L'introduzione della Legge 170/2010 ha rappresentato un momento fondamentale per la piena consapevolezza e tutela dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Questi disturbi, pur noti da tempo, necessitavano di un riconoscimento più strutturato e di un approccio sistematico. In questo contesto, la figura dello psichiatra, in sinergia con altri professionisti, svolge un ruolo indispensabile nella valutazione neuropsicologica, nell'impostazione di strategie didattiche efficaci e nel supporto psicologico ed emotivo degli individui con DSA.
La Valutazione Neuropsicologica: Uno Sguardo Approfondito alle Competenze
Il compito dello psicologo, nell'ambito della valutazione neuropsicologica dei bambini e ragazzi con sospetto DSA, è quello di condurre un'indagine meticolosa e sistematica. L'obiettivo primario è quello di delineare un profilo completo delle competenze del giovane, identificando non solo le aree di fragilità e difficoltà, ma anche i punti di forza. Questi ultimi rappresentano la base su cui costruire percorsi di apprendimento più efficaci, strategie didattiche personalizzate e interventi riabilitativi mirati al potenziamento.
La valutazione neuropsicologica si avvale della somministrazione di test specifici e standardizzati. Questi strumenti consentono di valutare il livello cognitivo generale (attraverso il Quoziente Intellettivo - QI), lo stato attuale degli apprendimenti strumentali (come la lettura, la comprensione del testo, le competenze ortografiche, la grafia e le abilità matematiche) e, qualora emergessero problematiche specifiche segnalate dalla scuola o dalla famiglia, di approfondire aree quali l'attenzione, la memoria e il linguaggio.

Il risultato di questa valutazione è un quadro dettagliato e preciso delle capacità del bambino o ragazzo. Questo permette di comprendere in modo più chiaro possibile le sue difficoltà e le sue potenzialità, individuando le aree che necessitano di un trattamento specifico e quelle che, invece, possono essere sfruttate come funzioni vicarianti o di supporto all'apprendimento.
Oltre il Profilo Cognitivo: L'Importanza degli Aspetti Emotivi e Motivazionali
Accanto al profilo neuropsicologico, è sempre cruciale considerare il ruolo degli aspetti emotivi, motivazionali e dell'autostima. I Disturbi Specifici dell’Apprendimento, infatti, non riguardano unicamente i processi cognitivi, ma possono avere un impatto significativo sul benessere psicologico dell'individuo. Le difficoltà riscontrate nell'apprendimento possono generare frustrazione, ansia e un senso di inadeguatezza, minando l'autostima e la motivazione.
I ripetuti insuccessi scolastici possono indurre il bambino a sentirsi non all'altezza, sviluppando insicurezza e un senso di inferiorità rispetto ai coetanei. L'esperienza clinica e la ricerca evidenziano come i DSA siano frequentemente associati a disturbi emotivi e comportamentali, rappresentando un fattore di rischio per futuri disagi psicologici. In particolare, bambini con Dislessia mostrano una maggiore predisposizione a sviluppare disturbi d'ansia, depressivi, fobie, somatizzazioni, difficoltà relazionali e isolamento sociale.

L'ansia provata nell'affrontare un compito, che sia di calcolo o di lettura, può interferire con lo svolgimento stesso del compito, peggiorando la prestazione e incidendo sulla capacità di concentrazione, l'attenzione e la memoria. L'insuccesso prolungato, generando scarsa autostima e mancanza di fiducia nelle proprie capacità, può indurre demotivazione all'apprendimento, forte inibizione e, in alcuni casi, depressione.
Strategie di Supporto Emotivo e Motivazionale
Per prevenire o contenere questo disagio emotivo, è fondamentale rivolgersi a uno psicologo specializzato in DSA e adottare una serie di accorgimenti:
- Accettare i limiti e valorizzare i punti di forza: Aiutare il bambino a prendere consapevolezza delle proprie capacità e a lavorare sui propri punti di forza.
