Il Disturbo Post-Traumatico da Stress (DPTS), noto anche come PTSD (Post Traumatic Stress Disorder), è una condizione psicologica complessa che può manifestarsi in seguito a eventi traumatici o fortemente stressanti. La sua insorgenza può avere un impatto devastante sulla vita di un individuo, alterando profondamente la sfera emotiva, relazionale e lavorativa. In questo articolo, esploreremo in dettaglio il DPTS, il suo riconoscimento giuridico in Italia e le modalità attraverso cui le vittime possono ottenere un risarcimento per i danni subiti.
Comprendere il Disturbo Post-Traumatico da Stress (DPTS)
Il DPTS non è un semplice turbamento emotivo passeggero, ma una vera e propria patologia psichica. Si sviluppa in risposta a un evento che ha minacciato l'integrità fisica o psicologica della persona, o a cui ha assistito come spettatore. Gli eventi scatenanti possono essere vari: incidenti stradali, aggressioni, calamità naturali, lutti improvvisi, errori medici, mobbing sul lavoro, o atti di violenza.
Le manifestazioni del DPTS sono eterogenee e possono includere:
- Sintomi intrusivi: flashback (rivivere l'evento traumatico come se stesse accadendo nuovamente), incubi ricorrenti, pensieri intrusivi legati al trauma.
- Evitamento: tendenza a evitare persone, luoghi, attività o pensieri che ricordano l'evento traumatico.
- Alterazioni negative nei pensieri e nell'umore: difficoltà a ricordare aspetti importanti dell'evento, convinzioni negative su sé stessi, sugli altri o sul mondo, senso di distacco emotivo, ridotto interesse per attività un tempo piacevoli, sentimenti di tristezza o disperazione.
- Alterazioni dell'arousal e della reattività: irritabilità, scoppi d'ira, comportamento spericolato o autodistruttivo, ipervigilanza (essere costantemente in allerta), reazioni di soprassalto esagerate, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno.

È fondamentale distinguere il DPTS dal "danno morale" inteso come un transitorio patema d'animo. Il danno psichico, di cui il DPTS è una manifestazione, implica un'alterazione patologica clinicamente accertabile, che incide sulle normali funzioni della vita quotidiana.
Il Riconoscimento Giuridico del Danno Psichico in Italia
La salute mentale è parte integrante del diritto alla salute tutelato dall'articolo 32 della Costituzione. L'ordinamento giuridico italiano ha progressivamente ampliato la tutela verso la sfera psicologica, riconoscendo il "danno psichico" come una lesione dell'integrità psico-fisica della persona, equiparabile a una lesione fisica.
L'Unità del Danno Non Patrimoniale
Per lungo tempo, la giurisprudenza ha dibattuto sulla distinzione tra danno biologico, danno morale e danno esistenziale. Oggi, vige un principio di unitarietà: il danno non patrimoniale è un concetto unitario che comprende ogni sofferenza o turbamento derivante dalla lesione di un diritto costituzionale. Tuttavia, per una corretta quantificazione e liquidazione, è utile distinguere le diverse componenti:
- Danno Biologico Psichico: Si riferisce alle vere e proprie patologie mentali indotte dall'illecito, come depressione, ansia cronica e, appunto, il DPTS. Questo danno viene accertato e quantificato in termini di percentuale di invalidità temporanea o permanente.
- Danno Morale Soggettivo: Rappresenta il dolore interiore, la sofferenza, il turbamento emotivo transitorio o prolungato, ma non necessariamente patologico, derivante dall'evento lesivo.
- Danno Esistenziale: Riguarda i cambiamenti peggiorativi e stabili nello stile di vita, nelle relazioni interpersonali, nelle attività quotidiane e nei progetti di vita della vittima.
La Corte di Cassazione ha chiarito che quando la sofferenza interiore supera la soglia del mero dispiacere e degenera in una malattia della psiche, ci troviamo di fronte a un danno biologico a tutti gli effetti. La depressione clinica o il DPTS conseguenti a un trauma sono trattati alla stregua di una lesione fisica, non come "semplice" danno morale.

