La Psicomotricità Funzionale a Firenze: Un Percorso di Crescita Integrale

La psicomotricità funzionale, un approccio pedagogico e terapeutico che pone il corpo e il movimento al centro del processo di apprendimento e di sviluppo della personalità, ha trovato a Firenze un terreno fertile per la sua diffusione e approfondimento. Questo campo di studi, reso celebre dalle pionieristiche teorie di Jean Le Boulch, si discosta dalle classificazioni rigide e dalle etichettature basate su misure standardizzate, concentrandosi invece sulla comprensione profonda dell'individuo nella sua globalità. A Firenze, in particolare, l'eredità di Le Boulch è stata raccolta e promossa dall'Istituto Superiore Formazione Aggiornamento e Ricerca (ISFAR), che gestisce la Scuola di Psicomotricità Funzionale® «Scuola Jean Le Boulch», divenendo un punto di riferimento per la formazione di professionisti e per la documentazione scientifica del settore.

Jean Le Boulch e la psicomotricità

Critica alle Nosografie Classificatorie e al Concetto di "Sottrazione"

Uno dei pilastri concettuali della psicomotricità funzionale, come emerge dalle opere dedicate a questo ambito, è la critica radicale alle nosografie classificatorie tradizionali. Queste ultime, spesso basate su misurazioni e scale che mirano a selezionare ed etichettare gli allievi che manifestano uno sviluppo differente dai loro coetanei, vengono considerate dagli autori come insufficienti e potenzialmente dannose. Si evidenzia come queste metodologie tendano a definire l'alunno "improduttivo" sulla base di criteri arbitrari, trascurando la ricchezza e la specificità del suo percorso evolutivo.

La scuola, in questo contesto, è stata talvolta accusata di essersi affidata con eccessiva leggerezza ai principi terapeutici di stampo patologico. Questo ha comportato, secondo alcuni studiosi, l'assimilazione della terapia a un diritto di cittadinanza all'interno del sistema educativo, perpetuando così una "infelice concezione della sottrazione". Quest'ultima si riferisce a un approccio che, anziché affrontare attivamente le difficoltà e i disturbi, tende a sottrarre l'allievo da situazioni percepite come problematiche, limitando le sue potenzialità e il suo diritto a un percorso di crescita completo. La riduzione delle proposte didattiche e il rallentamento della loro elaborazione, in questa prospettiva, rischiano di tradursi in un adattamento passivo alle difficoltà piuttosto che in un impegno attivo per superarle. Tale atteggiamento, lungi dall'essere una soluzione, può condurre a una forma di "anarchia pedagogica", in cui la responsabilità dell'apprendimento e dello sviluppo viene elusa.

La Psicomotricità Funzionale come Strumento di Sviluppo Armonioso

In contrapposizione a questi approcci, il testo illustra criticamente i problemi che ostacolano l'apprendimento e, al contempo, disegna con ricchezza di particolari come la psicomotricità funzionale riesca a supportare l'evoluzione armoniosa della personalità del soggetto, strettamente correlata all'acquisizione del sapere scolastico. Le esperienze psicomotorie funzionali, infatti, svolgono un ruolo cruciale nel motivare e sollecitare l'organizzazione motoria e l'intenzionalità. Esse armonizzano i meccanismi di interazione, di scambio e di condivisione, elementi sostanziali e prerequisiti fondamentali per un'autentica inclusione.

Bambini che giocano e imparano con la psicomotricità

Il volume, nato dall'intento di documentare i contenuti scientifici esposti da Jean Le Boulch, raccoglie l'eredità dei suoi "interessanti e avvincenti incontri formativi" presso la Scuola di Psicomotricità Funzionale® «Scuola Jean Le Boulch» gestita dall'ISFAR. Chi ha avuto modo di incontrare e seguire Le Boulch ritrova in queste opere il suo "autentico linguaggio espositivo", in un'opera che documenta le sue lezioni, "continuamente innovative nei principi scientifici e nella pratica operativa", frutto della sua "instancabile ricerca e del suo ruolo di formatore di generazioni di psicomotricisti funzionali". Leggere le parole di Le Boulch, si sottolinea, è come "riviverlo nei suoi momenti di didattica", e la sua attualità e chiarezza espositiva, unita alla facilità con cui trasmette i contenuti formativi, colpiscono ancora oggi.

