L'opera collettiva "Marx per Lacan", edita da Paginaotto, si propone come un'audace e contemporanea esplorazione delle intersezioni tra il pensiero di Karl Marx e Jacques Lacan, focalizzandosi sull'inedito concetto di "economia libidica". Questa pubblicazione, arricchita da contributi inediti e una prefazione di Pietro Bianchi, non si limita a una semplice traduzione, ma rappresenta una rielaborazione che mette in risalto la centralità della prospettiva lacaniana nell'analisi dei legami tra la sfera economica e quella psichica. L'iniziativa, promossa dalla Società Trentina Altoatesina di Psicoanalisi (STAP), mira a stimolare una ricerca interdisciplinare che indaghi le connessioni tra cultura, società e sofferenza attraverso una lente prevalentemente lacaniana, dialogando con diverse discipline per arricchire teoria e pratica.

Il Feticismo della Merce: Un Ponte tra Marx e Freud
Il paragrafo del "Capitale" di Marx intitolato "Il carattere di feticcio della merce e il suo arcano" assume un'importanza cruciale per comprendere il dialogo tra questi due pensatori. Marx evidenzia come, nel mondo dominato dalla merce, realtà e ideologia si sovrappongano, facendo sì che i prodotti del lavoro scompaiano come tali per riapparire come un rapporto sociale tra oggetti esterni ai loro produttori. Questa "cosa imbrogliatissima, piena di sottigliezza metafisica" pone gli aspetti teologici e ideologici su un piano essenziale, non meramente sovrastrutturale, della merce.
Freud, a sua volta, analizza il feticismo come un meccanismo che occulta una realtà inaccettabile. A differenza della rimozione nelle nevrosi o della scissione nelle psicosi, nel feticismo l'Io rimuove energicamente una parte della realtà, conservandola ma sostituendone l'immagine con un altro oggetto. Il feticista "sa, ma non ne vuole sapere". Ciò che viene cancellato è, ad esempio, l'assenza del fallo nella madre, la cui recisione implica la minaccia della castrazione. La riflessione di Marx, che sottolinea come l'economia politica tenda a cancellare le differenze storiche, vedendo in ogni forma di società la società borghese, trova un parallelo nella lettura freudiana del feticismo come ciò di cui non si vuole sapere.
Teoria Economica Marxista: Filosofia e Ideologia di Marx - Lezione 2 - Michele Boldrin
L'Uomo Economico tra Economia Politica e Psicoanalisi
L'economia politica classica, e in particolare quella neoclassica, tende a presentare i fattori di produzione come enti naturali, privi di storia, e il mercato come una condizione naturale che struttura l'esistenza dei soggetti. Emilio Sereni, in uno studio fondamentale, aveva invece spiegato come il mercato sia il risultato di un lavoro rivoluzionario. Al contrario, la teoria neoclassica lo considera un punto di partenza. Marx critica questa cancellazione delle differenze storiche, mentre gli economisti vedono la società borghese in ogni forma sociale.
In questo contesto, la figura dell'uomo delineata dagli economisti austriaci si discosta persino dall'"homo oeconomicus" di Marx. Non si tratta dell'uomo nello stato di natura, ma di un individuo perfetto all'interno dell'elaborazione neoliberista: un feticcio che si comporta esattamente come vuole il feticista. Questa nuova categoria, il "consumatore", non è più un cittadino o un membro di un gruppo sociale, ma un individuo i cui gusti e bisogni diventano l'oggetto elementare dell'analisi economica.
Lacan, Bion e il Feticcio Contemporaneo
Jacques Lacan e Wilfred Bion offrono concetti illuminanti per comprendere la società contemporanea attraverso l'analisi del feticismo. Nella clinica lacaniana della perversione, l'oggetto "a" prende il posto del desiderio, situandosi dietro di esso e venendo investito dal desiderio stesso, piuttosto che il desiderio dell'Altro. Nella clinica bioniana, il feticcio è un oggetto adorato in quanto morto, un rimedio al senso di colpa per aver voluto uccidere gli oggetti incomprensibili che si celano dietro la percezione. Rappresenta la sostituzione della capacità di pensare con un oggetto adorato, frutto di un attacco a tale facoltà.
