Tutti, almeno una volta, abbiamo avuto una discussione con un compagno di corso, un coinquilino o persino un docente. Questo accade perché trascorriamo un buon numero di ore all’interno dell’ambiente universitario, rapportandoci con persone con differenti caratteri, idee e modi di agire e pensare. Per questo è importante riuscire ad avere una comunicazione efficace, che ci permette di gestire al meglio le occasioni di conflitto, le incomprensioni o le tensioni. Tutti noi comunichiamo ogni giorno in continuazione, eppure, in pochi si sono mai fermati a ragionare sul proprio modo di comunicare. Impariamo ad essere assertivi! Ma cos’è l’assertività?
Quando si parla di assertività, è necessario chiarire quali siano gli stili comunicativi. Tradizionalmente si parla di stile aggressivo, stile assertivo e stile passivo. Ognuno di questi stili è caratterizzato da pensieri, emozioni, atteggiamenti e comportamenti. Lo stile comportamentale assertivo è caratterizzato dalla possibilità di scegliere liberamente come agire, in relazione ai propri desideri e bisogni e contemporaneamente nel rispetto dei diritti delle altre persone.

Il Comportamento Passivo: L'Arte di Scomparire
Nelle relazioni interpersonali, gli individui possono mettere in atto un comportamento passivo, in cui la persona abdica ai propri bisogni e alle proprie opinioni per privilegiare quelli degli altri. Un esempio lampante è passare sempre gli appunti a un compagno che salta regolarmente le lezioni, senza riuscire a dire “No” o a far notare a quest’ultimo che il suo comportamento non è corretto. L’intenzione può essere quella di mantenere un clima positivo e di essere disponibili, ma dire sempre “Sì” può anche rovinare le relazioni e spingere gli altri ad approfittarsi di noi. Ancora peggio, può farci stare male perché i nostri bisogni finiscono sempre in secondo piano.
La persona che adotta uno stile passivo ha l’obiettivo ultimo di evitare qualsiasi tipo di conflitto, finendo così per non esprimere le proprie opinioni e idee. Il principale pensiero disfunzionale che accompagna questo stile è il bisogno assoluto di ottenere approvazione e affetto da tutte quelle persone ritenute importanti nella propria vita e di essere sempre competente e all’altezza in tutto quello che si fa. Questo comporta una costante rinuncia e repressione dei propri bisogni individuali e desideri in favore del mantenimento dell’accondiscendenza dell’altro. A lungo termine, questo stile anassertivo passivo può inficiare l’autostima e il senso di autoefficacia, generando risentimento, frustrazione e senso di impotenza. L’interlocutore, di fronte a uno stile passivo, può sentirsi demotivato e poco stimolato, percependo scarso coinvolgimento e partecipazione. In alcuni casi, vi può essere uno sfruttamento dello stile passivo dell’interlocutore a chiaro vantaggio della soddisfazione dei propri bisogni da parte dell’altro, ingenerando quindi circoli viziosi a livello interpersonale.
Il fatto che tu faccia fatica ad esprimere te stesso e i tuoi bisogni porterà l’altro nel tempo a costruirsi l’immagine di te come una persona sempre disponibile, che non ha molto spesso un’opinione sulle cose, che accetta qualsiasi condizione e a cui è possibile chiedere tutto, “tanto mi dirà di sì!”. Questo aumenterà in te un senso interno di rabbia e frustrazione, facendoti entrare in un circolo dal quale sarà faticoso uscire. Per la serie “ho sempre detto sì, non mi sono mai opposto, come faccio a farlo adesso? Non posso farlo”, “se dico no mi sento in colpa”.

