Il Legame Complesso tra Borderline e Narcisismo: Un'Analisi Approfondita

L'esplorazione delle dinamiche psicologiche che intercorrono tra il disturbo borderline di personalità e il narcisismo rappresenta un campo di studio affascinante e complesso, che ha visto numerosi contributi nel corso degli anni. Sebbene queste due condizioni siano diagnosticate separatamente, presentano spesso sovrapposizioni comportamentali e possono manifestare tratti sorprendentemente simili, portando a interrogativi sulla loro relazione e interazione. L'opera di Christopher Bollas, "Tre caratteri. Narcisista, borderline, maniaco-depressivo", offre un quadro teorico e clinico prezioso per addentrarsi nella comprensione di queste strutture di personalità, delineando le loro peculiarità, le loro sofferenze e i meccanismi di difesa che mettono in atto.

Raffigurazione stilizzata di due personalità interconnesse

Le Radici della Sofferenza: Dolore Mentale e Tentativi di Soluzione

Christopher Bollas, nel suo lavoro, sottolinea un punto fondamentale: la radice di tutti i disturbi del carattere risiede nel dolore mentale. Ogni struttura caratteriale, con la sua intrinseca ripetitività, funge da indice della sofferenza individuale. Ogni disturbo, lungi dall'essere una mera patologia, rappresenta un tentativo intelligente di trovare una soluzione a un problema esistenziale. È perciò cruciale per il clinico cogliere la specifica funzione di tali tentativi e aiutare il paziente a comprenderla. Quando utilizziamo termini come "narcisista", "borderline" o "maniaco-depressivo", identifichiamo assiomi comuni che accomunano questi individui. Sebbene le ragioni profonde di tale configurazione siano molteplici e differenti, è possibile delineare una relazione tipica tra la loro soggettività e il mondo in cui vivono.

Bollas evoca l'incipit di Moby Dick di Melville, dove Ismaele afferma di "andare per mare perché se non lo facessi finirei per ammazzare qualcuno". Questa metafora illustra come l'azione, sebbene apparentemente casuale, possa servire a canalizzare impulsi distruttivi. In linea con le sue opere precedenti, Bollas attribuisce grande importanza ai traumi precoci nello sviluppo individuale e all'influenza determinante di un ambiente facilitante sullo sviluppo futuro. Questo modello di pensiero si estende alla situazione analitica stessa, vista come un contesto potenzialmente facilitante. Parafrasando Winnicott, si potrebbe affermare che "non esiste il paziente, ma soltanto il paziente con il terapeuta".

In quest'ottica, le riflessioni dell'analista sulle proprie risposte affettive allo stato d'animo del paziente e alle sue comunicazioni emozionali durante la seduta sono essenziali. Il concetto winnicottiano di potenzialità del vero sé del paziente, bloccate da strutture difensive o dal falso sé, è centrale nelle teorizzazioni di Bollas. L'obiettivo dell'analista è aiutare il paziente a riscoprire i propri modi autentici di essere spontaneo, un risultato raggiungibile solo se l'analista stesso si mostra autentico e non falso. L'analista deve utilizzare il proprio vero sé, distinguendolo dall'impulsività e dall'indulgenza verso se stesso. Ciascun analista deve trovare il proprio idioma personale di vero lavoro analitico (Bollas, 1989), acquisendo consapevolezza del linguaggio utilizzato con il paziente e considerandosi sia oggetto di osservazione nel processo analitico che soggetto di se stesso. Allo stesso tempo, l'analista è un oggetto utilizzato dal paziente per i propri scopi, rendendo necessaria la consapevolezza di tale dinamica.

Il Narcisista: L'Arte della Rifrazione e la Crisi dell'Immagine

Il primo capitolo del libro di Bollas è dedicato all'analisi della struttura della personalità del "narcisista", emblema del pensiero rifrattivo. A differenza del pensiero riflessivo, il pensiero rifrattivo "seleziona una caratteristica secondaria all'interno di una comunicazione, mettendola in evidenza e condannando il nocciolo della questione all'oblio. Il pensiero rifrattivo, perciò, elimina il significato" (Bollas, 2018). Modell e altri hanno ipotizzato che il narcisista abbia rifiutato l'oggetto primario - la madre - percepita come eccessivamente intrusiva. In questa prospettiva, il Sé istituisce la propria immagine come un nuovo oggetto primario. Questo processo si svolge armoniosamente finché il narcisista si limita a contemplare la propria immagine; tuttavia, ogni tentativo di entrare in contatto con essa la distrugge. In particolare, se l'altro tenta di coinvolgere il Sé, quest'ultimo lo rifiuta e l'altro va in frantumi: Eco tenta di coinvolgere Narciso ed è respinta; Narciso tenta di coinvolgere se stesso, cercando di abbracciare la propria immagine riflessa di cui è innamorato, ma l'immagine si frammenta, portando alla sua distruzione.

