Jesina e Cingolana: Storie di Calcio, Passione e Sfide Organizzative

Il mondo del calcio, soprattutto a livelli dilettantistici e semi-professionistici, è un microcosmo affascinante dove si intrecciano ambizioni, sacrifici, successi inaspettati e delusioni cocenti. La recente notizia della potenziale cessione della Jesina, con il socio di maggioranza Gianfilippo Mosconi che si è detto "disposto a cedere la Jesina anche gratuitamente", ha acceso i riflettori su dinamiche societarie complesse e ha suscitato diverse manifestazioni di interesse. Questo scenario, seppur legato al presente, ci offre lo spunto per addentrarci in due realtà calcistiche del territorio, la Jesina e la Cingolana, esplorandone le storie, le imprese passate e le sfide organizzative che continuano a caratterizzarle.

Il Presente della Jesina: Tra Cessione e Riorganizzazione

L'annuncio di Mosconi ha aperto un ventaglio di possibilità per il futuro della Jesina. "Ad oggi registriamo diverse manifestazioni d’interesse da parte di alcuni soggetti che hanno chiesto informazioni," si legge in un comunicato ufficiale. Questo segnale, seppur ancora preliminare, indica una potenziale svolta per la società, che si trova ad affrontare non solo la questione societaria, ma anche la necessità di un rafforzamento del settore giovanile.

Il confronto con le altre realtà locali prosegue con determinazione, volto alla riorganizzazione e al rafforzamento dei settori giovanili. Questo aspetto è cruciale per la sostenibilità a lungo termine di qualsiasi club calcistico, poiché rappresenta il vivaio da cui attingere per la prima squadra e un elemento fondamentale per la crescita sportiva del territorio.

giovani calciatori che si allenano

La Jesina del Passato: Cardinaletti e la Storia Recente

Nel contesto delle figure che hanno segnato la storia recente della Jesina, emerge il nome di Cardinaletti. Sessantatreenne, Cardinaletti ha un passato significativo nel mondo del calcio e della finanza. Dopo essere stato manager della ex Banca Popolare di Ancona, ha ricoperto il ruolo di presidente del Credito Sportivo e ha svolto ruoli importanti di dirigente anche a Palermo con il presidente Zamparini e ad Ascoli. La sua esperienza con la maglia della Jesina, con 17 presenze e 2 gol, aggiunge un ulteriore tassello alla sua connessione con il club.

La gestione di una società calcistica, come sottolineato nelle riflessioni che accompagnano la notizia della cessione, è un compito arduo. "Certo ci son state e ci saranno consensi e critiche; sta di fatto che decidere è più difficile che criticare ma è necessario farlo e farlo in fretta. E’ ovvio che da qualunque parte la si voglia vedere sarà sempre difficile trovare delle disposizioni che accontenti tutti." Questa affermazione coglie l'essenza delle sfide che affrontano i dirigenti sportivi, chiamati a prendere decisioni che inevitabilmente generano opinioni divergenti.

Le difficoltà per i club minori, in particolare, si preannunciano enormi. L'adozione di misure governative, anche quelle apparentemente più semplici, può diventare un ostacolo insormontabile. Un esempio concreto riguarda le trasferte: molti club ricorrono a mezzi privati o pulmini da 9 posti per contenere i costi. Inoltre, la questione degli spogliatoi, con oltre l'80% ritenuti non idonei o al limite dell'utilizzo, evidenzia criticità strutturali che richiedono interventi significativi.

Nonostante queste problematiche, si intravede un timido spiraglio di ripartenza dal 18 maggio. Tuttavia, oltre alla costruzione di una squadra, sarà fondamentale predisporre una "task force" per garantire la sicurezza di tutti. La domanda che sorge spontanea è: chi riuscirà in questa impresa?

