La sigla DSA sta per Disturbo Specifico dell’Apprendimento. Si tratta di una categoria di disturbi del neurosviluppo che si manifestano con difficoltà nell'acquisizione di abilità specifiche legate all'apprendimento, quali la lettura, la scrittura e il calcolo. È fondamentale comprendere che i DSA non sono una malattia né una disabilità intellettiva, bensì una diversa modalità di funzionamento del cervello.

Cosa Sono i Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA)?
I Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) sono problematiche che interessano specifici processi cognitivi necessari per l'apprendimento. Questi disturbi non sono legati a un danno organico, a disabilità intellettive, a deficit sensoriali (come problemi di vista o udito) o a disturbi psicopatologici primari. Al contrario, derivano da un diverso neurofunzionamento cerebrale che, pur non impedendo la realizzazione delle abilità, richiede tempi più lunghi e un maggiore carico attentivo.
La legge italiana che riconosce e tutela i soggetti con DSA è la Legge 8 ottobre 2010, n. 170. Questa legge definisce i DSA come "un'alterazione dei processi cognitivi che sottostanno all'apprendimento scolastico, in particolare quelli legati all'acquisizione delle abilità di lettura, scrittura e calcolo".
Le Diverse Manifestazioni dei DSA
I DSA si classificano in base alla specifica difficoltà che comportano, distinguendosi in quattro tipologie principali:
- Dislessia: Questo è un disturbo specifico della lettura. Si manifesta con una difficoltà nella lettura accurata e fluente di un testo, sia in termini di velocità che di correttezza. Un bambino dislessico può avere difficoltà a riconoscere le lettere dell'alfabeto, confondere lettere simili (come "d" e "b", "m" e "n") e faticare a far corrispondere i segni grafici ai suoni. La dislessia acquisita, invece, si manifesta in età adulta a seguito di traumi o patologie. Chi soffre di dislessia può presentare carenze a livello metafonologico, ovvero nella capacità di comprendere le sequenze dei suoni e di riconoscerli all'interno delle parole, di ricordare velocemente i nomi comuni o di mantenere in sequenza suoni, lettere e parole. Cosa vede un dislessico quando legge? Spesso si riscontrano difficoltà di mappature complesse, omissione di lettere o intere sillabe, confusione tra simboli grafici, errori legati a gruppi consonantici complessi, separazioni scorrette (es. "insieme con" anziché "insieme") e fusioni scorrette, aggiunta scorretta di lettere, inversioni di sillabe e confusione tra suoni simili.
- Disortografia: Questo disturbo riguarda la scrittura e si manifesta con difficoltà nella competenza ortografica e fonografica. Le persone con disortografia hanno difficoltà a convertire il suono delle parole in scrittura, commettendo errori nell'applicazione delle regole ortografiche, come l'uso delle doppie, degli accenti o della lettera "h".
- Disgrafia: La disgrafia interessa l'abilità motoria della scrittura, rendendo la grafia poco comprensibile. Chi ne soffre può avere difficoltà nel modo in cui impugna la penna o la matita, non riesce a utilizzare bene lo spazio nel foglio, ha una grafia disordinata e può incontrare difficoltà nel prendere appunti completi o nel copiare dalla lavagna.
- Discalculia: Questo disturbo si presenta con una difficoltà nel comprendere e operare con i numeri. Un bambino discalculico può avere difficoltà a contare, a mettere in serie, a fare comparazioni, a eseguire calcoli a mente, ad associare numeri a quantità, a mettere in colonna i numeri, a leggerli e a scriverli. Gli errori comuni della discalculia si catalogano in tre macro categorie: errori dei fatti aritmetici (difficoltà a ricordare e confusione tra le regole di un sistema di calcolo, es. 6 x 3 = 21), errori procedurali (difficoltà ad applicare o ricordare procedure aritmetiche come il riporto, il prestito o l'incolonnamento) e errori di comprensione del numero (difficoltà a comprendere il significato dei numeri e la correlazione tra loro).