La Prova del Danno Psichico e del DPTS
La richiesta di risarcimento per danno psichico, incluso il DPTS, richiede una rigorosa prova scientifica. Chi chiede il risarcimento deve fornire evidenze concrete che attestino la presenza del disturbo e il suo nesso causale con l'evento dannoso. Gli elementi probatori fondamentali includono:
- Certificati medici e diagnosi specialistiche: Referti di pronto soccorso, relazioni di psichiatri o psicologi forensi che attestino la diagnosi di DPTS o altra patologia psichica.
- Perizie medico-legali: Documenti redatti da Consulenti Tecnici d'Ufficio (CTU) nominati dal giudice o Consulenti Tecnici di Parte (CTP) nominati dalle parti. Queste perizie quantificano l'entità del danno in termini di invalidità temporanea o permanente e stabiliscono il nesso causale con l'evento lesivo.
- Documentazione clinica: Prescrizioni di farmaci, ricevute di sedute di psicoterapia, esami diagnostici.
- Testimonianze: Dichiarazioni di familiari, amici, colleghi che possano attestare il cambiamento negativo nella vita della vittima a seguito dell'evento.
- Diari personali: Annotazioni che documentano lo stato d'animo, i sintomi e gli episodi legati alla sofferenza.
È essenziale che la documentazione medica sia completa e dettagliata, attestando non solo la presenza della patologia, ma anche la sua riconducibilità causale all'evento lesivo.
Come OTTENERE un RISARCIMENTO | Avv. Angelo Greco
La Quantificazione del Risarcimento
La quantificazione del danno da DPTS e di altre patologie psichiche avviene attraverso un processo complesso che tiene conto di diversi fattori:
- Percentuale di Invalidità: Stabilita dalla perizia medico-legale, questa percentuale riflette la gravità della menomazione psico-fisica e la sua incidenza sulla capacità lavorativa e sulle attività quotidiane. Le tabelle medico-legali, come quelle del Tribunale di Milano, sono spesso utilizzate come riferimento per la liquidazione del danno biologico psichico.
- Età della Vittima: La giovane età della vittima può comportare un risarcimento maggiore, poiché l'impatto del danno si proietta su un arco di vita più lungo.
- Impatto sulla Vita Quotidiana: Vengono valutati i cambiamenti negativi nelle relazioni interpersonali, nelle attività sociali, nelle abitudini di vita e nelle prospettive future.
- Danno Morale: La sofferenza interiore soggettiva viene anch'essa considerata, spesso liquidata come una percentuale del danno biologico o come una voce autonoma, purché non vi sia duplicazione del risarcimento.
I tribunali, nel liquidare il danno, valutano attentamente tutte le prove fornite e si avvalgono di consulenti tecnici per una valutazione equa e completa.
Casi Specifici e Sentenze Giurisprudenziali
La giurisprudenza italiana ha affrontato numerosi casi relativi al risarcimento del danno da DPTS e altre patologie psichiche.
Il Tribunale di Siracusa ha riconosciuto un quadro di "stato ansioso depressivo in un soggetto con personalità immatura" e "disturbo post traumatico da stress prolungato" a seguito di un incidente stradale che aveva causato gravi lesioni fisiche e complicazioni mediche successive, tra cui un'osteomielite cronica.
Il Tribunale di Roma ha liquidato un danno biologico complessivo comprensivo di danno estetico e danno alla vita di relazione, oltre a un danno morale soggettivo, in un caso che ha visto emergere un disturbo post-traumatico da stress.
Il Tribunale di Napoli ha riconosciuto una sindrome da stress post-traumatico cronicizzato, in terapia farmacologica, a seguito di un evento che, pur configurabile come malattia di lieve entità, ha causato un cambiamento imposto e penalizzante nella vita della persona. Le linee guida per le sindromi post-traumatiche da stress di "lieve entità" prevedono una valutazione dal 11% al 15%.
