La disforia di genere, oggi più comunemente definita come incongruenza di genere, è una condizione caratterizzata da una marcata incongruenza tra il sesso assegnato alla nascita e l’identità di genere di una persona. Questa discrepanza può generare un profondo disagio psicologico e un senso di estraneità rispetto al proprio corpo e al ruolo di genere tradizionalmente associato al proprio sesso biologico. Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate.

Panoramica e Terminologia: Dalla Disforia all'Incongruenza
L'incongruenza di genere è legata all’identità di genere ed è pertanto indipendente dall’orientamento sessuale e non va confuso con esso. Infatti, le persone transgender possono avere qualsiasi orientamento sessuale e sentimentale, indipendentemente dal loro genere. L’incongruenza di genere (IG) è considerata una variante naturale dell’identità di genere umana, in cui l’identità di genere di una persona non si allinea con il sesso assegnato alla nascita. Questa condizione può provocare un malessere clinicamente significativo, inteso come disforia di genere. Si distingue, in questo, dalla varianza o non conformità di genere, in cui l’identità non binaria più raramente porta a disforia e quindi ad un disagio significativo psicologicamente e fisicamente rispetto al genere.
In passato, la condizione era conosciuta anche come DIG (abbreviazione di disturbo dell'identità di genere, nomenclatura in disuso). Il precedente termine "disturbo" è stato infatti rinominato "disforia" nel DSM-5, a causa della stigmatizzazione che il termine disturbo comportava. La disforia di genere è un termine utilizzato per descrivere il disagio o la sofferenza che una persona può sperimentare quando il proprio genere assegnato alla nascita non corrisponde alla propria identità di genere. Il termine “disforia di genere” è stato scelto per evidenziare la componente di sofferenza psicologica che molte persone provano quando la loro identità di genere non è in linea con il genere che è stato loro assegnato alla nascita.
Il termine sesso si riferisce alle caratteristiche e ai tratti sessuali biologici (come genitali, cromosomi) utilizzati per classificare un soggetto come di sesso maschile o femminile. L’identità di genere è la sensazione interna di una persona di essere di sesso maschile, femminile o qualcos’altro; può corrispondere o meno al sesso biologico o alle caratteristiche sessuali (come peli sul viso, voce, mammelle). L’incongruenza di genere è un’esperienza marcata e persistente di incompatibilità tra l’identità di genere di una persona e il sesso anatomico. La disforia di genere è un disagio o una sofferenza correlata all’incongruenza di genere. La diagnosi viene definita in base alla sofferenza del soggetto piuttosto che in base alla presenza di incongruenza di genere.
Alcune persone ritengono che il proprio genere non sia compatibile con il sesso anatomico; questa situazione è chiamata transgender. I soggetti con disforia di genere lamentano una sofferenza o una compromissione funzionale correlata alla mancata corrispondenza tra la propria identità di genere e il proprio sesso anatomico. I medici basano la diagnosi di disforia di genere sui sintomi significativi di sofferenza psicologica (come ansia o depressione) e sulla compromissione del funzionamento.

I termini chiave relativi al genere includono:
- Cisgender: termine utilizzato per descrivere una persona le cui identità di genere ed espressione di genere sono in linea con il sesso assegnato alla nascita.
- Genere binario: la classificazione del genere in 2 categorie distinte di sesso maschile e femminile.
- Disforia di genere: disagio o sofferenza correlati a un’incongruenza tra l’identità di genere di un individuo e il sesso assegnato alla nascita.
- Espressione di genere: indumenti, aspetto fisico e altre presentazioni e comportamenti esterni che esprimono aspetti dell’identità o del ruolo di genere.
- Identità di genere: un senso interno di essere maschio, femmina o qualcos’altro, che può corrispondere o meno al sesso di una persona assegnato alla nascita o alle caratteristiche sessuali.
- Non conformità di genere: descrive una persona la cui identità di genere o espressione di genere differiscono dalle norme di genere associate al sesso assegnato alla nascita.