Esperienze Professionali e la Raccolta di Testimonianze

L'opera "PSICOMOTRICITÀ FUNZIONALE® ESPERIENZE PROFESSIONALI A.A.V.V." rappresenta una raccolta di testimonianze di numerosi psicomotricisti funzionali. Questi professionisti, operanti sia come liberi professionisti che come dipendenti di enti pubblici o privati, mettono a disposizione il loro "ricco e variegato patrimonio scientifico e tecnico-metodologico" per accompagnare i soggetti nello sviluppo armonioso della loro personalità. L'opera si propone come un glossario illustrativo dei principali termini attinenti alla Psicomotricità Funzionale®, riconoscendo che "il progresso di una scienza è tanto quanto si fa ricca di termini propri e ben definiti".

Lo Psicocontatto e la Genesi della Psicomotricità Funzionale

Un metodo degno di nota, presentato in questo contesto, è lo "Psicocontatto". Questo approccio utilizza una palla come intermediario per promuovere la soddisfazione del bisogno di equilibrio, ricercando un'unità tra completezza emotiva e fisica. Esso offre un apporto esperienziale volto a raggiungere le sorgenti di conoscenza e benessere, permettendo di "tornare a vivere la vita con entusiasmo".

In quest'ottica, Guido Pesci analizza la "genesi e l'evoluzione delle teorie e dei diversi e integrativi principi che rappresentano le fondamenta scientifiche della psicomotricità funzionale", la disciplina creata e consolidata da Jean Le Boulch. Questa scienza, attraverso la conoscenza dei punti di forza e di debolezza della persona e la precisazione delle funzioni su cui intervenire, rende l'individuo capace, mediante un'esperienza feconda, di eseguire movimenti adeguati e di sollecitare l'espressione di nuove capacità di adattamento all'ambiente.

Il Corpo come Centro della Relazione Educativa

Un testo fondamentale in questo ambito ribadisce con forza, sia sul piano teorico che pratico-didattico, "l'importanza del corpo nella relazione educativa e il ruolo della scuola come luogo dove accogliere dei bambini 'interi'". Questo approccio riconosce che il bambino apprende "soltanto ciò che lo coinvolge completamente: integra solo ciò che passa attraverso la sfera emotiva, attraverso il proprio corpo o, meglio, la propria dimensione corporea". Tale affermazione sottolinea la necessità di una formazione, teorica e pratica, degli operatori scolastici, evidenziando l'importanza di una lettura comparata di percorsi che vedono bambini e adulti impegnati nella stessa esperienza.

Ricerca sul Movimento e Interazione nel Contesto Scolastico

Un altro volume, frutto di un lavoro di rielaborazione di osservazioni compiute da ricercatori nelle classi della scuola elementare, prende in analisi il "movimento" come oggetto di studio. La ricerca sottolinea la correlazione esistente tra il movimento e altre categorie quali lo spazio, il materiale didattico, il tempo scolastico e le interazioni tra insegnanti e gruppo classe. L'interesse si concentra sul movimento come espressione della sintesi tra corporeità, affettività e intelligenza, proponendo una nuova pista metodologica di analisi della realtà operativa scolastica con un'attenzione al complesso sistema di interazioni del gruppo-classe, piuttosto che al comportamento del singolo.

Distinzioni Fondamentali: Educazione, Riabilitazione e Terapia

Il testo "Quale Psicomotricità?" offre un'esposizione chiara dei fondamenti teorici della psicomotricità, distinguendo tra educazione, riabilitazione e terapia. Viene anche accennato il diverso iter formativo necessario per accedere a ciascun campo. La seconda parte del libro si focalizza sulla pratica, fornendo indicazioni su esercizi e attività da proporre ai bambini, nonché sugli strumenti tecnici per programmare e attuare un intervento di educazione psicomotoria nella scuola.

L'Azione come Motore di Relazioni e Cognizione

L'approccio psicomotorio, applicato negli ambiti educativo e terapeutico, fonda la sua centralità sull'azione interattiva. Le ricerche più recenti della psicologia dell'età evolutiva e delle neuroscienze confermano il ruolo primario dell'azione nelle relazioni interpersonali e nella cognizione sociale. L'azione, compiuta, percepita e condivisa, è vista come il "motore primo della strutturazione delle memorie, dell’apprendimento, compreso il sistema simbolico, e dell’intersoggettività". Non si tratta di un mero atto motorio, ma di una "manifestazione primaria della costruzione della realtà". Il corpo, in quest'ottica, diviene "produttore e organizzatore di senso", all'interno di azioni che si intrecciano e diventano mezzi e fini di un processo messo in atto dallo psicomotricista.

