Quando parliamo di sintomi psicosomatici ci riferiamo a una serie di disturbi che si manifestano a seguito di situazioni stressanti. Ciascuno di noi, poi, ha particolari organi o parti “sensibili” che più facilmente tenderanno a essere coinvolti nell’espressione emotiva. Accade di frequente, dunque, che i sintomi fisici della depressione interessino l’apparato digerente. Nel linguaggio comune utilizziamo spesso espressioni che rimandano a questa stretta interconnessione senza neanche farci caso. Per esempio, se siamo innamorati “abbiamo le farfalle nello stomaco”; quando agiamo coraggiosamente “abbiamo fegato” e se invece siamo spaventati o terrorizzati “ce la facciamo sotto dalla paura”.
Il Legame Indissolubile tra Cervello e Intestino
Il nostro corpo possiede un vero e proprio "secondo cervello" nell'intestino, un organo dotato di un suo tessuto neuronale autonomo capace di elaborare sensazioni ed emozioni. Questo legame profondo fra intestino e cervello parla di emozioni e pensieri disturbanti che la nostra coscienza vorrebbe eliminare. Ansia, paure, insicurezze, preoccupazioni e altre tensioni emotive negate o trattenute possono infatti tradursi in disturbi gastrointestinali di natura psicosomatica, dando origine a quella che viene comunemente chiamata “colite nervosa” o “colite da stress”. La corteccia prefrontale, l’amigdala e l’ippocampo, infatti, sono parti del cervello adibite alla mediazione delle funzioni a carico dell’intestino anche in base agli stati emotivi e ai comportamenti del soggetto. Ragione per cui cervello e intestino sono strettamente collegati: ciò che disturba uno, può compromettere anche l’altro.

La Colite Psicosomatica: Un Campanello d'Allarme
La colite psicosomatica, o sindrome dell'intestino irritabile, è un'infiammazione del colon e del retto causata dallo stress prolungato, da ansia, depressione, fobie ed emozioni negative. Per questo è spesso chiamata anche colite nervosa. Si tratta della tipologia di colite più diffusa e in aumento nella popolazione, colpisce tra il 10% e il 30% della popolazione in Italia, con una maggior incidenza nelle donne soprattutto nella fascia di età compresa tra i 20 e 50 anni. Questo disturbo non è riconducibile a un singolo fattore scatenante, ma viene associato a fattori psico-sociali (come stress, situazioni a elevato impatto emotivo, reazione psicologica alla malattia, ecc.) o fisiologici (aumento della sensibilità intestinale, fattori genetici e ambientali, ecc.). Di fatto però, il legame tra la colite psicosomatica e il ripetersi nel tempo di eventi stressanti ad alto impatto psicologico è molto forte. Infatti, la colite psicosomatica è un campanello d’allarme che segnala la cattiva o mancata gestione delle emozioni più viscerali del soggetto, agendo come una spia che fa emergere a livello fisico un disagio interiore.
Sintomi e Cause: Oltre la Superficie
Nonostante il disturbo sia per lo più considerato come puramente psicosomatico, le cause alla base della sindrome dell'intestino irritabile possono essere diverse e unire tra loro fattori di natura psicosociale ma anche fisiologica. Tra le alterazioni psicosociali che maggiormente influiscono e favoriscono l‘insorgere della colite psicosomatica ci sono: forti e prolungate situazioni di stress; avvenimenti a forte impatto emotivo; traumi vissuti dal soggetto; disturbi d’ansia; rifiuto della malattia che causa un conflitto emotivo; problemi psicologici non risolti (come l’aver vissuto delle violenze).
La colite porta a una serie di sintomi tra cui dolore e/o disagio alla parte inferiore dell’addome, crampi e un’alterazione delle normali funzioni intestinali, una condizione che può perdurare nel tempo andando a intaccare il benessere generale del paziente e la qualità della vita. Ecco perché è bene comprendere le ragioni che portano a soffrire di colite psicosomatica e, se opportuno, farsi aiutare da uno o una terapeuta per arrivare alla radice della causa scatenante e risolverla con un percorso mirato.

Diarrea Psicosomatica: Quando il Corpo Esprime Ansia
Quando siamo in ansia il nostro corpo entra velocemente nella modalità “attacco-fuga” come forma di difesa. Questo meccanismo fisiologico ha permesso ai nostri antenati di reagire a ogni minaccia esterna in modo veloce e istantaneo. Al giorno d’oggi, naturalmente, non esistono più dei veri e propri pericoli quotidiani che mettono a rischio la nostra sopravvivenza, tuttavia le persone molto ansiose hanno la tendenza a distorcere la realtà, percependo minacce (inesistenti) dall’esterno capaci di attivare la medesima reazione.