- Creare spazi di ascolto: Offrire momenti in cui il bambino si senta ascoltato, compreso e possa esprimere liberamente le proprie emozioni in un ambiente protetto ed empatico.
- Evitare confronti: Non mettere il bambino a confronto con i coetanei, ma valorizzare il suo percorso individuale.
- Incoraggiare e sostenere: Lodare e sostenere il bambino nei momenti di difficoltà, trasmettendo stima e fiducia nelle sue capacità.
- Proporre sfide adeguate: Presentare sfide commisurate alle sue capacità, evitando compiti eccessivamente difficili che potrebbero generare frustrazione.
- Aiutare nella scelta delle strategie: Supportare il bambino nella ricerca delle modalità di apprendimento più adeguate e delle strategie migliori da applicare in ogni specifica situazione.
- Offrire vicinanza e sostegno: Dimostrare presenza e supporto per aumentare il suo senso di autoefficacia.
- Rinforzare i successi: Celebrare ogni piccolo e grande successo per aumentare la probabilità che la prestazione adeguata si ripeta, potenziando l'autostima, le emozioni positive, l'autoefficacia e la motivazione.
La Certificazione DSA: uno Strumento Essenziale per il Percorso Scolastico
La certificazione DSA è un documento di fondamentale importanza per gli alunni con Disturbo Specifico dell’Apprendimento. Essa attesta formalmente la presenza di una diagnosi e fornisce una proposta d'intervento basata sui punti di forza e di debolezza del bambino. Grazie alla certificazione, la scuola prende atto della diagnosi e gli insegnanti possono predisporre un Piano Didattico Personalizzato (PDP).

Questo significa che il bambino, se ritenuto necessario, avrà la possibilità di accedere a misure dispensative e compensative, strumenti che agevolano il suo percorso didattico. La certificazione non è solo un documento burocratico, ma uno strumento che garantisce il diritto allo studio e favorisce un ambiente scolastico inclusivo.
Cosa Contiene la Certificazione DSA?
La certificazione DSA è un documento articolato che include diverse sezioni, ognuna delle quali fornisce informazioni preziose per la famiglia e la scuola:
- La Diagnosi DSA: Questa è la parte più importante, che indica con precisione il tipo di disturbo specifico dell'apprendimento diagnosticato, facendo riferimento ai codici dei manuali diagnostici pediatrici e specificando la gravità della disorganizzazione.
- Le Caratteristiche del Disturbo: Vengono descritte le specifiche fragilità e difficoltà riscontrate dal bambino (es. lettura, ortografia, calcolo), con riferimento anche a elementi aggiuntivi come la presenza di deficit di attenzione.
- L'Anamnesi del Paziente: Vengono riportati dati relativi alla storia del bambino fin dalla gravidanza, per evidenziare eventi potenzialmente rilevanti ai fini della diagnosi. Sebbene fondamentale per la valutazione clinica, questa parte potrebbe non essere sempre inclusa nel documento finale da consegnare alla scuola.
- Le Visite Effettuate: Si indicano eventuali visite pregresse presso specialisti e la documentazione prodotta, come valutazioni neuropsichiatriche o esiti di esami neurologici.
- La Valutazione del Livello Cognitivo (QI): Viene valutato il Quoziente Intellettivo del soggetto, classificandolo come sotto la norma (<85), nella norma (85-115) o sopra la norma (>115).
- Test sulle Abilità Scolastiche: Vengono valutate la lettura, l'ortografia, le capacità di calcolo e la qualità grafica attraverso test specifici. Viene specificato il grado e le caratteristiche di eventuali deficit.
- Osservazioni Generali: Si descrive l'atteggiamento del bambino durante la valutazione (affaticamento, svogliatezza, motivazione, tempi di attenzione, capacità relazionali) per fornire un quadro completo del suo approccio.
- Approfondimenti del Professionista: Se necessario, vengono approfonditi aspetti rilevanti emersi durante la valutazione, come abilità linguistiche, prassiche o comportamentali.