Il Comportamento Aggressivo: L'Arte di Prevaricare
Chi adotta invece un comportamento aggressivo riesce a realizzare i suoi desideri, ma il modo di perseguire i propri obiettivi viene portato avanti a spese delle altre persone. Queste persone insultano direttamente, criticano o ci sminuiscono. Questi ultimi due comportamenti possono creare problemi di tipo comunicativo e relazionale.
In questo stile vi è un bisogno intrinseco di mostrarsi sempre all’altezza, adeguata e forte, con una concezione di forza che si traduce in “devo essere il migliore”, “se non ti imponi e non sei forte subisci”. Non si deve pensare solo ad esplosioni di rabbia feroci in questo tipo di comunicazione; non sempre avviene così. La persona che adotta questo comportamento non è empatica, non si pone nella prospettiva altrui, non si domanda quali possano essere le ragioni, i desideri, i pensieri dell’altro, ma per lui/lei esistono solo i propri.
Al contrario del continuum, si ritrova lo stile anassertivo aggressivo, caratterizzato dalla concentrazione sull’espressione dei propri bisogni, opinioni e desideri attraverso un atteggiamento autoritario e la tendenza a dominare l’altro senza considerarne il punto di vista. In questo caso, la persona, pur di raggiungere i propri obiettivi, si afferma con aggressività, non considerando e svalutando il punto di vista e il valore altrui. Spesso le espressioni verbali e non verbali sono caratterizzate da ostilità e rancore con un’intensità sproporzionata rispetto alla situazione. Spesso si ritrova la tendenza a dominare gli altri per non essere giudicati inferiori ed evitare di apparire debole e vulnerabile. La persona può essere convinta che gli altri debbano adeguarsi alla sua volontà e che solo con l’aggressività e la dominanza è possibile essere considerati, farsi valere e dimostrare il proprio valore.
Quante volte ti è capitato di adottare questo stile comunicativo? Quante volte ti è successo di agire con forza esprimendo solo il tuo punto di vista e la tua ragione, senza considerare quella altrui?

La Comunicazione Assertiva: L'Arte dell'Equilibrio
La comunicazione assertiva è rivolta al miglioramento delle relazioni interpersonali che avvengono con frequenza quotidiana nei confronti della famiglia, degli amici, dei conoscenti, dei colleghi o di qualsiasi persona con la quale si scambia un eventuale tipo di conversazione. L’obiettivo è quello di migliorare le relazioni sociali, soprattutto in quei contesti, come quello universitario, in cui è frequente che le relazioni siano conflittuali e che le esigenze - nostre e degli altri - siano in contrasto.
L’assertività è un elemento centrale delle abilità di comunicazione. Essere assertivi significa saper esprimere le proprie idee, le proprie convinzioni, le proprie esigenze e i propri stati d’animo in modo sincero, diretto e non aggressivo, mantenendo nel contempo una positiva relazione con gli altri. Si tratta di un comportamento che promuove l’eguaglianza nelle relazioni umane.
Per essere assertivi occorre essere capaci di:
- Identificare i propri bisogni, desideri ed emozioni, così come quelli degli altri.
- Comunicare i propri bisogni e sentimenti in modo fermo e gentile.
- Essere consapevoli dei propri diritti e quindi avere rispetto per sé e per gli altri.
- Mantenere una buona relazione con gli altri.