Diagnosi dei DSA: Un Percorso Multidisciplinare
La diagnosi dei DSA è un processo complesso che richiede un approccio multidisciplinare. Non è sufficiente osservare i comportamenti; per ottenere una diagnosi valida, è necessario effettuare test specifici. Il percorso diagnostico standardizzato in Italia prevede generalmente tre step:
- Colloquio con il Neuropsichiatra Infantile (NPI): Questo primo colloquio di carattere neurologico ha lo scopo di verificare la presenza di disturbi legati alla lettura e alla scrittura e di indagarne le possibili cause, escludendo, ad esempio, problemi di vista.
- Incontro con lo Psicologo: La figura dello psicologo è fondamentale per escludere disturbi psicopatologici e valutare le abilità cognitive del bambino. Vengono condotti test d'intelligenza e test scolastici di lettura, scrittura e competenze matematiche.
- Relazione degli Specialisti e Colloquio Restitutivo: Al termine delle valutazioni, gli specialisti redigono una relazione che viene poi discussa con i genitori in un colloquio restitutivo, in cui vengono illustrati i risultati e le strategie di intervento.
Per effettuare una diagnosi veritiera è necessario rivolgersi a specialisti certificati. Il primo passo, di fronte al sospetto di un disturbo di questo tipo, è spesso rivolgersi al proprio pediatra, che fornirà indicazioni sui passi da compiere. La diagnosi di DSA non può essere fatta da chiunque, ma da un'équipe multidisciplinare formata da neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista e pedagogista.
La diagnostica dei DSA
Interventi e Supporto per i DSA
Una volta diagnosticato un DSA, è fondamentale non entrare nel panico. Esistono diverse strategie e strumenti per supportare gli studenti con DSA e garantire loro un percorso scolastico sereno e positivo.
- Strumenti Compensativi: Si tratta di strumenti che hanno lo scopo di garantire l'autonomia nello studio e minimizzare le difficoltà legate al disturbo. Esempi includono l'uso della calcolatrice, programmi di videoscrittura con correttore ortografico, testi con caratteri più grandi, font ad alta leggibilità e maggiore spaziatura.
- Misure Dispensative: Queste misure prevedono l'esonero dallo svolgimento di attività che risultano particolarmente difficili per il bambino con DSA e che non sono ritenute indispensabili per un corretto apprendimento. Ad esempio, un bambino dislessico può essere esentato dalla lettura ad alta voce, mentre chi soffre di disortografia e disgrafia può evitare la scrittura in corsivo.
- Piano Didattico Personalizzato (PDP): Per gli alunni DSA in Italia è previsto il Piano Didattico Personalizzato (PDP). Questo documento, rilasciato a seguito della certificazione DSA, definisce un rapporto tra scuola, genitori e istituzioni socio-sanitarie volto al raggiungimento degli obiettivi formativi, indicando strumenti e misure utili per il bambino.
- Supporto Familiare: La famiglia gioca un ruolo fondamentale nel sostenere il bambino con DSA. Attraverso giochi, esercizi e l'uso congiunto di strumenti compensativi, i genitori possono contribuire significativamente al superamento delle difficoltà. È importante che la famiglia si impegni in un "gioco di squadra" con la scuola e gli specialisti.
- Intervento Riabilitativo: Il trattamento riabilitativo per i DSA, spesso svolto da logopedisti, si focalizza non solo sul potenziamento delle abilità carenti, ma anche sul supporto della sfera emotiva e relazionale. I genitori vengono formati per poter sostenere e aiutare il bambino nell'utilizzo delle strategie alternative durante la settimana.
I DSA non sono una Malattia, ma una Neurodiversità
È cruciale ribadire che i DSA non sono una malattia, ma una forma di neurodiversità. Il cervello funziona in modo diverso, richiedendo approcci didattici e di supporto personalizzati. L'intelligenza non è legata in alcun modo alla presenza di DSA; infatti, la definizione clinica prevede un quadro di intelligenza nella norma. Molti personaggi di successo, come Albert Einstein e Steve Jobs, erano dislessici, a dimostrazione che i DSA non precludono la realizzazione personale e professionale.

La Legge 170/2010 e le Sue Implicazioni
La Legge 170 del 2010 ha rappresentato una svolta nel riconoscimento e nella tutela dei DSA in Italia. Questa legge riconosce l'esistenza di dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia come DSA e definisce gli strumenti necessari per aiutare i bambini che ne soffrono ad avere un'esperienza scolastica soddisfacente e positiva. La legge prevede misure dispensative e compensative per facilitare l'apprendimento scolastico degli alunni con DSA.
DSA e il Sistema Sanitario Nazionale
Il Sistema Sanitario Nazionale (SSN), attraverso le Aziende Sanitarie Locali (ASL), può effettuare la diagnosi di DSA. In alternativa, ci si può rivolgere a studi privati specializzati in diagnosi neuropsicologiche. La certificazione DSA, ottenuta a seguito di una diagnosi da parte di un team multidisciplinare, è un attestato con valore legale che permette di accedere a strumenti compensativi, misure dispensative e, in alcuni casi, all'indennità di frequenza erogata dall'INPS, a norma della legge 289/1990, che mira a sostenere le spese necessarie per la formazione scolastica del bambino.
Comprendere e Convivere con i DSA
Convivere con i DSA richiede consapevolezza, informazione e un approccio proattivo. L'andamento nel tempo di questi disturbi e le relative conseguenze sulla vita sociale sono molto soggettivi e possono essere influenzati dalla rapidità e adeguatezza delle cure, dalla gravità del danno neuropsicologico, dal livello dei processi mentali della persona, dalla presenza di difficoltà in più aree (lettura, scrittura, calcolo) e dalla presenza di altri disturbi del neurosviluppo o dall'ambiente in cui vive la persona.
È importante che la comunità scolastica, le famiglie e gli specialisti lavorino in sinergia per creare un ambiente inclusivo e di supporto. Associazioni come AID (Associazione Italiana Dislessia) offrono un prezioso sostegno, mettendo a disposizione servizi e convenzioni riservati ai propri soci. Associarsi ad associazioni come AID significa entrare a far parte di una rete di persone che condividono esperienze e offrono mutuo aiuto.

In conclusione, comprendere cosa significa DSA è il primo passo per fornire il giusto supporto a chi ne è interessato. Si tratta di una condizione che richiede attenzione, strategie mirate e un approccio empatico, ma che non limita in alcun modo il potenziale e il successo di un individuo. Il rischio oggi non è solo quello di non accorgersi dei segnali, ma anche l'opposto: sovradiagnosticare, generando allarmismi ingiustificati. Famiglia e insegnanti della scuola primaria sono spesso i primi ad accorgersi che “qualcosa non torna”. Questi segnali non bastano per “etichettare” un bambino. Ma sono indizi da osservare con attenzione, e da condividere con un professionista qualificato. Una mamma raccontava: “Mi sentivo smarrita davanti a sigle e moduli. Questi non sono vantaggi, ma strumenti di equità. Se sospetti che tuo figlio possa avere un DSA o desideri confrontarti con uno psicologo dell’età evolutiva, l’equipe del Centro Idelia è a tua disposizione per accompagnare famiglie e bambini in un percorso di valutazione, supporto e ascolto. Siamo autorizzati da ATS Brianza per valutazione e prima certificazione diagnostica per Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) valida ai fini scolastici, secondo quanto previsto dalla legge n. 170/2010.
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