L'integrazione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES) e Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) rappresenta una sfida cruciale per il sistema educativo italiano. La formazione delle classi, in particolare, gioca un ruolo fondamentale nel garantire pari opportunità di successo scolastico e personale a tutti gli studenti, eliminando gli ostacoli nati da difficoltà o disturbi dell'apprendimento e del comportamento, o da svantaggi socio-culturali e familiari.

La Distinzione Fondamentale tra BES e DSA
È imperativo non confondere alunni con BES e DSA, poiché si tratta di bambini e ragazzi con bisogni e necessità differenti. Comprendere questa distinzione è il primo passo per offrire percorsi ad hoc, pensati per venire incontro alle loro difficoltà e superarle. La didattica deve essere inclusiva, e per questo è necessario capire come muoversi e quali strategie adottare per integrare perfettamente questi alunni con capacità, caratteristiche e bisogni speciali.
Alunni con DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento)
I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono disturbi evolutivi che riguardano le abilità scolastiche fondamentali. Si tratta di problematiche che vengono diagnosticate da professionisti che operano nelle Unità di Neuropsichiatria Infantile delle ASL o degli ospedali, oppure da équipe private di specialisti accreditati. La normativa scolastica italiana, in particolare la Legge 170/2010, riconosce quattro tipologie principali di DSA:
- Dislessia: Si manifesta con una difficoltà nella decodifica del testo, impattando negativamente sulla velocità e rapidità di lettura.
- Disgrafia: È un disturbo della scrittura che si esprime nella difficoltà nel realizzare graficamente le lettere, a causa di una disfunzione nell'abilità motoria che regola il processo della scrittura.
- Disortografia: Riguarda la scrittura, ma in questo caso l'alunno ha una difficoltà nella competenza ortografica e codifica fonografica, portando a complicazioni nell'uso dell'H, delle lettere doppie, degli accenti e dell'apostrofo.
- Discalculia: Si manifesta con un certo grado di difficoltà nel comprendere il senso dei numeri e nell'effettuare calcoli. Gli alunni con discalculia spesso fanno fatica a effettuare un conto alla rovescia, a ricordare i numeri, e mostrano lentezza nel compiere operazioni e scarsa capacità di effettuare stime numeriche.
Questi disturbi specifici possono essere penalizzanti per un alunno, specialmente se lasciato a sé stesso, e sono spesso fonte di disagio e fatica.
Alunni con BES (Bisogni Educativi Speciali)
Il concetto di Bisogni Educativi Speciali (BES) è più ampio e pedagogico che una vera e propria categoria diagnostica. Si riferisce a tutti quegli alunni che necessitano di attenzione speciale da parte degli insegnanti per svariate ragioni. Le motivazioni possono essere diverse:
- Motivi fisici o biologici: Condizioni di salute che possono influenzare l'apprendimento.
- Motivi sociali: Provenienza da ambienti disagiati, scarsa conoscenza della lingua italiana, o altre barriere socio-culturali.
- Motivi psicologici: Difficoltà comportamentali, emotive, o di demotivazione.
- Disturbi evolutivi o dell'apprendimento non specifici: Difficoltà che, pur sussistendo, non sono chiaramente certificate come DSA.
L'acronimo BES sta per Bisogni Educativi Speciali e fa riferimento a tutti quegli alunni che necessitano di attenzione speciale da parte degli insegnanti. La condizione di BES è legata a qualsiasi difficoltà che si registra in età evolutiva (entro i primi 18 anni di vita). I BES non vengono diagnosticati clinicamente, né possono esistere certificazioni che attestino un bisogno educativo speciale, poiché si tratta spesso di bisogni innescati da una determinata condizione.

Strumenti per l'Inclusione: PEI e PDP
Per rispondere alle esigenze degli alunni con DSA e BES, il sistema scolastico ha sviluppato strumenti specifici volti a delineare percorsi didattici personalizzati.
