La Musica e la Sindrome di Asperger: Armonie di un Percorso Unico

La sindrome di Asperger, oggi inclusa nello spettro autistico, rappresenta una particolare modalità di percezione e interazione con il mondo. Lontana dall'essere una mera etichetta, descrive un universo di esperienze uniche, dove le sfide si intrecciano spesso con talenti inaspettati. In questo contesto, la musica emerge non solo come una forma d'arte, ma come un potente strumento di espressione, connessione e crescita per le persone nello spettro. La sua capacità di trascendere le barriere comunicative e di risuonare profondamente con l'interiorità la rende un terreno fertile per esplorare le sfumature della vita di chi vive con questa neurodivergenza.

L'Esperienza di un Batterista: Ritmo, Precisione e Sfide Sociali

Mauro Cola, un talentuoso batterista di soli 23 anni, condivide la sua esperienza di vita con la sindrome di Asperger. Per diciotto anni, si è sentito "sempre considerato strano", senza però comprendere appieno il significato di questa percezione. "Io non sapevo manco cosa fosse l’Asperger," racconta Mauro, "sapevo che è un modo di essere particolare e mi dicevo 'e vabbè, sono particolare anche io'." Questa auto-accettazione, seppur inizialmente dettata dall'incertezza, gli ha permesso di andare avanti, trovando conforto nel fatto che "c’è qualcuno che mi apprezza e meno male così."

Nel mondo della musica, Mauro sottolinea una realtà pragmatica: "Dal punto di vista del musicista alla gente non gliene frega nulla se hai l’Asperger o se sei Gesù, fai bene il tuo lavoro? Ok! Non lo fai bene? Ciao! Purtroppo in questo ambiente c’è poca sensibilità sull’argomento." Questa osservazione evidenzia come, al di là delle etichette diagnostiche, la competenza e la dedizione siano i veri discriminanti nel settore professionale.

La diagnosi di sindrome di Asperger è arrivata a 18 anni, dopo che alcuni amici, scherzando inizialmente, gli avevano suggerito la possibilità di essere autistico. "Mi dicevano: 'ma che sei autistico?' 'Mauro non mi fissare sei inquietante', ed in questi casi è facile l’etichetta di 'strano' o 'non normale'," ricorda Mauro. La ricerca online e il ritrovamento dell'Aspie Test, che ha indicato un 80% di neurodiversità, lo hanno spinto ad approfondire, portando infine alla diagnosi psichiatrica. Nonostante il consiglio di intraprendere una terapia farmacologica, Mauro ha scelto di non assumere psicofarmaci, preferendo affidarsi alle proprie capacità di adattamento, memore anche di figure come Kurt Cobain, la cui storia lo ha indotto a riflettere sui potenziali effetti negativi della medicalizzazione precoce.

Batterista che suona con concentrazione

La Musica come Ponte: Superare l'Esclusione Sociale

L'intervista a Mauro Cola, condotta da un chitarrista che ha avuto la fortuna di suonare più volte con lui, mette in luce come la musica sia stata uno strumento fondamentale per affrontare il fenomeno dell'esclusione sociale. "La musica non è qualcosa di solitario, si basa sul contatto fra persone e per andare avanti bisogna sforzarsi di camminare insieme," afferma Mauro. La pratica musicale, specialmente in una band o durante i live, impone la necessità di creare legami e di collaborare attivamente con i membri del gruppo, sia in sala prove che sul palco. Questo aspetto relazionale, per chi convive con l'Asperger, può rappresentare una sfida. Mauro ha imparato a contrastare la tendenza a "chiudersi nel suonare in sé per sé", sforzandosi di "vivere bene la relazione e cercare anche di divertirsi."

Un esempio concreto di questa difficoltà si è manifestato durante un concerto con gli Area765, dove, per la massima concentrazione sul suonare bene, si è "risvegliato a fine concerto" senza quasi accorgersi dello svolgimento della performance. Spesso gli è stato suggerito di "impegnarsi ad essere un po' più umano quando suono, ad avere un po' più di empatia."

