Anoressia e Bulimia a Crema: un Fenomeno in Crescita che Richiede Attenzione e Supporto

I disturbi del comportamento alimentare (DCA), tra cui anoressia nervosa, bulimia nervosa e disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating disorder), rappresentano una sfida sanitaria sempre più pressante, specialmente tra la popolazione adolescenziale. La città di Crema e il suo territorio non sono immuni da questo fenomeno, che negli ultimi anni ha visto un aumento significativo dei casi, richiedendo un impegno crescente da parte dei servizi sanitari locali e una maggiore consapevolezza da parte della comunità. Questo articolo esplora la natura di questi disturbi, i fattori che contribuiscono al loro insorgere, le statistiche locali e nazionali, e le strategie di intervento e prevenzione messe in atto.

L'Allarme Crescente dei Disturbi Alimentari nel Cremasco

Negli ultimi anni, si è assistito a un preoccupante incremento dei disturbi alimentari tra gli adolescenti del cremasco. Sebbene queste condizioni fisiche e psicologiche difficili siano sempre state presenti, nell'ultimo anno e mezzo si è registrato un raddoppio delle richieste di aiuto. Nel corso del 2021, sono state oltre 30 le richieste di assistenza, a fronte di una media degli anni precedenti che si attestava intorno ai 15 pazienti. Questa impennata ha reso necessario, in alcuni casi, il ricorso a cure ospedaliere, evidenziando la gravità della situazione.

"C’è stata un’impennata di casi," conferma Alessandra Foppa Pedretti, responsabile della neuropsichiatria infantile dell’ASST di Crema dal 2018. La dottoressa sottolinea la carenza di personale per far fronte all'ingente mole di lavoro. Le cause di questo aumento sono molteplici, ma il periodo pandemico ha indubbiamente giocato un ruolo significativo, con un conseguente rifugiarsi sui social media. I modelli a cui gli adolescenti si ispirano sono spesso figure irraggiungibili, che presentano standard fisici idealizzati. "L’immagine di sé è molto influenzata dall’aumento di esempi idealizzati rispetto alla fisicità dei giovani," spiega Foppa Pedretti. "Ciò porta al bisogno di identificarsi con queste figure e da qui nasce una ricerca di un’immagine non più realistica." A ciò si aggiunge il difficile controllo degli impulsi, legato al bisogno di diminuire l’ansia.

Adolescente che guarda il telefono con preoccupazione

La Rete di Servizi dell'ASST di Crema

L'ASST di Crema ha risposto a questa crescente emergenza potenziando la propria rete di servizi dedicati alla diagnosi e al trattamento dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione (DCA). Dal 2020, l'azienda sanitaria dispone di un'équipe multidisciplinare che opera su due fronti principali: l'Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza (UONPIA), guidata dalla dottoressa Alessandra Foppapedretti, per l'utenza in età evolutiva, e il Centro Psicosociale (CPS) per l'utenza adulta.

L'équipe è composta da professionisti di diverse discipline: psicologi (Emma Guerci, Valentina Dolci, Marco Castagna), una tecnica della riabilitazione psichiatrica (Maria Liga) e una dietista (Martina Alloni), affiancati dai medici specialisti (psichiatri e neuropsichiatri) che seguono direttamente gli utenti. La modalità di intervento è prevalentemente ambulatoriale, con accesso diretto ai servizi, per garantire una presa in carico tempestiva. Un ruolo strategico è inoltre svolto dalla Psicologia delle Cure Primarie, che permette di intercettare precocemente situazioni di disagio, con richieste che possono pervenire dai medici di medicina generale, dai pediatri di libera scelta o direttamente dalle famiglie.

Il professor Virginio Salvi, direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Psichiatria dell'ASST di Crema, sottolinea la complessità dell'intervento: "Il contrasto ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione richiede un approccio clinico altamente integrato e fondato sull’evidenza scientifica. È fondamentale trattare tempestivamente le complicanze organiche, lavorare sulla normalizzazione dei comportamenti alimentari e sulla ristrutturazione dei pensieri disfunzionali legati al cibo e all’immagine corporea." Il trattamento prevede l'integrazione di terapia farmacologica e psicoterapia, con un'attenzione particolare al contesto familiare. L'ASST di Crema si avvale anche del supporto di un centro semi residenziale terapeutico, organizzato nell'oratorio Crema Nuova, che accoglie giovani quotidianamente o settimanalmente.