Jesi e il Ciclismo: Una Passione Condivisa

Oltre al calcio, Jesi vanta una storia legata al ciclismo, come dimostrano le diverse tappe del Giro d'Italia e del Giro d'Italia femminile che hanno fatto tappa nella città. Il 23 maggio 1985 (Giro d'Italia, tappa Cervia-Jesi), il 14 giugno 1995 (Giro d'Italia dilettanti, tappa Fermo-Jesi), l'8 luglio 2014 (Giro d'Italia femminile, tappa Alba Adriatica-Jesi) e il 18 marzo 2019 (Tirreno Adriatico, tappa Matelica-Jesi) sono date che testimoniano l'affetto della città per questo sport. Il G.S. Dimostrazione di quanto a Jesi il ciclismo piaccia.

biciclette in un gruppo di ciclisti

Il Comitato, che si occupa dell'organizzazione di questi eventi, dimostra capacità organizzativa e la volontà di affrontare sfide impegnative. La domanda che rimane aperta è: quanto si dovrà aspettare prima che questi eventi tornino a colorare le strade jesine?

La Cingolana: L'Eccellenza del 2007-2008 e il Derby Memorabile

La stagione 2007-2008 del campionato di Eccellenza rappresenta uno dei periodi più esaltanti per le formazioni della Vallesina, in particolare per la Jesina e la Cingolana. In quell'annata, la Jesina concluse il campionato al secondo posto con 56 punti, trascinata dalle 23 reti del bomber Crispino, cedendo il passo solo all'Elpidiense Cascinare, vincitrice del campionato con 60 punti. La Cingolana seguiva da vicino, al terzo posto con 54 punti. Il goleador della squadra era Gabriele Bonsignore, autore di 13 reti in stagione, un attaccante siciliano classe 1982. La griglia play-off era completata dall'Osimana (quarta con 51 punti) e dal Bikkembergs Fossombrone (quinto con 50).

Il derby tra leoncelli (Jesina) e biancorossi (Cingolana) di quel campionato fu un evento particolarmente sentito. La partita, disputata l'8 maggio 2008, vide la vittoria della Cingolana per 0-1, grazie alla rete decisiva di Bonsignore. Questa vittoria si inserisce in un contesto di sfide combattute tra le due squadre, con la Jesina che si era imposta contro i pesaresi sia in trasferta (0-1) che in casa (2-0), mentre la Cingolana aveva pareggiato con l'Osimana al "Diana" (0-0) e prevalso allo Spivach (1-0) con gol di Marco Strappini.

La sfida del 18 maggio 2008 si giocò al "Rocchegiani" di Falconara Marittima. Gli jesini erano dati per favoriti, e sarebbe bastato loro anche un pareggio dopo i tempi supplementari per accedere al turno successivo. Il capitano biancorosso Fabio Tombesi ricorda l'ambiente di quel match: "La Jesina - ricorda il capitano biancorosso Fabio Tombesi - era una corazzata e tutto l’ambiente era sicuro al 100% di volare in Serie D e di vincere contro di noi, dopo anni di Eccellenza. Questo è confermato dall’affluenza dei loro tifosi, nonostante comunque la presenza di tanti cingolani." L'entusiasmo era palpabile, con uno stadio gremito in ogni ordine di posto nella tribuna centrale, quasi a richiamare atmosfere di Serie C. Circa 1000 tifosi cingolani occupavano la destra della tribuna stampa, mentre 1300 jesini la parte sinistra, con la Curva leoncella che realizzò una suntuosa coreografia.

tifosi di calcio allo stadio con coreografia

La partita fu arbitrata da Pagliano di Milano. La Jesina iniziò meglio, creando occasioni con Borrelli e Fabrizi. La Cingolana ebbe la sua prima opportunità al 37', ma la sfera finì a lato. Crispino, rientrato da un infortunio, non riuscì a incidere come al solito. La squadra di mister Sabbatini era guidata da uno strepitoso capitano Tombesi, che si distinse per il suo dominio in area di rigore.

Un retroscena interessante emerge dalle parole di Fabio Tombesi: il giorno prima della partita, si era infortunato al ginocchio giocando con il suo cane. Nonostante il dolore "allucinante", non ebbe il coraggio di dirlo all'allenatore, desideroso di giocare. Solo all'inizio del riscaldamento rivelò il problema, rendendosi conto di non riuscire a correre.