Il mito di Narciso ed Eco

Come analisti, sappiamo che il paziente con tali problematiche caratteriali porta con sé "acque perturbate", appropriandosi del lago della seduta, parlando incessantemente di "ferite narcisistiche" che hanno infranto ciò che avrebbe dovuto essere uno specchio ideale, e che l'analizzando si sforza in tutti i modi di ripristinare. In una situazione del genere, l'analista può sentirsi simile a Eco, in grado di parlare solo riflettendo le parole del narcisista e ciò che suscita il suo interesse; qualora commettesse un errore, si troverebbe a dover fare i conti con il lago che frammenta il Sé.

Un elemento centrale nell'assetto mentale del narcisista è l'immagine di sé, costantemente rimandata a contatto con gli altri, e quindi la richiesta di attenzione, sempre attiva, anche in modo sottile. Vi è una difficoltà a staccarsi da un Sé ideale, dagli ideali, dagli oggetti idealizzati e dall'idealizzazione. Nel suo idealizzare se stesso, il narcisista può proiettare questa fantasia di appagamento del desiderio negli altri o nelle attività della propria vita, attraverso l'idealizzazione. È questo che dà origine al contratto narcisistico: "tu idealizzi me; io idealizzo te", allo scopo di vivere in un mondo di idealizzazione. Tra gli assunti del narcisista, vi è la preminenza del visuale sul verbale o sul simbolico. Nella relazione con l'altro, egli utilizza le espressioni del volto, le comunicazioni acustiche non verbali e il silenzio per affermare la priorità del mondo non-verbale sul linguaggio, come mezzo per manipolare l'altro e, nell'analisi, per ostacolare il tentativo dell'analista di creare significato.

Bollas opera una distinzione diagnostica tra il narcisista positivo, meno disturbato, e il narcisista negativo, più grave, poiché trasferisce questo disturbo del carattere nell'ambito della psicosi, creando i presupposti per il razzismo, il sessismo e il genocidio. A differenza del narcisista negativo, il narcisista positivo, nel tentativo di vivere in un mondo armonioso e non turbato da stimoli che minacciano il suo senso di benessere, può dedicarsi agli altri, con lo scopo di soddisfare l'immagine che ha del Sé. Il narcisista positivo tende ad avere relazioni oggettuali superficiali che preservano il Sé, al fine di evitare ogni divergenza con l'altro, frequentando oggetti che non possono suscitare alcuna polemica. Mentre il "borderline" cerca la divergenza turbolenta con l'oggetto, poiché la turbolenza emotiva è l'oggetto d'amore, il narcisista fa di tutto per allontanarla da sé, ricorrendo a modalità difensive, tra cui soprattutto l'istituzione di un falso Sé. Nella relazione analitica, il narcisista può pertanto assumere un atteggiamento compiacente e accettare facilmente le interpretazioni, con l'intento di prevenire possibili divergenze. Tra gli assiomi della logica della personalità narcisistica, vi è quello per cui: "Invece di un altro con cui avere una relazione di intimità, scelgo dei Sé non invasivi che mi rispecchieranno così come io rispecchierò loro. Con gli altri che stanno a distanza ha successo una relazione a distanza" (p. 55-56).

La personalità narcisistica si colloca lungo uno spettro dal positivo al negativo, proponendo all'analista sfide cliniche tutt'altro che facili. La richiesta di analisi in questi casi può talvolta trovare il suo fondamento in un crollo depressivo, che nel narcisista negativo assume caratteristiche psicotiche, oppure in una somatizzazione. Bollas concorda con Kohut nell'evidenziare il bisogno del narcisista di un transfert idealizzante e la necessità che questo si stabilizzi nel tempo, prima di poter essere interpretato.

Il Borderline: La Ricerca della Turbolenza e la Frammentazione del Sé

Il secondo capitolo del libro analizza la struttura della personalità del "borderline", che propone un'intensa immagine di sé, accompagnata da un dolore mentale incessante. Qui, la sofferenza, a differenza dell'isteria, non consente alcun vantaggio secondario. Diversamente dal narcisista, il borderline non desidera liberarsi da essa, ma sembra ricercarla. Il borderline si trova frequentemente a vivere relazioni estremamente conflittuali e tese, alla ricerca di un altro a cui poter attribuire il proprio dolore.

