Il Gioco Sociale nell'Autismo: Strumenti e Strategie per la Connessione

L'autismo e i disturbi correlati presentano sfide uniche nell'ambito dell'interazione sociale e della comunicazione, rendendo il gioco un terreno fertile per lo sviluppo di competenze fondamentali. Questo articolo esplora approcci pratici e strategie mirate a facilitare il gioco sociale e la connessione per bambini nello spettro autistico, basandosi su anni di esperienza clinica e ricerca.

Comprendere le Difficoltà nella Socialità e nella Comunicazione

La ricerca sull'autismo ha dapprima considerato come primario il deficit sociale, poi quello del linguaggio, quindi è emerso il ruolo dei deficit cognitivi. La scoperta dell'importanza dei componenti base dell'intersoggettività come l'imitazione, l'attenzione cognitiva, lo scambio di turni nello sviluppo della capacità di interazioni sociali reciproche ha richiamato di nuovo l'attenzione sul ruolo della difficoltà sociale. Questo lavoro, centrato sulle difficoltà interpersonali nell'autismo e nei disturbi simili, si basa sulla convinzione che le tre aree di deficit si compenetrano l'una nell'altra in modo circolare.

bambini che giocano insieme

Per alcuni bambini nello spettro, può manifestarsi una motivazione limitata nell'interagire con le persone che li circondano. Questo può portare a una sensazione di isolamento, come espresso da alcuni: "Non mi importa della mia compagnia e non ho niente in comune con la maggior parte degli altri ragazzi." Questo può creare sfide per gli educatori, che talvolta suggeriscono approcci non sempre in linea con le esigenze individuali, come nel caso riportato: "Un insegnante mi ha detto che era ora di smettere di essere un 'Billy No Mates' e sono andato là fuori e ho iniziato a divertirmi. Come se la sua idea di divertimento fosse l'unico modo…. sì, giusto."

Tuttavia, è cruciale comprendere che, proprio come la lettura, la matematica e la scrittura, le abilità di interazione sociale possono essere apprese. Per alcune persone nello spettro, questo apprendimento avviene semplicemente osservando ciò che gli altri stanno facendo e come interagiscono.

Il Gioco come Ponte verso la Socializzazione

Il gioco è il linguaggio universale dell'infanzia, un motore fondamentale per lo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale. Attraverso il gioco, i bambini esplorano il mondo, imparano a relazionarsi con gli altri e costruiscono la propria identità. Per i bambini con un disturbo dello spettro autistico, l'accesso a questo mondo può presentare sfide uniche. Comprendere come gioca un bimbo autistico non significa solo catalogare delle differenze, ma aprire una porta su un modo diverso di percepire, interagire e trovare gioia.

Nei bambini a sviluppo tipico, il gioco segue una progressione prevedibile: inizia con un gioco esplorativo e sensomotorio, evolve verso il gioco funzionale (usare gli oggetti per la loro funzione) e sboccia nel complesso gioco simbolico (il "fare finta che"). Le modalità di gioco cambiano con l'età, adattandosi alle capacità e alla maturità. Questo percorso è intrinsecamente legato allo sviluppo dell'interazione sociale, con il passaggio dal gioco solitario a quello parallelo, fino al gioco cooperativo, che richiede abilità come la turnazione, la condivisione e la negoziazione.

I bambini nello spettro autistico spesso mostrano un profilo di gioco differente. Possono permanere più a lungo in una fase esplorativa o sensoriale, manifestando un forte interesse per le qualità fisiche degli oggetti (odore, consistenza, suono) piuttosto che per la loro funzione convenzionale. Il gioco può apparire ripetitivo e caratterizzato da comportamenti stereotipati, come allineare macchinine invece di farle correre, o far girare ossessivamente le ruote. Le modalità di gioco di un bambino autistico sono una finestra sul suo mondo interiore.

Le principali problematiche emergono nell'area del gioco sociale e simbolico, includendo difficoltà specifiche legate all'interazione tra pari e alla partecipazione a giochi condivisi. L'attenzione congiunta, ovvero la capacità di condividere un focus di interesse con un'altra persona (ad esempio, guardare insieme un libro illustrato), è spesso una competenza fragile. Questo ostacola l'imitazione di azioni, fondamentale per apprendere nuove abilità ludiche e sociali. Di conseguenza, il gioco sociale cooperativo risulta complesso, e il passaggio al gioco simbolico, che richiede di astrarsi dalla realtà e immaginare scenari, può essere limitato o assente.

bambino che gioca con oggetti sensoriali

Strategie Pratiche per Favorire il Gioco e l'Interazione Sociale

Riuscire a entrare in contatto con il proprio bambino è la più sentita necessità quando comunicare è difficile, se non impossibile. Questo lavoro, centrato sulle difficoltà interpersonali nell'autismo e nei disturbi simili, si basa sulla convinzione che le tre aree di deficit si compenetrano l'una nell'altra in modo circolare.