La Diarrea come Manifestazione Emotiva
I problemi gastrointestinali non sono altro che la manifestazione fisica di una difficoltà nel vivere le proprie emozioni e il rapporto con il mondo esterno, in modo equilibrato. Ecco perché chi soffre di dissenteria psicosomatica tende a evitare le situazioni sociali che potrebbero sollecitare l’intestino. La diarrea, in questo contesto, può simboleggiare il desiderio di liberarsi di emozioni o situazioni indesiderate. Spesso è associata a stati di ansia, preoccupazione o stress. Può riflettere una difficoltà nell’adattarsi a nuove circostanze o cambiamenti nella vita, o rappresentare un senso di vulnerabilità o mancanza di controllo in determinate situazioni.
Differenze Chiave: Colite Spastica vs. Sindrome dell'Intestino Irritabile
Spesso, si parla di colite in modo generico, identificando qualsiasi tipologia di disturbo o infiammazione a carico del colon. Pur avendo sintomi simili, però, è bene capire la differenza tra la colite spastica o psicosomatica e la sindrome dell’intestino irritabile. Nel primo caso il disturbo è caratterizzato da sintomi gastrointestinali di origine nervosa, non correlati a patologie dell’intestino ma che arrivano da un’errata comunicazione tra cervello e pancia. Il colon irritato, invece, dipende per lo più da cause alimentari. In entrambe i casi i rimedi utilizzati per curare le patologie puntano a ridurre la sintomatologia e diminuire lo stress a carico del paziente.
Strategie di Cura e Gestione
La cura della colite psicosomatica si basa essenzialmente sulla diminuzione e/o eliminazione dei disturbi fisici legati all’infiammazione del colon. Dopo aver escluso qualsiasi eventuale causa legata al corpo, è bene iniziare a prendersi cura di sé in altro modo.
Approccio Alimentare e Stile di Vita
In primo luogo, è fondamentale modificare la propria alimentazione, eseguendo una dieta mirata e ben strutturata. La dieta per chi soffre di colon irritato prevede un consumo maggiore di fibre e liquidi, riducendo o eliminando gli alimenti che fermentano, come i formaggi stagionati, gli insaccati, i legumi, i funghi, le bibite gassate, la frutta con i semi, ecc. In caso di dissenteria, è consigliabile eliminare dalla propria alimentazione le bevande alcoliche (compreso il vino e la birra), le carni, il pesce, gli alimenti conservati, i latticini e i condimenti, e assumere cibi conditi con olio d’oliva extravergine, utile in questi casi purché usato in modiche quantità.
Oltre alla dieta, la cura della colite spastica prevede un cambio nello stile di vita del soggetto, aumentando l’esercizio fisico, utile anche a combattere lo stress, che può essere alla base della patologia stessa.
Quali sono i sintomi del colon irritabile? Le cause e i rimedi per eliminare il problema
Supporto Farmacologico e Integratori Naturali
Solo in caso di una crisi in atto e sotto prescrizione medica possono essere utilizzati anche farmaci antispastici, antidiarroici e lassativi, a seconda dell’azione necessaria.
Un grande aiuto per il benessere della microflora intestinale viene dai probiotici, “batteri amici” capaci di influenzare in maniera positiva l’intero ecosistema intestinale. Ultimamente, è stato sperimentato con successo il lattobacillo Reuteri abbinato alla vitamina D3 per trattare le problematiche intestinali dovute anche a fattori emotivi, all’ansia e allo stress. La vitamina D3, oltre a essere fondamentale per la salute delle ossa, svolge un ruolo cruciale nel supporto del sistema immunitario, nella regolazione dell’umore e nella modulazione dell’infiammazione.
Il magnesio è un minerale essenziale per il funzionamento ottimale del nostro organismo, particolarmente utile nel trattamento della sindrome dell’intestino irritabile, soprattutto in condizioni di stress elevato. Questo minerale è noto per le sue proprietà rilassanti e antistress, contribuendo alla regolazione dei neurotrasmettitori che influenzano l’umore e la risposta allo stress. A livello intestinale, favorisce la regolarità e la motilità, prevenendo problemi come la stipsi e riducendo il rischio di crampi e dolori addominali.
Per riequilibrare il sistema neurovegetativo, che ha un ruolo importante in presenza di colite, è utile il macerato glicerico di tiglio (Tilia tomentosa). Si consiglia di assumere 50 gocce 15 minuti prima di colazione, in poca acqua a temperatura ambiente.
In caso di colite, esistono alcuni esercizi di automassaggio utili a rilassare le pareti intestinali. Nelle persone che soffrono di colite nervosa, l’addome è quasi sempre teso; tocchi delicati possono aiutare a sciogliere le tensioni e le paure trattenute, favorendo la respirazione diaframmatica e ripristinando in modo naturale le normali funzioni intestinali.