La Psicomotricità Funzionale nel Contesto Educativo e Terapeutico

Diversi contributi esplorano l'applicazione della psicomotricità funzionale in contesti educativi e terapeutici. Si propone un modello operativo scolastico, educativo e psicomotorio orientato al processo di integrazione scolastica del bambino con handicap. L'idea centrale è che il bambino apprende solo ciò che lo coinvolge pienamente, integrando ciò che passa attraverso la sfera emotiva e la dimensione corporea.

Il Corpo, la Mente e la Relazione

Il volume "Corpo e mente in psicomotricità. Pensare l’azione in educazione e terapia" esplora il ruolo dell'azione nelle relazioni interpersonali e nella cognizione sociale, evidenziando come il corpo sia produttore e organizzatore di senso. Questo approccio, rivolto a terapisti, psicomotricisti, educatori, insegnanti e psicologi, sottolinea l'importanza dell'azione interattiva per migliorare le relazioni d'aiuto nella prima e seconda infanzia. L'azione, compiuta, percepita e condivisa, è vista come fondamentale per la strutturazione della memoria, dell'apprendimento e dell'intersoggettività.

Dalla Percezione all'Apprendimento: Il Ruolo del Movimento

La percezione e la psicomotricità vengono indagate in diverse opere, che esplorano come il movimento sia intrinsecamente legato alla costruzione della personalità e alla relazione con l'ambiente. L'intervento educativo mira a facilitare i processi psicocinetici e psicomotori agendo razionalmente sul corpo, inteso come centro di tutte le esperienze.

Le Proposte Operative e la Progettazione Psicomotoria

Alcuni testi offrono "schede operative" e orientamenti pratici per l'applicazione della psicomotricità, anche in contesti specifici come lo yoga a scuola. Altri si concentrano sulla progettazione in ambito socioeducativo, presentando lo specifico dell'intervento psicomotorio educativo e preventivo. Queste guide, rivolte a bambini dai 3 agli 8 anni, propongono riflessioni orientative e strumenti di lavoro per psicomotricisti, docenti e personale educativo. Vengono presentati percorsi di psicomotricità per la scuola dell'infanzia e primaria, corredati da immagini a colori ed esempi concreti, preceduti da un'introduzione sui principi cardine della psicomotricità e sulla sua importanza curriculare.

Diagramma che illustra le aree di sviluppo nella psicomotricità

I Laboratori del Corpo e l'Apprendimento Sensibile

I "laboratori del corpo" rappresentano un luogo di pratica della conoscenza, dove l'acquisizione di saperi avviene attraverso l'azione e la riflessione congiunta. Il piacere di conoscere del bambino, infatti, non può essere sganciato dal corpo. Gesti, posture, movimenti, voce, disegno, colore, azione e narrazione sono alcuni degli "ingredienti" di questi laboratori. Professionisti affermati dell'educazione a mediazione corporea (psicomotricità, teatro, danza, yoga, canto, pratiche di consapevolezza corporea) condividono la loro esperienza, accompagnando il lettore nelle aule dove lavorano con bambini, ragazzi e insegnanti, mostrando come dare vita a momenti di didattica laboratoriale con un approccio "sensibile".

La Relazione, il Gioco e il Disagio Educativo

La psicomotricità relazionale, in particolare, pone l'accento sulla centralità del corpo nella relazione, sul valore simbolico di quest'ultima e sulla significanza del corpo e della fantasmatica corporea in spazi educativi, formativi e terapeutici. Il gioco sensomotorio e simbolico, la programmazione dell'attività psicomotoria e i diversi contesti di intervento (nido, scuola materna, elementare) sono temi ampiamente trattati.

Inoltre, si indaga il "disagio educativo", inteso come il disagio degli adulti nel rispondere al disagio del bambino. Questo approccio aiuta gli insegnanti a comprendere il mondo interiore dei bambini, specialmente quelli con bisogni speciali, attraverso l'ascolto e l'accoglienza. Si analizzano situazioni classiche di disagio, la domanda sottostante e le possibili risposte.

La Genesi del Movimento e la Costruzione dell'Io Corporeo

La traccia del corpo e del movimento, sia fisico che vocale, genera espressione. La voce, prima ancora di articolare parole, comunica attraverso risa, pianto, grida, imitazioni vocali e rumori del corpo. Il lavoro educativo che esplora queste possibilità contribuisce a stimolare l'armonia e il benessere globale della persona, poiché "lasciare traccia di sé significa, infatti, espandersi, esprimere, rischiare e comunque scegliere una via di comunicazione". Iniziare fin dalla scuola d'infanzia a lasciare traccia di sé significa edificare una base sicura per gli apprendimenti futuri.