1. Insegnamento Naturalistico e Strutturato:

  • Insegnamento del Momento (Naturalistico): Sfruttare le opportunità che si presentano naturalmente durante la giornata per insegnare abilità sociali e di gioco. Ad esempio, durante un'attività condivisa, si può modellare la turnazione o incoraggiare la condivisione di un giocattolo.
  • Gruppi di Gioco Strutturati: Creare contesti prevedibili e organizzati dove i bambini possono praticare specifiche abilità sociali. Questi gruppi, spesso guidati da professionisti, utilizzano suggerimenti e impalcature per sostenere la partecipazione.
  • Programmi di Terapia o Intervento: Programmi specifici, come quelli basati sull'analisi comportamentale applicata (ABA) o su approcci mediati dal gioco, possono offrire un percorso strutturato per lo sviluppo delle abilità.

2. Modellamento e Video Modeling:

  • Modellamento Diretto: Genitori, professionisti o coetanei possono dimostrare il comportamento desiderato, che il bambino può poi imitare. Questo è spesso combinato con strategie come il "mio turno" e il rinforzo positivo.
  • Video Modeling: Utilizzare brevi video che mostrano come svolgere determinate attività o interagire in situazioni sociali può essere estremamente efficace. I supporti visivi come questi facilitano la comprensione e la partecipazione.

3. Utilizzo di Supporti Visivi e Narrazioni Sociali:

  • Supporti Visivi: Schede illustrate, fotografie, sequenze di immagini, scale e disegni possono aiutare a scomporre informazioni complesse e a rendere comprensibili concetti sociali ed emozionali astratti. Esempi includono schede per spiegare le routine, le sequenze di un'attività o le regole di un gioco.
  • Narrazioni Sociali (Social Stories™): Queste narrazioni, create secondo criteri specifici, descrivono in dettaglio situazioni sociali, evidenziando spunti rilevanti e offrendo esempi di risposte appropriate. Dovrebbero essere condivise in un momento di calma e riviste prima che l'informazione sia necessaria. Un esempio potrebbe essere una storia su come prepararsi per andare a fare il bagno.
  • Comic Strip Conversations™: Concepite da Carol Gray, queste rappresentazioni visive delle conversazioni utilizzano simboli per illustrare pensieri, sentimenti e idee, facilitando la comprensione delle dinamiche sociali.

Quali giochi fare con un bambino autistico?

4. Adattamento dell'Ambiente e dei Giochi:

  • Prevedibilità e Routine: Creare una routine di gioco chiara (es. prima un'attività motoria, poi un puzzle) aiuta il bambino a orientarsi e riduce l'ansia. L'ambiente dovrebbe essere strutturato, con spazi ben definiti e un numero limitato di giocattoli esposti per evitare il sovraccarico sensoriale.
  • Semplificazione delle Regole: Adattare un gioco può significare semplificarne le regole, usare supporti visivi per spiegare i turni o scegliere giochi che non richiedono un linguaggio complesso.
  • Focus sugli Interessi Speciali: Integrare gli interessi speciali del bambino nelle attività di gioco crea esperienze altamente motivanti. Se un bambino è appassionato di treni, si possono organizzare attività legate al mondo ferroviario.

5. Rinforzo Positivo:

  • Premiare i comportamenti desiderati, come la condivisione, la richiesta di aiuto o la partecipazione attiva, aiuta il bambino a comprendere quali azioni sono apprezzate. Il rinforzo può essere un sorriso, un applauso, una parola di incoraggiamento o una piccola ricompensa.

Il Percorso dell'Amicizia nella Sindrome di Asperger

Secondo Tony Attwood, la socializzazione rappresenta una delle principali sfide per i bambini con sindrome di Asperger. Desiderano spesso avere amici, ma possono avere difficoltà a capire le regole sociali non scritte che governano l'interazione tra pari.