Nei primi minuti della ripresa, la Jesina cercò il vantaggio con Crispino, Focante e Figueroa, ma fu la Cingolana a trovare la rete decisiva. Al 64°, un errore di disimpegno dell'ex Alessandrini permise all'altro ex, Bonsignore, di involarsi verso la porta e battere il portiere Pieralisi con freddezza. La Cingolana passò in vantaggio, ammutolendo i tifosi jesini e scatenando la festa biancorossa. Tombesi ricorda con emozione quel gol. La Jesina non riuscì a reagire efficacemente, affidandosi a mischie e timidi tentativi. La Cingolana, trascinata da un super Marco Strappini, mantenne il vantaggio e ottenne la qualificazione agli spareggi nazionali per la promozione.

"Per l’ennesima volta - conclude capitan Tombesi - avevamo fatto uno sgarbo alla Jesina, tra emozioni e brividi finali. E’ stata una grande vittoria di squadra e di gruppo." Il "Rocchegiani" di Falconara Marittima si conferma uno stadio ricorrente nella storia del calcio cingolano. Proprio il 18 maggio 1986, la Cingolana aveva vinto nello stesso campo contro la Sangiustese nella finale tra le due vincenti dei gironi di Promozione, conquistando la prima promozione in Interregionale.

Le formazioni in campo erano:Jesina: Pieralisi, Federici, Venanzi, Altini (26’ st Spugni), Alessandrini, Focante, Lanciotti, Figueroa, Crispino, Borrelli, Fabrizi. All.Cingolana: Giulietti, Federici, Masi, Strappini, Tombesi, Cangiano, Schiavoni, Gigli L., Sacchi (37’ st Aquino), Simoncelli (32’ st Gigli A.), Bonsignore. All.

Note: spettatori circa 2300; angoli: 8-3; ammoniti: Crispino (J), Figueroa (J), Gigli A.

Il Calcio e le Regole Sanitarie: Il Decalogo della Federtennis

In un'ottica di ripartenza, le direttive per garantire la sicurezza diventano fondamentali. Sebbene il testo fornito si concentri sul calcio, è interessante notare il "decalogo" suggerito dalla Federtennis per poter giocare a tennis in sicurezza. Queste indicazioni, sebbene specifiche per un altro sport, offrono uno spaccato delle precauzioni necessarie in contesti sportivi in fase di riavvio:

  • Arrivare ai campi con mascherina, guanti e gel igienizzante nel porta racchette.
  • Mantenere sempre la distanza di sicurezza di almeno un metro prima, durante e dopo aver giocato, soprattutto nel doppio.
  • Indossare il guanto con la mano non dominante per lanciare la palla nel servizio o raccoglierla.
  • In caso di impossibilità di usare il guanto (es. rovescio a due mani), utilizzare il gel disinfettante ad ogni cambio campo.
  • Sostituire la stretta di mano o il "batti cinque" con un tocco della punta della racchetta.
  • Salutare l'arbitro indicandolo con la testa della racchetta.
  • Lavarsi accuratamente le mani prima e dopo il match e utilizzare il gel igienizzante appena possibile.
  • Cambiare campo dal lato opposto rispetto all'avversario, mantenendo la distanza di sicurezza se non possibile.
  • Togliere l'over-grip al termine di ogni incontro e metterne uno nuovo prima del successivo.

Un ulteriore accorgimento consigliato riguarda l'uso delle palle da gioco: "Sarebbe cosa buona che i due giocatori utilizzassero palline diverse per andare al servizio. Diventa semplice se le palline venissero segnate con due colori diversi ed il giocatore sceglie sempre lo stesso colore."

I Tuoi Allievi Conoscono le Regole?

La Jesina e leATI: Un Modello di Collaborazione

La Jesina, in passato, ha dimostrato un modello di collaborazione attraverso la formula dell'ATI (Associazione Temporanea d'Impresa). Oltre alla società capofila, altre realtà avevano contribuito a far vincere il club leoncello. Tra queste figurano l'Asd Aurora Calcio Jesi, l’A.s.d. Ackapawa Sport Club Jesi, la cooperativa Sociale Tadamon Onlus, la Ssd Sampaolese Calcio e l’A.p.s. Questo approccio evidenzia la capacità di creare sinergie per raggiungere obiettivi comuni, un aspetto che potrebbe rivelarsi prezioso anche nelle attuali circostanze.

