di guarigione. Inizia lentamente, concedendo la tua fiducia in piccole dosi a persone che si sono dimostrate affidabili. Impara a riconoscere i segnali di relazioni sane. Non tutte le persone sono come il tuo ex partner narcisista. Ci sono molte persone genuine, empatiche e amorevoli. Allo stesso tempo, mantieni un sano scetticismo e fidati del tuo istinto.

Il passo finale e forse più trasformativo è abbracciare il futuro con speranza, ottimismo e un rinnovato senso di possibilità. Dopo tutto il dolore e la confusione, può sembrare difficile immaginare una vita felice e appagante. Crea una nuova narrativa per la tua vita, una in cui sei il protagonista forte, resiliente e degno d'amore. Inizia a visualizzare il futuro che desideri. Lavora attivamente per realizzare questa visione. Stabilisci obiettivi concreti. Ricorda che la guarigione non è un processo lineare. Ci saranno alti e bassi.

Una persona che si guarda allo specchio e vede una versione più forte di sé

La cultura popolare spesso interpreta il narcisismo come una persona innamorata di sé stessa. È più preciso caratterizzare il narcisista patologico come una persona innamorata di un'immagine di sé idealizzata, che proietta per evitare di sentirsi (e di essere visto come) il vero sé ferito e disconosciuto. I narcisisti ricorrono spesso a una serie di inganni per ottenere ciò che vogliono.

Ecco otto bugie ed esagerazioni comuni che i narcisisti usano spesso:

  1. Esagerazione del proprio sé: Gonfiano il proprio senso di sé attraverso la vanteria, l'ostentazione, l'esagerazione, la citazione di nomi e altre forme di autocompiacimento. Ricordano regolarmente quanto siano speciali, importanti, potenti, attraenti, popolari e/o di successo. Nel profondo, la loro autostima può essere una realtà molto diversa, sentendosi vuoti senza l'attenzione e non amati senza l'adulazione.

  2. Convinzione di superiorità: La Mayo Clinic identifica la "convinzione di essere superiori" e "l'aspettativa di essere riconosciuti come superiori" come caratteristiche di spicco del disturbo narcisistico di personalità. Nelle interazioni quotidiane, provano soddisfazione nel ricordare agli altri che sono migliori. La loro insofferenza verso gli "inferiori" si manifesta attraverso giudizi, critiche, compiacimento, sarcasmo, emarginazione. Nella loro mentalità, sono dei e dee, e il mondo gira intorno a loro. Questa presuntuosa immagine di sé è solo un travestimento ben studiato per nascondere il complesso di inferiorità.

  3. Inadempienza e inaffidabilità: Tendono a non rispettare gli accordi e gli obblighi. Questo comportamento varia da lievi mancanze (rinuncia ad appuntamenti) a gravi abbandoni di responsabilità e relazioni importanti. Non si relazionano, usano; parlano bene, ma spesso non sono in grado di sostenerlo.

  4. Mancanza di etica e moralità: Poiché si preoccupano poco delle regole e dei limiti, possono impegnarsi in attività che mancano di credibilità, etica o moralità. Alcuni prosperano nell'infrangere le regole per ottenere ciò che vogliono, perché l'infrazione delle regole li fa sentire eccezionali e autorizzati.

  5. Scarico di responsabilità e vittimismo: Quando le loro macchinazioni li portano nei guai, una delle reazioni più comuni è puntare il dito e scaricare la responsabilità sugli altri. Spesso incolpano la vittima di aver causato la propria vittimizzazione. Possono anche farsi passare per vittime, indicando difficoltà che li hanno impedito di essere responsabili, e chiedere clemenza.

  6. Falsa seduzione e manipolazione: Hanno la capacità di essere affascinanti e carismatici. Come venditori provetti, sanno dire le cose giuste per attirare l'attenzione e indurre a credere alle loro persuasioni zuccherose. Nelle relazioni, professano ammirazione e attrazione senza preoccuparsi di conoscere veramente la persona. Vogliono qualcosa da voi. Nelle storie d'amore, sono spesso più innamorati del processo di seduzione che della persona, perché questa rappresenta una "conquista".

  7. Richiesta di attenzione e sacrificio costante: Richiedono attenzioni e sacrifici costanti perché ciò li fa sentire importanti. Quando qualcuno sceglie la propria priorità, il narcisista si agita, accusa l'altra persona di essere "egoista", "deludente" o "non presente". In realtà, sta semplicemente facendo i capricci da bambino.

