La transizione dei giovani al mondo del lavoro rappresenta un tema centrale su cui tradizionalmente si registrano criticità di rilievo - quali la disoccupazione giovanile e femminile e il mismatch tra domanda e offerta di lavoro - e su cui si innestano le nuove sfide che caratterizzano l'attuale contesto economico e sociale. Le iniziative intraprese dall'Italia negli ultimi anni, anche e soprattutto su impulso del piano Next generation EU adottato dall'Unione europea dopo la pandemia da Covid-19, perseguono l'obiettivo generale di aumentare il livello di coerenza tra i sistemi di istruzione e formazione e il sistema produttivo, attraverso la promozione di politiche pubbliche in grado di incidere sul ruolo e sull'appetibilità delle filiere formative professionalizzanti, destinate a utenti (giovani e meno giovani) in cerca di una nuova o migliore occupazione. Le finalità specifiche di tali interventi sono state, da un lato, quella di disegnare una filiera formativa fortemente connessa al fabbisogno di competenze tecniche proveniente dal sistema produttivo del Paese e, dall'altro, quella di definire un sistema integrato che metta in relazione le diverse tipologie di sistemi formativi esistenti (tra cui IeFP, IFTS e ITS Academy). Si aggiunga, inoltre, che in Italia la formazione tecnica post-secondaria gode, presso i ragazzi e le loro famiglie, di una attrattiva minore rispetto agli altri percorsi di istruzione. Basti considerare, in proposito, la rilevante differenza riscontrabile raffrontando il numero di partecipanti, in Italia, ai corsi di istruzione e formazione tecnica superiore IFTS (circa 4.000 iscritti annuali) e quelli organizzati dagli istituti tecnologici superiori ITS Academy (circa 11.000 iscritti annuali), con il numero di partecipanti ai percorsi formativi omologhi esistenti in Francia o in Germania. In particolare, nelle Fachhochschule tedesche, ossia corsi formativi di educazione terziaria, specializzati nell'insegnamento di competenze professionali e con un forte orientamento pratico, si registrano, annualmente, quasi un milione di iscritti (secondo i dati dell'Ufficio federale di statistica - Destatis), mentre nelle Sections de technicien supérieur (STS) francesi - percorsi post secondari professionalizzanti di durata biennale - i partecipanti censiti nell'anno formativo 2024-2025 sono oltre i duecentomila (dati del servizio statistico ministeriale del Ministero dell'Istruzione superiore e della ricerca francese).