- Genderqueer: descrive una persona la cui identità di genere non è allineata a una comprensione binaria del genere, comprese le persone che si identificano sia come uomini che come donne, come nessuno dei due, come in movimento tra i generi, come un terzo genere o completamente fuori dal genere.
- Trans-affermativo: essere consapevoli, rispettosi e sostenere le esigenze delle persone transgender e con genere non conforme.
- Transgender: Un termine generico che comprende le persone le cui identità di genere o ruoli di genere differiscono da quelli tipicamente associati al sesso assegnato alla nascita.
- Transizione: il processo di transizione verso un ruolo di genere diverso da quello assegnato alla nascita, che può includere la transizione sociale, come nuovi nomi, pronomi e indumenti, e la transizione medica, come la terapia ormonale o l’intervento chirurgico.
- AMAB (assigned male at birth) e AFAB (assigned female at birth): termini che si riferiscono rispettivamente a individui assegnati di sesso maschile o femminile alla nascita.
Diagnosi e Classificazione della Disforia di Genere
La disforia di genere è inclusa nei manuali di classificazione dei disturbi mentali, come il DSM-5 (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition) e l’ICD-11 (International Classification of Diseases, Eleventh Revision). Va sottolineato che non si tratta di una malattia psichiatrica o di una parafilia. La diagnosi si basa su criteri specifici che includono il persistente desiderio di appartenere al genere opposto e il disagio significativo causato dall’incongruenza tra identità di genere e sesso biologico.
Nel 2018 l’ICD-11 depatologizza la disforia di genere spostandola dal capitolo dei disturbi mentali a un nuovo capitolo dedicato alla salute sessuale, in cui è classificata come incongruenza di genere. La disforia è indipendente dall’orientamento sessuale e non va confuso con esso: infatti queste persone possono avere qualsiasi orientamento sessuale e sentimentale. Ad esempio possono essere eterosessuali, omosessuali, bisessuali o asessuali. Opinione condivisa e di fondamentale importanza è quella di tentare di ridurre il disagio indotto dalla disforia di genere a causa delle problematiche psicologiche associate a questa condizione.
Secondo alcuni studiosi, la diagnosi di disforia di genere è principalmente una condizione medica generale con sintomi psichiatrici associati, simile ai disturbi dello sviluppo sessuale, e non principalmente un disturbo psichiatrico. Di conseguenza, l’incongruenza di genere e la disforia di genere non sono elencate come condizioni di salute mentale nell'International Classification of Diseases, 11th Revision, ma piuttosto in un capitolo sulla salute sessuale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha effettuato questo cambiamento, in parte, per ridurre lo stigma di una condizione già stigmatizzata. Al contrario, altri ritengono che anche le forme estreme di incongruenza di genere non siano né una condizione medica né una condizione psichiatrica, ma piuttosto rare varianti normali sullo spettro dell’identità e dell’espressione del genere/sesso umano.
Criteri Diagnostici secondo il DSM-5-TR
Il DSM-5 definisce la disforia di genere come una marcata incongruenza tra il genere esperito e quello assegnato alla nascita, che deve persistere per almeno sei mesi. I criteri includono:
- Forte desiderio di appartenere al genere opposto: la persona sente un intenso bisogno di essere riconosciuta come appartenente a un genere diverso da quello assegnato alla nascita.
- Disagio significativo rispetto alle caratteristiche sessuali primarie e/o secondarie: può manifestarsi come rifiuto o disagio verso i propri organi genitali o i tratti fisici che caratterizzano il sesso biologico.
- Desiderio di modificare le caratteristiche sessuali: la persona può desiderare di sottoporsi a trattamenti medici o chirurgici per allineare il proprio corpo all'identità di genere sentita.
- Impatto sul funzionamento sociale, lavorativo o in altre aree importanti della vita: la disforia di genere comporta un disagio clinicamente significativo o una compromissione del funzionamento quotidiano.
Questi criteri aiutano i professionisti a distinguere la disforia di genere da altre condizioni e a garantire un percorso di supporto adeguato e rispettoso della persona.