Piano Educativo Individualizzato (PEI)
Il Piano Educativo Individualizzato (PEI), talvolta definito "Piano di Vita", è un documento fondamentale per gli alunni con disabilità certificata ai sensi della Legge 104/1992. Viene stilato coinvolgendo diversi soggetti: genitori, insegnanti di sostegno, personale scolastico e operatori delle strutture sanitarie competenti. Il PEI contiene in dettaglio gli interventi educativi e didattici progettati per aiutare l'allievo, gli obiettivi prefissati riguardanti l'insegnamento e i criteri di valutazione del percorso didattico. L'obiettivo è fare in modo che l'alunno raggiunga i suoi obiettivi e arrivi a una totale integrazione con il sistema classe. Non esiste un unico modello di PEI, ma questo può variare in base alla disabilità e alla condizione dello studente, che deve essere valutata caso per caso.
Piano Didattico Personalizzato (PDP)
Il Piano Didattico Personalizzato (PDP) è uno strumento essenziale per gli alunni con DSA, ma è necessario anche quando si ha a che fare con alunni in svantaggio sociale, con deficit culturali, che parlano una lingua differente, o con altri tipi di BES (difficoltà comportamentali, emotive o psicologiche). Il PDP viene programmato dal consiglio di classe, entro i primi tre mesi dall'inizio delle lezioni scolastiche, e può prevedere la collaborazione di genitori e operatori socio-sanitari. I contenuti del PDP sono definiti dal MIUR e devono contenere una chiara fotografia della situazione dell'alunno: dati anagrafici, tipologia di disturbo, attività didattiche personalizzate, misure dispensative e tutto ciò che è individualizzato e necessario per l'insegnamento. La firma del PDP da parte della famiglia, dei docenti e del dirigente scolastico ne sancisce l'esecutività.
Costruire il Piano Didattico Personalizzato
La Normativa Scolastica a Supporto di Alunni con BES e DSA
Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR) ha emanato una serie di normative e direttive volte a supportare l'integrazione degli alunni con difficoltà e bisogni speciali.
Dalla Legge 170/2010 alla Direttiva del 2012
La Legge 170/2010 ha rappresentato una svolta, mettendo per la prima volta in chiaro il concetto di DSA e sancendo il diritto allo studio di questi alunni con percorsi individualizzati. Le linee guida pubblicate l'anno successivo hanno ripreso e attuato quanto indicato nella legge.
Il decreto legge "La Buona Scuola" ha poi introdotto il concetto di BES in senso stretto, definendone le caratteristiche e fornendo indicazioni pratiche.
La Direttiva del 27 dicembre 2012 ha ampliato il campo della didattica inclusiva e personalizzata, includendo all'interno dei BES anche difficoltà non chiaramente certificate. Questa direttiva è considerata il pilastro della didattica per alunni con BES e DSA.
Circolari Ministeriali e Strumenti Operativi
Diverse circolari ministeriali hanno ulteriormente specificato e implementato le normative:
- La Circolare Ministeriale 8 del 6 marzo 2013 ha specificato che il consiglio di classe e i docenti delle scuole primarie devono segnalare casi che potrebbero necessitare di un PDP. Ha inoltre sottolineato l'importanza di individuare interventi necessari per permettere un adeguato percorso di apprendimento, sempre nell'ottica della didattica inclusiva, e di curare il rapporto con la famiglia.
- La Nota 27 giugno 2013, n. 1551 (Piano annuale per l’inclusività - P.A.I.) ha introdotto il Piano Annuale per l’Inclusività (PAI), oggi inserito nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF).
- La Nota 22 novembre 2013, n. 2563 (Strumenti di intervento per alunni con bisogni educativi speciali) ha chiarito ulteriormente il ruolo degli strumenti compensativi e delle misure dispensative.

