Strumenti Musicali e Inclusione: Un Percorso Armonico per Tutti gli Studenti

L'educazione musicale, specialmente attraverso lo studio di uno strumento, rappresenta un'opportunità preziosa per promuovere l'inclusione di tutti gli studenti, inclusi coloro che presentano Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) o Bisogni Educativi Speciali (BES). Sebbene le Scuole Medie a Indirizzo Musicale (SMIM) offrano un potenziale significativo in questo senso, emergono diverse sfide e criticità che richiedono un'attenta considerazione e l'adozione di strategie didattiche mirate. La recente normativa, con il decreto interministeriale n. 176/2022, pone una nuova cornice regolamentare, rendendo ancora più impellente la revisione delle pratiche esistenti.

Studenti che suonano diversi strumenti musicali in un'aula scolastica

Le Barriere all'Accesso nei Corsi Strumentali

Una delle principali criticità nell'accesso ai corsi a indirizzo strumentale nelle SMIM risiede nella loro configurazione a "numero chiuso". I posti disponibili sono infatti strettamente legati all'organico degli insegnanti di strumento presenti nella scuola. Questo significa che l'ammissione non è garantita a tutti gli studenti che desiderano intraprendere questo percorso, ma è subordinata a una "prova orientativo-attitudinale" predisposta dalla scuola stessa, in conformità con il DM 201/99. Tale prova, pur mirando a valutare le attitudini, può involontariamente trasformarsi in un ostacolo significativo, specialmente per gli allievi con disabilità, DSA o BES.

Le interviste e i focus group riportati evidenziano come la difficoltà nel superare questa prova orientativo-attitudinale limiti spesso persino l'intenzione delle famiglie di richiedere l'accesso. Molti genitori considerano l'indirizzo musicale "troppo difficile" e impegnativo per i propri figli, percependo una barriera quasi insormontabile. Questa percezione è spesso alimentata da una visione elitaria dell'insegnamento musicale, talvolta di "lontana matrice kantiana", che considera lo studio dello strumento un'attività riservata esclusivamente agli allievi più dotati e talentuosi. Di conseguenza, l'atteggiamento di alcuni docenti di strumento può riflettere schemi cognitivi, valoriali e comportamentali che favoriscono l'esclusione piuttosto che l'inclusione.

La Necessità di un Approccio Collaborativo e Inclusivo

In questo quadro critico, emerge con forza la necessità di superare l'impasse rappresentata da prove di accesso con caratteristiche potenzialmente escludenti. Questo aspetto è fondamentale per la realizzazione di un'inclusione realmente fattiva. Un elemento particolarmente critico riscontrato è l'assenza di condivisione di obiettivi e metodologie tra gli insegnanti della scuola primaria e quelli di strumento. A ciò si aggiunge la mancanza di una rete di rapporti collaborativi con l'insegnante di sostegno e il referente per l'inclusione.

È evidente come un'errata identificazione tra le finalità delle SMIM e quelle professionalizzanti tipiche del Conservatorio possa influenzare negativamente la cultura organizzativa delle scuole, sia nella predisposizione delle prove di accesso sia nelle strategie didattico-valutative adottate. Per promuovere un'inclusione autentica, è indispensabile passare attraverso il recupero del valore della trasmissione culturale e la diffusione di una cultura didattico-valutativa che agisca da fattore di inclusione. Questo approccio deve valorizzare le differenze e rendere accessibile l'insegnamento dello strumento musicale anche in presenza di bisogni educativi speciali, in particolare di disabilità e DSA.

Diagramma che illustra la connessione tra musica, linguaggio e aree cerebrali

DSA e Musica: Un Legame Neurobiologico e Potenziale

Il significato di DSA è Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Per tali ragioni è fondamentale che questi ragazzi possano incontrare, nel loro percorso di crescita, un ambiente supportivo e accogliente verso le loro difficoltà. La pratica musicale, con il suo carattere intrinsecamente multisensoriale, si rivela uno strumento potente per favorire l'apprendimento e lo sviluppo degli studenti con DSA. La musica coinvolge vista, udito, tatto, propriocettori, apparato cinestetico, motricità grossa e fine, cavità di risonanza, senza tralasciare le molteplici implicazioni emotive.