  8. Promesse di cambiamento non mantenute: Poiché operano sulla base dell'inautenticità e della falsità, le conseguenze delle loro azioni possono raggiungerli. Durante questi momenti, alcuni professano drammaticamente le loro malefatte, promettono di cambiare strada e chiedono perdono. Possono sembrare convincenti, ma spesso non cambiano radicalmente la loro patologia, ma solo gestiscono la crisi.

Superare rapporti con psicopatici, sociopatici o narcisisti richiede più tempo del normale. I sopravvissuti si sentono frustrati per non aver superato velocemente la fine del rapporto, come nelle relazioni precedenti. Si vedono costretti a rispondere a domande degli amici e a confrontarsi con terapeuti non sempre preparati sull'abuso psicologico. La frustrazione aumenta quando vengono invitati a dimenticare tutto e ad andare avanti come se niente fosse.

Il processo di superamento di un rapporto con un soggetto psicopatico è più complesso degli altri. È stato un "amore" fabbricato in cui la vostra personalità è stata imitata come in uno specchio per meglio manipolare i vostri sogni. Vi siete innamorati a dismisura perché era questo l'obiettivo dello psicopatico, ecco perché non si può parlare di una normale rottura. Avete avuto a che fare con una persona che, tramite il condizionamento della vostra mente, ha introdotto nella vostra vita un cocktail esplosivo di disperazione e desiderio inaspettato. Gli psicopatici sanno ricompensare le prede all'inizio del rapporto rinforzando la loro immagine positiva. Sono doni che offrono gratuitamente durante l'intera fase di idealizzazione. Mettendovi su di un piedistallo, vi preparano per l'erosione identitaria che intendono compiere a posteriori, quando non avranno più bisogno di voi. Lasciandovi in eredità una delle esperienze più dolorose della vostra vita, si assicurano un posticino permanente nella vostra mente. Attraverso bugie, triangolazioni, nuvole di fumo e minacce velate, si assicurano di restare nei vostri pensieri giorno e notte.

Quando finalmente arriva l'abbandono - tante volte è la preda indotta dallo psicopatico a decidere di porre fine al rapporto a causa del suo comportamento erratico - si ritrova con il cervello sommerso da pensieri dissociati. Da un lato si ricordano della fase del love bombing e del bene che provavano per lo psicopatico, dall'altro tornano a pensare alle sue bugie, alla negazione della realtà, alle infedeltà, all'umiliazione, al condizionamento psicologico che impediva di estrarre la verità dalla nebbia. Bisogna essere pazienti perché è normale alternare ricordi contrastanti quando qualsiasi rapporto finisce.

Gli psicopatici e i narcisisti sviluppano nelle prede un forte vincolo sessuale ed emotivo. Molte prede attribuiscono a loro un certo fascino, un'eccessiva esperienza sessuale e un modo del tutto particolare di allenare il cervello altrui, di modo da portare ogni singolo individuo delle loro cerchie a dipendere da loro per la convalidazione di piccole ed insignificanti decisioni quotidiane. Dimostrando la loro adorazione per voi nella prima tappa, ottengono l'effetto di farvi abbassare la guardia, il che vi porta ad affidare esclusivamente a loro il vostro valore in quanto persone: la vostra felicità passa a dipendere dal bombardamento amoroso che vi è stato imposto all'inizio.

Qualsiasi infedeltà in un rapporto con una persona normale lascia tracce e sentimenti di grande insicurezza. Con uno psicopatico, non solo si subiscono molteplici infedeltà e slealtà, ma oltre il normale dolore prodotto da una qualsiasi infedeltà, subentra anche l'umiliazione di sentirsi usati come oggetti. E non solo, poiché lasciano tracce dei loro misfatti e poi lo negano palesemente - azione di una perversità relazionale sconcertante! - finiscono per danneggiare la vostra psiche. L'idea fondamentale dello psicopatico è farvi lottare per essere meglio delle altre donne/uomini appartenenti alla sua Corte: inducendovi a giocare a fare gli investigatori privati vi tengono su di giri come probabilmente non siete mai stati in altri rapporti, molto più sani.

Gli psicopatici hanno la capacità di fabbricare emozioni negative e di impiantarle nel vostro intimo per usarle come arma contro di voi quando riterranno opportuno. Le regole applicabili alla maggioranza delle persone non sono valide per gli psicopatici. Sono esseri che non provano sensi di colpa, né amore, né rimorsi di coscienza. Durante l'intero rapporto avete provato a comprendere, a perdonare e a diventare migliori, tuttavia il vostro ex ha usato tutti questi sentimenti e ogni vostra azione contro di voi. Buona parte dei sopravvissuti raccontano che subito dopo l'abbandono hanno provato un vuoto interiore che andava oltre la depressione. È come se la loro anima fosse scomparsa (ecco perché molti autori parlano di 'vampirismo energetico'). Raccontano di aver provato una sorta di insensibilità generale e che nulla di ciò che amavano prima era stato capace di sollevare la loro morale.

