L'acquisizione della lettura e la sua espressività durante la scuola primaria e secondaria possono essere un predittore importante delle difficoltà scolastiche. La velocità con cui un individuo elabora le informazioni, un aspetto intrinsecamente legato alla lettura, gioca un ruolo cruciale in questo processo. Comprendere a fondo la valutazione di queste abilità è fondamentale per identificare e supportare adeguatamente gli studenti.
La Valutazione Tradizionale della Lettura: Accuratezza e Velocità

Tradizionalmente, la valutazione dell'accuratezza e della velocità di lettura in età evolutiva viene realizzata mediante prove di lettura ad alta voce. Queste prove includono tipicamente liste di parole e non-parole, come quelle presenti in batterie diagnostiche diffuse quali la DDE e la DDE-2 (Sartori et al., 1995, 2007). Vengono inoltre impiegati brani con diversa complessità ortografica e lessicale, adattati ai vari livelli di scolarità, come le Prove MT (Cornoldi e Colpo, 1998).
Questo modello valutativo è in linea con quello adottato in tutti i paesi dotati di un sistema di scrittura alfabetico, che si basa sulla corrispondenza tra fonemi (o gruppi di fonemi) e grafemi (o gruppi di grafemi). Infatti, le principali batterie che consentono la valutazione delle abilità di lettura, come il Kaufman Test of Educational Achievement - Second Edition (KTEA-II; Kaufman e Kaufman, 2004), propongono diverse prove con l'obiettivo primario di tracciare un profilo di abilità basato sui modelli di lettura maggiormente accreditati.
Nella gran parte dei sistemi di scrittura alfabetici, il parametro ritenuto centrale nella valutazione delle abilità di lettura è la velocità, comunemente definita come "fluenza". Questa viene solitamente indagata contando il numero totale di sillabe o parole lette in un determinato periodo di tempo. Sebbene esistano consolidate evidenze a sostegno dell'uso della rapidità di lettura orale come principale indice della qualità della lettura in bambini e adolescenti, la validità di tale parametro nella valutazione delle abilità di lettura di adolescenti e adulti è stata di recente messa in discussione.
Il Ruolo del Quoziente Intellettivo (QI) nella Diagnosi dei DSA
Il Quoziente Intellettivo (QI) rappresenta una componente importante nella diagnosi dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA), poiché aiuta a identificare i punti di forza e di debolezza della persona, fornendo informazioni dettagliate sulle diverse abilità cognitive attraverso vari indici. Il QI è uno degli indicatori presi in esame nella diagnosi di un DSA.
Le Scale Wechsler, ad esempio, sono considerate la migliore risposta all'indagine cognitiva nei soggetti con sospetto DSA. Secondo David Wechsler, ideatore e sviluppatore del test, l'intelligenza è "una capacità globale che fa riferimento al modo in cui l'individuo comprende e affronta la vita quotidiana".
Le Scale Wechsler si dividono in test monocomponenziali, che forniscono una descrizione del funzionamento intellettivo attraverso prove senza mediazione linguistica, e test multicomponenziali, che offrono una descrizione del funzionamento intellettivo verbale e non verbale. Un aspetto fondamentale da considerare è il ragionamento visuo-percettivo, che valuta la capacità di esaminare un problema, sfruttare abilità visivo-motorie e visuo-spaziali, organizzare i pensieri, creare soluzioni e verificarle. Anche le abilità artistiche e di disegno sono espressioni di questa competenza.
È importante sottolineare che nella diagnosi di DSA, è necessario valutare il QI per escludere la presenza di disabilità intellettiva. La discrepanza tra le diverse aree cognitive spesso rende il dato del QI globale non interpretabile, poiché può rappresentare una media tra punteggi molto differenti, non indicativa di un funzionamento omogeneo. Sebbene i bambini e ragazzi con DSA possano presentare un'intelligenza anche superiore alla media in alcune aree, è raro che il loro QI globale rifletta pienamente queste potenzialità.
Cosa sono davvero il Quoziente Intellettivo e l'Intelligenza?
Le Componenti del Funzionamento Intellettivo e la Loro Manifestazione
Oltre al QI generale, è essenziale analizzare le singole componenti del funzionamento intellettivo, poiché queste si manifestano in diverse attività quotidiane e scolastiche.