Il canale comunicativo e di apprendimento multisensoriale è proprio quello privilegiato per i soggetti con DSA. Numerosi studi consigliano pertanto l'attività musicale già in età prescolare, anche a livello preventivo, proponendo possibilità di miglioramento negli ambiti dei DSA proprio attraverso l'affiancamento di attività musicali. Si ipotizza infatti che capacità apprese attraverso la musica, come la memorizzazione, l'attenzione e la coordinazione, possano essere trasferibili in altri ambiti di apprendimento.

La dislessia, come sottolineato dallo psicologo Giacomo Stella, è un disturbo che ostacola il normale processo di interpretazione dei segni grafici con cui vengono rappresentate per iscritto le parole. Tuttavia, grazie alle strategie compensative messe in atto dall'individuo, questo disturbo può attenuarsi considerevolmente. Studi pionieristici hanno evidenziato come persone dislessiche possano manifestare notevole creatività e talento.

Strategie Didattiche per Superare le Difficoltà di Lettura dello Spartito

Il sistema di notazione musicale è complesso e può presentare serie difficoltà di apprendimento. L'impegno richiesto nella lettura dello spartito mobilita funzioni cognitive come la memoria di lavoro e coinvolge il sistema dell'attenzione nella percezione e memorizzazione di vari parametri: altezza delle note, modifiche dovute ad alterazioni, durata delle note. Recentemente, è emersa una stretta correlazione tra le abilità necessarie per fare musica e quelle necessarie per il linguaggio, come l'organizzazione della frase, l'intonazione, la metrica e la prosodia. Gli studi nell'ambito delle neuroscienze confermano che musica e linguaggio interessano aree cerebrali comuni.

Uno degli ostacoli maggiori per uno studente dislessico nello studio di uno strumento musicale è la lettura dello spartito. Mentre nel processo di apprendimento della lettura letteraria si distinguono fasi di riconoscimento dei caratteri, conversione grafema-fonema e applicazione di regole, per i dislessici è difficile raggiungere il secondo stadio. Nella musica, la complessità è ancora maggiore poiché si passa direttamente alla conversione del simbolo in suono, senza una fase intermedia di riconoscimento dei caratteri. A ciò si aggiungono fattori come le pulsazioni del tempo, le figure ritmiche e le indicazioni di agogica e dinamica.

Per affrontare queste sfide, i docenti di musica possono adottare diverse strategie. Innanzitutto, fornire fotocopie ingrandite e colorate degli spartiti, utilizzando un colore diverso per ciascuna delle sette note, può essere di grande aiuto. L'uso di post-it colorati, corrispondenti ai colori delle note, da inserire sulla tastiera dello strumento, può facilitare l'associazione tra simbolo e suono. L'impiego dei colori dell'arcobaleno per evidenziare singoli righi o interi pentagrammi può ulteriormente agevolare la lettura. Sarà lo studente stesso a poter scegliere la strategia che ritiene più efficace. In lezioni di gruppo, affiancare a uno studente con DSA un compagno senza tale neurodiversità può creare un'opportunità di peer tutoring, dove il compagno aiuta a ritrovare il segno sullo spartito.

9 strategie d'oro da usare con i DSA

Il Ruolo delle Tecnologie Assistive e del Software di Notazione

Le tecnologie assistive e gli ausili tecnologici giocano un ruolo cruciale nel rendere la pratica musicale più accessibile. Sebbene la didattica musicale speciale introduca spesso alla conoscenza di alcuni di questi strumenti, è importante non trascurare le potenzialità dei software di videonotazione per migliorare l'accessibilità dei repertori. Software gratuiti e diffusi come Musescore, attraverso l'uso di plugin e programmi di grafica, possono implementare accorgimenti che facilitano la lettura dello spartito.

Musescore consente la scrittura di note colorate, l'inserimento di segni di allerta, alterazioni di cortesia e vari simboli che, in accordo con lo studente, possono facilitare l'individuazione di andamenti melodici, armonici, ritmici, di parti e accompagnamenti uguali. Il software permette inoltre di evidenziare andamenti ascendenti o discendenti e di eliminare elementi non essenziali, come stanghette di battuta o segni di dinamica, che possono creare un sovraffollamento di informazioni.