Infografica che mostra la struttura dell'équipe multidisciplinare per i DCA

La Natura Complessa dei Disturbi Alimentari

L'anoressia nervosa è una patologia psichiatrica complessa, inserita nel Manuale Diagnostico delle Malattie Mentali (DSM-5). È caratterizzata da una serie di comportamenti finalizzati alla perdita di peso e al raggiungimento di un peso ideale spesso incompatibile con la vita. Il nucleo patologico risiede in un'intensa ossessione per le forme corporee e in un'alterazione dell'immagine corporea, per cui le persone si percepiscono grasse anche quando sono gravemente sottopeso.

Gli altri disturbi alimentari, come la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata, condividono con l'anoressia un filo rosso comune: l'intensa paura di prendere peso e, contemporaneamente, una profonda paura di vivere. Non è raro che i pazienti attraversino diverse fasi patologiche, iniziando magari con un quadro anoressico per poi evolvere verso la bulimia, caratterizzata da abbuffate seguite da condotte di eliminazione (vomito autoindotto, uso di lassativi o diuretici, iperattività fisica).

Disturbi Alimentari: Introduzione - Videocorso Strumenti per la Famiglia

Fattori di Rischio e Insorgenza

Le malattie dell'anima, come vengono definite da alcuni esperti, hanno un movente prevalentemente interno, sebbene la manifestazione esteriore sia focalizzata sul corpo. La sofferenza interiore e la paura di vivere sono spesso insostenibili. Tra i fattori di rischio si annoverano alcuni tratti temperamentali, come il perfezionismo clinico. Spesso, un trauma o episodi di bullismo possono innescare l'insorgenza del disturbo. Vista la grande diffusione, è probabile che vi siano anche fattori genetici ed epigenetici predisponenti.

Indubbio è il ruolo svolto dai fattori culturali e dalla pressione sociale, che promuovono modelli di perfezione e magrezza come valore assoluto, amplificati in modo esponenziale dall'avvento dei social media. "Il ritmo della vita oggi non aiuta, le immagini di cui siamo bombardati nemmeno," osserva Giorgia Vavassori, una giovane donna che ha affrontato l'anoressia, "ma primariamente era una questione tra me e il cibo. Avevo nei confronti degli alimenti un rapporto ossessivo. Ero leggera solo nel corpo, ma i pensieri pesavano."

L'età di esordio dei disturbi alimentari si è notevolmente abbassata. Attualmente, si registrano casi in età prepubere, tra gli 8 e i 12 anni, che costituiscono circa il 30% della popolazione colpita. Questo fenomeno si è intensificato soprattutto durante il periodo della pandemia da Covid-19.

L'Impatto dei Social Media e la Ricerca della Perfezione

I social media giocano un ruolo cruciale nell'amplificare la pressione sociale verso ideali di bellezza irraggiungibili. Le immagini di modelle perfette, slanciate e impeccabili, prive di imperfezioni grazie al fotoritocco, creano un modello distorto con cui gli adolescenti si confrontano quotidianamente. "Con le tantissime immagini di modelle intoccabili, irraggiungibili. Alte, belle, slanciate, perfette. Mai un capello fuori posto, una lacrima che scende, una ruga che scappa dal fotoritocco," commenta Giorgia.

Questa costante esposizione a standard fisici elevati può innescare o esacerbare sentimenti di inadeguatezza e insoddisfazione corporea, spingendo alcuni individui verso comportamenti restrittivi o compensatori nel tentativo di conformarsi a questi ideali. La percezione del proprio corpo diventa distorta, e la magrezza viene equiparata alla perfezione e al successo.

Collage di immagini idealizzate dai social media e un'immagine di persona con disturbi alimentari

Testimonianze: Voci di Chi Ha Lottato e Superato la Malattia

Le storie di chi ha affrontato e superato i disturbi alimentari offrono uno spaccato prezioso sulla complessità di queste patologie e sulla forza necessaria per uscirne. Giorgia Vavassori, a 25 anni, ha iniziato a soffrire di anoressia nervosa a 17. "Da adolescente ho affrontato qualche piccola difficoltà, ma si è risolta in pochi mesi. Nel 2022, invece, ho cominciato ad avere paura del cibo. Controllavo tutto: le calorie, le etichette, chi cucinava, le porzioni. Ho cominciato a privarmi di quei cibi che mi terrorizzavano. Più toglievo, più mi appesantivo l'anima. Ogni attività era paralizzata dal pensiero del cibo." Giorgia descrive la ricerca di un controllo quasi maniacale, dove la privazione diventava un mezzo per sentirsi forte e avvicinarsi a un'idea irraggiungibile di perfezione. La bilancia era arrivata a segnare 34.5 chili, ma il punto di svolta è arrivato con il sondino nasogastrico: "quello è stato il punto più basso. Lì mi sono detta Giorgia devi fare qualcosa per cambiare."