Il Complesso Quadro Normativo e Competenziale dell'Istruzione Tecnica e Professionale
Nel suo complesso, il sistema dell'istruzione tecnica e professionale, sia di livello secondario che post-secondario, vede, da una parte, la partecipazione di diverse categorie di soggetti e istituzioni e, dall'altra, l'intersecarsi di competenze afferenti a diversi livelli di governo. Si ricorda, infatti, che in base al quadro di competenze delineato dall'articolo 117 della Costituzione, lo Stato ha competenza legislativa esclusiva per le "norme generali sull'istruzione" e per la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Esso delinea, inoltre, i principi fondamentali che le Regioni devono rispettare nell'esercizio delle competenze concorrenti. Le Regioni hanno potestà legislativa concorrente in materia di "istruzione" e competenza esclusiva in materia di "istruzione e formazione professionale". Inoltre, le istituzioni scolastiche statali godono, a loro volta, di autonomia funzionale, che costituisce un limite all'esercizio delle competenze legislative e configura una deroga al riparto delle funzioni amministrative delineato dall'articolo 118 della Costituzione. Dal descritto intreccio di competenze e funzioni deriva un quadro complesso, che nelle sezioni successive della presente pagina web sarà analizzato nel dettaglio, concentrandosi singolarmente su ciascuno dei tasselli che lo costituiscono.
Percorsi di Istruzione Secondaria e la Figura IeFP
Con riferimento al secondo ciclo di istruzione, ricomprendente la scuola secondaria di secondo grado, le scuole del sistema nazionale di istruzione organizzano (accanto al sistema dei licei) percorsi di istituti tecnici e di istituti professionali per gli studenti da 14 a 19 anni, aventi durata quinquennale (o quadriennale nel caso dei percorsi sperimentali istituiti nell'ambito della filiera formativa tecnologico-professionale, su cui si veda infra), al termine dei quali si consegue il diploma di scuola secondaria di secondo grado ed è possibile accedere al sistema della formazione superiore (ricomprendente la formazione universitaria e quella erogata dalle istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica - AFAM) ovvero al sistema terziario di istruzione tecnologica superiore (costituito dagli istituti tecnologici superiori - ITS Academy).
In alternativa ai corsi offerti dagli istituti tecnici e dagli istituti professionali, gli studenti possono scegliere i percorsi di istruzione e formazione professionale - IeFP (corsi triennali e/o quadriennali dedicati ai giovani che devono assolvere all'obbligo scolastico ed erogati dai centri di formazione professionale), di competenza delle Regioni e disciplinati dal Capo III del decreto legislativo n. 226 del 2005, che definisce i livelli essenziali delle prestazioni che devono essere rispettati affinché tali percorsi possano essere riconosciuti ai fini dell'assolvimento dell'obbligo scolastico. I percorsi di istruzione e formazione professionali (IeFP) possono inoltre essere attivati, in regime di sussidiarietà, dagli istituti professionali statali, nel rispetto delle competenze esclusive delle Regioni in materia (decreto interministeriale 17 maggio 2018).
Percorsi IeFP: preparare i giovani al mondo del lavoro
L'Istruzione Tecnica Superiore: IFTS e ITS Academy
Per coloro che siano in possesso del diploma di scuola secondaria superiore o del diploma quadriennale professionale IeFP è prevista la possibilità di frequentare percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore - IFTS. Il sistema degli IFTS è stato introdotto con la legge n. 144 del 1999 (articolo 69) per ampliare l'offerta formativa destinata ai giovani e agli adulti, occupati e non occupati. Esso è articolato in percorsi formativi annuali, altamente specialistici, finalizzati a formare figure specializzate con competenze tecniche e professionali coerenti con le richieste provenienti dal mondo del lavoro, soprattutto dalle piccole e medie imprese. Come si è già anticipato, per gli studenti che provengano dai percorsi quadriennali IeFP, il conseguimento di una qualifica IFTS è necessario per poter avere accesso all'istruzione tecnologica superiore.
Il conseguimento del diploma di scuola secondaria di secondo grado o del diploma quadriennale professionale IeFP integrato, come si è appena detto, da un corso annuale IFTS, consente di accedere, poi, al sistema terziario di istruzione tecnologica superiore, ricomprendente gli Istituti tecnologici superiori (ITS Academy), il quale pone le basi per ampliare la formazione professionalizzante di tecnici con elevate competenze tecnologiche e tecniche professionali. Lo scopo del sistema terziario di istruzione tecnologica superiore è quello di contribuire in modo sistematico a sostenere le misure per lo sviluppo economico e la competitività del sistema produttivo, colmando progressivamente la mancata corrispondenza tra la domanda e l'offerta di lavoro, e di assicurare, con continuità, l'offerta di tecnici superiori a livello post-secondario in relazione alle aree tecnologiche considerate strategiche nell'ambito delle politiche di sviluppo industriale e tecnologico e di riconversione ecologica. La costituzione degli ITS Academy rientra nell'ambito dei piani territoriali triennali di programmazione dell'offerta formativa di competenza delle Regioni. Le linee generali di indirizzo dei piani triennali sono proposte dal Comitato nazionale ITS Academy, previsto dalla legge n. 99 del 2022 e costituito presso il Ministero dell'istruzione e del merito (con decreto ministeriale n. 87 del 17 maggio 2023).

La Filiera Formativa Tecnologico-Professionale: Verso un Sistema Integrato
Un migliore coordinamento tra i percorsi menzionati è stato reso possibile, a partire dall'anno scolastico 2024/2025, con l'istituzione di una filiera formativa tecnologico-professionale, oggi disciplinata dalla legge n. 121 del 2024, al fine di rispondere alle esigenze educative, culturali e professionali delle giovani generazioni e alle esigenze del settore produttivo nazionale secondo gli obiettivi del Piano nazionale "Industria 4.0". Essa è costituita da specifici percorsi sperimentali del secondo ciclo di istruzione, appositamente attivati dalle singole scuole, oltreché dai percorsi formativi degli istituti tecnologici superiori (ITS Academy), dai percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) e dai percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS). La creazione delle filiere formative punta alla costituzione di un sistema di raccordo permanente tra le realtà formative del settore tecnico e professionale, sia di livello secondario che terziario, mirante a fornire agli studenti un'offerta integrata tra i diversi percorsi e in sinergia con il territorio, le imprese e le professioni in funzione delle dieci aree tecnologiche degli ITS Academy, promuovendo la diffusione della cultura scientifica, dell'innovazione tecnologica e della sostenibilità e favorendo l'occupabilità dei giovani, con particolare riguardo alle professionalità emergenti.
La Scarsa Attrazione dei Percorsi Tecnici e Professionali in Italia
I percorsi di studio secondari tecnici e professionali sono tuttora scelti da una minoranza degli studenti italiani. Nel grafico sottostante, che rappresenta i nuovi iscritti alla scuola secondaria di secondo grado dal 2015 ad oggi, si evidenzia bene come una quota pari a circa il 55% degli studenti opti per uno dei percorsi liceali, mentre il restante 45% si orienti per i percorsi tecnici e professionali, ripartendosi tra questi ultimi in un rapporto di oltre due ad uno in favore dei tecnici. La tendenza è rimasta pressoché identica nell'ultimo decennio, nel quale si è potuto al più notare un lieve incremento dei licei a scapito dei professionali.