A differenza del dolore mentale dello schizofrenico, che viene oggettivato come qualcosa di esterno, indesiderato ed evitato a ogni costo, il borderline tende ad amplificare il dolore in una sorta di "abbraccio", ancora più forte delle forme più estreme di masochismo: "Si tratta dell'ombra di un oggetto che fa affidamento sulla determinazione del borderline di appropriarsi di esso introducendo il dolore nel Sé" (p. 64). Per il borderline, l'attività onirica e quella percettiva sono mescolate, poiché sia il sogno che la vita sono pervasivi di stimoli potentemente disturbanti e di un sovraccarico di angosce, al punto che il sogno viene vissuto come un incubo, anche quando il contenuto appare benigno o banale.

Spesso il soggetto somatizza il proprio stato angoscioso. A differenza dell'isterico, per il quale la conversione-somatizzazione simboleggia un'idea inconscia, la somatizzazione borderline ha a che fare con una mente incapace di contenere gli effetti opprimenti dei contenuti mentali. Diversamente dal narcisista, che somatizza per localizzare e fissare il disagio, lo stato somatico del borderline è un'estensione corporea dell'angoscia mentale. Spesso il borderline trascura il proprio corpo, si presenta costantemente affaticato e non se ne cura, non pensando peraltro di poter stare meglio. La debilitazione somatica è la condizione del suo "Sé nel mondo": il soggetto è profondamente coinvolto con un oggetto/altro che produce dolore e il cui Sé è in uno stato di costante tumulto.

Con un paziente così, l'analista può sentirsi confuso e porsi la domanda se sia l'altro a provocare questo dolore, oppure se il paziente stia proiettando nell'altro il negativo. Le personalità borderline, come i perversi, hanno una particolare abilità nell'instaurare un "contratto borderline" con altri borderline. Nell'analizzare il modo in cui il borderline scinde in frammenti sia l'Io che l'oggetto, Bollas osserva come la relazione oggettuale del borderline possa essere compresa solo nei termini di una crisi, in relazione a ciò che Winnicott ha definito la "madre ambiente", cioè il mondo che circonda il bambino: "la personalità borderline è scissa non soltanto perché scinde l'oggetto, ma - ed è la cosa più importante - perché è stata scissa per opera della madre ambiente" (p. 72).

Per il borderline, l'intimità si instaura attraverso una scissione reciproca, per cui parti del Sé vengono proiettate all'interno di parti dell'altro, e allo stesso tempo anche l'altro è invitato a fare la stessa cosa. Tra gli assiomi della logica del carattere borderline, è centrale quello per cui: "Non possiedo un senso originario di chi sono, ma posso sentire un 'me' che si instaura in relazione a un altro che arreca disturbo" (p.94).

Una caratteristica cruciale nel lavoro analitico con la personalità borderline è il dover entrare in relazione con emozioni che sono una sorta di miscuglio familiare e con la tendenza del soggetto a parlare della vita in termini astratti, con una grande difficoltà a descrivere dettagliatamente le esperienze vissute. Il compito dell'analista è, quindi, richiedere dettagli, specificare, e con ciò facilitare la formazione di oggetti da parte del paziente. L'interpretazione delle attività difensive del paziente dovrebbe tener conto, oltre che del rapporto con un singolo oggetto, della rabbia ambientale da cui è stato contaminato. Quando il soggetto in analisi può cominciare a vedere in che modo le parti rifiutate della propria personalità sono scisse e proiettate negli oggetti interni, è possibile concentrarsi sulle dinamiche del mondo interno. Questo tipo di sviluppo implica un doloroso processo di lutto borderline, che ha a che fare con la perdita delle situazioni tempestose della vita vissuta con l'oggetto primario.

La motivazione all'aiuto da parte del soggetto è rappresentata dall'essere devastato da un'angoscia che cresce con il passare del tempo, un dolore insopportabile: il dolore borderline. Quando l'energia delle proiezioni cesserà di essere utilizzabile, il soggetto potrà iniziare a sperimentare la depressione borderline, che si manifesta nel momento in cui il Sé realizza che gli oggetti destinati a contenere tutto ciò che è indesiderato non sono più in grado di svolgere questa funzione.

