Dante Ghezzi si distingue nel panorama professionale italiano come una figura poliedrica e profondamente impegnata nel campo della salute mentale, con un'attenzione particolare rivolta alle dinamiche familiari, alla cura del trauma e alla protezione dei minori. La sua carriera è un intreccio di pratica clinica, ricerca e formazione, che lo vede operare come psicologo e psicoterapeuta specializzato in terapie di coppia e familiari.
L'Esperienza nella Cura del Trauma e del Maltrattamento
Una delle aree di eccellenza di Dante Ghezzi è senza dubbio la cura dei soggetti vittime di traumi. La sua attività clinica si estende alla valutazione e al trattamento delle conseguenze psicologiche derivanti da esperienze traumatiche, con un focus specifico su coloro che hanno subito maltrattamenti intrafamiliare e abusi sessuali. Dal 2003, il suo impegno è costantemente rivolto al Centro TIAMA di Milano, dove non solo si dedica alla cura delle vittime, ma svolge anche un ruolo cruciale nella formazione di professionisti e nella terapia degli autori di abuso sessuale. Questa duplice prospettiva, incentrata sia sulla vittima che sull'autore, denota una visione complessa e integrata del fenomeno.

L'esperienza di Ghezzi si arricchisce ulteriormente con la sua supervisione EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), una metodologia terapeutica ampiamente riconosciuta per il trattamento dei disturbi legati al trauma. Questa competenza specifica gli consente di affrontare con strumenti avanzati le ferite psicologiche profonde, aiutando i pazienti a elaborare ricordi traumatici e a ridurre il disagio associato.
Un Impegno per la Tutela del Minore e la Famiglia
L'ambito della tutela del minore rappresenta un altro pilastro fondamentale dell'attività professionale di Dante Ghezzi. La sua expertise si estende alle situazioni di difficoltà nell'affido e nell'adozione, contesti che richiedono una profonda sensibilità e una solida preparazione psicologica per garantire il benessere dei bambini coinvolti. La sua opera "La tutela del minore. Protezione dei bambini e funzione genitoriale", pubblicata nel 1996 con Francesco Vadilonga, testimonia un impegno precoce e consolidato in questo settore.

Inoltre, Ghezzi ha esplorato le complessità dell'adozione, analizzando aspetti quali l'adozione aperta e la possibilità di adozioni per single. Le sue pubblicazioni, come "Corte costituzionale e adozione aperta. Opportunità e rischi" (2024) e "Adozione ai single. Serve ai figli adottivi?" (2025), mettono in luce la sua costante riflessione sulle evoluzioni normative e sulle implicazioni psicologiche delle diverse forme di genitorialità adottiva. L'approfondimento su questi temi evidenzia la sua volontà di contribuire a un dibattito informato e a pratiche che pongano al centro i bisogni dei bambini.
Le Dinamiche di Coppia e le Complessità Relazionali
La terapia della coppia costituisce un'ulteriore area di interesse e competenza per Dante Ghezzi. Ha curato e pubblicato diversi articoli che indagano le sfide e le complessità delle relazioni di coppia, con un particolare riguardo alle situazioni di crisi e alla presenza di terze parti. Il suo lavoro "Quando c’è un terzo nella coppia", scritto con Paola Covini, affronta il delicato tema delle relazioni extraconiugali e delle loro ripercussioni sul nucleo familiare.
Lasciare o restare, cosa fare dopo un tradimento?
In questo contesto, Ghezzi sottolinea la difficoltà di mantenere una terapia di coppia credibile quando uno dei partner è coinvolto in una relazione esterna, poiché la definizione stessa di coppia implica un impegno reciproco. Le situazioni di tradimento, sia palese che nascosto, vengono gestite con approcci terapeutici mirati, volti ad accompagnare i partner nella ricerca di soluzioni e nella comprensione delle dinamiche sottostanti. L'articolo esplora anche il sospetto, a volte presente all'interno del team terapeutico, di una terza parte non rivelata, evidenziando la complessità e la delicatezza della gestione di tali scenari clinici attraverso vignette cliniche emblematiche. Ha inoltre affrontato il tema del benessere personale nei giochi relazionali, sia quelli fisiologici che quelli che possono danneggiare gli autori, come evidenziato nella sua pubblicazione "Giochi a perdere, la ricerca del benessere personale nei giochi relazionali fisiologici e in quelli che danneggiano gli autori" (2024).
Un Percorso Marcato da Esperienze Significative
La vita di Dante Ghezzi è stata segnata anche da esperienze personali di notevole impatto, che hanno indubbiamente plasmato la sua visione e il suo approccio professionale. La sua nascita a Crescenzago (Milano) nel 1897 lo lega a una storia industriale e sociale che ha visto Milano protagonista. La sua esperienza di arresto da parte dei nazisti nel 1944, durante uno sciopero, e la successiva deportazione nei Lager nazisti, lo pongono in una prospettiva unica di comprensione della sofferenza umana e della resilienza.

Le testimonianze raccolte, come quella di Pietro Lampugnani, deportato anch'egli, descrivono l'orrore della detenzione e la speranza di salvezza, anche grazie all'intervento di figure come il cardinale Schuster e la stessa azienda Pirelli. La deportazione, il trasferimento a Berlino e la permanenza in sottocampi come Sachsenhausen, sono tappe di un percorso che inevitabilmente ha inciso profondamente sulla sua umanità e sulla sua sensibilità verso le vittime di violenza e oppressione. Questa esperienza diretta del trauma e della sofferenza collettiva conferisce una profondità particolare al suo lavoro clinico e alla sua dedizione alla cura e alla prevenzione.
Ricerca e Divulgazione Scientifica
Dante Ghezzi non è solo un clinico esperto, ma anche un attivo ricercatore e divulgatore nel suo campo. La sua partecipazione all'Associazione TES (Per la ricerca e la cura integrata dei traumi), di cui è socio onorario, testimonia la sua dedizione alla promozione della conoscenza e delle migliori pratiche nel trattamento dei traumi. La pubblicazione di numerosi articoli scientifici su riviste specializzate, che spaziano dalla terapia della coppia al maltrattamento, dall'adozione alla cura dei soggetti traumatizzati in età adulta, evidenzia la sua continua ricerca di approfondimento e il suo desiderio di condividere le sue scoperte con la comunità scientifica e professionale.
Le sue pubblicazioni, come quelle citate relative all'adozione e ai giochi relazionali, dimostrano la sua capacità di affrontare temi complessi con rigore scientifico e una prospettiva che mira a migliorare il benessere individuale e familiare. Questo impegno costante nella ricerca e nella divulgazione scientifica consolida la sua figura come un punto di riferimento nel campo della psicologia e della psicoterapia in Italia.
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