Età di Insorgenza e Sviluppo della Disforia di Genere
L’età di insorgenza della disforia di genere varia ampiamente tra gli individui, ma generalmente può manifestarsi in due fasi distinte: nell’infanzia e nell’adolescenza, con alcuni casi che emergono anche in età adulta. La comprensione dell’età di insorgenza è cruciale per un intervento tempestivo e per il supporto adeguato.
Infanzia
La disforia di genere può manifestarsi già nella prima infanzia, di solito tra i 2 e i 4 anni. In questo periodo, i bambini iniziano a sviluppare un senso di identità di genere e possono mostrare segni di incongruenza tra il genere assegnato alla nascita e il loro genere esperito. Questi segni possono includere una forte preferenza per abiti, giochi e ruoli associati al genere opposto, nonché un rifiuto delle caratteristiche fisiche associate al proprio genere assegnato. I bambini possono esprimere il desiderio di essere dell’altro genere e possono chiedere di essere chiamati con un nome o pronomi diversi.
Nei bambini con disforia di genere, i sintomi possono includere:
- Un forte desiderio di appartenere all’altro genere o insistenza sul fatto di essere dell’altro genere.
- Nei maschi (genere assegnato), una forte preferenza per il travestitismo o la simulazione dell’abbigliamento femminile; oppure nelle femmine (genere assegnato), una forte preferenza per indossare solo il tipico abbigliamento maschile e una forte resistenza all’uso dei tipici indumenti femminili.
- Una forte preferenza per i ruoli “cross-gender” nel gioco di finzione o di fantasia.
- Una forte preferenza per giocattoli, giochi e attività tipici dell’altro genere.
- Una forte preferenza per compagni di gioco dell’altro genere.
- Un forte rifiuto di giocattoli, giochi e attività tipici del genere che corrisponde al sesso assegnato alla nascita.
- Un forte disprezzo per la propria anatomia sessuale.
- Un forte desiderio di avere le caratteristiche sessuali primarie e/o secondarie che corrispondono al genere vissuto.
Un bambino che esprime il desiderio di avere un genere diverso solo per trarre vantaggio dai benefici che ritiene siano associati all’altro sesso è improbabile che soffra di incongruenza di genere o disforia di genere. Ad esempio, un ragazzo che sostiene di voler essere una ragazza perché ritiene che la sorella più piccola riceva un trattamento speciale.

Adolescenza
Un’altra fase critica per l’insorgenza della disforia di genere è l’adolescenza, periodo in cui i cambiamenti fisici associati alla pubertà possono intensificare il disagio legato all’incongruenza di genere. Per alcuni individui, i primi segni di disforia di genere possono emergere o riemergere durante l’adolescenza, anche se non erano evidenti durante l’infanzia. La comparsa di caratteristiche sessuali secondarie può causare un profondo disagio e un forte desiderio di interrompere la pubertà o di avviare un percorso di transizione di genere. Questo periodo è spesso caratterizzato da una crescente consapevolezza dell’identità di genere e da un maggiore bisogno di allineare l’aspetto fisico con l’identità di genere esperita.
Nei ragazzi affetti da incongruenza di genere la sofferenza derivante dal cambiamento fisico che si verifica durante la pubertà è spesso seguita dalla richiesta di un trattamento che possa rendere il corpo compatibile con l’identità di genere.
Età Adulta
Sebbene la disforia di genere si manifesti più comunemente durante l’infanzia o l’adolescenza, in alcuni casi può emergere per la prima volta in età adulta. Questo può accadere quando gli individui, per varie ragioni, hanno represso o ignorato la loro incongruenza di genere durante l’infanzia e l’adolescenza. La disforia di genere può manifestarsi in età adulta a seguito di eventi significativi della vita, come il matrimonio, la nascita di figli, o altre transizioni importanti che portano a una riflessione più profonda sull’identità personale.