- Proposta Mirata d’Intervento: Vengono suggeriti interventi mirati, come attività riabilitative o trattamenti specialistici (logopedico, psicomotorio), offrendo indicazioni preziose ai genitori.
- Strumenti Compensativi e Misure Dispensative: Vengono indicate le misure a cui il bambino ha diritto a scuola e a casa per affrontare il percorso didattico, come tempi prolungati per le prove scritte.
- I Risultati dei Test Eseguiti: Vengono riportati i punteggi ottenuti, con una spiegazione del loro significato. Si utilizzano criteri come "Completamente Raggiunto" (CCR), "Prestazione Sufficiente" (PS), "Richiesta di Attenzione" (RA) e "Richiesta di Intervento Immediato" (RII). Una deviazione standard inferiore a 2 ds indica la presenza di un DSA.
Chi Rilascia la Certificazione DSA?
Affinché la certificazione DSA sia pienamente valida e riconosciuta dalle scuole e dalle istituzioni pubbliche, deve essere rilasciata dalle Aziende Sanitarie Locali (ASL) o da soggetti privati accreditati e autorizzati dalla regione di appartenenza. Le famiglie possono rivolgersi all'ASL o a centri privati autorizzati. In entrambi i casi, il documento ha lo stesso valore legale, poiché gli specialisti autorizzati devono garantire una formazione specifica, documentata annualmente.
Il lavoro dello Psicologo Clinico dello Sviluppo nei DSA
Come Ottenere una Certificazione DSA
Per richiedere una certificazione DSA, è necessario avere il sospetto di un disturbo. La scuola primaria ha il compito di osservare gli alunni e rilevare eventuali discrepanze tra le capacità attese e quelle mostrate. Nei primi anni della scuola primaria, le insegnanti segnalano i casi di possibile DSA e intervengono con strumenti di supporto. Se questi non sono sufficienti, la scuola informa la famiglia.
La famiglia può rivolgersi a uno psicologo formato per una prima valutazione. È importante sottolineare che queste valutazioni preliminari non costituiscono la certificazione DSA necessaria per il supporto scolastico.
La diagnosi di DSA può essere formalmente posta solo al termine della seconda elementare per dislessia, disortografia e disgrafia, e al termine della terza per la discalculia. Questo intervallo temporale è necessario per evitare falsi positivi e per assicurarsi che le difficoltà non siano legate a una fase transitoria di apprendimento.
La procedura per ottenere la certificazione prevede un'impegnativa del pediatra o medico di base per una valutazione "sospetto DSA" da parte del neuropsichiatra infantile. L'équipe di valutazione è sempre composta da un neuropsichiatra infantile, uno psicologo e un logopedista.
- Il neuropsichiatra infantile è il medico specialista che si occupa della diagnosi e cura delle patologie neurologiche e psichiatriche dell'età evolutiva. È il responsabile ultimo della diagnosi e valuta eventuali disturbi sensoriali che potrebbero giustificare le difficoltà di apprendimento.
- Lo psicologo, iscritto all'albo e con formazione specifica in DSA, valuta il funzionamento cognitivo, le competenze acquisite e gli aspetti psicologici legati all'apprendimento, come motivazione e autostima.
- Il logopedista, con formazione specifica, effettua la valutazione delle competenze di lettura, scrittura e calcolo, e svolge interventi riabilitativi mirati.
La certificazione può essere richiesta tramite ASL o privatamente, presso centri accreditati. In entrambi i casi, a seguito delle valutazioni, viene rilasciata una relazione e compilato un modulo ufficiale che attesta la presenza del DSA. Questo documento va consegnato alla scuola per poter beneficiare della didattica personalizzata e individualizzata.
Il Ruolo dello Psicologo negli Incontri di Potenziamento e Riabilitazione
Lo psicologo può intervenire attivamente anche nella fase successiva alla diagnosi, occupandosi degli incontri di potenziamento e riabilitazione neuropsicologica. L'obiettivo primario di questi incontri è allenare nel bambino la specifica abilità risultata deficitaria o fragile durante la valutazione.
