Massimo Recalcati, psicoanalista e docente universitario di fama, ci invita a una profonda riflessione sul concetto di felicità, svelando come esso sia intrinsecamente legato al nostro desiderio e alla capacità di "ricominciare". Attraverso le sue lectio magistralis e le interviste, Recalcati ci guida in un percorso di consapevolezza, sottolineando l'importanza degli incontri significativi e la necessità di coltivare una relazione autentica con noi stessi e con gli altri.

Il Potere della Parola e l'Imperativo del "Kum!"
Il punto di partenza per comprendere la visione di Recalcati sulla felicità risiede in una parola antica: "Kum!". Questa espressione, che ricorre nel testo biblico, non è un semplice suono, ma un imperativo onomatopeico che risuona come un potente "sveglia! alzati!". Essa esige un movimento, una ripartenza, l'assunzione della responsabilità di un atto. Recalcati stesso ha accettato con entusiasmo l'invito a partecipare a eventi che risuonano con il suo percorso legato al "ricominciare", all'"educare", al "rinascere", alla "consapevolezza" e alla "leggerezza". Questo "Kum!" rappresenta il primo passo fondamentale verso la costruzione di una vita più piena e significativa, un invito a uscire dalla stasi e ad abbracciare il cambiamento.
Maestri, Amori e Incontri Decisivi
Nella vita, alcuni incontri si rivelano essere veri e propri spartiacque, capaci di segnare profondamente la nostra esistenza. I maestri, con la loro guida illuminata, e gli amori, con la loro capacità di aprire nuovi orizzonti, danno forma alla nostra vita. Recalcati stesso racconta, quasi con stupore, di essere stato bocciato in seconda elementare e di essere cresciuto in un ambiente privo di libri. Eppure, ha incontrato maestri che lo hanno "salvato da una brutta deriva che rischiava di prendere fin da bambino". L'incontro vero e importante è sempre un incontro d'amore, perché ci permette di esplorare mondi inediti, di imparare lingue differenti e, soprattutto, di aprirci a noi stessi e all'altro. L'illusione di poter fare tutto da soli, di vivere chiusi nel proprio mondo, è un inganno che ci allontana dalla ricchezza delle connessioni umane.
Il Gioco della Felicità: La Philointervista e i Tarocchi
Ispirato dal mondo dei tarocchi, Recalcati ha ideato nel 2017 la "Philointervista", un gioco della felicità che ha debuttato al festival "Il Tempo delle Donne". L'obiettivo di questo strumento è far emergere l'idea di felicità di coloro che vengono intervistati, esplorando le loro percezioni e i loro vissuti. Tra i partecipanti a questa iniziativa vi è stato lo stesso Massimo Recalcati, che ha condiviso la sua visione in un dialogo profondo.
L’incontro che cambia la vita: il vero significato di ‘Venite e Vedete.- Don Fabio Rosini
Il Segreto del Figlio: Genitorialità e la Custodia del Desiderio
Recalcati ha dedicato una parte significativa del suo lavoro all'analisi delle figure genitoriali, concentrandosi in particolare sul "segreto del figlio". In un'epoca in cui la legge punitiva sembra attenuarsi, il compito più alto e difficile per i genitori è quello di avere fede nel "segreto incomprensibile del figlio" e nel suo "splendore". Con il suo libro "Il segreto del figlio", Recalcati completa un'ideale trilogia che, dopo le analisi della figura del padre e della madre, pone al centro lo "splendore" del figlio. Questo splendore si sottrae alla retorica dell'empatia e del dialogo conformisticamente dominanti oggi. Un figlio è un'esistenza unica, distinta e irriducibile a quella dei suoi genitori. Contro ogni autoritarismo e contro una pedagogia falsamente libertaria, Recalcati afferma il diritto del figlio a custodire il segreto della sua vita e del suo desiderio. La conversazione su questo tema è spesso arricchita da performance artistiche, come il canto live e installazioni fotografiche, che esplorano il tema universale della nascita e della crescita umana, sia sul piano materiale che culturale.
Il Desiderio come Motore Inesauribile
Ciò che ci attira verso una lectio magistralis di Recalcati non è un oggetto materiale, ma il desiderio di comprendere di più, il bisogno di ascoltare una voce che chiarisca quella parte più umana e inspiegabile razionalmente di noi: il desiderio. C'è qualcosa di più desiderabile dell'avere tempo e spazio per la conoscenza di noi stessi? Lasciando per un attimo da parte le nostre occupazioni e tornando a prenderci cura di noi, avvertiamo una strana energia, una "spina inficcata da qualche parte là dentro di noi, che non ci lascia mai tranquilli". Il desiderio è un fenomeno ambiguo: da un lato denota il nostro essere limitato, incompiuto, ancora irrealizzato; dall'altro, ci trascina sempre fuori di noi, in una tensione invincibile a raggiungere qualcosa o qualcuno che si mostra come una promessa di felicità.

La Filosofia come Strumento di Comprensione del Desiderio
Nel lavoro, nella ricerca, nell'appagamento dei piaceri, nell'esercizio del potere, nella produzione artistica, si nasconde sempre un motore invisibile che chiamiamo desiderio. La filosofia, sia a scuola che nella vita adulta, ci offre un'occasione affascinante per penetrare con coraggio nella verità profonda delle esperienze più semplici, scoprendo la ricchezza del nostro essere vivi. Platone, nel "Simposio", ci avverte che non siamo né dèi né animali, ma creature che vivono nella "terra di mezzo", dove l'ignoranza confina con la sapienza. Il sentimento del nostro bisogno ci apre, secondo Platone, al desiderio di ciò che sentiamo mancare. La filosofia, attraverso l'interrogazione razionale, ci aiuta a sfondare la superficie cieca dei bisogni immediati e ci spinge oltre la nostra mera animalità, verso un orizzonte infinito. Se la nostra vita ci appare frammentata e finita, il desiderio ci "sveglia" in una duplice direzione: verso un oggetto infinito sempre spostato in avanti e verso un'unità originaria di cui avvertiamo la nostalgia.
La Leggerezza nell'Essere e il Ricominciare
La lezione di Recalcati sulla felicità è un invito a non temere il desiderio, ma a comprenderlo come la forza motrice che ci spinge verso la crescita e la realizzazione. La capacità di "ricominciare", un tema centrale nel suo pensiero, ci permette di affrontare le inevitabili cadute e delusioni, trasformandole in opportunità di apprendimento. La leggerezza, intesa non come superficialità ma come la capacità di non farsi schiacciare dal peso delle proprie esperienze, diventa un antidoto alla pesantezza dell'esistenza. Attraverso l'analisi dei nostri desideri, la comprensione dei nostri legami e la forza del "Kum!", possiamo intraprendere un cammino verso una felicità autentica, fatta di consapevolezza, di amore per la vita e di un continuo, vitale, ricominciare.
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