Nel 2016, si ricorda uno scontro aspro tra la Uisp e la Jesina riguardo alla gestione di un impianto, un accordo che in precedenza aveva portato a successi condivisi. La domanda "Chi lo farà?" rimane sospesa, suggerendo una persistente incertezza su chi prenderà in carico la gestione di determinate realtà o progetti.

La Polisportiva Cingoli: Gli Anni d'Oro della Serie A Femminile

Spostandoci al mondo del volley femminile, la Polisportiva Cingoli ha vissuto stagioni memorabili in Serie A Femminile negli anni Novanta. Nella stagione 1995-1996, mister Riccardo Trillini, dopo aver portato la Fileni al quinto posto al debutto in Serie A1 e aver vinto due scudetti giovanili, lasciò Cingoli per Salerno. Al suo posto, fu chiamato Marco Trespidi, coach pluriscudettato. In questo periodo, fu tesserata anche la croata Goranka Anteric.

Mister Trespidi ricorda con affetto quegli anni. Il suo primo impatto da avversario non fu positivo, con lanci di monetine e insulti. Tuttavia, in poche settimane, l'affetto della gente di Cingoli lo travolse. La Fileni Cingoli volò in campionato, concludendo al quarto posto e ottenendo la prima storica qualificazione a una coppa europea, la City Cup. Questo risultato acquista un significato ancora maggiore considerando che due giocatrici rappresentative, Giorgia Gianlorenzi e Pamela Gianfelici, si infortunarono gravemente. La squadra, guidata da una straordinaria Anteric, dimostrò carattere e determinazione.

squadra di pallavolo femminile che festeggia

Nell'autunno della stagione 1996-1997, la Fileni Cingoli affrontò il Cakovec in Croazia nei sedicesimi di finale della City Cup. Il risultato di 29-15 per le padrone di casa, con le cingolane giunte in 9 per via degli infortuni, fu un preludio all'impegno europeo. Al ritorno, però, le ragazze di Trespidi vinsero il primo tempo per 9-8, giocando liberamente pur consapevoli di non poter più competere per il passaggio del turno.

La stagione 1996-1997 vide la Fileni Cingoli iniziare bene, ma nel ritorno qualcosa non andò per il verso giusto. Nonostante un sesto posto finale che non rispecchiava i valori della squadra, le ragazze di Trespidi raggiunsero la finale di Coppa Italia a Pinasca (Torino), cedendo solo alla Jomsa Rimini, campione d'Italia. La qualificazione alla Coppa delle Coppe europea avvenne proprio grazie al fatto che Rimini era già qualificata per la Coppa dei Campioni.

L'avventura di mister Trespidi a Cingoli fu entusiasmante, soprattutto per la qualificazione alle coppe europee attraverso la finale di Coppa Italia, considerando che l'anno precedente la squadra si era salvata per un soffio dalla retrocessione. La presenza di Anteric fu decisiva, fungendo da vera leader.

Dopo questi tre anni, la società, alle prese con problemi economici e di organico, rinunciò all'iscrizione in massima serie, ripartendo dalla Serie B e puntando sul settore giovanile, interrompendo anche la sponsorizzazione con Fileni. Del gruppo storico rimasero solo Sara Amico e Cinzia Battistoni. Pamela Gianfelici e Giorgia Gianlorenzi si trasferirono a Cassano Magnago, mentre Ottavia Branchesi e Goranka Anteric volarono alla Tiger Palermo.

Nell'ottobre 1997, la Polisportiva Cingoli partecipò ai sedicesimi di Coppa delle Coppe contro le olandesi dello Zeeman Vastegod. Le avversarie dominarono entrambe le partite, con un passivo totale di 27-106. Mister Trespidi, nel concludere il suo racconto, evoca le innumerevoli trasferte in pulmino e le "litigate feroci", sottolineando però che quelle ragazze erano una squadra, allenate e abituate a esserlo.

Lardinelli esprime delusione e amarezza, con l'intenzione di non iscrivere squadre a nessun campionato senior. Le decisioni prese sono "tutte contestabili", soprattutto riguardo al posticipo e alla riduzione delle rate di fine stagione, senza considerare un periodo più lungo. Questo quadro dipinge un quadro complesso di sfide gestionali e finanziarie che affliggono le realtà sportive del territorio.

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