Shopping Compulsivo: Quando il Desiderio di Acquistare Diventa una Patologia

Abituati a vivere in una società consumistica dove il gesto dell’acquisto viene compiuto quasi quotidianamente, rischiamo di sottovalutare le degenerazioni patologiche dello shopping compulsivo. L’oniomania ha molti elementi in comune con le dipendenze e può rientrare nella definizione di dipendenza senza sostanza. Questo disturbo, sebbene non sia ancora formalmente riconosciuto come patologia autonoma nel DSM-5, rappresenta una condizione degna di estrema attenzione per le sue profonde ripercussioni sulla vita degli individui.

Persona che guarda vetrine di negozi con espressione preoccupata

Che cos'è lo Shopping Compulsivo (Oniomania)?

Lo shopping compulsivo, noto anche come oniomania (dal greco onios, "in vendita", e mania, "follia"), fu identificato per la prima volta dallo psichiatra Emil Kraepelin quasi un secolo fa. È caratterizzato da un desiderio incontrollabile di fare acquisti, nonostante la consapevolezza di non aver realmente necessità di ciò che si sta acquistando. Il disturbo si conclamare quando l'impulso morboso di fare acquisti diviene irrefrenabile, al punto da non rendersi conto delle conseguenze negative che si verificano sulle proprie finanze e sui legami interpersonali.

Nonostante l'oniomania non sia inclusa nel DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali) come categoria diagnostica a sé stante, essa rappresenta una condizione che può portare l'individuo ad avere problemi in altri contesti della vita quotidiana, rendendola degna di attenzione. Le stime di prevalenza nella popolazione generale si aggirano intorno al 5%, con un'ampia variabilità a seconda degli strumenti e dei campioni utilizzati, oscillando tra il 3% e il 7% in diversi studi. L'esordio è spesso nella tarda adolescenza o nella giovane età adulta, e il decorso tende ad essere cronico o ricorrente, con possibili periodi di remissione.

Il fenomeno degli acquisti compulsivi tende a colpire le donne piuttosto che gli uomini, con alcuni rapporti che indicano una predominanza femminile che rappresenta circa il 90% della fascia demografica colpita in passato, anche se dati più recenti suggeriscono una minore marcatezza di genere rispetto a quanto ritenuto in passato. I profili socioeconomici sono eterogenei. Nelle forme più gravi, gli episodi possono essere frequenti e prolungati, talvolta online, con un notevole tempo dedicato agli acquisti.

Grafico a torta che mostra la prevalenza dello shopping compulsivo per genere (con una maggiore percentuale femminile)

Le Differenze tra Shopping Classico e Acquisti Online

Abituati a vivere in una società consumistica, il gesto dell'acquisto viene compiuto quasi quotidianamente. Tuttavia, l'avvento di Internet ha portato a un'importante amplificazione del fenomeno dello shopping compulsivo. Lo shopping compulsivo online rientra nelle dipendenze da internet, sviluppate nella fase di osservazione-ricerca del modello evolutivo proposto da Lavenia.

Alcuni neuroscienziati hanno notato una maggiore sensazione di benessere derivante dallo shopping online. Da un punto di vista neurobiologico, comprare prodotti online sembrerebbe essere più divertente e appagante rispetto al classico shopping in negozio. Internet offre una disponibilità immediata, anonimato, accessibilità e facilità di spesa, che contribuiscono in modo significativo allo sviluppo di una variante online del disturbo. La dipendenza da internet, già molto diffusa, può inoltre favorire la comparsa della dipendenza da shopping online. Negli ultimi anni, con la diffusione dello shopping online, delle app dedicate agli acquisti e dei social media che espongono costantemente a offerte e pubblicità personalizzate, fare acquisti con un click può trasformarsi in un impulso sempre più difficile da controllare, con numerosi effetti negativi sul benessere psicologico ed economico.

Schermata di un sito di e-commerce con molte offerte accattivanti

Riconoscere l'Oniomania: Sintomi e Cause Psicologiche

Il disturbo da acquisto compulsivo (CBD) si manifesta attraverso una compulsione incontrollabile a fare acquisti. Le persone affette da questo disturbo sperimentano una sensazione di euforia e gratificazione durante l'atto dello shopping, ma spesso si trovano a vivere sensi di colpa, rimorso e stress dopo aver effettuato gli acquisti.

Tra i sintomi che permettono di identificare lo shopping compulsivo, la ricercatrice Susan McElroy ha individuato alcune situazioni ricorrenti:

  • La persona percepisce lo shopping sfrenato come irresistibile, intrusivo o insensato.
  • L'acquisto comporta spesso una spesa superiore alle proprie possibilità economiche o riguarda oggetti futili.
  • La preoccupazione o l'impulso provocano stress, determinano una notevole perdita di tempo e interferiscono in modo rilevante con il funzionamento sociale, lavorativo o finanziario.
  • Gli acquisti eccessivi non si manifestano esclusivamente durante periodi di mania o ipomania.