Il Tribunale di Roma ha valutato una sindrome da stress post-traumatico in misura pari al 25%, unitamente ad altre patologie fisiche, riconoscendo un quadro morboso complessivo non inferiore al 60%.
La Corte d'Appello di Reggio Calabria, pur riconoscendo la certificazione di un disturbo post traumatico da stress cronico in un paziente con pregresso incidente stradale, ha negato il nesso causale a causa del lungo periodo trascorso tra l'incidente e l'insorgenza dei sintomi, evidenziando la mancanza di documentazione medica pregressa che attestasse l'insorgenza del disturbo in concomitanza con l'evento.
Stress Lavoro-Correlato e Mobbing
Un capitolo importante nella tutela della salute psicologica riguarda lo stress lavoro-correlato e il mobbing. Il datore di lavoro ha l'obbligo di tutelare l'integrità psicofisica dei lavoratori (art. 2087 c.c.). La giurisprudenza è sempre più attenta a sanzionare le violazioni di questo dovere. La Corte di Cassazione ha riconosciuto il danno risarcibile anche in casi di assenza di mansioni e isolamento forzato (mobbing strategico tramite inattività), nonché in presenza di comportamenti ostili sistematici che minano la dignità del dipendente. In questi casi, oltre al danno biologico psichico, possono essere riconosciuti danni morali ed esistenziali.
Come Agire per Ottenere il Risarcimento
Chi ritiene di aver subito un danno psicologico ingiusto, incluso il DPTS, a causa di un illecito altrui, non deve sentirsi impotente. È fondamentale agire tempestivamente:
- Raccogliere Documentazione Medica: Sin da subito, è essenziale conservare ogni referto medico, certificato, prescrizione farmaceutica e ricevuta di spese mediche relative al disagio psichico.
- Consultare Specialisti: Rivolgersi a psicologi clinici, psichiatri o medici legali con esperienza specifica in materia di valutazione del danno psichico. Preferibilmente, professionisti che abbiano svolto attività di Consulenti Tecnici d'Ufficio (CTU).
- Affidarsi a un Legale Esperto: Un avvocato specializzato in responsabilità civile, diritto del lavoro o risarcimento danni da sinistri è indispensabile per guidare la vittima nel complesso percorso legale. L'avvocato aiuterà a raccogliere le prove, a redigere la richiesta di risarcimento, a gestire le trattative con le controparti (assicurazioni, datori di lavoro) e, se necessario, a intraprendere un'azione giudiziaria.
- Dimostrare il Nesso Causale: L'elemento cruciale è dimostrare il legame diretto tra l'evento lesivo e la patologia psichica insorta.

Le Sfide nella Valutazione del DPTS
La valutazione del DPTS presenta alcune sfide specifiche:
- Stigmatizzazione Sociale: Il DPTS è ancora oggetto di stigmatizzazione, il che può portare le persone a provare imbarazzo o vergogna, rendendo difficile la documentazione del disagio e la ricerca di aiuto.
- Variabilità dei Sintomi: I sintomi del DPTS possono variare notevolmente da persona a persona, rendendo necessaria una valutazione professionale e imparziale.
- Complessità della Prova: La natura "invisibile" del danno psichico richiede un rigore probatorio maggiore rispetto alle lesioni fisiche evidenti.
I professionisti che valutano il DPTS devono adottare una prospettiva compassionevole e informata, garantendo che i processi di valutazione siano condotti in modo professionale ed equo, a tutela della vittima.
Considerazioni Finali
Il danno da Disturbo Post-Traumatico da Stress è una lesione reale e risarcibile. La legge italiana, attraverso l'evoluzione della giurisprudenza, riconosce pienamente la sofferenza psicologica come una componente del danno non patrimoniale. È fondamentale che le vittime siano consapevoli dei propri diritti e intraprendano le azioni necessarie per ottenere un risarcimento equo, che tenga conto non solo del danno biologico, ma anche del danno morale e di quello esistenziale. La tutela della salute psicologica è un aspetto sempre più centrale nel sistema giuridico, volto a garantire giustizia e dignità a chi ha subito un trauma ingiusto.
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