Giacomo B. Contri: Psicoanalisi, Diritto e la Scienza del Pensiero

Giacomo B. Contri è stato una figura intellettuale di spicco nel panorama italiano, esercitando la psicoanalisi a Milano per molti anni. La sua opera si distingue per una profonda e originale riflessione che intreccia la teoria psicoanalitica, in particolare quella lacaniana, con il pensiero giuridico e filosofico. La sua carriera è stata segnata da un'intensa attività di ricerca, pubblicazione e promozione culturale, lasciando un'eredità complessa e stimolante.

Un Percorso Formativo e Analitico Fondamentale

Contri si laureò in Medicina all'Università degli Studi di Milano nel 1967, con una tesi su "L'autorità", già ricca di riferimenti alla letteratura psicoanalitica. Successivamente, lavorò come psicologo in ambito aziendale. La svolta decisiva nella sua formazione avvenne con l'analisi personale presso Jacques Lacan a partire dal 1968, e la sua partecipazione all'École Freudienne de Paris. Questo periodo fu cruciale per il suo distacco da una psicologia considerata meramente scientifica e interna a paradigmi filosofici consolidati, come quello aristotelico dell'uomo come "animale politico".

La sua tesi di dottorato all'École Pratique des Hautes Études, intitolata "Loi symbolique/Loi positive", con direttori come Roger Bastide, Roland Barthes e Robert Lefort, pur non essendo stata conclusa, pose le basi per la sua elaborazione teorica futura. L'intuizione iniziale di una distinzione si sviluppò nell'opposizione tra la legge simbolica, intesa come dimensione collettiva e presupposta all'elaborazione individuale (il super-io freudiano), e la legge positiva (il diritto), intesa come primo diritto posto dal pensiero individuale, seguito poi dal diritto dello Stato.

Jacques Lacan e Sigmund Freud

La Traduzione degli Scritti di Lacan e l'Impegno Editoriale

Un riconoscimento significativo del suo lavoro e della sua profonda comprensione del pensiero lacaniano fu l'incarico affidatogli da Lacan stesso di tradurre i suoi Écrits e i suoi Séminaires per l'editore Einaudi. Questa impresa editoriale, completata tra il 1974 e gli anni successivi per i seminari, non solo rese accessibili in Italia opere fondamentali della psicoanalisi, ma consolidò ulteriormente il legame di Contri con il pensiero lacaniano, pur mantenendo sempre una posizione critica e autonoma.

La Scienza del Pensiero e la Critica al Paradigma Lacaniano

Contri rivoluzionò il paradigma della "scienza del pensiero" elaborata da Lacan, che a sua volta si poneva come sviluppo della scienza del pensiero freudiana. Mentre Lacan enfatizzava la "cattura" dell'individuo da parte di un ordine immaginario e simbolico preesistente, Contri contestò il primato di tale "seconda costituzione". Egli teorizzò una "prima costituzione" che trae origine da un ordinamento normativo originario e costitutivo, divergendo dalla concezione lacaniana che vedeva nella prima costituzione psichica un effetto di formazione reattiva e di annullamento del pensiero nell'identificazione di massa.

Per Contri, invece, una prima costituzione è concepibile a partire da due principi fondamentali: "L'uomo è una Repubblica fondata sul pensiero" e "L'uomo - il corpo umano - è un'istituzione non minore di ogni altra istituzione". Questa prospettiva pone l'accento sulla centralità del pensiero e sulla natura istituzionale del corpo umano, in contrapposizione alle visioni che riducono l'uomo a un mero "animale" determinato da istinti.

psicoterapia vs psicoanalisi la differenza di metodo

La Distinzione tra Legge Simbolica e Legge Positiva

Il cuore della riflessione di Contri risiede nella distinzione e nell'opposizione tra la legge simbolica e la legge positiva (diritto). La legge simbolica, assimilabile al "cielo infernale delle teorie presupposte" che asservono il pensiero (un concetto che estende il "mondo delle idee" platonico e le idee lacaniane di "Donna" e "Madre"), è vista come disordinata e disordinante, anarchica. In essa rientrano proposizioni linguistiche che, pur veicolando significati, possono agire come virus informatici, distorcendo la realtà e impedendo un pensiero autonomo.