Che cos'è l'Assertività in Profondità
In psicologia, il comportamento assertivo è la capacità di scegliere uno stile di comunicazione che sia efficace per noi e rispettoso per chi abbiamo di fronte, a seconda del contesto e dei nostri obiettivi. Come ci ha mostrato lo psicologo Paul Watzlawick nei suoi studi sulla pragmatica della comunicazione, “non si può non comunicare”. Ogni nostro gesto, silenzio o parola invia un messaggio. Per questo, essere consapevoli non solo del contenuto verbale, ma anche di tutte le modalità con cui lo esprimiamo, è il primo passo per una comunicazione più efficace.
In parole semplici, il significato di assertività è la capacità di affermare le proprie opinioni ed emozioni senza calpestare quelle altrui. Ma cosa arriva davvero al nostro interlocutore quando parliamo? Lo psicologo Albert Mehrabian ha studiato l’impatto dei diversi canali comunicativi, scoprendo che le parole sono solo la punta dell’iceberg:
- La comunicazione non verbale (il linguaggio del corpo, la postura, le espressioni facciali) ha l’impatto maggiore, con un’influenza del 55%.
- La comunicazione paraverbale (il modo in cui parliamo: tono, volume e ritmo della voce) influisce per il 38%.
- Le parole, cioè il contenuto verbale del nostro messaggio, contano solo per il 7%.
L’assertività è quindi un’armonia tra abilità sociali, razionalità ed emotività. Il termine assertività deriva dal latino “asserere”, che significa “asserire”. Una persona assertiva è in grado di esprimere ciò che pensa, sa farsi valere e farsi rispettare. L’assertività è quella peculiare capacità comunicativa che consente alle persone di far valere i propri punti di vista, bisogni ed esigenze nel pieno rispetto delle esigenze e dei diritti altrui. L’assertività si pone lungo un continuum in cui da un estremo troviamo comunicazioni e comportamenti aggressivi (nei quali non c’è rispetto dei bisogni dell’altro) e dall’altra comunicazioni e comportamenti passivi (nei quali non si riesce a far valere i propri bisogni). I due opposti, aggressività e passività, conducono entrambi alla creazione di relazioni insoddisfacenti e frustranti.
L’assertività è una competenza personale, che può essere appresa o migliorata, e che risulta determinante nel nostro modo di costruire relazioni (in famiglia, con gli amici, al lavoro etc). Da qui il frequente malinteso che vede l’assertività quasi come una capacità di piegare gli altri al proprio volere attraverso una forma di comunicazione persuasiva quasi manipolativa. Nulla di tutto questo. Possiamo immaginare l’assertività come un punto ideale di equilibrio, la posizione intermedia tra due estremi: da un lato, il comportamento passivo, quelle situazioni in cui non si riesce ad esprimere i propri bisogni o desideri, a causa di vissuti interni legati alla nostra interazione con la società, come timore del giudizio, ansia, senso di colpa. Tutto ciò ci blocca o ci rende esitanti e poco efficaci nell’affermare noi stessi nel confronto con l’altro. L’assertività si pone a metà tra questi due estremi, consistendo nella giusta considerazione sia dei propri bisogni, desideri e sentimenti, sia di quelli altrui.
Il primo a teorizzare apertamente il ruolo centrale dell’assertività nel benessere psicologico e nelle relazioni è stato Joseph Wolpe. La comunicazione assertiva è quindi un modo di comunicare che risulta attivo e propositivo verso l’altro e non in contrapposizione. Necessita di una buona fiducia nei confronti di se stessi e dei propri pregi (così come delle proprie vulnerabilità) e nei confronti degli altri. Riconoscersi diritti come la possibilità di esprimere i propri sentimenti, le proprie emozioni e il proprio punto di vista, o il decidere per sé gli obiettivi e lo stile di vita, e riconoscerli agli altri che ci circondano, ci consente di assumere posizioni e comportamenti assertivi.
COMUNICAZIONE ASSERTIVA: SPIEGAZIONE IN 10 MINUTI CON ESEMPI PRATICI
Caratteristiche di una Persona Assertiva
L'assertività è un'armonia tra abilità sociali, razionalità ed emotività. Ma, concretamente, come si fa a essere assertivi? Quali sono i comportamenti e le intenzioni che definiscono una persona con uno stile di comunicazione assertiva? Ecco alcuni tratti distintivi:
- Ascoltare con attenzione sé stessi e gli altri, ma senza lasciarsi condizionare.
- Possedere una buona autostima e nutrire fiducia in sé e negli altri.
- Mostrare buone doti di leadership.
- Essere motivanti e non prevaricare, ma ispirare.
- Compiere scelte autonome e assumersi la piena responsabilità delle proprie azioni.
- Difendere le proprie idee con calma e fermezza, sempre nel rispetto di quelle altrui.
- Cercare attivamente compromessi costruttivi, partendo da un atteggiamento di rispetto reciproco.
Le persone che adottano uno stile assertivo sono generalmente quelle che hanno una buona consapevolezza di sé stesse e delle proprie emozioni. Leader efficaci, ad esempio, sono spesso assertivi nel guidare il gruppo e prendere decisioni. In sostanza, chiunque sviluppi abilità di comunicazione efficaci e una sana autostima può adottare uno stile assertivo nella gestione delle relazioni interpersonali.