Le cause esatte del CBD non sono ancora del tutto chiare. Tuttavia, diversi fattori possono contribuire all'insorgenza di questa condizione. Alcuni psicologi ipotizzano che la difficoltà dell'inibizione di tale comportamento derivi, in primis, dalla personalità degli individui. Si tratta molto spesso di persone che presentano una bassa autostima, sono facilmente influenzabili e trascorrono la maggior parte del tempo da sole. Lo shopping, in questo modo, rappresenterebbe un mezzo per rimanere in contatto con gli altri. Addirittura, alcuni ricercatori italiani hanno ipotizzato come la dipendenza da shopping online possa avere una connessione con le prime relazioni dell'infanzia.

Da un punto di vista neuropsicologico, i ricercatori sostengono che, quando acquistiamo qualcosa per cui proviamo particolare interesse, il nostro cervello rilascia dopamina, un neurotrasmettitore coinvolto nel circuito della ricompensa e del piacere. Anche la tipologia di esperienza d'acquisto può fare la differenza nello sviluppo di una degenerazione dell'oniomania.

Le Fasi del Comportamento di Shopping Compulsivo

Per comprendere meglio il funzionamento dello shopping compulsivo, è utile analizzare le sue fasi secondo il modello cognitivo-comportamentale proposto da Kellett e Bolton:

  • Fattori Antecedenti: Situazioni, emozioni o pensieri che precedono l'impulso all'acquisto, spesso legati a disagio emotivo come ansia, tristezza o noia.
  • Trigger (Innesco): Un evento specifico, interno o esterno, che scatena il desiderio di fare acquisti. Può essere una pubblicità, una discussione o anche solo la presenza di una carta di credito a portata di mano.
  • Atto dell'Acquisto: La fase in cui la persona compie l'acquisto, spesso in modo rapido e poco riflessivo, sperimentando un senso di sollievo o gratificazione immediata, che funziona come una forma momentanea di regolazione del disagio emotivo.
  • Fase Post-Acquisto: Dopo l'acquisto, possono emergere emozioni negative come senso di colpa, vergogna o delusione, che possono alimentare un nuovo ciclo compulsivo.

SHOPPING COMPULSIVO (ONIOMANIA): 5 TIPOLOGIE E COSA FARE

Quando lo Shopping Diventa Patologico: Differenze tra Comportamento Normale e Compulsivo

È importante distinguere tra il piacere di fare acquisti, che fa parte della vita quotidiana di molte persone, e lo shopping compulsivo, che implica una marcata difficoltà nel controllare l'impulso ad acquistare nonostante le conseguenze negative.

Alcuni segnali possono aiutare a riconoscere quando il comportamento d'acquisto rischia di diventare disfunzionale:

  • Perdita di controllo: La persona non riesce a fermarsi, anche se è consapevole delle conseguenze negative.
  • Persistenza nonostante i danni: Si continua a comprare anche quando ciò comporta problemi economici, relazionali o lavorativi.
  • Uso dello shopping per regolare le emozioni: L'acquisto diventa un modo per gestire ansia, tristezza o stress, piuttosto che un'attività piacevole e consapevole.
  • Ciclo di sollievo e senso di colpa: Dopo l'acquisto, il sollievo lascia rapidamente spazio a emozioni negative, come colpa o vergogna.

La persona sente il bisogno non tanto dell'oggetto che vuole comprare, quanto del gesto stesso dell'acquisto. Coloro che ne soffrono non descrivono più solo il piacere insito nell'andare a fare shopping, quanto piuttosto la tensione, il disagio, il senso di non potersene sottrarre che vivono, arrivando all'attenzione clinica in una condizione talvolta drammatica.

Illustrazione che mostra un ciclo di emozioni negative, acquisto e senso di colpa

Le Cause Neuropsicologiche e Psicologiche dell'Oniomania

Da un punto di vista neuropsicologico, i ricercatori sostengono che, quando acquistiamo qualcosa per cui proviamo particolare interesse, il nostro cervello rilascia dopamina, un neurotrasmettitore coinvolto nel circuito della ricompensa e del piacere. Anche la tipologia di esperienza d'acquisto può fare la differenza nello sviluppo di una degenerazione dell'oniomania. Per esempio, i neuroscienziati hanno notato una maggiore sensazione di benessere derivante dallo shopping online. Inoltre, se avremo, poi, il desiderio di comprare un altro prodotto, nella nostra mente riaffiorerà un ricordo di quella sensazione di gratificazione ottenuta dal precedente acquisto e saremo più invogliati a continuare lo shopping. Quindi la nostra mente ne trae un doppio beneficio.