Comprensione Verbale
L'indice di comprensione verbale può essere osservato durante la lettura. Un bambino o una bambina in grado di capire storie e testi letti ad alta voce o in silenzio, e di riassumere quanto letto, dimostra buone capacità di comprensione verbale.
Ragionamento Visuo-Percettivo
Il ragionamento visuo-percettivo è evidente quando un bambino è capace di risolvere puzzle visivi, giochi di costruzione o giochi che richiedono ragionamento spaziale. Come menzionato precedentemente, anche le abilità artistiche e di disegno sono espressioni di questa competenza.
Memoria di Lavoro
La memoria di lavoro si riflette in diverse attività. Nei compiti a casa, un bambino è in grado di ricordare e applicare istruzioni multi-step per completare i compiti. Questa abilità si nota anche nei giochi complessi che richiedono di seguire diverse regole e mantenere in mente le strategie. Nella vita di tutti i giorni, si manifesta nella capacità di mantenere il filo di un discorso lungo e complesso.
Velocità di Elaborazione
La velocità di elaborazione si manifesta nella rapidità con cui un bambino esegue compiti semplici e ripetitivi. Questa abilità si osserva nelle attività scolastiche, nella capacità di completare compiti scritti e test rapidamente. Inoltre, si può notare anche nei giochi e negli sport che richiedono decisioni rapide. I bambini con una bassa velocità di elaborazione spesso vengono identificati come pigri, poiché lavorano con ritmi più distesi sia a scuola che a casa. Molti studi confermano la validità di training specifici volti al potenziamento degli aspetti esecutivo-attentivi e della velocità di elaborazione.
È importante notare che, sebbene la velocità di elaborazione e il funzionamento esecutivo appartengano a costrutti neuropsicologici distinti, questi due processi sono fortemente interrelati.
L'Iter Diagnostico dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento
L'iter valutativo dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento segue linee guida stabilite da manuali diagnostici internazionali come l'ICD-10 (OMS, 1996) e il DSM-5 (APA, 2013), e da documenti di consenso nazionali.
L'iter diagnostico comprende diverse fasi:
- Raccolta della storia anamnestica: Vengono raccolti dati sullo sviluppo del bambino per valutare la presenza di fattori di rischio per i DSA.
- Valutazione cognitiva: Si valuta il QI del bambino per verificare se le difficoltà riportate rientrino in un quadro di compromissione generale. È fondamentale escludere la disabilità intellettiva.
- Valutazione degli apprendimenti: Si valutano le abilità di lettura, scrittura e calcolo attraverso prove standardizzate basate su modelli neurocognitivi.
- Valutazione neuropsicologica: Si esaminano più nel dettaglio determinate funzioni cognitive come l'attenzione, le abilità esecutive, il linguaggio e la memoria.
- Osservazione e colloquio clinico: L'esaminatore effettua un'analisi qualitativa dell'impatto delle difficoltà.

Valutazione delle Abilità di Lettura
La lettura viene valutata sia per gli aspetti di correttezza che di velocità. Nella valutazione della velocità si utilizza l'indice di sillabe al secondo (sill./sec.). Viene solitamente valutata anche l'abilità di comprensione del testo scritto.
- Lettura di brano: Valutazione più ecologica, tipica dell'esperienza scolastica, in cui al soggetto viene proposto un brano da leggere ad alta voce.
- Comprensione del testo: Al soggetto viene consegnato un testo da leggere autonomamente, seguito da domande. Il soggetto può ritornare sul testo per cercare le risposte.
- Lettura di parole: Il soggetto deve leggere liste di parole ad alta voce il più velocemente e correttamente possibile. Le liste possono includere parole ad alta e bassa frequenza, e ad alta e bassa immaginabilità.
- Lettura di non parole: Il soggetto deve leggere serie di parole inventate ma pronunciabili, solitamente di difficoltà crescente, il più velocemente e correttamente possibile.
Valutazione delle Abilità di Scrittura
Le prove possono valutare la competenza ortografica e/o la grafia.
Competenza ortografica: Vengono conteggiati gli errori di tipo fonologico, non fonologico, accenti e doppie.
- Dettato di brano: Valutazione ecologica che permette di valutare l'ortografia in un contesto di scrittura spontanea.
- Copia di brano: Valutazione ecologica che misura la capacità di riprodurre un testo scritto.
- Dettato di parole e non parole: Permette di valutare l'abilità lessicale (parole) e fonologica (non parole).