Vantaggi e Svantaggi della Neurodivergenza nella Pratica Musicale

Per Mauro, la sindrome di Asperger presenta sia vantaggi che svantaggi nel suo percorso musicale. Sul versante dello studio, la capacità di isolarsi e mantenere un obiettivo fisso è un vantaggio. "Il mio punto focale è il click," spiega, riferendosi alla precisione ritmica. Ricorda con divertimento un episodio in cui, registrando con un gruppo, notò con sorpresa che le onde sonore dei suoi colpi erano perfettamente allineate sui sedicesimi nel software di registrazione, dimostrando una precisione quasi involontaria.

Tuttavia, il lato professionale può risentire delle difficoltà nel rapporto umano. "Forse può incidere sul lato professionale nel senso del rapporto umano come ti dicevo, quello oltre a darti un immagine ti dà una possibilità," ammette. L'episodio con il gruppo "Il Battello Ebbro", dove è entrato a far parte dopo una jam session, dimostra questa dinamica: dopo aver suonato, si è imposto di rimanere per scambiare due chiacchiere, un impegno che ha portato all'offerta di unirsi al gruppo. "È così, se c’hai l’Asperger ti devi impegnare un po’ di più," conclude.

L'intervistatore richiama alla mente il brano "Asperger" della band I Cani, sottolineando come, nonostante l'ilarità iniziale, il tema sia trattato con la dovuta serietà.

L'Impatto della Diagnosi sugli Studi e la Gestione Personale

La diagnosi ha portato Mauro a una maggiore comprensione di sé: "ah, adesso molte cose si spiegano e va bene, ma ora come faccio?" Il problema non risiede tanto nello studio tecnico dello strumento, dove la tendenza a chiudersi porta a miglioramenti. La vera sfida si manifesta nei live, dove l'empatia e la connessione umana sono cruciali per non apparire "chiusi mentalmente o sembrare una macchina." Mauro desidera "essere parte integrante del gruppo e della serata, concentrandomi nel contatto umano."

Non ha seguito percorsi riabilitativi o psicoterapici specifici, preferendo affidarsi al proprio percorso di maggiore impegno. "Dopo 18 anni passati a non avere consapevolezza della cosa, adesso era necessario soltanto impegnarsi un po’ di più in quello che faccio," afferma. A volte, ironicamente, si dice: "dai Mauro non rimanere appartato e relazionati anche tu come fanno tutti gli altri." Sente di potercela fare da solo, per ora.

Che cos'è la Sindrome di Asperger?

Consigli per Musicisti Neurodivergenti e Brani Evocativi

Il consiglio che Mauro offre a musicisti che vivono la sua stessa difficoltà è di "cercare di pensare che c’è un mondo fuori, aprirsi anche gradualmente." Accogliere i complimenti, ringraziare e non concentrarsi esclusivamente sugli errori sono passi fondamentali per aprirsi. "Non fare in modo che l’Asperger ti metta le briglie!" è il suo incoraggiamento.

Per rappresentare la sua condizione, Mauro sceglie "No Twilight Within the Courts of the Sun" di Steven Wilson, un brano caratterizzato da una complessa struttura in 21/8, che evoca forse la complessità e la precisione che egli percepisce nella propria esperienza.

La Musicoterapia: Un Percorso di Crescita e Integrazione

La sindrome di Asperger, dal 2013 non più categoria diagnostica a sé stante ma parte dello spettro autistico, trova nella musicoterapia un campo di applicazione di notevole interesse. La musica, intesa come stimolo regolare, ripetitivo e prevedibile, risulta spesso di facile comprensione per i soggetti autistici. Molti di loro possiedono un "orecchio assoluto" (absolute pitch), una dote che consente di discriminare un suono dall'altro senza bisogno di un riferimento, a differenza della maggior parte delle persone.

Diagramma del cervello che mostra l'attivazione con la musica

Inoltre, i soggetti autistici mostrano un sensibile intuito musicale, capaci di distinguere il tono emotivo delle melodie, riconoscendo quelle tristi da quelle allegre. L'ascolto musicale stimola la messa in movimento di entrambi gli emisferi cerebrali: quello sinistro, deputato al linguaggio, e quello destro, legato alla melodia, al ritmo e all'emozione.