La tragica vicenda di Emanuela Perinetti, influencer e manager nel mondo dello sport, morta a 34 anni a causa dell'aggravarsi dell'anoressia, sottolinea ulteriormente la gravità e la letalità di queste malattie. Tony Scaffidi, fratello di Giulia Scaffidi, morta a quasi 18 anni pesando 26 kg a causa dell'anoressia, racconta il calvario della sua famiglia: "Si vedeva perfetta a 26 kg: si truccava ogni giorno, usava creme per il viso e smalti per far risaltare quella bellezza che, dal suo punto di vista, aveva finalmente raggiunto." Tony lancia un appello al mondo della moda e ai media affinché diano un esempio diverso, evitando di accostare la perfezione fisica a sacrifici alimentari estremi.

La Dimensione del Fenomeno in Italia e le Differenze di Genere

In Italia, i disturbi alimentari riguardano circa 3 milioni e 400.000 persone, con una diffusione omogenea su tutto il territorio nazionale. L'anoressia nervosa costituisce circa il 30% della popolazione colpita, mentre il restante 70% è composto da bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata. Negli ultimi anni, si è osservata una tendenza all'aumento dei casi anche tra la popolazione maschile. Fino a dieci anni fa, i maschi erano quasi immuni, mentre oggi costituiscono il 20% della popolazione affetta da anoressia e bulimia, con una percentuale ancora più alta (intorno al 40%) nel disturbo da alimentazione incontrollata.

I Campanelli d'Allarme e il Ruolo della Famiglia

Riconoscere i segnali precoci dei disturbi alimentari è fondamentale per un intervento tempestivo. Oltre ai comportamenti legati all'alimentazione (come l'eliminazione di intere categorie di cibo, restrizioni severe, eccessiva attività fisica, uso di lassativi), è cruciale prestare attenzione a un vistoso cambiamento di carattere. Ragazzi e ragazze che erano brillanti e solari possono diventare tristi, ritirati e introversi.

La famiglia gioca un ruolo essenziale nel percorso terapeutico. È fondamentale abbandonare la colpevolizzazione e comprendere che la patologia non è un capriccio, ma una grave sofferenza. I familiari devono approcciarsi con empatia, senza giudizio, riconoscendo la malattia come una multifattoriale sfida che richiede un supporto specialistico.

Simbolo del Fiocchetto Lilla, simbolo della lotta ai disturbi alimentari

L'Importanza di una Rete di Assistenza Adeguata

Nonostante l'impegno dei servizi sanitari, la rete di assistenza per i disturbi alimentari in Italia presenta ancora delle criticità. Molte regioni non dispongono di una rete completa di strutture dedicate, il che rende difficile la diagnosi e il percorso terapeutico per molti pazienti. Questo può portare alla necessità di migrazioni sanitarie, con notevoli difficoltà economiche e logistiche per le famiglie.

Si chiede un maggiore impegno da parte di settori come quello della moda e dei media nel promuovere immagini corporee più realistiche e inclusive, contribuendo a creare un ambiente più sano per i giovani. Il corpo femminile, in particolare, non dovrebbe essere oggetto di costante valutazione o dibattito.

Per coloro che soffrono di questi disturbi e per le loro famiglie, il messaggio è chiaro: è possibile guarire. La chiave risiede nella diagnosi precoce, nella richiesta di aiuto tempestiva ai centri specializzati e in un percorso di cura multidisciplinare e integrato. La Presidenza del Consiglio ha messo a disposizione un Numero Verde nazionale (800180969) per fornire informazioni e supporto.

In occasione della Settimana del Fiocchetto Lilla 2026, l'ASST di Crema ha rinnovato il proprio impegno nella prevenzione, diagnosi e trattamento dei DCA, sottolineando l'importanza di percorsi personalizzati, obiettivi misurabili e monitoraggio costante degli esiti clinici. L'ASST di Crema è inoltre partner del progetto "FindYourself - Orientati al benessere", rivolto ai giovani tra i 10 e i 24 anni.

La lotta contro i disturbi alimentari è una battaglia che richiede l'alleanza di famiglia, scuola e amici, uniti nel fornire supporto e nel promuovere un'immagine di sé sana e consapevole, dove la bellezza risiede nella pienezza della vita e non nella privazione o nella magrezza estrema.

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