Nell'immagine che segue si può notare come l'opzione in favore dei percorsi tecnici e professionali sia prevalentemente appannaggio della componente studentesca di sesso maschile. Le studentesse rappresentano poco più di un terzo del totale dei frequentanti tali percorsi. Peraltro, tale percentuale si presenta come in lento ma costante calo nell'ultimo decennio, essendo scesa dal 39,5 dell'anno scolastico 2015/2016 al 35,4 dell'anno scolastico 2022/2023 (ultimo dato disponibile sul sito del Ministero dell'istruzione e del merito).

Prospettive Post-Diploma: Differenze Significative tra Percorsi
L'opzione per il percorso di studi appare fortemente correlata a quella che si prevede essere la prospettiva successiva all'ottenimento del diploma. La figura che segue evidenzia come, negli ultimi anni, oltre i due terzi dei diplomati a esito di percorsi liceali scelgano di proseguire gli studi, mentre tale percentuale si dimezza, al 30%, per i diplomati tecnici, e si riduce addirittura al 10% nel caso dei diplomati professionali. Si tenga presente, peraltro, che nella voce "Altro", che espone valori considerevoli per entrambe le tipologie di percorso oggetto della nostra analisi, sono considerati anche coloro che hanno intrattenuto rapporti di lavoro della durata inferiore a 30 giorni o rapporti di lavoro non soggetti a comunicazione obbligatoria, oltreché coloro che sono attivamente in cerca di occupazione.

Includendo nell'analisi anche i percorsi di istruzione e formazione professionali - IeFP (erogati dai centri formazione professionale accreditati dalle Regioni) è possibile confrontare in termini percentuali il tasso di partecipazione a tutti i percorsi - statali e regionali - della scuola secondaria. Come si vede, gli studenti che optano per i percorsi regionali sono circa il 5% del totale. Unica" del Ministero dell'istruzione e del merito.
Il Divario Terziario e la Debolezza dei Percorsi Professionalizzanti Brevi
Passando alla fase successiva del percorso educativo, ovvero al livello post-secondario, essa, come si è visto, è scelta da una minoranza dei diplomati tecnici e professionali. Questa caratteristica pare connotare fortemente il sistema educativo italiano, a confronto con gli altri grandi paesi europei. Il più recente report ISTAT sui livelli di istruzione evidenzia come "nonostante in Italia, nel 2023, la quota di giovani adulti in possesso di un titolo di studio terziario sia leggermente cresciuta, attestandosi al 30,6%, resta lontana dall'obiettivo europeo (45%), è decisamente inferiore alla media europea (43,1% nell'Ue27) ed è molto al di sotto dei valori, comunque in crescita, degli altri grandi Paesi (51,9% Francia, 52,0% Spagna e 38,4% Germania)." Il medesimo rapporto prosegue affermando che "questa distanza trova ragione anche nella limitata disponibilità, in Italia, di corsi terziari di ciclo breve professionalizzanti, erogati dagli ITS, che in altri Paesi europei forniscono una quota importante dei titoli terziari conseguiti: con riferimento alla classe di età 25-34, in Spagna rappresentano quasi un terzo dei titoli terziari (31,3%), in Francia un quarto (24,4%), un decimo (11,5%) nella media dei 22 Paesi europei membri Ocse e il 16,7% nella media dei Paesi Ocse".

Andamento delle Iscrizioni a IFTS e ITS Academy
Come si è detto in apertura, l'istruzione tecnica post-secondaria è costituita, in Italia, dai percorsi IFTS e dagli ITS Academy (solo questi ultimi costituiscono però il sistema terziario di istruzione tecnologica superiore). Con riguardo al numero degli iscritti ai percorsi IFTS (annuali), i dati mostrano fasi alterne. Infatti, escludendo il periodo pandemico, si nota una lieve flessione tra il 2018 e il 2019, per poi registrare una crescita nel 2022 rispetto alla fase pre-Covid, attestandosi sui 4.336 allievi. Le caratteristiche dell'Istruzione e formazione tecnica superiore in Italia tra passato e futuro".
Quanto agli ITS Academy, anche gli iscritti ai percorsi formativi organizzati da tali istituti costituiscono una esigua minoranza, nonostante si stia assistendo, negli ultimi anni, ad un evidente cambio di rotta. Dalla figura che segue emerge come essi siano cresciuti costantemente nell'ultimo quindicennio, arrivando alla cifra di circa 11.000 nuovi iscritti nell'anno 2021-2022.

FONTE: Rapporto "ITS Academy: una scommessa vincente?" della Fondazione Agnelli. Si segnala che, a partire dal 2022, non sono disponibili dati ufficiali, prodotti dal Ministero dell'istruzione e del merito, sulle iscrizioni a tutti i percorsi ITS attivati in Italia. Quanto alla presenza femminile, dal monitoraggio effettuato da INDIRE nel 2024 emerge che le donne iscritte ai percorsi…
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