Uomo e donna che si tengono per mano, ma una parte della mano è trasparente

Le caratteristiche di personalità che portano a un incastro (malsano) nella coppia sono spesso quelle della vittima che si sente vuota, senza più niente per cui vivere, incredula. Sono state manipolate, usate e poi abbandonate una volta che non rimandavano più al partner l'immagine desiderata. Nonostante tutti gli sforzi (enormi) di comprendere gli sbalzi d'umore, i silenzi, la freddezza alternata a riavvicinamenti senza apparente motivo, il partner si stufa e se ne va senza troppe spiegazioni o, se lo fa, colpevolizza l'altro senza mettersi in discussione. Hanno sviluppato una totale dipendenza dal narcisista che, attraverso l'abuso psicologico, le rende confuse. Inizialmente faticano a capire cosa sia realmente accaduto. La consapevolezza arriverà col tempo quando la manipolazione non potrà più esercitare il suo effetto.

Il narcisista ha un'idea grandiosa di sé e delle proprie capacità. Richiede costante attenzione e concentrazione. Non ha empatia né sentimenti se non invidia accompagnata da arroganza. Tutto ciò che mostra di provare è una simulazione per raggiungere un obiettivo. Gli altri sono solo pedine mosse per vincere il gioco. Di solito ha molto successo nella vita professionale perché appare sicuro di sé, brillante, carismatico, molto seduttivo, disponibile e affabile. Nella vita privata le cose sono diverse. Non tollera le critiche. Ogni dubbio, ogni appunto rivolto verso un partner porta a liti e vendette. La manipolazione è l'unica modalità che conosce per entrare in relazione. Chi rimane vicino a un partner con tratti narcisisti vive una relazione dolorosa e insoddisfacente con la sensazione di camminare sulle uova. La donna sviluppa un elevato livello di ansia e conseguenti strategie di controllo per evitare le discussioni, gli attacchi e gli allontanamenti che in realtà sono ricercati e provocati.

Le bugie in una relazione con un bugiardo patologico generano disorientamento e continuo allarme. Non si sa più a cosa credere, non si riesce più a distinguere tra menzogna e verità. Il bugiardo patologico mente costantemente, su qualsiasi aspetto della sua vita. È molto difficile individuare le sue bugie, almeno inizialmente. Le menzogne possono riguardare relazioni sentimentali, amicizie, lavoro. Il primo ruolo evidente della bugia è quello di abbellire e rendere epiche le sue avventure. È dipendente dalle bugie: mente anche senza una ragione chiara. È poco consapevole di avere un problema con le bugie, anzi, considera il "saper mentire" un punto di forza. Di solito è poco costante: molti amori, ma nessuno speciale; tante esperienze lavorative, ma mai durature. Può diventare aggressivo, soprattutto quando viene messo di fronte alle sue bugie o viene smascherato: in questi casi difende le bugie con ostinazione. Può essere anche spietato e privo di empatia. Di solito non si prende cura degli altri, a meno che non gli servano. Quando ha bisogno, però, può essere incredibilmente persuasivo e far sentire l'altro al centro del mondo, anche se rimane disinteressato ai sentimenti altrui. Vuole avere sempre ragione, non ammette mai le sue responsabilità, specie nelle situazioni di conflitto. Tende a colpevolizzare gli altri. Di solito è anche molto critico verso tutto e tutti, si crede l'unico in grado di capire e gestire le cose. È vago e tende a non dare mai informazioni chiare su sé stesso. Mentire gli è utile per esercitare un ruolo attivo nelle relazioni, di cui, in effetti, ha estremo bisogno. Ma, non accettando i suoi bisogni di dipendenza, usa le bugie per mantenere una posizione di forza. Le menzogne lo aiutano a costruire una realtà più accettabile, la versione "migliore" possibile del mondo. Mentire, inoltre, è un elemento costitutivo della sua identità: senza bugie, perderebbe un pezzo di sé. Solitamente è egocentrico e narcisista.