Altre strategie compensative includono l'uso di programmi di sintesi vocale per "leggere con le orecchie", o l'utilizzo di audiolibri per approcciarsi alla lettura di testi narrativi. La versione digitale del testo scolastico (file PDF aperto) rappresenta un ulteriore supporto allo studio. È fondamentale sperimentare le diverse tecnologie assistive per identificare quelle più adatte alle esigenze individuali, poiché ogni studente possiede esigenze e stili di apprendimento differenti.

Formazione Docenti: Un Investimento per l'Inclusione

Per promuovere efficacemente l'inclusione degli studenti con DSA e BES nello studio della musica, è essenziale investire nella formazione dei docenti. Corsi specifici, come quello proposto dalla collaborazione tra Lattes Editori e AID - Associazione Italiana Dislessia, mirano ad approfondire le caratteristiche di apprendimento degli studenti con DSA, le basi neurobiologiche in relazione ai DSA, la progettazione didattica efficace del Piano Didattico Personalizzato (PDP) e le strategie pratiche per far apprendere la musica e suonare uno strumento musicale a questi alunni.

Questi percorsi formativi, della durata di 10 ore e svolti online in modalità sincrona, prevedono moduli su:

  • Caratteristiche di apprendimento degli studenti con DSA
  • Musica e cervello e basi neurobiologiche in relazione ai DSA
  • Progettazione didattica efficace del PDP
  • Strategie per far apprendere la musica agli alunni con DSA
  • Strategie per far apprendere a suonare uno strumento musicale ad alunni con DSA

Gli obiettivi didattici includono il passaggio dai modelli didattici musicali teorici alle metodologie e strategie pratiche, fornendo ai docenti strumenti di orientamento tra le diverse teorie e metodologie musicali, e proponendo strategie operative concrete. La partecipazione a tali attività dà diritto all'esonero dal servizio e al rilascio di un attestato di frequenza, dato che Lattes Editori è ente accreditato dal MIUR per la formazione del personale della scuola.

Grafico a torta che mostra la percentuale di studenti con DSA che beneficiano dell'educazione musicale

Tra le formatrici e i formatori di rilievo in questo ambito si annoverano Maria Enrica Bianchi, formatrice esperta in disturbi dell'apprendimento e didattica inclusiva, Amalia Lavinia Rizzo, professoressa associata di Didattica e pedagogia speciale, Chiara Macrì, pianista e musicologa, ed Enrico Ghidoni, medico neurologo specializzato in DSA. La loro expertise contribuisce a creare percorsi formativi di alta qualità, orientati all'Evidence Based Education e all'individuazione di strategie didattiche efficaci.

La Musica come Motore di Inclusione e Sviluppo Integrale

La presenza delle Scuole secondarie di I grado a indirizzo musicale (SMIM) rappresenta un'opportunità preziosa per il potenziamento dell'impiego della musica al fine di innalzare il livello di inclusività di ciascun istituto. La musica si inserisce positivamente nella dialettica tra didattica e inclusione, in quanto è un'esperienza significativa di sviluppo che accresce la partecipazione e l'apprendimento degli allievi con qualsiasi tipologia di bisogno educativo speciale, rendendo l'intera comunità scolastica maggiormente accogliente.

È stato infatti dimostrato che l'attività musicale promuove lo sviluppo integrale della persona, anche in presenza di disabilità severe, e si pone quale vero e proprio "neuroprotettore" del linguaggio, migliorando la memoria di lavoro, l'attenzione, il benessere e l'autostima. Il volume "Strumento musicale e inclusione nelle SMIM", pubblicato da FrancoAngeli, Milano, offre una panoramica istantanea sullo stato attuale delle pratiche inclusive, fornendo un quadro esaustivo e basato su analisi di dati, questionari, proposte attive e interventi didattici. L'opera si costituisce come una raccolta di contributi volti a mettere la musica e lo studio strumentale al centro di un'azione pratica e inclusiva, capace di valorizzare le differenze e rendere l'apprendimento musicale accessibile a tutti.

In sintesi, l'integrazione degli strumenti musicali nei percorsi educativi, con un'attenzione particolare alle esigenze degli studenti con DSA, non è solo una questione di didattica, ma un pilastro fondamentale per costruire una scuola realmente inclusiva, dove ogni studente possa trovare la propria voce e contribuire all'armonia collettiva. La continua ricerca, la formazione docente e l'adozione di strategie didattiche innovative e tecnologiche sono passi imprescindibili per garantire che la musica sia veramente uno strumento di crescita e inclusione per tutti.

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