Giacomo Stella è una figura di spicco nel panorama della psicologia italiana, riconosciuto a livello nazionale come uno dei massimi esperti nel campo dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA). La sua vasta esperienza abbraccia la psicopatologia infantile e le neuroscienze, offrendo un contributo inestimabile alla comprensione e al trattamento delle difficoltà di apprendimento.
Percorso Formativo e Accademico
La solida base accademica di Giacomo Stella affonda le radici nella sua formazione presso l'Università degli Studi di Padova, dove ha conseguito la laurea in psicologia. Questo percorso è stato arricchito da una formazione musicale, con studi in pianoforte, armonia, storia della musica e musica da camera, oltre a una Maturità Classica. Successivamente, ha approfondito i suoi studi conseguendo un Dottorato in Filosofia con indirizzo psicologico e un Dottorato in Psicologia con indirizzo clinico. La sua specializzazione come Specialista in Psicologia Clinica (medica) ha ulteriormente rafforzato il suo profilo professionale.
La sua carriera accademica è proseguita con ruoli di rilievo nel campo della psicologia dell'apprendimento, culminando nella sua attuale posizione di Professore ordinario di Psicologia clinica presso il Dipartimento Educazione e Scienze Umane dell’Università di Modena e Reggio Emilia. È inoltre Direttore scientifico di I.RI.D.E. (Istituto di Ricerca Dislessia Evolutiva) e Direttore del Master “Neuropsicologia dei Disturbi specifici dell’Apprendimento”, un prestigioso programma che coinvolge l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, l’Università degli Studi di Urbino e l’Università degli Studi della Repubblica di San Marino. A questi incarichi si aggiunge la direzione del Centro di Neuropsicologia Clinica dell’Età Evolutiva dell’Università di Urbino.

Contributi alla Ricerca e alla Pratica Clinica
La carriera professionale di Giacomo Stella è stata caratterizzata da un profondo impegno nello studio delle difficoltà legate all'apprendimento nei bambini. Ha proposto nuovi modelli di intervento psicopedagogico volti a migliorare l'inclusione scolastica e l'integrazione dei bambini con disturbi dell'apprendimento. Stella ha contribuito in modo significativo allo studio dei DSA, diventando uno dei maggiori esperti italiani in questo settore. Ha sviluppato modelli di diagnosi e intervento che hanno influenzato positivamente le metodologie educative e terapeutiche.
La sua expertise si estende anche alla psicoanalisi, essendo Psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana e dell’Associazione Internazionale di Psicoanalisi, oltre a ricoprire il ruolo di Segretario Amministrativo del Centro Psicoanalitico di Pavia. Questa duplice formazione gli consente di affrontare le problematiche psicologiche legate ai disturbi dell'apprendimento con una prospettiva integrata e profonda.
Dopo la specializzazione, ha maturato una vasta esperienza clinica lavorando a lungo in comunità per tossicodipendenti, pazienti psichiatrici e minori, operando come psicoterapeuta e conduttore di gruppi di pazienti, nonché come supervisore degli operatori. Ha inoltre avuto un ruolo importante nell'ambito della formazione professionale (universitaria) di medici, operatori sociali e insegnanti.