Alcune persone transgender inizialmente fanno scelte coerenti con il loro sesso alla nascita, come avere un lavoro tipicamente associato a quel sesso o sposare una persona del sesso previsto dalla società, come modo per sfuggire o negare le proprie sensazioni di voler essere dell’altro sesso. Alcuni uomini inizialmente possono solo travestirsi e ammettere di identificarsi con l’altro sesso solo in un momento successivo. Una volta accettate queste sensazioni, molti intraprendono la transizione al genere preferito, con o senza terapia ormonale o chirurgia di affermazione di genere. Altri manifestano sofferenza emotiva, che può includere ansia, depressione e comportamento suicidario. Lo stress per non essere accettati a livello sociale o familiare può causare o contribuire a peggiorare questi problemi.
Persistenza e Desistenza
È importante notare che non tutti i bambini che mostrano segni di disforia di genere durante l’infanzia continueranno a sperimentare disforia in età adulta. In alcuni casi, i sintomi possono diminuire o scomparire con il tempo, un fenomeno noto come “desistenza”. Tuttavia, per coloro la cui disforia persiste o emerge durante l’adolescenza, è più probabile che il disturbo continui anche nell’età adulta.
Diagnosi Differenziale: Distinguere la Disforia di Genere da Altre Condizioni
La diagnosi differenziale della disforia di genere è un processo critico che richiede una valutazione approfondita per distinguere questa condizione da altre condizioni psicologiche o mediche che possono presentare sintomi simili. È essenziale per i professionisti della salute mentale differenziare la disforia di genere da altre condizioni per garantire che il trattamento e il supporto offerti siano appropriati e mirati.
- Disturbo dell’identità di genere non specificato (DSM-IV): Prima dell’introduzione del DSM-5, il DSM-IV includeva una categoria di Disturbo dell’Identità di Genere (GID) non specificato. Nella diagnosi differenziale, è importante distinguere la disforia di genere come definita nel DSM-5 da quella categorizzazione più ampia.
- Disturbo da disturbo d’identità di genere secondario a condizioni mediche: Alcune condizioni mediche possono influenzare lo sviluppo dell’identità di genere o causare una confusione riguardo a essa. Ad esempio, i disturbi dello sviluppo sessuale (DSD), come la sindrome di Klinefelter o la sindrome di Turner, possono portare a una complessa interazione tra le caratteristiche sessuali biologiche e l’identità di genere.
- Disturbo psicotico: Nei disturbi psicotici, come la schizofrenia, possono verificarsi deliri o convinzioni bizzarre riguardo all’identità di genere. È fondamentale distinguere tra la disforia di genere e un disturbo psicotico, in cui l’identità di genere alterata può essere parte di un quadro delirante o di una disorganizzazione del pensiero. La disforia di genere è caratterizzata da una chiara e persistente incongruenza tra l’identità di genere e il sesso assegnato, senza la presenza di deliri o allucinazioni.
- Disturbo di personalità borderline: Il Disturbo di Personalità Borderline (BPD) è caratterizzato da un’immagine di sé instabile, impulsi autodistruttivi e relazioni interpersonali intense e caotiche. Nei pazienti con BPD, possono emergere incertezze sull’identità di genere come parte di una crisi più ampia di identità. Tuttavia, la disforia di genere si distingue dal BPD per la sua persistenza e per il disagio specifico relativo all’incongruenza di genere, piuttosto che da un’instabilità generale dell’identità.
- Disturbo dell’identità di genere in adolescenza: Durante l’adolescenza, molti giovani attraversano fasi di esplorazione dell’identità, che possono includere la sperimentazione con l’identità di genere. È importante distinguere tra una fase temporanea di esplorazione o confusione dell’identità di genere e la disforia di genere clinicamente significativa.
- Autismo: Gli individui con disturbo dello spettro autistico possono mostrare un comportamento non conforme al genere o avere un interesse atipico per i ruoli di genere. Tuttavia, è fondamentale distinguere tra la disforia di genere e i comportamenti o interessi non convenzionali associati all’autismo. Nelle persone con autismo, l’identità di genere può essere influenzata da un interesse specifico o da un pensiero rigido, senza il disagio significativo che caratterizza la disforia di genere.
