Nel contesto scolastico italiano, l'inclusione degli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) è un tema sempre più trattato. Tuttavia, per gli insegnanti non risulta sempre facile trovare i giusti mezzi per sostenere lo studio e il successo scolastico di questi bambini e ragazzi. Talvolta, mancano le conoscenze di base relative a tali condizioni di neurodiversità, altre volte mancano il tempo e i mezzi per preparare delle risorse alternative o aggiuntive per l’apprendimento. Pertanto, i docenti preparano, generalmente, delle lezioni standardizzate, adatte alla maggioranza degli alunni, lasciando poco spazio all’accoglienza della diversità. Inoltre, capita spesso di trovare insegnanti che non seguono adeguatamente le linee redatte nel PDP, non comprendendo il ruolo degli strumenti compensativi e delle misure dispensative esplicitati. Infatti, per gli alunni con DSA, questi provvedimenti non sono affatto dei vantaggi, ma delle disposizioni pedagogiche essenziali per garantire il diritto allo studio delle persone con DSA, nel pieno rispetto della normativa vigente.
Una Breve Panoramica sui DSA e le Loro Implicazioni Scolastiche
I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono delle condizioni di neurodivergenza, ossia una semplice espressione della varietà umana a livello cerebrale. Non compromettono l’intelligenza, ma comunque possono influenzare in modo significativo l’andamento scolastico e le prestazioni dell’alunno. Ne esistono quattro declinazioni principali:
- Dislessia: ostacola specificatamente il processo di lettura.
- Disortografia: ostacola specificatamente la componente ortografica della scrittura.
- Disgrafia: ostacola specificatamente la componente grafo-motoria della scrittura.
- Discalculia: ostacola specificatamente il calcolo e la comprensione delle quantità numeriche.

Il quadro normativo principale, che riconosce tali condizioni e tutela il diritto allo studio delle persone con DSA, è la Legge 170/2010. Questa legge supporta un successivo decreto ministeriale (DM 5669/2011) e le Linee Guida sui DSA, pubblicate dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità) e aggiornate nel 2022. Tra i principali provvedimenti concepiti, c’è la redazione obbligatoria del PDP (Piano Didattico Personalizzato) per gli alunni che presentano alla scuola la diagnosi di DSA. Quest’ultima dovrà essere protocollata dall’istituto scolastico, dando così avvio al processo di creazione del documento. Il PDP è una carta che delinea gli obiettivi e gli interventi da adottare per sostenere lo studente nel suo percorso scolastico, esplicitando gli strumenti compensativi e le misure dispensative più utili.
Strumenti Compensativi: Facilitare l'Apprendimento
Gli strumenti compensativi sono provvedimenti che supportano nell’immediato lo studente, controbilanciando gli effetti negativi dei DSA sull’apprendimento. Non mirano a potenziare le abilità carenti, ma piuttosto puntano su strategie alternative che consentono di dare un certo grado di autonomia al ragazzo. Sono definiti dalla legge 170 come mezzi che "sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria".

Tra questi troviamo ad esempio:
- Sintesi vocale: utile nella dislessia poiché trasforma il testo scritto in parlato, facilitandone la comprensione. Permette allo studente con problemi di lettura di ascoltare piuttosto che leggere, attività che potrebbe affaticare l’alunno. È uno strumento compensativo garantito dalla legge e permette di "leggere con le orecchie".
- Programmi di videoscrittura con correttore ortografico: utili nella disgrafia e nella disortografia, poiché permettono di scrivere in modo ordinato e ortograficamente corretto (grazie ai correttori ortografici integrati) senza l’affaticamento della rilettura e della contestuale correzione degli errori. Utilizzare la tastiera invece della scrittura a mano riduce la fatica della scrittura manuale e permette di usare il correttore ortografico.
- Calcolatrice: utile nella discalculia, poiché permette allo studente di concentrarsi sul processo logico più che sul calcolo. È uno strumento compensativo previsto dalla Legge 170/2010 per gli studenti con discalculia o difficoltà di calcolo.
- Registratore: consente all’alunno o allo studente di non scrivere gli appunti della lezione, registrando le lezioni e riascoltandole.
- Smart pen: utile nella disgrafia e disortografia, poiché permette di registrare le lezioni e di recuperare informazioni mancanti negli appunti.
- Mappe e schemi: utili per i DSA in generale per organizzare lo studio in modo visivo. Le mappe concettuali sono strumenti compensativi che aiutano a organizzare le informazioni in modo visivo e sono sempre più utilizzate all'interno delle scuole non solo per i ragazzi con DSA, ma per l'intera classe.
- Caratteri tipografici specifici: progettati per facilitare la lettura, con spaziature diverse del testo e caratteri più grandi e facilmente leggibili.
- Strumenti compensativi per la matematica: includono tabelle, tavole pitagoriche, griglie, formulari e software di calcolo ad alta tecnologia. La tavola pitagorica è uno strumento compensativo comunemente usato per le tabelline. Molti di questi strumenti sono disponibili per la scuola primaria e secondaria, anche da stampare gratuitamente.
- Libri digitali (file PDF aperti): sono un importante supporto allo studio, compatibili con la sintesi vocale. Piattaforme come LibroAID offrono questi supporti.
- Audiolibri: file audio con la lettura ad alta voce di un testo, realizzati da una persona, che permettono di avvicinarsi e appassionarsi alla lettura dei libri di narrativa.
È importante sottolineare che gli strumenti compensativi non vanno inseriti per forza, ma sono un diritto. Ogni bambino, in funzione del suo profilo di funzionamento, potrebbe trovare più o meno utile l’utilizzo di alcuni strumenti. Lo specialista nella diagnosi dovrebbe indicare quali strumenti adottare a livello didattico per compensare in modo adeguato e mirato le difficoltà del bambino. L'efficace utilizzo di questi strumenti richiede un accompagnamento da parte dei docenti, come esplicitato nell'articolo 4 del Decreto Ministeriale 5669/2011, volto a sviluppare autonomia nell'uso.
Come realizza una mappa concettuale una studentessa con dislessia
Misure Dispensative: Ridurre il Carico Cognitivo
Le misure dispensative sono provvedimenti che mirano ad esentare l’alunno da alcuni compiti cognitivi ritenuti disfunzionali nel breve termine. L’obiettivo è proprio quello di ridurre la fatica mentale e spostare le risorse su altri processi che sono più funzionali all'apprendimento. L’esperienza nel mondo della scuola ci ha insegnato che la presenza di questi strumenti ha portato una grande rivoluzione nella didattica, facilitando l’inclusione e la possibilità di far progredire anche quegli alunni che in passato restavano indietro con i programmi.