Il feticista, per godere, deve uccidere simbolicamente tutto ciò che percepisce come minaccia, vivendo in un mondo di oggetti inanimati. Il consumatore, analogamente, deve sopprimere ogni distanza e difficoltà, abbattendo ogni parvenza di contrasto. La pubblicità, proponendo oggetti di consumo facilmente accessibili, e l'insistenza dei politici sul "nuovo" e sulla "rottamazione", forniscono un appiglio ideologico per un nuovismo che, di per sé, è considerato buono e progressivo.
La Sussunzione Reale e il Lavoro nell'Era Digitale
Il concetto di "sussunzione" di Marx si rivela uno strumento analitico potente per comprendere le attuali fasi di valorizzazione e accumulazione nel capitalismo contemporaneo, definito "bio-cognitivo". Marx distingue tra sussunzione formale e sussunzione reale. Quest'ultima implica la determinazione del modo stesso di essere del lavoro da parte del rapporto sociale capitalistico che lo ingloba. Il capitale si appropria non solo del prodotto, ma anche della sostanza del lavoro, riplasmandola.
La sussunzione reale è legata al passaggio da tecnologie meccaniche ripetitive a quelle linguistiche e relazionali. Le tecnologie dinamiche sfruttano l'apprendimento e le economie di rete, combinando attività manuali e relazionali. Questo ha portato a forme di lavoro più flessibili, in cui fasi come progettazione ed esecuzione diventano interdipendenti. L'uso crescente di algoritmi nell'organizzazione del lavoro, anche in attività apparentemente autonome, e l'inseparabilità tra esecuzione e produzione di servizi, complicano ulteriormente l'analisi. L'introduzione di sistemi di produzione computerizzati rende il rapporto tra uomo e macchina sempre più indissolubile, con il lavoro vivo che domina il lavoro morto della macchina all'interno di nuove forme di organizzazione e governamentalità sociale.

L'Umanismo di Marx e la Critica del Capitalismo
La principale potenzialità e attualità di Marx risiede nel suo approccio metodologico. Al centro della sua analisi sta il "soggetto essere umano", rendendo la sua un'analisi "umanista". Questo umanesimo deriva dalla sua impostazione filosofica giovanile, che ha delineato concetti come alienazione e feticismo. Anche dopo lo sviluppo di un'analisi rigorosa dell'accumulazione capitalistica ne "Il Capitale", il riferimento alla soggettività non viene meno, come dimostrano i "Grundrisse". L'attualità di Marx sta nel ricordare che ogni economista dovrebbe possedere una solida base filosofica ed epistemologica.
Inoltre, Marx riconosce che ogni analisi sociale ed economica è un processo dinamico, un esito di un divenire dialettico in costante metamorfosi. L'approccio storicistico evidenzia come la comprensione di una dinamica sociale sia valida solo all'interno di un contesto storico e spaziale definito. Non esistono leggi immanenti nell'economia politica. L'attività lavorativa "libera" è vista da Marx come un fattore istituente la soggettività umana, in contrasto con la produzione unilaterale e legata al bisogno immediato dell'animale.
Il Discorso del Capitalista e la Crisi del Valore
L'intervento di Jacques Lacan all'Università Statale di Milano nel 1972, intitolato "Sul discorso psicoanalitico", introduce l'enigmatico "discorso del capitalista" come supplemento alla teoria discorsiva. Lacan analizza l'ingegnosità del modo di produzione capitalistico, presagendone l'implosione. Già nei seminari precedenti, aveva iniziato una lettura originale del portato di verità della critica marxiana, concentrandosi sulla trasformazione del lavoro e del sapere e sul concetto di plusvalore.