- Disturbo ossessivo-compulsivo (OCD): Alcuni individui con disturbo ossessivo-compulsivo possono sviluppare ossessioni riguardo alla loro identità di genere, preoccupandosi incessantemente di essere del genere opposto o di non essere sicuri del proprio genere. Tuttavia, a differenza della disforia di genere, queste ossessioni sono tipicamente accompagnate da ansia e disagio legati alla presenza di pensieri intrusivi, piuttosto che da un desiderio genuino di essere del genere opposto.
- Depressione e disturbi d’ansia: I disturbi dell’umore e d’ansia possono presentare sintomi che imitano o si sovrappongono alla disforia di genere, come la bassa autostima, l’insoddisfazione per il proprio corpo o la difficoltà a identificarsi con un ruolo di genere tradizionale. Tuttavia, nella disforia di genere, il disagio è specificamente legato all’identità di genere e non può essere spiegato interamente da uno stato depressivo o ansioso.
- Disforia corporea non legata al genere: Alcuni individui possono sperimentare disforia corporea, come insoddisfazione per parti specifiche del corpo, che non è legata all’identità di genere. Questi sentimenti possono essere presenti in disturbi come il disturbo da dismorfismo corporeo (BDD) o disturbi alimentari, dove il focus è su aspetti fisici specifici piuttosto che su un’incongruenza tra il genere esperito e quello assegnato.
LA DISFORIA DI GENERE
Comorbilità Psicologiche e Impatto sul Benessere
La disforia di genere è spesso associata a una serie di comorbilità psicologiche e psichiatriche, che possono complicare il quadro clinico e influenzare il benessere complessivo dell’individuo. Queste comorbilità possono derivare dal disagio cronico legato all’incongruenza di genere, dalla stigmatizzazione sociale, o da altre esperienze di vita stressanti.
- Depressione: La depressione è una delle comorbilità più comuni tra gli individui con disforia di genere. Il disagio cronico legato all’incongruenza di genere, unito all’esperienza di rifiuto sociale, discriminazione e isolamento, può contribuire allo sviluppo di sintomi depressivi. Gli individui con disforia di genere possono sperimentare sentimenti di tristezza persistente, perdita di interesse nelle attività quotidiane, fatica, e pensieri di inutilità o disperazione.
- Ansia: I disturbi d’ansia, inclusi il disturbo d’ansia generalizzata, il disturbo di panico e il disturbo d’ansia sociale, sono frequentemente osservati in individui con disforia di genere. L’ansia può essere alimentata dalla paura del rifiuto, dalla preoccupazione per la propria sicurezza fisica, o dall’incertezza riguardo al futuro, specialmente in contesti in cui la transizione di genere non è accettata socialmente o legalmente. L’ansia sociale, in particolare, può essere elevata, poiché gli individui con disforia di genere possono temere di essere giudicati o respinti a causa della loro identità di genere.
- Disturbo post-traumatico da stress (PTSD): Il disturbo post-traumatico da stress può svilupparsi in individui con disforia di genere a seguito di esperienze di violenza, abuso, o trauma legati alla loro identità di genere o al processo di transizione.
La disforia di genere, quando persistente e severa, in contesti sociali di discriminazione e stigma, può contribuire allo sviluppo di condizioni psicopatologiche. Aumentano il rischio di depressione, ideazione suicidaria, comportamenti di dipendenza, disturbi d’ansia e distress generale.
Opzioni Terapeutiche e Percorsi di Affermazione di Genere
Le opzioni terapeutiche per alleviare lo stress e il disagio associati alla disforia di genere includono la transizione sociale, la psicoterapia, la terapia ormonale di affermazione di genere e/o l’intervento chirurgico di affermazione di genere. L’obiettivo del trattamento delle persone transgender con disforia di genere, secondo la World Association for Transgender Health, è arrivare a “trovarsi stabilmente a proprio agio con il proprio sé di genere, con l’obiettivo di ottimizzare la salute fisica, il benessere psicologico e la realizzazione personale complessivi”.