- Dettato di frasi omofone non omografe: Valuta le abilità lessicali in funzione del contesto, con parole che suonano uguali ma si scrivono diversamente.
Valutazione della grafia:
- Prassie di scrittura: Si valuta la velocità di scrittura di una parola o sequenza di parole in un minuto, contando i singoli grafemi.
- Giudizio sulla scrittura: Due giudici indipendenti valutano la comprensibilità del prodotto grafico.
- Valutazione oggettiva del prodotto grafico: Si analizzano aspetti come grandezza della scrittura, allineamento, spazio tra le parole, ecc.
Valutazione delle Abilità Matematiche
La valutazione si concentra sugli aspetti basali della cognizione numerica e del calcolo.
- Conteggio: Si chiede di contare velocemente in ordine crescente o decrescente.
- Riordinamento di quantità: Il soggetto deve riordinare numeri presentati in ordine crescente o decrescente.
- Trascrizione in cifre: Vengono dati numeri scritti in lettere o scomposti, che il soggetto deve riscrivere in cifre o assemblare.
- Recupero dei fatti aritmetici: Si propongono operazioni da recuperare dalla memoria entro pochi secondi.
- Calcolo a mente: Si misurano correttezza e tempo impiegato nell'eseguire calcoli proposti oralmente.
- Calcolo scritto: Si misurano correttezza e tempo impiegato nel risolvere operazioni scritte.
Le batterie di secondo livello approfondiscono ulteriormente queste aree, indagando l'area del numero, del calcolo e del senso del numero.
Interpretare gli Indici Diagnostici: Punti Z e Percentili
Per valutare la prestazione dei soggetti esaminati, i loro risultati vengono confrontati con quelli del campione normativo (soggetti della stessa fascia d'età utilizzati per la standardizzazione della prova). Questo confronto avviene principalmente attraverso due indici statistici: i punti Z e i percentili.
Punti Z
I punti Z indicano la distanza del punteggio del soggetto dalla media del campione normativo.
- Z da -1 a +1: Punteggio nella media.
- Z tra -1.5 e -1: Punteggio leggermente al di sotto della media.
- Z tra -2 e -1.5: Punteggio inferiore alla media.
- Z inferiore a -2: Punteggio molto inferiore alla media (circa il 3% della popolazione).
Percentili
Il percentile indica la posizione della prestazione di un soggetto rispetto al totale delle prestazioni osservate.
- Tra il 25° e il 75° percentile: Punteggio nella media.
- Tra il 15° e il 25° percentile: Punteggio leggermente al di sotto della media.
- Tra il 5° e il 15° percentile: Punteggio inferiore alla media.
- Inferiore al 5° percentile: Punteggio molto inferiore alla media (circa il 5% della popolazione).
Vengono utilizzati anche Quozienti e Punteggi Standard, sebbene meno frequentemente nelle prove di valutazione degli apprendimenti, dove le medie del campione vengono standardizzate.
Etichette Diagnostiche e Criteri di Classificazione
Le sigle diagnostiche, spesso presenti nelle prime pagine delle diagnosi di DSA, corrispondono al sistema di classificazione ICD-10.
- F81.0: Disturbo specifico della lettura (fluenza e accuratezza).
- F81.1: Disturbo specifico della compitazione (disortografia) in assenza di dislessia.
- F81.2: Disturbo specifico delle difficoltà aritmetiche (discalculia) in assenza di dislessia e/o disortografia.
- F81.3: Disturbo misto delle abilità scolastiche (dislessia e/o disortografia e discalculia).
- F81.8: Disturbo dell’espressione scritta (disgrafia in assenza di F82.1).
- F82.1: Disturbo evolutivo della funzione motoria (usato per la diagnosi di disgrafia se include altri disturbi di coordinazione motoria).

Nuove Prospettive Diagnostiche secondo il DSM-5
Il DSM-5 definisce i DSA come "deficit specifici nell'abilità di un individuo di percepire o elaborare informazioni in maniera efficiente e accurata". Questa definizione sottolinea che il disturbo si manifesta solo quando le esigenze di apprendimento superano le capacità individuali, anche con sforzi straordinari.
Il DSM-5 introduce importanti novità:
- Inclusione della comprensione della lettura: Non si considera più solo l'accuratezza e la velocità nella decodifica, ma anche la comprensione di quanto si legge.
