Il mondo dell'insegnamento di sostegno è un terreno fertile per aspiranti docenti che desiderano intraprendere una carriera al servizio degli alunni con bisogni educativi speciali. Tuttavia, questo percorso è spesso costellato di difficoltà, non solo per le sfide intrinseche della professione, ma anche per le insidie rappresentate da percorsi abilitanti poco chiari e, in alcuni casi, vere e proprie truffe. Le indagini condotte dalla procura di Cosenza, che hanno portato alla sospensione di trentatré insegnanti di sostegno calabresi (26 donne e 7 uomini), accusati di falso in atto pubblico, gettano luce su un fenomeno preoccupante. L'indagine, avviata nel 2016 a seguito di una denuncia del Provveditorato Scolastico, è scaturita dalla scoperta di anomalie nella documentazione relativa alle graduatorie dei docenti abilitati all'insegnamento agli alunni portatori di handicap. Un nuovo funzionario, subentrato dopo il pensionamento del precedente, ha notato incongruenze che hanno spinto le autorità a rivolgersi alla procura.

La Giungla dei Percorsi Abilitanti e le Promesse Online
Il problema del precariato, già di per sé annoso, si aggrava ulteriormente per gli insegnanti che devono navigare nella complessa giungla dei percorsi abilitanti. Quest'anno, tali percorsi sono partiti anche in ritardo, costringendo i docenti a destreggiarsi tra diversi corsi, spesso conciliandoli con il lavoro in classe, nel disperato tentativo di ottenere il titolo necessario. In questo contesto, molti si lasciano sedurre da annunci online, soprattutto sui social media, che promettono scorciatoie e facili guadagni.
Un esempio emblematico è rappresentato dagli annunci che compaiono sotto profili come "Corsi Miur", che richiamano il Ministero dell'Istruzione e del Merito (Mim). Questi profili offrono corsi di abilitazione al sostegno, promettendo un percorso completamente online, sconti del 25% e la garanzia di diventare docente entro il 2025. Molti insegnanti, attratti da queste promesse, hanno versato somme superiori ai 5.000 euro. Tuttavia, approfondendo la questione, si scopre spesso che il soggetto promotore di tali corsi, erogati da università spagnole non ben specificate, è una società inesistente o difficilmente rintracciabile, come nel caso della Royal Exor srl, la cui sede indicata a Bolzano risulterebbe vuota.

La Fenomenologia della Truffa: Denunce e Recessi
I soldi, però, vengono versati, e gli insegnanti si ritrovano a fare i conti con la realtà. Una docente, che ha sporto denuncia anche su Altroconsumo, racconta di aver iscritto a un corso nel giugno 2024. Prima di iniziare, ha voluto verificare la veridicità del percorso e la validità del titolo rilasciato. Dopo aver tentato di contattare la società promotrice, le risposte ricevute non l'hanno convinta. Ha quindi esercitato il diritto di recesso, ma nonostante diverse comunicazioni inviate tramite PEC, non avrebbe ricevuto il rimborso della quota di iscrizione di 390 euro. La docente è ora pronta a procedere per vie legali, mentre le forze dell'ordine stanno indagando a seguito di altre segnalazioni.
Truffa o Scorciatoia: Il Dilemma dell'Abilitazione Spagnola
La domanda che sorge spontanea è se l'abilitazione spagnola rappresenti una vera e propria truffa o una scorciatoia percorribile. Questo interrogativo è stato sollevato anche dal consigliere provinciale Filippo Degasperi, che ha presentato un'interrogazione in consiglio provinciale per verificare l'idoneità dei corsi offerti da "corsimiur"/Royal Exor srl e il loro effettivo riconoscimento da parte del Ministero dell'Istruzione. Il nodo della "sede fantasma" aggiunge un ulteriore elemento di criticità.
Le alternative ai Tirocini di Formazione Attiva (TFA) offerti da agenzie italiane sono da tempo sotto osservazione. Non è raro imbattersi in situazioni poco trasparenti. Alcune Business School spagnole propongono percorsi di abilitazione non ufficiali, millantando collaborazioni con università spagnole. Le specializzazioni per il sostegno in Spagna sono state oggetto di attenzione anche da parte del Consiglio di Stato, che in aprile dell'anno precedente ha sanzionato il Ministero in merito al riconoscimento dei titoli conseguiti all'estero. Rimane il dubbio per gli insegnanti che si sono affidati ad agenzie italiane per l'organizzazione di questi corsi online, circa la validità dei titoli ottenuti.
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Il Diritto al Sostegno: Un Percorso Complesso per Bambini con ADHD
Parallelamente alle problematiche legate all'abilitazione degli insegnanti, emerge la questione della concessione dell'insegnante di sostegno per bambini con disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) o disturbi del comportamento, come il deficit di attenzione e iperattività (ADHD). Una madre, preoccupata per il figlio di 7 anni frequentante la seconda elementare, cui è stata diagnosticata la sindrome ADHD, si trova di fronte a un muro: in classe non riescono a gestirlo e vorrebbero un insegnante di sostegno, ma il bambino non ne avrebbe diritto secondo le normative vigenti.
Le risposte dei professionisti sottolineano la complessità della situazione. Sebbene la diagnosi di ADHD sia un punto di partenza, non sempre essa è sufficiente, da sola, per garantire il diritto a un insegnante di sostegno in tutte le regioni. Il percorso corretto prevede generalmente una valutazione psicodiagnostica approfondita. Per i disturbi dell'apprendimento, la diagnosi formale di DSA viene solitamente effettuata alla fine della seconda elementare.