Psicoterapia e Supporto Psicologico
La psicoterapia è fondamentale per affrontare eventuali problemi di salute mentale coesistenti o problemi correlati alla transizione. L'intervento psicologico nel campo della disforia di genere mira a dare l’opportunità al soggetto di ristrutturare cognitivamente eventi significativi, validare le sue emozioni e rafforzare il senso di Sé. Il lavoro psicologico può aiutare a contrastare la transfobia interiorizzata, ovvero il disagio derivante dall’interiorizzazione dei pregiudizi, degli stereotipi di genere e degli atteggiamenti negativi e discriminatori. Lo psicoterapeuta potrà anche aiutare la persona a comprendere quanto in là desidera andare con la transizione.

Transizione Sociale
La transizione sociale implica vivere quotidianamente nel ruolo di genere desiderato, adottando nome, abbigliamento e comportamenti coerenti con la propria identità di genere. Questo approccio è chiamato transizione sociale e può includere il cambiamento del proprio nome e l’ottenimento di documenti d’identità (come la patente di guida) che li aiutino a lavorare e a vivere in società come persone del genere opposto. La Real Life Experience (RLE), che prevede che la persona viva quotidianamente nel ruolo di genere desiderato, è spesso consigliata per un periodo di almeno 12 mesi prima di accedere a eventuali interventi chirurgici.
Terapia Ormonale di Affermazione di Genere
La terapia ormonale di affermazione di genere, che prevede l’assunzione di ormoni del genere desiderato (estrogeni per le persone AMAB e testosterone per le persone AFAB), è un passo fondamentale per alleviare i sintomi della disforia di genere e facilitare la transizione fisica. Sotto la supervisione di un endocrinologo, viene avviata la terapia ormonale per favorire lo sviluppo delle caratteristiche fisiche del genere sentito. Il monitoraggio medico è fondamentale per valutare benefici e possibili effetti collaterali.
Inoltre, poiché spesso la consapevolezza di essere nati ‘nel sesso sbagliato’ emerge sin dall’infanzia, negli ultimi anni si è iniziato a ricorrere a farmaci detti “bloccanti della pubertà”, così da mettere in pausa gli inevitabili cambiamenti fisici e dare più tempo al ragazzo di riflettere sulla propria identità di genere.
Intervento Chirurgico di Affermazione di Genere
L’intervento chirurgico di affermazione di genere rappresenta una tappa cruciale per molte persone con incongruenza di genere. Questo può includere la vaginoplastica per le persone AMAB e la falloplastica per le persone AFAB, spesso accompagnate dalla rimozione dei genitali originali e di altre caratteristiche sessuali secondarie. La Riconversione Chirurgica di Sesso (RCS), anche detta Sex Reassignment Surgery (SRS), è quella serie di interventi chirurgici che una persona transgender può fare, successivamente all’autorizzazione del Tribunale.
Nessuna linea guida o standard sostiene o raccomanda l’uso di interventi ormonali (bloccanti della pubertà o terapia ormonale di affermazione di genere) o interventi chirurgici di affermazione di genere in bambini che non hanno attraversato la pubertà e che presentano incongruenza di genere o una diagnosi di disforia di genere.
Aspetti Socioculturali, Legali e Storici
La percezione e l’accettazione della disforia di genere variano notevolmente tra diverse culture e società. In molte parti del mondo, le persone transgender affrontano discriminazione, violenza e marginalizzazione sociale. Tuttavia, esistono movimenti e leggi che mirano a proteggere i diritti delle persone transgender e a promuovere l’uguaglianza di genere.
Evoluzione Legislativa in Italia
In Italia, la legge che rettifica l’attribuzione di sesso è la L164/1982 (“Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso”): tale legge riconosce il diritto all’identità sessuale (che è condizione personale e sociale difficilmente mutabile), permettendo così la modifica chirurgica, ormonale e farmacologica dei caratteri e l’adeguamento del sesso sui documenti. Trascorsi due anni dall’inizio del percorso psicologico, la persona che intenda cambiare i documenti e accedere alle operazioni chirurgiche dovrà prima di tutto presentare un’istanza al tribunale della zona di residenza, attraverso un proprio legale di fiducia, portando poi in un secondo momento le dovute perizie di parte.