La costruzione dell'Io corporeo del bambino, di fronte al mondo degli altri e degli oggetti, è un tema centrale, specialmente nella fase di sviluppo dai 2 ai 5 anni. Questo processo è strettamente legato alla dinamica tra perdita del rapporto fusionale e accesso all'identità.

La Fenomenologia della Percezione e l'Evoluzione del Corpo

La fenomenologia della percezione, studiata da Merleau Ponty, offre un quadro teorico per comprendere la relazione tra corpo, mente e mondo. Le ricerche sull'acquisizione dello spazio da parte del bambino, condotte in collaborazione con storici studiosi come H. Wallon, evidenziano la matrice corporea della cognizione.

Il Gioco Psicomotorio e lo Sviluppo del Bambino

Il gioco è considerato "la vita stessa del bambino". Attraverso l'attività ludica, il bambino sviluppa la sua personalità, scopre e conosce il mondo circostante. Il gioco psicomotorio, in particolare, stimola lo sviluppo armonioso della personalità correlato all'acquisizione del sapere scolastico.

La Formazione dello Psicomotricista Funzionale a Firenze

La formazione dei psicomotricisti funzionali a Firenze, secondo il modello di Jean Le Boulch, è un percorso articolato che include aree teorica, pratica, personale, di tirocinio e di performance tecnico-professionali. Il programma prevede incontri in aula e in atelier, preparazione di ausili, partecipazione a iniziative scientifico-culturali e la compilazione di una tesi finale. L'obiettivo è aiutare i corsisti a comprendere il procedimento utilizzato in Psicomotricità Funzionale®, collegando dati teorici e lavoro pratico. La formazione personale dello psicomotricista funzionale, in quanto professionista in relazione d'aiuto, è continua e fondamentale per una pratica efficace. L'ASPIF (Associazione Psicomotricisti Funzionali), costituita a Firenze, rappresenta un punto di riferimento per la promozione e lo sviluppo di questa disciplina.

L'Importanza del Corpo nella Cura Educativa e Sanitaria

Un'analisi critica degli scenari del corpo nei contesti sanitari ed educativi mette in luce la tendenza a oggettivare l'altro, cristallizzandolo nella sua fragilità. Il volume riflette su sfondi culturali e modelli impliciti diffusi, sulle dimensioni corporee della professionalità e prospetta linee formative per attivare consapevolezze critiche e sviluppare la capacità di sentirsi "corpi in ascolto". Questo approccio si rivolge a chi, per motivi professionali, di studio e ricerca, si occupa della cura educativa e sanitaria e desidera approfondire le questioni inerenti il corpo pensato, agito e incontrato in tali contesti.

Psicomotricità e Storia: Radici e Evoluzione

La storia della psicomotricità, analizzata attraverso gli orientamenti teorico-pratici dei principali autori, rivela le motivazioni culturali e le radici profonde di questa disciplina. Si evidenzia come i suoi valori siano alla base di un "sapere nuovo" che trova la sua matrice fondamentale nell'unità mente-corpo. In un'ottica storica, si riconosce anche come alcuni orientamenti abbiano sottolineato l'"anacronistico e sorpassato mondo della scuola" in relazione all'azione pedagogica con soggetti con disabilità o in difficoltà di adattamento.

Lo Sviluppo del Bambino: Dalla Nascita ai Cinque Anni

Un testo di riferimento per chiunque sia interessato allo sviluppo del bambino, giunto alla quinta edizione, offre una guida completa e illustrata per seguire le fasi della crescita dalla nascita ai cinque anni. Questo volume fornisce le conoscenze necessarie per comprenderne il progresso nelle diverse fasce d'età prescolare, con risorse online che includono oltre 120 video.

L'Unità Mente-Corpo e la Realizzazione del Sé

La psicomotricità, intesa come quasi una storia, individua le motivazioni culturali e le radici della sua ricerca, dimostrando come i suoi valori siano alla base di un "sapere nuovo" che vede nell'unità mente-corpo la sua matrice fondamentale. La storia della psicomotricità viene raccontata attraverso l'analisi degli orientamenti teorico-pratici espressi dai principali autori, offrendo spunti di riflessione sulla sua evoluzione e sul suo impatto sulla comprensione dello sviluppo umano.

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