La sfida di Nicole e il disturbo borderline di personalità: "Non mi accettavo, oggi sorrido"

Il Maniaco-Depressivo: L'Oscillazione tra Estremi e la Ricerca di Liberazione

Nel terzo capitolo del libro, Bollas prende in considerazione il carattere "maniaco-depressivo", in cui l'umore della persona oscilla tra estremamente elevato ed estremamente basso. Qui non vi è alcuna rappresentazione imitativa della sofferenza, come ad esempio nel caso dell'isteria, né vi è la ricerca del negativo, come per il borderline, ma una sofferenza mentale così intensa da indurre talvolta paura in chi la osserva. Il maniaco-depressivo è ben lungi dai fisiologici alti e bassi della vita, così come dalle variazioni dell'umore che caratterizzano il borderline, l'isterico e lo schizoide. In questo caso, la sofferenza più grave è legata ai lunghi periodi di profonda depressione, rispetto ai quali l'umore maniacale viene inconsciamente ricercato come una forma di liberazione. Perciò, tipicamente, accade qualcosa di stimolante nella vita della persona che innesca il passaggio dalla depressione alla mania.

Bollas mette in risalto come troppo spesso non si presti sufficiente attenzione alla storia del Sé maniaco-depressivo, perdendo così un'importante possibilità di azione terapeutica. Egli nota la comune tendenza a vedere questo disturbo del carattere come una "malattia" definita in sé, con un orientamento terapeutico preferenzialmente farmacologico e una prevalente attenzione ai fattori biologici ed ereditari. La raccolta di una storia dettagliata del paziente e l'analisi degli eventi concomitanti con l'esordio sia della mania che della depressione si rivelano cruciali dal punto di vista dell'efficacia terapeutica, molto più che con altri tipi di problematiche caratteriali. Questo perché i cicli di umore estremo sono spesso innescati da specifici eventi di vita, e la comprensione di questi trigger è fondamentale per sviluppare strategie di coping efficaci e per aiutare il paziente a navigare queste transizioni.

Narcisista Covert e Borderline: Similitudini e Differenze Fondamentali

Il narcisismo covert, noto anche come narcisismo vulnerabile, rappresenta una forma meno evidente di narcisismo. Chi ne presenta i tratti appare spesso introverso, sensibile o insicuro, ma interiormente può sentirsi speciale, incompreso o poco riconosciuto. D'altro canto, il disturbo borderline di personalità è caratterizzato da una forte instabilità emotiva, relazionale e dell'immagine di sé.

Sebbene queste condizioni siano diagnosticate separatamente, nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5), possono presentare alcune somiglianze comportamentali. Tra queste rientrano l'instabilità relazionale, con rapporti interpersonali che possono essere intensi ma fragili. Tuttavia, le motivazioni profonde e le origini di questi pattern sono radicalmente diverse.

  • Abbandono: Per il narcisista covert, l'abbandono è una conferma della propria inadeguatezza nascosta. Per il borderline, invece, l'abbandono significa annichilimento.
  • Idealizzazione/Svalutazione: Nel narcisista covert, l'idealizzazione e la svalutazione sono basate su quanto l'altro conferma il Sé grandioso.
  • Grandiosità: I tratti di grandiosità sono comuni in entrambi i disturbi, ma si manifestano diversamente. Nel narcisista covert, la grandiosità è spesso celata dietro un'apparenza di modestia o falsa umiltà. Essi possono sentirsi interiormente speciali o superiori, ma raramente lo esibiscono apertamente, manifestando invece invidia verso gli altri e sentendosi non riconosciuti per la loro presunta superiorità. Nei soggetti borderline, i tratti di grandiosità possono essere occasionali, più fluttuanti e legati alle loro instabilità emotive. In momenti di elevata autostima, potrebbero sentirsi onnipotenti, ma questi sentimenti possono rapidamente trasformarsi in sensazioni di vuoto o inferiorità in risposta a piccole delusioni o critiche.

È importante notare che, sebbene il DSM-5 identifichi diversi disturbi di personalità con comportamenti simili o sovrapposti, il disturbo borderline di personalità condivide un numero significativo di caratteristiche con altre condizioni, come il Disturbo Istrionico di Personalità (ricerca di attenzione, suggestionabilità), il Disturbo Evitante di Personalità (paura di critica, rifiuto, inadeguatezza) e il Disturbo Dipendente di Personalità (paura di separazione, dipendenza emotiva).