La musicoterapia si propone come un trattamento terapeutico volto a migliorare le capacità comunicative e relazionali. Attraverso esercizi creativi come la scrittura di canzoni, il canto, l'uso di strumenti musicali, l'interpretazione di testi e l'improvvisazione, i bambini autistici possono sviluppare abilità comunicative in un ambiente protetto e ludico. Questo approccio si allinea alle teorie di Donald Winnicott sul gioco come mezzo per scoprire le proprie potenzialità e rapportarsi al mondo.

Benefici della Musicoterapia: Regolazione Emotiva e Relazione

La musicoterapia offre benefici tangibili in diverse aree:

  • Competenza Regolativa: L'ascolto musicale favorisce la lettura dell'universo interiore, aiutando a regolare gli stati emotivi che potrebbero interferire con l'adattamento sociale e il benessere psicofisico. Nei casi di autismo, la musica assiste nella gestione di vissuti endogeni che, se non verbalizzati, possono manifestarsi attraverso stereotipie e comportamenti problematici.
  • Competenza Relazionale: La presenza del terapeuta permette al soggetto autistico di associare l'altro a stati d'animo positivi e rassicuranti. L'interazione si sviluppa attraverso micro-condivisioni e comportamenti imitativi, con il terapeuta che si adegua gradualmente ai ritmi del paziente. Il modello di Alvin (1978) enfatizza l'improvvisazione empatica, utilizzando uno strumento musicale come intermediario operativo e relazionale.
  • Gestione dello Stress e dell'Ansia: La musica stimola il rilascio di dopamina, inducendo sensazioni di felicità e soddisfazione, contribuendo a ridurre lo stress e l'ansia.
  • Miglioramento delle Abilità Sociali: La condivisione di esperienze musicali comuni allevia tensioni, migliora l'empatia e la prosocialità, favorendo l'interazione nel gruppo dei pari.
  • Supporto ai Genitori: La musicoterapia può migliorare la gestibilità e la capacità interpretativa dei comportamenti del figlio, riducendo vissuti di impotenza e frustrazione nei genitori.

Il percorso di musicoterapia solitamente dura dai 6 ai 12 mesi, prolungandosi anche oltre i due anni, a seconda della risposta del bambino. Le sedute, individuali o di gruppo, mirano inizialmente a stabilire una solida alleanza terapeutica, per poi procedere con gradualità verso obiettivi specifici.

Strumenti musicali e note musicali

La Musica come Linguaggio Universale: Esempi e Testimonianze

Diversi brani musicali hanno affrontato il tema della disabilità, offrendo prospettive commoventi e significative. Canzoni come "Un malato di cuore" di Fabrizio De André, "Per sempre, presente" di Lucio Dalla, "Il mio amico" di Gianni Morandi, "Ti regalerò una rosa" di Simone Cristicchi e "Grecale" di Murubutu esplorano le sfide e le potenzialità delle persone con disabilità, evitando toni pietisti e celebrando la resilienza e la bellezza della vita.

Il brano "Ti insegnerò a volare" di Francesco Guccini e Roberto Vecchioni, dedicato ad Alex Zanardi, simboleggia la capacità di superare le avversità e trovare nuove vie per realizzare i propri sogni.

La musica di Steven Wilson, con le sue complessità ritmiche, e le interpretazioni di giovani talenti come Christopher Duffley, cantante non vedente e autistico, dimostrano la capacità della musica di esprimere profondità emotive e di connettere persone al di là delle differenze. Matt Savage, altro pianista dotato di notevole tecnica, rappresenta un ulteriore esempio di come il talento musicale possa manifestarsi in individui con diverse neurotipologie.

La musica, in definitiva, non è solo un'espressione artistica, ma un linguaggio universale che, per le persone con sindrome di Asperger, può diventare un ponte verso la comprensione di sé e del mondo, un mezzo per esprimere la propria unicità e per costruire connessioni autentiche.

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