Secondo una revisione sistematica (Black, 2022), alla base di questi comportamenti potrebbero esserci anche alterazioni nei sistemi della dopamina e della serotonina, coinvolti nella regolazione della ricompensa e dell'impulsività:

  • Dopamina: È un neurotrasmettitore coinvolto nelle esperienze di gratificazione e soddisfazione. Quando viene rilasciata, attiva i circuiti della ricompensa, favorendo la tendenza a ripetere determinati comportamenti e contribuendo, in alcuni casi, allo sviluppo di dinamiche di dipendenza.
  • Serotonina: Alterazioni nei sistemi serotoninergici sono invece implicate nella regolazione dell'umore e dell'impulsività e, in alcune persone, possono contribuire alla difficoltà di controllare l'impulso a soddisfare immediatamente il bisogno di acquisto.

Cause Psicologiche dello Shopping Compulsivo

Il comportamento di acquisto compulsivo può essere collegato a diversi fattori psicologici ed essere associato a un disagio psicologico preesistente, come ad esempio:

  • Disturbo d'ansia
  • Scarsa autostima
  • Disturbo ossessivo compulsivo
  • Disturbo dell'umore
  • Dipendenza da sostanze
  • Difficoltà ad accettarsi
  • Disturbi del comportamento alimentare

Sembra inoltre esserci un legame tra depressione e compulsione agli acquisti, come modo per alleviare stati emotivi dolorosi. L'impulso all'acquisto tende a presentarsi con maggiore frequenza in chi vive episodi depressivi, è maniaco del controllo o è un dipendente affettivo. La gratificazione conseguente all'acquisto sembra essere il rinforzo che porta la persona a mantenere il comportamento ogni volta che prova un'emozione spiacevole. Questo accade anche se sollievo e gioia dell'acquisto sono molto brevi e seguiti da emozioni come il senso di colpa e la delusione.

Diagramma che illustra il legame tra dopamina, ricompensa e comportamento di acquisto

Le Conseguenze Devastanti dello Shopping Compulsivo

Le conseguenze degli acquisti compulsivi possono essere devastanti. Ulteriori problemi possono includere:

  • Storia creditizia rovinata
  • Furto o defalcazione di denaro
  • Prestiti inadempienti
  • Problemi finanziari generali
  • In alcuni casi fallimento o indebitamento estremo
  • Ansia e senso di vita che sfuggono al controllo

Le persone che soffrono di shopping compulsivo, generalmente, finiscono per trascorrere molto del loro tempo e investire gran parte delle loro risorse facendo acquisti, comprando prodotti che possono permettersi o, talvolta, oltre le loro possibilità. I segnali di allarme si presentano quando la frequenza dello shopping diventa non congrua con le necessità e difficilmente controllabile, oppure quando si eccedono le proprie possibilità economiche senza un motivo valido.

La persona ora dipendente che prova sempre più emozioni negative come rabbia e stress, può tentare di auto-medicarsi attraverso ulteriori acquisti, seguiti di nuovo da rimpianto o depressione una volta tornati a casa, portando a un bisogno di acquistare di più. Man mano che il debito cresce, lo shopping compulsivo può diventare un atto più segreto. Si osserva che gli individui che possono essere considerati dipendenti dallo shopping esibiscono impulsi ripetitivi e ossessivi ad andare a comprare oggetti, specialmente quando si trovano nelle vicinanze di un ambiente che supporta questa impresa, come un centro commerciale. In tali località, acquistano principalmente cose economiche e di basso valore, principalmente solo per soddisfare la voglia di spendere. Normalmente, questi articoli finiscono per essere restituiti al negozio da cui sono stati portati o semplicemente smaltiti completamente dopo un po' di tempo.

Come Gestire e Ridurre la Sindrome dello Shopping Compulsivo

Affrontare il CBD richiede un approccio multidisciplinare che coinvolge diversi aspetti della vita di una persona. Per imparare a gestire la mania di fare acquisti si possono attuare diverse strategie. Tra queste, la persona può:

  • Tenere un diario su cui annotare le spese: Questo aiuta a monitorare le proprie abitudini di spesa e a identificare i pattern problematici.
  • Fare una lista della spesa e comprare solo ciò che si scrive: Pianificare gli acquisti in anticipo riduce la possibilità di acquisti impulsivi.
  • Pagare solo con contanti: Utilizzare denaro contante rende più tangibile la spesa e può aiutare a limitare gli acquisti non necessari.
  • Quando l'impulso agli acquisti compare, impegnarsi in attività sostitutive: Dedicarsi a uno sport, a una passeggiata, a un hobby o ad altre attività piacevoli può distogliere l'attenzione dall'impulso all'acquisto.
  • Resistere all'acquisto per la prima ora: Cercare di interrompere il circolo "emozione negativa-acquisto-gratificazione" concedendosi un tempo di riflessione prima di procedere all'acquisto.