Ad esempio, l’alunno discalculico potrebbe essere esentato dal calcolo mentale o scritto per consentirgli di usare le risorse mentali a favore della comprensione del problema, della logica, del problem-solving e del ragionamento. A tal proposito, si affianca l’uso della calcolatrice (strumento compensativo) per assolvere il calcolo.
Tra le misure dispensative principali ci sono:
- Esonero dalla lettura ad alta voce in classe: nella dislessia, poiché l’esercizio, per via del disturbo, non migliora la sua prestazione nella lettura.
- Esonero dal calcolo mentale o dalla memorizzazione delle tabelline: nella discalculia.
- Esonero da prove di velocità di scrittura o copiatura dalla lavagna: nella disgrafia.
- Esonero da prove di correttezza ortografica: nella disortografia.
- Interrogazioni programmate: verifiche o interrogazioni pianificate in modo tale da organizzare lo studio per tempo.
- Uso del vocabolario: consentito per supportare la comprensione e la scrittura.
- Possibilità di svolgere una prova su un contenuto comunque disciplinarmente significativo, ma ridotto: per alleggerire il carico cognitivo.
- Tempi più lunghi per le verifiche: per consentire allo studente di svolgere le prove con maggiore calma e senza la pressione della velocità.
Proprio perché non promuovono l’autonomia dell’alunno, queste misure andrebbero ridotte al minimo o, comunque, affiancate a strumenti compensativi. La legge 170/2010 tutela il diritto degli studenti con DSA a usufruire di misure dispensative adeguate.
Verifiche Semplificate e Valutazioni su Misura
All’interno del PDP dovrebbero essere esplicitati anche i metodi valutativi utilizzati. Gli alunni con DSA potranno usufruire di:
- Verifiche ridotte o semplificate: prove scritte in cui viene diminuito il numero di esercizi da svolgere, viene alleggerita la difficoltà dei compiti (es. esercizi di completamento) o vengono scelti formati alternativi di domanda (es. predilezione di domande a scelta multipla rispetto a domande aperte).
- Prove con tempo aggiuntivo: verifiche scritte a cui viene consentito più tempo per lo svolgimento rispetto al resto della classe.
- Prove con valutazione personalizzata: verifiche scritte o interrogazioni orali in cui i criteri di valutazione sono diversi rispetto al resto della classe (es. nella disortografia il docente potrebbe tener più conto dei contenuti rispetto alla forma).
- Prove con uso di schemi: verifiche scritte o interrogazioni orali in cui viene lasciata allo studente la possibilità di tenere sottomano le mappe concettuali o gli schemi precedentemente costruiti per lo studio.
Inoltre, le prove devono essere strutturate in modo chiaro, con l’uso di istruzioni e consegne semplici e dirette. Anche a livello visivo devono possedere un’impaginazione ordinata e definita. Infatti, gli studenti con DSA devono poter raggiungere sia gli obiettivi in comune con il gruppo classe sia i propri obiettivi personali.

L'Importanza del Piano Didattico Personalizzato (PDP)
Il PDP è uno strumento fondamentale che deve essere redatto dai docenti in raccordo con la famiglia e lo studente (se in età idonea). Esso non deve contenere tutti gli strumenti compensativi e le misure dispensative disponibili, ma solo quelli specifici che rispondono alle esigenze del singolo alunno, basandosi sul suo profilo di funzionamento. L'inserimento di strumenti compensativi nel PDP è un diritto dello studente, non un favore, e non deve essere fatto in modo indiscriminato. La scelta degli strumenti più adatti è spesso guidata da uno specialista che elabora la diagnosi.
Il PDP deve armonizzarsi con un efficiente metodo di studio e con strategie personali, oltre ad essere sostenuto da una didattica attenta alla valorizzazione delle differenze e ai principi dell’Universal Design for Learning (UDL). L'utilizzo efficace, autonomo e competente di tali strumenti non è immediato e richiede un'azione di accompagnamento da parte della scuola per favorire l'autonomia dello studente.
Strategie Didattiche e Supporto Continuo
Oltre agli strumenti compensativi e alle misure dispensative, è fondamentale un'attenzione costante da parte del docente. Fin dalla scuola dell’infanzia, è possibile sollecitare i giovani con giochi linguistici che stimolano l’ascolto dei suoni e la divisione in sillabe. La scuola è tenuta ad assicurare l’utilizzo di strumenti compensativi, nonché ad adottare misure dispensative e adeguate forme di verifica e valutazione.
Per un alunno con DSA l’andamento scolastico può presentare delle sfide, ma con gli strumenti e le strategie adeguate, è possibile costruire un percorso di apprendimento efficace e inclusivo. L'obiettivo è consentire a ogni studente di raggiungere il proprio potenziale, garantendo il diritto allo studio in un ambiente scolastico che valorizza la diversità.