Il Ruolo Cruciale della Valutazione ASL e della Diagnosi Funzionale
La chiave per ottenere un insegnante di sostegno risiede nella certificazione rilasciata dall'Azienda Sanitaria Locale (ASL) di competenza. È necessario rivolgersi al servizio di Neuropsichiatria Infantile del proprio territorio. Questo servizio effettuerà una valutazione neuropsichiatrica infantile multidimensionale, somministrando prove psicodiagnostiche e questionari specifici, spesso con il coinvolgimento di uno psicologo. L'obiettivo è redigere una "Diagnosi Funzionale" che non solo indichi il numero di ore settimanali di sostegno didattico necessarie, ma anche il tipo di terapia psico-educativa e riabilitativa più adatta al bambino e alla famiglia.
Questa certificazione deve poi essere presentata a una specifica commissione medica ASL, che valuterà la gravità della situazione e disporrà i provvedimenti necessari. Nel caso in cui la diagnosi sia stata effettuata da un centro o una struttura privata, è fondamentale che venga convalidata dall'ASL. La legge 53 del 2003 fornisce il riferimento normativo per l'attivazione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP), concordato tra scuola e genitori, che tenga conto delle specifiche esigenze dello studente.
Strategie e Supporto: Oltre l'Insegnante di Sostegno
È importante sottolineare che, anche in assenza di un insegnante di sostegno dedicato, esistono altre strategie per supportare il bambino. La scuola può e deve utilizzare tutte le strategie psicoeducative, comportamentali e metacognitive concordate con lo specialista. La creazione di un clima di classe positivo e il dialogo costante tra famiglia, scuola e sanitari del territorio sono fondamentali per costruire una rete di supporto efficace.
In alcuni casi, è possibile richiedere l'affiancamento di un operatore o educatore scolastico, che lavori a stretto contatto con il bambino per promuovere la sua autonomia personale e relazionale. Per i servizi di supporto di tipo assistenziale-educativo, il riferimento è ai Servizi Sociali del Comune.
La Crisi dei Titoli Falsi: Un Fenomeno Esteso
Le indagini sulle truffe legate all'abilitazione all'insegnamento non si limitano al caso di Cosenza. Un'altra inchiesta, condotta dai carabinieri della compagnia di Vallo della Lucania, ha portato alla luce un vasto giro di titoli falsi per l'assunzione nel mondo della scuola. Agli imputati vengono contestati i reati di corruzione in concorso, falso ideologico, truffa aggravata ai danni dello Stato e tentata truffa.
Le indagini, partite dopo una segnalazione dell'Ufficio Scolastico Regionale, hanno evidenziato come numerosi docenti avessero presentato, per l'assunzione in ruolo nel 2018, titoli di studio molto datati, mai esibiti in precedenti procedure concorsuali. La richiesta di rinvio a giudizio, firmata dai magistrati della Procura di Vallo della Lucania, contesta ben 778 capi di imputazione in 258 pagine. Sebbene inizialmente gli indagati fossero 554, l'avviso di richiesta di rinvio a giudizio è stato notificato a 373 persone. I diplomi oggetto di queste presunte truffe includono il diploma di specializzazione polivalente, il diploma magistrale e il diploma di operatore dei servizi sociali e del settore ristorazione.

Questo scenario, fatto di percorsi abilitanti poco trasparenti, truffe online e titoli falsi, evidenzia la necessità di una maggiore vigilanza e di una normativa più chiara e stringente per garantire l'integrità del sistema educativo e tutelare sia gli aspiranti docenti sia, soprattutto, gli alunni che necessitano di un supporto qualificato e di percorsi formativi validi e riconosciuti.
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