Rimedi Fitoterapici e Omeopatici
L'olio di perilla, estratto dai semi di una erbacea delle labiate, contiene in quantità flavonoidi e acido alfa-linoleico, capace di promuovere la produzione endogena di interferone e di inibire i mediatori chimici dell’infiammazione. Antianemico, antiallergico e antidiarroico, l’olio di perilla riduce i livelli di cortisolo, ormone proinfiammatorio, ed è particolarmente indicato nelle dissenterie da farmaci.
Il macerato glicerico preparato con i giovani getti delle foglie di rovo, dalle proprietà astringenti e antidiarroiche, è un fitoterapico molto efficace per contrastare le coliti di natura infiammatoria. Si usa da solo o associato al macerato glicerico di noce nelle coliti da malassorbimento, per drenare e rigenerare le mucose enteriche.
Il mirtillo rosso è il fitoterapico più indicato nelle coliti da proliferazione di colibatteri, in particolare quelli del ceppo Escherichia coli. Antiulceroso, disinfettante e modulatore della funzionalità intestinale, contiene vitamine (A e C), acido citrico, sali minerali (calcio, fosforo e manganese) e mirtillina, un antociano antinfiammatorio e antimutageno.
Il miglior rimedio naturale per la dissenteria infiammatoria tipica dei bambini è l’olio essenziale di camomilla blu: due gocce diluite in un cucchiaino di olio d’oliva, da applicare sul pancino con un massaggio circolare in senso orario a sfioramento.
Per preparare una decozione a base di mela cotogna, tagliate il frutto a piccoli pezzi e poneteli in un litro d’acqua bollente, aggiungete 50 g di zucchero di canna e lasciate bollire finché lo zucchero si sarà sciolto. Assumendo tre o quattro cucchiai di questo composto ogni ora il transito intestinale si regolarizzerà rapidamente.
Contro la dissenteria il limone è un rimedio classico: disinfettante e astringente, ferma le coliche e ci fa sentire subito meglio.
La pianta di tormentilla è ricchissima in tannini e ferma molto rapidamente le coliche intestinali. In mezzo litro d’acqua mettete 20 g di rizoma di tormentilla. Lasciate riposare per un quarto d’ora, quindi mettete sul fuoco e portate a ebollizione. Quindi lasciate bollire per 5 minuti, togliete dal fuoco e lasciate in infusione per 10 minuti.
In omeopatia, Belladonna 7 CH è indicata quando la colite si presenta con spasmi acuti o dolore intenso, addome caldo, gonfio e ipersensibile a qualsiasi contatto. Colocynthis 30 CH cura le coliti a esordio improvviso che compaiono dopo una forte arrabbiatura o un evento frustrante. Argentum nitricum 9 CH è utile nelle “diarree emotive” tipiche dei bambini e delle persone ansiose. Arsenicum album 15 CH è indicato in caso di intossicazioni o intolleranze alimentari. Mercurius corrosivus 5 CH è il rimedio della diarrea da infezioni batteriche o parassitarie tipiche dei periodi caldi.
L'Importanza della Psicoterapia
In questi casi si rivela fondamentale intraprendere un percorso di psicoterapia. Sono tante le persone che si rivolgono a noi per chiedere aiuto con lo scopo di trovare le ragioni profonde della propria ansia. Grazie ai nostri specialisti, con il tempo sarà più facile gestirla e, di conseguenza, riuscire ad alleviare i sintomi fisici a essa correlati.
La psicoterapia permette di andare alla radice della patologia, imparando a gestire lo stress e a identificare i diversi fattori che la possono scatenare. Nello specifico, viene eseguito un trattamento cognitivo comportamentale, andando a lavorare unitamente su vari fattori tra cui: l’alimentazione; il ciclo sonno-veglia; l’apprendimento di tecniche di rilassamento; la strategia di gestione dell’ansia; l’educazione all’assertività. Intervenendo sui pensieri che si sviluppano in modo inconscio e automatico nel paziente e che accompagnano i sintomi legati alla patologia stessa. Così facendo, vengono forniti al paziente gli strumenti necessari per riconoscere e scardinare i meccanismi che portano ai sintomi sopra descritti, evitando quei comportamenti e reazioni che li scatenano, e capendo come evitarli e gestirli. Portando di fatto grandi benefici sia a livello fisico che mentale e migliorando la qualità della vita della persona.
A chi rivolgersi: Se pensi di soffrire di colite psicosomatica è utile rivolgersi a uno o una psicoterapeuta, che possa valutarne le cause e aiutarti nel risolverlo per tornare a vivere una vita più serena.

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