Il Linguaggio del Corpo Assertivo
Un comportamento assertivo si manifesta non solo con le parole, ma anche e soprattutto attraverso il linguaggio del corpo. Il nostro corpo, infatti, comunica costantemente il nostro stato interiore. Essere assertivi significa allineare ciò che sentiamo con ciò che mostriamo. Un elemento chiave è il contatto oculare diretto e sereno, che trasmette sicurezza e permette una corretta valutazione della realtà, senza filtri o pregiudizi. I segnali non verbali di una persona assertiva includono:
- La postura: Una postura assertiva è aperta e rilassata, con le spalle dritte ma non rigide, comunicando accoglienza e sicurezza.
- La mimica: La mimica facciale è coerente con le emozioni provate, apparendo autentica e trasparente.
- La gestualità: La gestualità accompagna il discorso in modo naturale, aiutando a enfatizzare i punti più importanti senza essere invadente.
- Il tono di voce: Il tono di voce è un elemento cruciale: in una comunicazione assertiva, è calmo, chiaro e fermo, perfettamente allineato al contenuto del messaggio.

L'Assertività nelle Relazioni: Trovare l'Equilibrio con gli Altri
Per capire meglio cosa significa essere una persona assertiva, può essere utile esplorare i suoi opposti. Se ti ritrovi spesso a subire le decisioni altrui o a tacere per quieto vivere, potresti tendere a un atteggiamento anassertivo o passivo. Se, al contrario, senti il bisogno di imporre le tue idee a ogni costo, il tuo stile potrebbe essere più aggressivo. L'assertività è la via di mezzo, il sentiero dell'equilibrio.
Nelle dinamiche relazionali, specialmente quelle più complesse, l'assertività diventa uno strumento di protezione. A volte si parla di “indifferenza assertiva”: non si tratta di freddezza, ma di una scelta strategica per proteggere il proprio spazio emotivo, ad esempio evitando di esporsi con un partner manipolatore. Sviluppare un comportamento assertivo è cruciale per costruire autonomia in contesti di dipendenza affettiva o per imparare a chiudere una relazione senza ferire inutilmente l'altro, evitando pratiche come il ghosting.
L'assertività sul posto di lavoro è essenziale per comunicare efficacemente, stabilire confini sani e gestire le relazioni professionali in modo positivo. Anche in amore è fondamentale essere assertivi. Comunicare in maniera assertiva con il proprio partner, infatti, può portare a una maggiore comprensione reciproca, a una migliore comunicazione e a una relazione più soddisfacente per entrambi.

I Tuoi Diritti Assertivi: Un Promemoria da Tenere a Mente
A volte, per essere assertivi, abbiamo solo bisogno del permesso di farlo. Interiorizzare i propri diritti è il primo passo per agire con sicurezza e rispetto. Considera questa lista come una base solida su cui costruire la tua comunicazione assertiva. Ecco il decalogo dei diritti assertivi:
- Posso avere idee ed opinioni diverse da quelle degli altri, ma non posso imporre le mie.
- Posso chiedere che le mie idee siano ascoltate, ma non per forza condivise.
- Posso richiedere che le altre persone soddisfino i miei bisogni, ma non pretenderlo.
- Posso dire di no senza sentirmi in colpa.
- Posso provare a esprimere in modo assertivo le mie emozioni.
- Posso fare errori in buona fede.
- Posso cambiare idea.
- Posso avere bisogni diversi da quelli delle altre persone.
- Posso dire “non ho capito”.
- Posso essere me stesso anche se a volte sono diverso da come gli altri pensano.