Per fare ciò, il professionista ha a disposizione materiali cartacei o software specificamente progettati per l'intervento nei DSA. Questi materiali devono essere frutto di adeguata ricerca scientifica e supportati da prove cliniche di efficacia.
Le linee guida sui DSA suggeriscono interventi con una frequenza di due-tre volte a settimana per almeno 3 mesi (eventualmente ripetibili) per migliorare la correttezza e la rapidità di esecuzione (es. lettura, scrittura, calcolo mentale). Per i programmi finalizzati all'acquisizione di strategie metacognitive, si consigliano interventi della durata di tre-sei mesi, una volta a settimana, anche in piccolo gruppo.
Formazione e Consulenza per Insegnanti e Genitori
Un ulteriore ambito di intervento dello psicologo è rappresentato dalla formazione e consulenza rivolte a insegnanti e genitori. Questi interventi possono accompagnare la presa in carico di uno specifico bambino, concentrandosi sulle sue peculiarità, oppure essere proposti a scuole e gruppi di genitori sotto forma di progetti formativi.
Nel lavoro con uno specifico bambino, è fondamentale procedere con un'adeguata informazione della famiglia e degli insegnanti sul disturbo, le sue caratteristiche, i limiti e i vantaggi degli interventi, nonché sugli strumenti compensativi, dispensativi e sulla normativa di riferimento.
Un aspetto cruciale è il supporto agli insegnanti nella stesura del PDP (Piano Didattico Personalizzato). Questo documento, elaborato congiuntamente con la famiglia, stabilisce gli obiettivi, le modalità didattiche, di valutazione e gli strumenti di aiuto previsti per l'alunno, garantendo un percorso scolastico più inclusivo ed efficace.
Durata della Certificazione DSA
Sebbene la certificazione DSA non abbia una scadenza formale, la comunità scientifica raccomanda di aggiornarla periodicamente per riflettere l'evoluzione della situazione dell'alunno. L'aggiornamento permette di evidenziare eventuali miglioramenti o cambiamenti, adeguando l'intervento terapeutico e le misure di supporto. Si consiglia di aggiornare il documento in occasioni significative come il passaggio a un nuovo ciclo scolastico o quando si rende necessario modificare gli strumenti didattici e di valutazione, su segnalazione della famiglia o della scuola.
La scelta di quando rinnovare la certificazione è flessibile, ma un intervallo di circa 3 anni è spesso consigliato, o comunque in occasione di passaggi cruciali tra gradi scolastici.
DSA e Aspetti Emotivi: Quando il Disagio è anche Psicologico
È fondamentale riconoscere che i Disturbi Specifici dell’Apprendimento non sono solo una questione di abilità cognitive. Le difficoltà emotive e le problematicità nelle competenze sociali, pur investendo un ambito differente, finiscono per coinvolgere la sfera dell'apprendimento. Sebbene la connessione eziologica tra queste componenti sia complessa da stabilire con esattezza, ai fini pratici, la pianificazione di un intervento efficace richiede la considerazione di entrambi gli aspetti.
È essenziale, in fase di analisi clinica, individuare attentamente eventuali fattori di rischio per lo sviluppo di forme di disagio psicologico, al fine di intervenire tempestivamente e prevenire forme di disadattamento o, quantomeno, ridurne le manifestazioni. Una valutazione approfondita della sfera emotiva del bambino e, in caso di difficoltà, un adeguato supporto psicologico sono pertanto sempre opportuni.
La collaborazione tra neuropsichiatra infantile, psicologo e logopedista, come sancito dalla normativa, garantisce un approccio multidisciplinare e completo, essenziale per fornire un supporto efficace e personalizzato agli individui con DSA, promuovendo il loro benessere globale e il loro successo formativo.
tags: #i #dsa #sono #competenze #di #quali