Le strategie principali del bugiardo patologico sono:

  • Manipolazione: Influenza, persuade, induce le persone a fare ciò che vuole. Ad esempio, manipola per ricevere stima, per essere importante, per avere potere in ambito lavorativo, per essere al centro della sua famiglia.
  • Controllo: È un maestro nell'esercitare il controllo sulle situazioni e sulle persone. Per farlo, rende la realtà il più imprevedibile possibile, contraddittoria, creando il caos logico. Detiene lui il potere di creare e risolvere il caos.
  • Seduzione e abbandono: All'inizio della relazione ti fa sentire al centro del mondo, ma a un certo punto tutto cambia improvvisamente, senza motivo apparente. La passione sparisce, e arriva l'indifferenza, e talvolta anche i maltrattamenti. Proprio questo passaggio repentino da un estremo all'altro genera confusione, fino a rendere l'altra persona sempre più dipendente.
  • Svalutazione: Fa sentire l'altra persona incapace, poco autonoma, e quindi molto bisognosa. Spesso, chi vive accanto a lui diventa gradualmente più insicuro, fino a sentirsi una nullità, quindi facile da gestire e controllare, diventando, talvolta, sottomesso.

Le conseguenze per il partner sono:

  • Depressione: Le manipolazioni e le bugie generano confusione e senso di colpa, potendo condurre a sentimenti depressivi. I continui fallimenti, nonostante l'impegno, spingono ad assumersi la responsabilità di ciò che accade.
  • Impossibilità di lasciarlo: Lasciare un bugiardo patologico è molto difficile, perché questo tipo di rapporto tende a creare un ciclo di speranza, delusione e riparazione che si ripete all'infinito.
  • Rabbia e desiderio di vendetta: Talvolta è più facile essere arrabbiati che tristi. La rabbia è un sentimento reattivo, ma la vendetta non fa altro che tenere imprigionati in una morsa distruttiva.
  • Confusione e dipendenza: Rendere confuso il proprio partner può renderlo fortemente dipendente. Se si dubita della verità, si tende a fidarsi di chi, accanto a sé, mostra più sicurezza.
  • Infedeltà: Il tradimento è un elemento spesso frequente. Non sempre si tratta di un'infedeltà carnale, ma magari si manifesta nel continuo flirtare con altre persone. Questo accade perché i bugiardi patologici rincorrono costantemente quell'eccitazione che li fa sentire vivi.
  • Gelosia: È difficile non essere gelosi del partner bugiardo, che si presenta come un uomo molto amato, nel presente e nel passato, con storie "mitologiche" ma nessuna abbastanza speciale da rimanere.

Una persona che si libera dalle catene

Provare a cambiare prospettiva: forse ciò che è importante non è scoprire la verità a tutti i costi, stabilire cosa è giusto o sbagliato, chi ha ragione o torto. Piuttosto, si potrebbe provare a comprendere il proprio disorientamento e ad accettarlo per quello che è. Non è una mancanza propria, né una responsabilità. Si potrebbe avere la tentazione di accettare le sue condizioni, cioè il suo dire: “Io sono fatto così.” Ma attenzione: la sua unica bussola interna è sé stesso. Per questo non è affidabile, perché non è in grado di tenere conto davvero degli altri. È importante dunque essere prudenti, stare in guardia sui rischi che si corrono. Se si ha la sensazione di parlare due lingue diverse, sarà difficile capirlo, o arrivare a vedere le cose nello stesso modo.

Quando si capisce meglio cosa sta succedendo nella propria relazione, di solito ci si arrabbia, ad esempio, quando si diventa consapevoli di essere stati maltrattati o ingannati. È difficile non farsi sopraffare dal risentimento o dal desiderio di vendetta. Ma, se ci si pensa, arrabbiarsi o vendicarsi obbliga a rimanere incastrati con lui, in quel legame insidioso. Alla fine di tutto questo, spesso arriva un grande senso di fallimento. Forse, a tutto questo si aggiunge il pensiero di voler rinunciare, perché ci si è messi tutta e non ha funzionato. Ma questo fallimento non andrebbe visto come una colpa ma come una liberazione: una liberazione dall'impossibilità di amare e di essere amati.

L'intervento psicologico con un bugiardo patologico è difficile per le radici profonde che la bugia ha dentro di lui, per gli aspetti di grandiosità, per la negazione dell'errore. Queste caratteristiche rendono molto arduo un confronto con la realtà e con le proprie fragilità. Di solito, la motivazione per iniziare un percorso di riflessione su di sé nasce da un fattore esterno: ad esempio, perché è stato lui ad essere lasciato, o maltrattato da un datore di lavoro, o licenziato e sta soffrendo. In questi casi, subentra una sorta di "costrizione motivazionale esterna" generata dal dolore che prova, un dolore narcisistico. Questo può rappresentare un buon punto di partenza ma, affinché un percorso duri, è necessario che a un certo punto maturi anche una motivazione interna.

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