La Memoria di Lavoro e i DSA
Uno dei temi ricorrenti negli studi di Giacomo Stella è la memoria di lavoro, un sistema cognitivo di fondamentale importanza per l'apprendimento. La memoria di lavoro è responsabile del mantenimento e della manipolazione temporanea delle informazioni necessarie per svolgere attività complesse come la lettura, la comprensione del testo e il problem-solving.
Un esempio pratico di come una memoria di lavoro meno efficiente possa impattare sull'apprendimento si verifica durante la dettatura di numeri in matematica. Se un insegnante pronuncia rapidamente una sequenza numerica, ad esempio “1 2 4 6”, uno studente con difficoltà nella memoria di lavoro potrebbe non riuscire a trattenere l’intera sequenza abbastanza a lungo da trascriverla correttamente. È importante sottolineare che questa difficoltà non va confusa con un problema di attenzione, bensì rappresenta una reale difficoltà nella gestione delle informazioni verbali in tempo reale. Nei soggetti con DSA, una memoria di lavoro meno efficiente si traduce spesso in difficoltà significative nella comprensione del testo e nella gestione delle informazioni verbali.
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L'Approccio Scientifico ai DSA: Oltre i Miti
Giacomo Stella è fermamente convinto della necessità di un approccio più scientifico e meno emotivo alla questione dei DSA, tema che continua ad essere al centro del dibattito pubblico. Sottolinea che i DSA non sono disturbi legati a una lesione cerebrale, bensì a specifiche anomalie di tipo citoarchitettonico che influenzano la funzionalità di alcuni circuiti neuronali, come dimostrano le moderne tecniche di neuroimaging.
La narrazione sui DSA ha talvolta seguito traiettorie problematiche, come il tentativo di associare personaggi illustri, spesso senza prove concrete, a questi disturbi nell'intento di trasmettere un messaggio positivo. Stella critica questa strategia per diverse ragioni: da un lato, i bambini potrebbero percepire che solo i "geni" sono veri dislessici, creando aspettative irrealistiche; dall'altro, non sempre è possibile verificare la veridicità di queste attribuzioni storiche, con il rischio che un dislessico non plusdotato provi una doppia frustrazione.
Preferisce una narrazione basata su esperienze reali e concrete, come quelle raccolte nella medicina narrativa. Un esempio calzante è il recente docufilm su una ragazza dislessica che ha raggiunto il successo nella danza sportiva, in cui viene raccontato il suo percorso con sincerità, includendo gli ostacoli e le difficoltà affrontate. Questo approccio è più utile perché offre una prospettiva realistica sulle sfide e sulle strategie di compensazione adottate, evitando di creare aspettative irrealistiche.
Il Ruolo Chiave dei Pediatri e della Tecnologia
I pediatri e i medici di base giocano un ruolo cruciale nel riconoscimento precoce dei segnali predittivi dei DSA. Grazie alla loro posizione privilegiata, possono monitorare lo sviluppo neurocognitivo dei bambini fin dai primi anni di vita. Numerosi studi evidenziano che fattori come i ritardi nello sviluppo del linguaggio, difficoltà nella coordinazione motoria fine e deficit nella memoria fonologica possono essere indicatori precoci di una possibile diagnosi di dislessia o altri disturbi dell'apprendimento.
In diversi Paesi europei sono già stati implementati programmi di screening basati su test neuropsicologici di rapida somministrazione, mirati a identificare i bambini a rischio in età prescolare. L'obiettivo è favorire un intervento precoce, permettendo ai bambini di accedere a strategie di supporto educativo prima che si manifestino difficoltà scolastiche conclamate, riducendo al contempo il rischio di impatto psicologico negativo e prevenendo il senso di frustrazione e il conseguente calo dell'autostima che spesso accompagnano i disturbi non riconosciuti. È quindi fondamentale che il medico sia sempre un punto di riferimento per la famiglia, fornendo informazioni affidabili sulle strategie di supporto disponibili e sulle agevolazioni previste dalle normative. Strumenti come il “One minute reading test” o le batterie di valutazione delle abilità metafonologiche possono fornire indicazioni utili già a partire dai 4-5 anni, aiutando i pediatri a segnalare i casi sospetti ai servizi di neuropsichiatria infantile o ai centri specializzati. Tuttavia, l'integrazione di questi strumenti nei protocolli standard di assistenza pediatrica è ancora limitata da fattori organizzativi ed economici.
La tecnologia rappresenta un'opportunità fondamentale per gli studenti con DSA, offrendo strumenti per compensare le difficoltà legate alla lettura e alla scrittura. Tuttavia, permane una resistenza culturale all'adozione di strumenti compensativi. L’uso della tecnologia non deve essere visto come un vantaggio ingiusto, ma come una necessaria personalizzazione dell’apprendimento basata sulle esigenze individuali. La scuola italiana fatica ad accogliere le innovazioni didattiche e a comprendere che i dispositivi tecnologici non sono un mezzo per "facilitare" lo studio, ma strumenti indispensabili per garantire pari opportunità di apprendimento. L’informatica e le tecnologie compensative, come i software di sintesi vocale, le mappe concettuali digitali e i correttori ortografici avanzati, consentono agli studenti con DSA di superare le difficoltà computazionali legate alla decodifica della parola scritta, migliorando la comprensione e la produttività scolastica.

L'Impatto di Stella: un Punto di Riferimento
Giacomo Stella ha avuto un impatto significativo sia nel mondo della psicologia che nell'ambito dell'educazione, diventando un punto di riferimento per chi si occupa di diagnosi e trattamento dei disturbi dell'apprendimento in Italia. La sua opera è caratterizzata da numerosi libri e articoli scientifici dedicati principalmente all'educazione e ai disturbi dell'apprendimento.
La sfida più grande, come sottolinea lo stesso Stella, è stata far riconoscere i DSA come disturbi specifici dell’apprendimento, distinti dal ritardo mentale e dai problemi psicologici. Grazie alla ricerca e alla divulgazione, oggi esistono interventi didattici e terapeutici specifici per supportare questi studenti. Tuttavia, la sfida futura risiede nel garantire un cambiamento culturale nella scuola, superando un modello rigido che non tiene conto delle differenze individuali.
Le testimonianze dei pazienti e dei colleghi confermano la sua eccezionale preparazione, l'attenzione e l'ascolto dimostrati in ogni seduta. Viene spesso descritto come una persona eccezionale, preparatissimo e attento, dotato di grande intelligenza e flessibilità, con una preparazione culturale rara. Oltre alla seduta "classica", i pazienti escono spesso arricchiti da consigli di lettura o brani di musica classica da ascoltare, a riprova della sua visione olistica e della sua capacità di integrare diverse sfere del sapere. La sua capacità di ascolto e di conduzione dei pensieri è ampiamente riconosciuta, rendendolo una figura di riferimento per chiunque affronti le complessità dei disturbi dell'apprendimento.
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