Al contrario, la legge positiva, o Diritto, è intesa come posta dalla competenza individuale, un "primo diritto" originario. Questa prospettiva si distingue nettamente dal tradizionale "diritto naturale", accogliendo la critica di Hans Kelsen. Contri ha dedicato opere significative a questo tema, come L'ordine giuridico del linguaggio. Il primo diritto con Freud o la vita psichica come vita giuridica (2003), dove esplora la vita psichica come intrinsecamente giuridica.

La Società Amici del Pensiero e il Legame Sociale

Le varie forme associative istituite da Contri, culminate nella "Società Amici del Pensiero" nel 2010, mirano a creare un legame sociale basato sull'amicizia del pensiero, distinto dal "legame di gruppo" o di massa. In queste associazioni, i partner non sono trasformati da un'istanza superiore, ma sono individualmente orientati a una meta, operando in un'identità di legge. Il rapporto tra partner, specialmente quando uno chiede aiuto per liberarsi dal disordine causato dalla sottomissione a un ordine dato, impone la norma fondamentale dell'astinenza da interventi psicoterapeutici e da somministrazioni di supplementi super-egoici.

Contri critica l'idea di gruppo, affermando che "Nel gruppo non c'è amicizia, né amore, né salute, né consistenza (contraddizione) e innocenza la cui unione fa l’affidabilità". La sua visione del legame sociale si contrappone a quella che vede il pensiero annullarsi nell'identificazione, come accade nella psicologia delle masse freudiana, proponendo invece un modello basato sulla responsabilità individuale e sulla libera associazione.

Simbolo della Società Amici del Pensiero

La Tolleranza del Dolore e l'Introduzione al Diritto

L'opera La tolleranza del dolore. Biografia di Giacomo B.Contri. Ivrea 1941- Milano 2022 e il saggio La tolleranza del dolore. Stato Diritto Psicoanalisi (1977) rappresentano punti di riferimento nella sua produzione. Contri stesso considerava La tolleranza del dolore come la sua introduzione al Diritto, con il fondamentale contributo di Hans Kelsen. Il libro esplora il nesso tra pensiero individuale e norma giuridica, evidenziando come l'essere umano non solo riconosca la norma, ma sia capace di pensarla.

Il Pensiero di Natura e la Rielaborazione della Pulsione

Il pensiero di natura. Dalla psicoanalisi al pensiero giuridico (1994, con edizioni successive) è considerata l'opera cardine di Contri. In essa, la "pulsione" freudiana viene rielaborata come una legge universale del moto dei corpi, in costante confronto con la legislazione universale kantiana. Questa formulazione apre la possibilità di una rivoluzione della legge di moto, sostituendo l'oggetto con la materia prima, e riconoscendo che anche il pensiero stesso può essere materia prima.

La Concezione Giuridica dell'Amore

Una delle affermazioni più significative di Giacomo B. Contri, pronunciata pochi giorni prima della sua morte, fu: "Tengo a essere ricordato per la concezione giuridica dell’amore, e per la scienza del pensiero (inconscio)". Questa frase racchiude l'essenza del suo progetto intellettuale: indagare l'amore non solo nella sua dimensione affettiva, ma anche come un principio normativo, giuridico, che regola le relazioni umane. La sua ultima conversazione con un collega, in cui suggeriva di leggere Hans Kelsen per comprendere la "concezione giuridica dell'amore", sottolinea ulteriormente questa convergenza tra psicoanalisi e diritto.

L'Eredità di un Pensatore Indipendente

Giacomo B. Contri è stato un pensatore indipendente, spesso in dissonanza con le correnti dominanti sia nel campo della psicoanalisi che in quello cattolico. La sua opera, caratterizzata da una profonda originalità e da un incessante dialogo tra discipline diverse, continua a offrire spunti di riflessione per chiunque sia interessato a comprendere la complessità della mente umana, la natura del legame sociale e il ruolo fondamentale del pensiero e della legge nella costituzione dell'individuo e della società. La sua tenacia nel perseguire una "scienza del pensiero" che non si sottomette a dogmi precostituiti e la sua capacità di collegare la sfera intima dell'inconscio con le strutture esterne del diritto rappresentano il lascito più prezioso della sua prolifica carriera intellettuale.

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