Come Sviluppare l'Assertività: Tecniche ed Esempi Pratici
Passare dalla teoria alla pratica richiede allenamento. Sviluppare una comunicazione assertiva significa coltivare un atteggiamento mentale flessibile e aperto. Pensiamo a un docente assertivo: saprà esercitare empatia, negoziare compromessi e offrire critiche costruttive, migliorando la relazione con alunni e colleghi. Questi sono piccoli esercizi per allenare il nostro 'muscolo' assertivo.
Immagina questa scena: qualcuno ha preparato il pranzo per te ma non hai fame. Una risposta assertiva, che esprime il tuo stato senza svalutare il gesto dell’altro, potrebbe essere: “Apprezzo moltissimo lo sforzo che hai fatto, ma in questo momento non ho fame. Mangerò più tardi, grazie!”.
Oppure, in una discussione tra colleghi con opinioni diverse, invece di tacere o attaccare, una persona assertiva potrebbe dire: “Grazie per aver condiviso il tuo pensiero, lo trovo interessante. Su questo punto, però, resto della mia opinione”.
Ecco altri esempi di frasi assertive che puoi provare a usare:
- Al posto di “così è brutto”, prova con: “Personalmente, sento che non è tanto adatto a me”.
- Invece di “siete degli incompetenti”, puoi dire: “Vorrei che esplorassimo insieme altre alternative”.
- Anziché “bisogna fare così perché è il modo giusto”, chiedi: “Che ne pensi se provassimo a fare in questo modo?”.
Una pratica comunicativa che ci risulterà utile tanto nel lavoro quanto nella vita privata è esercitare una critica assertiva, costruttiva. Per fare ciò, è utile:
- Usare verbi di opinione, appunto in prima persona singolare.
- Esprimere i propri stati d’animo rispetto al comportamento dell’altra persona.
- Rimanere saldi nella propria opinione.
- Fare riferimento al comportamento, e mai alla persona.
- Dichiarare il proprio punto di vista, mettendo da parte ogni facile giudizio su altri.
- Esprimere chiaramente il comportamento che ci aspettiamo. Ad esempio: “Vorrei davvero che riuscissi ad ascoltarmi per questi 10 minuti”.
Chiedere indicazioni stradali a uno sconosciuto, senza chiedere scusa, è un modo per imparare a esprimere una necessità senza giustificarsi. Si può sfidare sé stessi con il cosiddetto esercizio del negozio, che prevede di entrare in un’attività commerciale pubblica e chiedere informazioni specifiche su un oggetto che non si intende acquistare.

Quando l'Assertività è Difficile: Come Può Aiutare la Psicoterapia
Sviluppare un comportamento assertivo da soli può essere difficile, soprattutto se le nostre abitudini comunicative sono radicate da tempo. In questi casi, la psicoterapia può offrire uno spazio sicuro e di supporto. Approcci come la terapia cognitivo-comportamentale (TCC) includono specifici training di assertività per allenare nuove modalità di interazione.
All’interno della relazione con uno psicologo o psicoterapeuta, si può imparare a comunicare i propri stati emotivi e bisogni in un ambiente protetto e non giudicante, ricevendo feedback costruttivi. La terapia diventa una sorta di 'palestra' relazionale. Anche i percorsi di gruppo sono molto efficaci. Attraverso tecniche come il role playing, si impara a parlare apertamente delle proprie emozioni senza essere inibiti dalla paura del giudizio, allenando la capacità di dire di no e di gestire conversazioni complesse in modo più sereno.
I Benefici di uno Stile di Vita Assertivo: Cosa Cambia Dentro e Fuori di Noi
Adottare uno stile di comunicazione assertiva porta benefici tangibili, sia nel breve che nel lungo periodo. Le ricerche mostrano che fin da subito si sperimenta una maggiore soddisfazione nell'esprimere i propri bisogni e desideri, sentendosi più protagonisti nelle proprie relazioni. Con il tempo, questi cambiamenti si consolidano. Si rafforza il senso di autoefficacia, cioè la fiducia nelle proprie capacità di raggiungere gli obiettivi. Aumenta la tolleranza alla frustrazione e si impara a gestire i conflitti in modo costruttivo, costruendo rapporti più autentici e paritari.
In definitiva, lavorare sull'assertività significa investire attivamente per costruire il proprio benessere psicologico. È un percorso che richiede pratica e pazienza. Un percorso che, se intrapreso con consapevolezza e, se necessario, con il supporto di un professionista, può trasformare radicalmente la qualità delle nostre interazioni e, di conseguenza, della nostra vita.
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