Immagine di un quaderno aperto con annotazioni di spese e una penna

Approcci Terapeutici per il Disturbo da Shopping Compulsivo

La classificazione dell'oniomania è ancora poco chiara, rendendo la concettualizzazione del trattamento complessa. In tale scenario, la psicoterapia cognitivo-comportamentale prevede tecniche di esposizione alle situazioni temute. Da un punto di vista cognitivo, è importante essere consapevoli dell'attribuzione di significato che assume il gesto dell'acquisto, motivo per cui le tecniche di automonitoraggio possono essere d'aiuto.

Secondo una revisione sistematica pubblicata su "Frontiers in Psychiatry", la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è attualmente l'approccio con maggiori evidenze di efficacia per la riduzione dei sintomi dello shopping compulsivo (Vasiliu, 2022). Affrontare questa problematica con il supporto di un professionista permette di personalizzare il percorso e di lavorare sia sugli aspetti emotivi che su quelli pratici del comportamento d'acquisto.

Inoltre, la terapia di gruppo ha prodotto risultati significativi nel trattamento del disturbo da acquisto compulsivo, contribuendo per circa il 72,8% al cambiamento positivo nella riduzione degli impulsi di spesa compulsiva. La psicoterapia potrebbe non essere il trattamento di scelta per tutti i pazienti con disturbo d'acquisto compulsivo, poiché anche l'adeguatezza del metodo di trattamento al paziente è una considerazione importante.

Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina come fluvoxamina e citalopram possono essere utili nel trattamento del CBD, sebbene le prove a disposizione siano contrastanti. Gli antagonisti degli oppioidi come il naltrexone e il nalmefene sono potenziali trattamenti promettenti per il CBD, tuttavia, una revisione ha concluso che le prove sono limitate e insufficienti per supportarne l'uso.

Il trattamento prevede la presa di coscienza della dipendenza attraverso lo studio, la terapia e il lavoro di gruppo. La ricerca condotta da Michel Lejoyeux e Aviv Weinstein suggerisce che il miglior trattamento possibile per il CBD è attraverso la terapia cognitivo-comportamentale. Suggeriscono che un paziente venga prima "valutato per la comorbidità psichiatrica, in particolare con la depressione, in modo che possa essere istituito un trattamento farmacologico appropriato".

Affrontare il CBD richiede un approccio integrato che combini l'approccio psicoterapico con il supporto emotivo necessario per affrontarne le cause sottostanti, soprattutto nel caso di comorbilità con disturbi dell'umore, d'ansia o da uso di sostanze.

Lo shopping compulsivo, online e offline, porta chi ne soffre a un bisogno incontrollabile di acquistare. Come può essere inquadrata clinicamente questa mancanza di controllo? Quali segnali la contraddistinguono e, soprattutto, quali approcci terapeutici sono risolutivi? Il disturbo da shopping compulsivo è caratterizzato da un irresistibile, incontrollabile e ripetitivo impulso o desiderio di acquistare. Non esiste un unico significato del termine ‘shopping compulsivo’, poiché i fattori coinvolti sono molteplici. Ad oggi non viene descritto né nel DSM-5 né nell’ICD-10. Chi soffre di questo disturbo è spesso impegnato in acquisti che non rispondono a un bisogno reale. Gli episodi di shopping compulsivo sembrerebbero manifestarsi secondo una sequenza di fasi piuttosto stereotipata e ripetitiva. Il compratore compulsivo inizia a percepire un senso di inquietudine e urgenza, un bisogno impellente di comprare, spesso innescato da uno stato emotivo negativo. L'atto dell'acquisto provoca però una sensazione di piacere transitoria e fittizia: l'acquisto diventa in quel momento necessario e urgente, rendendolo irresistibile e improrogabile. Le cause dello shopping compulsivo sono molteplici e complesse, e non esiste una singola spiegazione che possa applicarsi a tutti i casi. Innanzitutto non si può trascurare l’importanza del contesto sociale in cui si innesta tale disagio. L’uso della carta di credito rende il gesto ancora più semplice e rapido, configurandolo come ulteriore fonte di minaccia tra coloro già avvezzi e con maggiore vulnerabilità a condotte di acquisto incontrollato. La maggior parte delle persone affette da shopping compulsivo, pur riconoscendo di avere un problema, sentono di non averne il controllo. Infatti nonostante gli sforzi profusi, si sentono minacciati da impulsi irrefrenabili ai quali non riescono a sottrarsi.

Il disturbo da shopping compulsivo può avere un impatto significativo sulla vita delle persone che ne soffrono. Tuttavia, con il giusto trattamento, il supporto sociale e la consapevolezza dei propri comportamenti, è possibile gestire e superare questa condizione. È importante ricordare che ogni persona è unica e che il percorso di guarigione può richiedere tempo e pazienza.

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