Diagramma che illustra le differenze e le sovrapposizioni tra narcisismo covert e disturbo borderline

Le Dinamiche Relazionali: Attrazione e Conflitto

La domanda "Perché narcisisti e borderline sono così attratti l'uno dall'altra?" è frequente tra coloro che si rivolgono a professionisti specializzati in dinamiche relazionali ad alta drammaticità. La risposta risiede spesso nella complessa interazione tra le loro fragilità e i loro meccanismi di difesa.

  • Paura dell'Intimità e Ricerca di Specchio: Entrambe le condizioni possono lottare con la paura dell'intimità. Il borderline, in particolare, è alla disperata ricerca di uno "specchio" che fornisca una chiave simbolica per abbattere la corazza protettiva, spesso legata al sesso o alla negazione della sua importanza. Tuttavia, questa corazza è un elemento essenziale con cui entrano nella relazione, e tentare di rimuoverla, sia per sé che per l'altro, può essere estremamente destabilizzante.
  • Gestione delle Emozioni e Tolleranza alla Frustrazione: Queste persone fanno difficoltà a gestire le loro emozioni e non riescono a tollerare la frustrazione, il sacrificio implicito nelle relazioni di lunga durata. La loro visione della sessualità è spesso isterica: la ricercano come conferma, la esibiscono per ottenere approvazione, ma se ne sentono poi minacciati in termini di sicurezza.
  • Conflitto tra Sicurezza e Novità: Si trovano in un perenne conflitto tra il sentirsi al sicuro e la ricerca della novità. Dopo un primo periodo di compulsiva ricerca dell'altro, possono entrare in uno stato paranoide, perdere rapidamente interesse perché si sentono dominati o abusati, oppure desiderare di controllare ossessivamente il partner. Non riescono a lasciarsi andare completamente con una persona con cui condividono la loro interiorità.
  • Il Contratto Relazionale: Per questo motivo, spesso scelgono come compagno fisso una persona stabile e affidabile, che però de-sessualizzano rapidamente, relegandola al ruolo di "genitore" o figura amicale, ed evadono dalla coppia alla ricerca di stimoli e conferme narcisistiche del proprio valore.
  • Differenze nella Ricerca: La differenza sostanziale sta nella motivazione. Il borderline è "innamorato dell'amore", ricerca contatti e stimoli per colmare un senso di vuoto e abbandono perenne, accontentandosi dell'altro per evitare di fare i conti con la realtà. Il narcisista, o l'istrionico, ricerca invece un partner che confermi la propria grandiosità o permetta di accrescerla, uno "specchio" valido. Non appena si verifica un "calo prestazionale" o un "difetto" nell'oggetto scelto, lo abbandonano o lo svalutano.

La Natura delle Differenze: Un Approfondimento Clinico

Le differenze tra narcisista e borderline, sebbene a volte sottili nel comportamento manifesto, sono profonde a livello delle dinamiche psicologiche sottostanti.

  • Senso di Sé: Il borderline non possiede un senso originario di chi è, ma può sentire un "sé" che si instaura in relazione a un altro che arreca disturbo. Il narcisista, invece, si basa su un'immagine grandiosa del sé, spesso idealizzata e fragile, che necessita di costante validazione esterna.
  • Gestione del Dolore: Mentre il borderline sembra ricercare e amplificare il dolore mentale, il narcisista cerca attivamente di evitarlo, ricorrendo a difese come la scissione e la negazione per preservare la propria immagine idealizzata.
  • Relazioni Oggettuali: Il borderline instaura relazioni caratterizzate da un'intensa turbolenza emotiva, poiché la crisi e il conflitto sono l'oggetto d'amore. Il narcisista, al contrario, cerca relazioni superficiali e armoniose che non minaccino il suo senso di benessere e la sua immagine del sé.
  • Meccanismi Difensivi: Lo "splitting" (divisione netta del punto di vista) è un meccanismo difensivo chiave nel borderline, che divide il mondo in eroi e villani, impedendo una visione integrata delle persone. Il narcisista utilizza prevalentemente il pensiero rifrattivo e la proiezione per distorcere la realtà e mantenere la propria grandiosità.

In conclusione, sebbene il narcisista covert e il disturbo borderline di personalità possano presentare comportamenti superficialmente simili, le loro radici psicologiche, le motivazioni sottostanti e le modalità di interazione con il mondo sono profondamente differenti. Comprendere queste distinzioni è fondamentale per un approccio clinico efficace e per una migliore comprensione delle complesse dinamiche interpersonali che caratterizzano queste condizioni.

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