Decostruire l'Io: Oltre la Psicoanalisi verso il Corpo Senza Organi

La psicoanalisi, nel suo tentativo di condurre l'individuo verso una maggiore consapevolezza e integrazione del proprio Io, si trova spesso ad affrontare un limite intrinseco. Quando la dottrina freudiana e le sue derivazioni ci invitano a "fermarci, ritroviamo il nostro Io", un approccio alternativo, proposto da pensatori come Gilles Deleuze e Félix Guattari, suggerisce invece di "andare ancora più lontano". Non si è ancora raggiunto il vero potenziale, il "Corpo senza Organi" (CsO), né si è ancora sufficientemente decostruito l'Io, quella struttura che, sebbene fondamentale per la nostra identità, può anche diventare una prigione.

La critica radicale mossa dalla filosofia deleuziana alla psicoanalisi tradizionale risiede nella sua tendenza a privilegiare l'anamnesi, il ricordo del passato, e l'interpretazione, la ricerca di significati nascosti. Al contrario, si propone di sostituire questi approcci con l'oblio, inteso non come cancellazione, ma come apertura a nuove possibilità e sperimentazione, un processo attivo di scoperta e creazione. Trovare il proprio Corpo senza Organi, saperlo costruire, diventa una questione esistenziale cruciale, legata alla vitalità, alla giovinezza, alla felicità.

Illustrazione concettuale del Corpo senza Organi come spazio aperto e flessibile

I Tre Strati di Imprigionamento: Organismo, Significanza e Soggettivazione

Per comprendere la necessità di superare l'Io e abbracciare il CsO, è fondamentale analizzare i tre strati che, secondo Deleuze e Guattari, ci imprigionano più direttamente: l'organismo, la significanza e la soggettivazione.

  • La Superficie dell'Organismo: L'organismo è la struttura corporea che ci definisce e ci limita, un insieme di funzioni e organi organizzati secondo una logica precisa. La sua superficie è il confine che ci separa dal mondo esterno, ma anche ciò che ci rende rigidi e prevedibili.
  • L'Angolo della Significanza e dell'Interpretazione: Questo strato si riferisce al linguaggio, ai codici, alle norme sociali e culturali che ci impongono significati e interpretazioni predefinite. Essere "significanti e significati" significa essere inseriti in una rete di relazioni dove ogni elemento rimanda a un altro, in un gioco di interpretazione continua che rischia di chiuderci in schemi rigidi.
  • Il Punto di Soggettivazione o Assoggettamento: La soggettivazione è il processo attraverso cui diventiamo soggetti, individui dotati di un Io. Tuttavia, questo processo può facilmente degenerare in assoggettamento, in cui il soggetto si ritrova fissato, ripiegato su sé stesso, incapace di trascendere la propria identità definita. Si diventa "soggetto d'enunciazione ripiegato sopra un soggetto d'enunciato", un'entità chiusa e autoreferenziale.

Questi tre strati ci spingono verso una forma di organizzazione, di significazione e di soggettivazione che rischia di soffocare la nostra potenzialità. L'imperativo diventa: "Sarai organizzato, sarai un organismo, articolerai il tuo corpo, altrimenti non sarai altro che un depravato. Sarai significante e significato, interprete e interpretato, altrimenti non sarai altro che un deviante. Sarai un soggetto, e fissato come tale, altrimenti non sarai che un vagabondo."

Il Corpo Senza Organi: Disarticolazione, Sperimentazione e Nomadismo

In opposizione a questi strati imprigionanti, il Corpo senza Organi propone un piano di consistenza radicalmente diverso, caratterizzato da tre operazioni fondamentali:

  • La Disarticolazione (o le n articolazioni): Il CsO si oppone all'organismo attraverso la disarticolazione, che non significa distruggersi, ma piuttosto aprire il corpo a connessioni inedite. Si tratta di spezzare le articolazioni rigide dell'organismo per creare nuove concatenazioni, circuiti, congiunzioni, suddivisioni, soglie e passaggi. È un'operazione di "agrimensura" del corpo, che misura e riorganizza le intensità, i territori e le deterritorializzazioni.
  • La Sperimentazione: Sul piano di consistenza del CsO, l'operazione dominante è la sperimentazione. Questo implica un abbandono dell'interpretazione e della ricerca di significati universali. Non si tratta di "interpretare", ma di "fare", di provare, di esperire le connessioni e le potenzialità del corpo. Nessun significante deve imprigionare l'esperienza; piuttosto, è l'esperienza a creare nuovi significati.
  • Il Nomadismo: Il movimento proprio del CsO è il nomadismo. Non si tratta necessariamente di un movimento fisico, ma di un movimento interiore, di una "viaggio immobile". Significa non cessare di muoversi, di cambiare prospettiva, di "desoggettivarsi", liberandosi dalle fissazioni dell'Io e dalle identità predefinite.

L'arte che presiede a queste operazioni è la "prudenza". Sebbene disfare l'organismo possa rasentare la morte, e sottrarsi alla significanza e all'assoggettamento possa portare al falso, all'illusorio e alla morte psichica, il rischio è necessario per aprirsi a nuove forme di esistenza.