Misure Compensative e Dispensative
Per facilitare l'apprendimento degli alunni con BES e DSA, la normativa prevede l'utilizzo di strumenti compensativi e misure dispensative:
- Strumenti compensativi: Sono strumenti finalizzati a facilitare l'acquisizione di competenze cognitive, relazionali ed emotive. Tra questi rientrano programmi di videoscrittura, mappe concettuali, sintesi vocali, calcolatrici, tavole pitagoriche, software specifici per la lettura e la scrittura, e l'utilizzo di dispositivi tecnologici.
- Misure dispensative: Sono strumenti finalizzati a esonerare l'alunno da alcune attività che potrebbero essere penalizzanti per la sua persona e fonte di disagio. Esempi includono la dispensa dalla lettura ad alta voce, dalla scrittura sotto dettatura, dalla memorizzazione mnemonica di date o formule, o dalla lettura di testi lunghi e complessi. Queste misure non devono però incidere sulla qualità del percorso formativo.
La Formazione dei Docenti: Un Fattore Chiave
La formazione e la divulgazione della normativa vigente e delle buone prassi didattiche sono essenziali per sensibilizzare e rendere sempre più abili i docenti nell'individuazione e nella gestione degli alunni BES e DSA. Un docente adeguatamente preparato e specializzato è in grado di fornire il supporto necessario per l'integrazione degli alunni con BES. Sarà importante quindi per ogni docente seguire programmi di studio e specializzazione specifici, come ad esempio un master in metodologie didattiche per alunni con BES.
La Composizione delle Classi e il Ruolo del Dirigente Scolastico
La formazione delle classi e il numero di alunni per classe sono questioni disciplinate dal DPR 81/09. Questo decreto stabilisce un numero massimo di alunni totali laddove vi siano, in classe, bambini/ragazzi con disabilità, numero che non deve superare i 20 alunni, con possibili deroghe fino al 10%. Il Ministero non indica quale sia il numero massimo di alunni con disabilità in una classe, ma qual è il numero massimo totale di alunni, in presenza di soggetti con disabilità.
Il dirigente scolastico organizza le classi iniziali di ciclo delle scuole in base al numero complessivo degli iscritti e assegna gli alunni alle sezioni tenendo conto delle scelte fatte dai genitori in fase di iscrizione. Il numero minimo e massimo di alunni costitutivo delle classi può essere incrementato o ridotto del 10%.
In ogni caso, la gestione dell’integrazione scolastica nelle scuole statali e in quelle paritarie spetta al dirigente scolastico, che in accordo con gli uffici territoriali definirà anche il numero dei disabili per classe nel proprio istituto.
L'Importanza della Collaborazione Scuola-Famiglia
Il coinvolgimento delle famiglie è cruciale per il successo formativo degli alunni con BES e DSA. Le famiglie sono coinvolte nella firma sia per una piena consapevolezza della personalizzazione del percorso scolastico dei propri figli, sia per una condivisione di strumenti e modalità da utilizzare a scuola. Questo patto scuola-famiglia è essenziale per creare un ambiente di supporto coeso e per garantire che gli interventi siano coerenti e efficaci.
Verso una Didattica Inclusiva e Personalizzata
L'obiettivo finale è quello di creare un progetto didattico individualizzato, per tutti quegli alunni con DSA ma anche con altri bisogni speciali. Si deve puntare a capire in che modo potenziare le strategie cognitive create ad hoc per migliorare i processi di apprendimento, anche in questo tipo di alunni. Promuovere dei percorsi specifici che non facciano sentire questi ragazzi esclusi migliora le loro performance non solo a scuola, ma anche nella vita di tutti i giorni, favorendo l'acquisizione di una maggiore consapevolezza, più fiducia e la generazione di sentimenti positivi. La didattica personalizzata risponde a un criterio individuale e privilegia uno sguardo di medio-lungo periodo, meno prigioniero del presente e più orientato al futuro, mirando a scoprire ogni possibilità di eccellenza presente in ciascun alunno.
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