La legge 164 del 14 aprile 1982 non prevede un regolamento di applicazione, quindi -ad oggi- la procedura giudiziaria è frutto di un'interpretazione tendenzialmente condivisa, che lascia comunque ampi vuoti. Il Tribunale nel caso lo ritenga necessario nomina un consulente tecnico d'ufficio (ad es. uno psichiatra o uno psicologo).
È possibile osservare che non è semplice eliminare ogni traccia che riguardi il nome ed il sesso originari, nonostante sia questa un'intenzione alla base della legge: i curricula scolastici ed accademici, alcuni attestati e certificazioni in alcuni casi non sono riscrivibili. I diplomi di Laurea e di scuole superiori, tuttavia, sono ottenibili su pergamena originale con il nuovo nome anagrafico, richiedendoli, previa documentazione di sentenza di tribunale attestante l'avvenuto cambio di sesso, ai Provveditorati degli Studi, ai Conservatori di musica, ecc. Le vecchie pergamene saranno contestualmente distrutte a carico degli ufficiali pubblici.
Da luglio 2017 si può ottenere il cambio di sesso anagrafico anche senza alcun intervento chirurgico. Lo ha stabilito la Corte costituzionale con sentenza n. 180. Recentemente in Spagna è stata approvata una legge che consente il cambiamento del nome sui documenti senza dover intervenire chirurgicamente sul proprio corpo e senza procedure giudiziarie.

Aumento dei Casi Diagnosticati e Considerazioni Sociali
Dal 2010 al 2020 il numero di casi diagnosticati nel mondo occidentale è aumentato da 10 a 40 volte. In Francia, si è passati da 10 casi l'anno del 2010 a 10 casi al mese nel 2020. In Italia, dopo una mobilitazione del Movimento Italiano Transessuali e dei Radicali, che sensibilizzò l'opinione pubblica sulla questione, si arrivò alla legge 164 del 14 aprile 1982. Questa legge, secondo gli attivisti LGBT, ha costituito per il nostro ordinamento un esempio importante di civiltà giuridica e rispetto dei diritti fondamentali della persona. In realtà non è mai stata sottoposta al parere dell'opinione pubblica per rilevarne il riscontro. Ne deriva che la legge n. 164 riconosce quindi alle persone transessuali la loro condizione ed il genere di transizione.
Recentemente, secondo alcune fonti giornalistiche dell'aprile 2025, rilanciate dal Movimento Identità Trans, il governo italiano avrebbe proposto un registro per monitorare i trattamenti legati alla disforia di genere, delle persone trans*, compresi minorenni, che accedono a terapie ormonali e/o farmaci bloccanti, definito dal governo come "necessario a verificare le prescrizioni e il percorso". La stessa proposta includerebbe l'obbligo di almeno cinque sedute psichiatriche prima di accedere alla terapia ormonale.
Considerazioni Storiche
Il più antico intervento di cui si abbia un resoconto storico (la cui veridicità è peraltro contestata) sembra essere quello cui Nerone sottopose un giovane liberto, Sporo, dalle fattezze muliebri e simili a quelle di Poppea.
Euforia di Genere e Benessere
L'euforia di genere è uno stato di gioia, autenticità e più in generale emozioni positive quando l'identità di genere è riconosciuta da sé stessi e dagli altri. Questo concetto, contrapposto alla disforia, evidenzia l'importanza del riconoscimento e dell'affermazione del proprio genere per il benessere psicologico.
La ricerca e la comprensione dell'incongruenza di genere e della disforia di genere sono in continua evoluzione. È fondamentale un approccio basato sull'evidenza, sul rispetto e sulla personalizzazione delle cure per garantire il miglior supporto possibile alle persone che vivono questa esperienza. La sensibilizzazione sociale e la rimozione dello stigma sono passi cruciali per creare un ambiente più inclusivo e accogliente per tutti.
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