Microcorso su Millepiani di Deleuze e Guattari - Come farsi un Corpo senza Organi? [6/14]

La Critica alla Psicoanalisi: Anamnesi vs. Oblio, Interpretazione vs. Sperimentazione

La pressione esercitata da Deleuze sulla psicoanalisi è profonda e mira a ridefinire il modo in cui intendiamo e trattiamo la pulsione e il desiderio. Mentre una parte della psicoanalisi tende a "lacciar meglio" la pulsione, a darle forma e a sublimarla, Deleuze propone di affrontarne il "laccio", l'irrigidimento imposto dalla molteplicità in atto, attraverso l'affermazione di tale molteplicità.

Il desiderio, per Deleuze, non è un lamento della castrazione o un desiderio astratto di un oggetto isolato. È piuttosto un "costruttivismo", la costruzione di concatenamenti, di insiemi complessi. Non si desidera una donna, ma un insieme che include il suo paesaggio, le sue relazioni, il suo contesto. Il desiderio scorre in concatenamenti fisici, in differenze di potenziale.

La psicoanalisi, secondo questa prospettiva, tende a ridurre questa complessità, a interpretare il desiderio attraverso schemi familiari e predefiniti, ignorando il suo carattere cosmico e politico. L'inconscio non è un teatro di Edipo e Amleto, ma una "fabbrica", un luogo di produzione. Il delirio, invece di essere ricondotto a dinamiche familiari, riguarda il mondo intero: la storia, la geografia, le tribù.

Deleuze critica ferocemente la tendenza della psicoanalisi a interpretare sempre tutto, a cercare significati nascosti e a ridurre il molteplice all'uno. L'eccessiva enfasi sulla memoria e sul ricordo, l'anamnesi, viene vista come un tentativo di sicurezza che impedisce di accedere alla dimensione del divenire e dell'oblio creativo.

Dimenticare per Creare: L'Oblio come Forza Attiva

Il pensiero occidentale, da Platone in poi, è stato dominato dall'anamnesi, dal desiderio di ricordare che risponde a un bisogno di sicurezza. Tuttavia, l'uomo è un essere che dimentica, e l'oblio non è la negazione della memoria, ma un suo partner dinamico. L'oblio è un sistema attivo di strati e livelli, legato ad affetti ed emozioni, che seleziona e glorifica la materia del passato.

La conoscenza, per Deleuze, è un "taglio" nel divenire, una diga contro l'oceano del caos. La memoria, invece di essere un deposito di cose morte, è un campo di forze e di molteplici piani. L'oblio si presenta come una rottura della nostra storia individuale che rivela la natura della memoria come campo di forze.

Diagramma che illustra la relazione tra memoria, oblio e divenire

L'oblio potente e selettivo permette di attualizzare i ricordi puri e virtuali, ma implica anche un taglio, un'esclusione. Il presente si colloca su un piano diverso dal passato puro. Il rischio di perdita è inevitabile, ma è proprio attraverso questo abbandono che possiamo aprirci a nuove dimensioni.

Dalla Striatura alla Liscia: Spazio Mentale e Divenire

La coppia categoriale "striato-liscio", introdotta in "Mille piani", aiuta a ridefinire i rapporti tra memoria e oblio. Lo spazio mentale striato è gerarchizzato, organizzato, e cerca di sradicare la possibilità del fallimento. Al contrario, lo spazio mentale liscio o nomade implica la cancellazione dei ricordi, l'oblio relativo e la negazione della sua organizzazione arborescente.

Ogni sedimento di memoria striata è connesso al "punto di vista" del soggetto, ma anche a uno slancio di sorvolo assoluto, alla velocità infinita del Piano di Immanenza. Il radicamento della memoria nel territorio dell'oblio genera linee irregolari e asimmetrie. L'oblio non è un fondo inerte, ma un potente agente nel piano in cui la memoria opera il taglio dei ricordi e connette il passato recente con la memoria profonda.

L'Esperienza come Via d'Accesso al Desiderio

Deleuze e Guattari propongono di sostituire l'interpretazione con la sperimentazione. Invece di analizzare i propri desideri, si invita a "sperimentare concatenamenti", a costruire attivamente insiemi e relazioni. Il desiderio non è una mancanza, ma una forza produttiva che costruisce concatenamenti.

Immagine astratta che rappresenta la fluidità e la connessione dei desideri

Questo approccio radicale sfida la psicoanalisi a uscire dai suoi schemi interpretativi e a confrontarsi con la potenza del divenire e del corpo senza organi. La sfida è quella di disarticolare le strutture rigide dell'Io, di abbracciare l'oblio come forza creativa e di sperimentare nuove forme di esistenza, andando "ancora più lontano" nella scoperta del nostro potenziale. La psicoanalisi, nel suo desiderio di "ritrovare l'Io", rischia di arrestare un processo vitale che, al contrario, necessita di essere spinto verso l'ignoto, verso la costruzione di un corpo libero da organizzazioni predefinite e aperto a infinite possibilità.

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