Fabio Vighi, nel suo libro "Crisi di valore - Lacan, Marx e il crepuscolo della società del lavoro", collega il plusvalore al "plusgodere". Entrambi, in prospettiva psicoanalitica, rappresentano il resto non simbolizzato di un'opera di simbolizzazione. Il plusgodere segnala il resto pulsionale dell'agganciamento del soggetto al linguaggio, mentre il plusvalore si riferisce al "savoir-faire" del lavoratore, ciò che egli sa fare al di là della propria consapevolezza. Vighi sostiene che il capitalista espropria questo "savoir-faire", piuttosto che le ore di lavoro astratto non retribuite. L'inganno ideologico sta nel fatto che il padrone del discorso capitalista sembra sottrarre ore, mentre sequestra il "savoir-faire".
Il discorso del capitalista viene così considerato un'isterizzazione del discorso del padrone, resa possibile dal paradigma scientifico, o meglio, da una sua riduzione grottesca e semplicistica che fornisce parametri oggettivanti di efficienza. Modernizzazione, razionalizzazione, new public management, spending review sono strumenti non neutrali utilizzati dai "tecnici" capitalistici per giustificare scelte di politica economica, segnalando la collusione tra capitalismo e scienza. Lacan affermava che questi vanno a braccetto, e il discorso scientifico, ridotto al suo scimmiottamento oggettivistico, legittima scelte contro il lavoro. L'automazione del lavoro, alimentata dal potenziale tecnologico, non trova mai soddisfazione, riflettendo una pulsionalità denegata e impossibile da soddisfare, equiparabile al discorso del tossicodipendente.
L'Implicazione del Soggetto nella Società Contemporanea
La STAP, attraverso iniziative come la presentazione di "Marx per Lacan", promuove una ricerca aperta e interdisciplinare sulla psicoanalisi, con un focus sul contesto culturale e sociale contemporaneo. L'obiettivo è rielaborare concetti psicoanalitici, prevalentemente lacaniani, per analizzare le connessioni tra cultura, società e sofferenza. Il Centro di Clinica Psicoanalitica Jonas Trento, sede locale della onlus Jonas Italia, opera come luogo di ascolto per aiutare le persone a individuare e trasformare i nodi problematici che generano sofferenza ripetitiva. La collaborazione con scuole, istituzioni pubbliche e organizzazioni sociali, attraverso progetti di ricerca, informazione e formazione, valorizza le specificità di ogni contesto.
L'opera "Marx per Lacan" si distingue per la sua capacità di affrontare temi complessi come l'alienazione, il proletariato, il comunismo, il lavoro e il feticismo, senza cadere nella ripetitività. Ciascuna voce costituisce un saggio a sé stante, esplorando le affinità e le inconciliabilità tra Marx e Lacan. La scelta del titolo italiano, "Marx per Lacan" anziché "Marx attraverso Lacan", sottolinea la prevalenza della lente lacaniana nel testo.
La psicoanalisi, nel suo tentativo di mortificare l'Io, ha involontariamente contribuito a delineare i contorni dell'individualismo consumista. Esempi come Edward Bernays, nipote di Freud, che utilizzò la psicoanalisi per la propaganda pubblicitaria, o la psicoanalisi americana del secondo dopoguerra, che sovrapponeva salute e capacità produttiva, evidenziano questa tendenza. È più facile per un lacaniano indirizzarsi a Marx che per un marxista fare altrettanto con Lacan, forse perché la psicoanalisi può essere "marxiana" senza essere necessariamente "marxista". In definitiva, "Marx per Lacan" offre uno strumento prezioso per comprendere le dinamiche socio-economiche e psichiche del mondo contemporaneo, invitando a una lettura profonda e riflessiva, lontana dallo "scroll" digitale e vicina a un pensiero critico e consapevole.
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