- Specificazione dell'espressione scritta: Si distingue tra accuratezza nello spelling, grammatica e punteggiatura, e chiarezza ed organizzazione dell'espressione scritta.
- Abolizione del concetto di discrepanza: Non si considera più la discrepanza tra QI e prestazioni strumentali. Il criterio principale rimane l'esclusione della disabilità intellettiva (QI < 70).
- Inclusione del FIL (Funzionamento Intellettivo Limite): Si considera il funzionamento intellettivo limite (QI tra 70 e 85).
- Considerazione del funzionamento adattivo: Per porre diagnosi, oltre ai deficit nelle funzioni strumentali, deve essere compromesso il funzionamento adattivo. Questo è particolarmente rilevante per gli studenti della scuola secondaria e universitari.
Queste modifiche mirano a una maggiore tutela degli individui, ma comportano anche il rischio di un aumento delle diagnosi e di una potenziale confusione tra disturbi specifici e semplici difficoltà pedagogiche.
L'Importanza della Relazione Diagnostica e della Comunicazione
La relazione diagnostica è un documento che descrive il processo clinico, gli strumenti utilizzati, i risultati e le conclusioni. Deve essere comprensibile anche per i non addetti ai lavori, con un linguaggio chiaro e indicazioni pratiche per la scuola e la famiglia.

È fondamentale che la documentazione diagnostica serva a un confronto costruttivo tra i professionisti e le istituzioni scolastiche, fornendo non solo i risultati dei test, ma anche suggerimenti concreti per supportare lo studente. La comunicazione efficace tra scuola, famiglia e professionisti sanitari è cruciale per garantire interventi tempestivi ed efficaci.
Aspetti Chiave nella Valutazione e Supporto alla Lettura
L'interesse per la lettura, l'educazione all'ascolto e alla comprensione orale agiscono come potenti strumenti per l'arricchimento delle competenze trasversali a tutte le discipline. Leggere fa bene, sin da piccoli, perché ha effetti positivi sia sul cuore che sulla mente e la lettura è, oggi più che mai, una competenza primaria che ci permette di "essere" e vivere in un mondo complesso.
- Lettura ad alta leggibilità: Case editrici propongono libri stampati che rispettano criteri tipografici specifici (maggiore spaziatura, differenziazione tra caratteri simili, spessore uniforme del carattere) per ottimizzare il carico cognitivo durante la lettura.
- Tecnologie digitali: Software Text-to-Speech (TTS) trasformano testo scritto in parlato, con voci personalizzabili. Audio-ebook e audiolibri offrono modalità di fruizione alternative, stimolando canali cognitivi diversi.
- Supporti compensativi: Software specifici per la gestione della sintesi vocale, come Geco (Anastasis) per libri in PDF, facilitano la lettura e la comprensione.
- Libri digitali: Formati come PDF ed ePub offrono flessibilità e accessibilità, con la possibilità di integrare elementi multimediali. L'Associazione Italiana Dislessia fornisce testi scolastici in formato digitale per studenti con diagnosi DSA.
La lettura è una tecnica culturale che fornisce le chiavi per conoscere il mondo. Imparare a leggere è ancora uno dei traguardi più importanti che una persona raggiunge nel corso della sua vita. Comuni, fino al secondo anno di scuola primaria, alcuni indicatori di difficoltà nella lettura persistono anche negli anni successivi e resistono ad attività di potenziamento.
È essenziale che i genitori e gli educatori riconoscano l'importanza di leggere ai bambini fin dalla più tenera età. Un bambino a cui non viene mai letto arriva alla scuola primaria avendo ascoltato milioni di parole in meno rispetto a un bambino a cui viene letto abitualmente. La lettura ad alta voce non solo familiarizza con la sintassi, ma favorisce l'acquisizione di concetti, situazioni e legami logici, un bagaglio prezioso per un futuro lettore.
I segna-riga, il colore della pagina e del testo possono influire sull'affaticamento visivo durante la lettura. La scelta di proporre libri ad alta leggibilità per tutti i lettori evita l'assegnazione di spiacevoli etichette e promuove la partecipazione culturale di tutti.
In conclusione, l'interesse per la lettura, l'educazione all'ascolto e alla comprensione orale agiscono come potenti strumenti per l'arricchimento delle competenze trasversali a tutte le discipline. La lettura è una competenza primaria che ci permette di "essere" e vivere in un mondo complesso.
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