Fasi Evolutive dell'Amicizia secondo Attwood:

  • Fase 1: Preferenza per la solitudine o l'interazione con adulti. Il gioco è più costruttivo che sociale. Fatica a comprendere segnali sociali, linguaggio del corpo ed emozioni altrui.
  • Fase 2: Desiderio di amicizia ma mancanza di abilità. Può essere ingenuo, fraintendere intenzioni, diventare possessivo o invadente. Difficoltà nella reciprocità e nella comunicazione empatica.
  • Fase 3: Negazione delle difficoltà e crescente frustrazione. Il bambino può negare i suoi problemi sociali o fingere di avere amici. A casa può mostrare frustrazione e comportamenti aggressivi.
  • Fase 4: Adolescenza ed età adulta: isolamento e introspezione difficile. Diventa consapevole della propria solitudine e può sviluppare depressione o ansia sociale.

scheda di narrazione sociale

Attwood evidenzia anche differenze tra bambini e bambine Asperger. I maschi tendono a isolarsi o cercano amici con interessi simili, mentre le femmine sembrano più abili nell'osservare e imitare i comportamenti sociali, riuscendo a "camuffare" meglio le proprie difficoltà. Questo sforzo di adattamento richiede però un grande dispendio di energia.

Strategie di Intervento per l'Amicizia:

  • Insegnamento esplicito delle abilità sociali: Utilizzare storie sociali per spiegare le regole implicite delle interazioni.
  • Creazione di ambienti strutturati: Organizzare attività sociali in contesti prevedibili e strutturati.
  • Supporto emotivo: Aiutare il bambino a riconoscere e gestire le proprie emozioni durante le interazioni.

L'Importanza del Gioco Inclusivo

Un ambiente di gioco inclusivo non avvantaggia solo il bambino con autismo. I coetanei con funzionamento tipico imparano l'empatia, la flessibilità, la tolleranza e sviluppano modi creativi per comunicare e risolvere problemi. Imparano che esistono molteplici modi di giocare e di essere, arricchendo il proprio bagaglio di Social Skills.

Il coinvolgimento attivo del genitore è fondamentale: i genitori possono sostenere e promuovere i benefici del gioco inclusivo, integrando strategie di gioco che favoriscono lo sviluppo delle competenze sociali e comunicative del bambino.

Considerazioni sui Disturbi dello Spettro Autistico

È importante sfatare alcuni luoghi comuni errati sull'autismo. Il neurosviluppo varia in modo complesso da persona a persona. Le alterazioni non sono sempre meglio spiegate da disabilità intellettiva o da ritardo globale dello sviluppo. Non vi è ancora un accordo condiviso sulle cause specifiche dell'autismo, ma si concorda su un'ipotesi multifattoriale. Inoltre, la letteratura rileva come i Disturbi dello Spettro Autistico non siano maggiormente presenti nei bambini vaccinati rispetto a quelli non vaccinati.

La sindrome di Asperger, non più presente come diagnosi separata nel DSM-5, rientra nello spettro autistico. Le persone nello spettro possono presentare differenze percettive sensoriali, provare emozioni in modo diverso dal contesto atteso, e avere differenze a livello cognitivo, soprattutto nella flessibilità del pensiero e negli interessi ristretti e ripetitivi, che possono portare a un "iperfocus".

L'autismo classico è caratterizzato da ritardo nel linguaggio, mentre la sindrome di Asperger si manifesta con intelligenza nella norma o superiore, talvolta con maggiore adattamento e funzionalità. Possono esserci ipersensibilità sensoriali, peculiarità nei movimenti, difficoltà nella coordinazione motoria e interessi particolari e ripetitivi, in cui possono essere particolarmente dotati.

Il Ruolo del Reiki nel Supporto all'Autismo

Alcuni studi e rapporti indicano che il Reiki può essere utile per le persone con autismo, offrendo diversi benefici:

  • Possibilità di connettersi con un'altra persona in un modo diverso: Aiuta a stabilire un legame con le persone circostanti.
  • Riduzione dello stress e dell'ansia: Le persone con autismo sono spesso irrequiete e iperattive.
  • Migliore qualità del sonno: Può favorire un sonno più riposante.
  • Maggiore controllo sul disturbo: Offre un senso di controllo.

Sebbene realizzare trattamenti Reiki possa essere una sfida, soprattutto per bambini piccoli, trattamenti più brevi e frequenti o sessioni quando il bambino è assonnato o addormentato possono essere più efficaci. L'uso del Reiki da parte dei genitori insieme agli appuntamenti formali con il terapeuta sembra incoraggiare la comunicazione non verbale.

Il gioco, in tutte le sue forme, rimane uno strumento potente e indispensabile per favorire lo sviluppo, la connessione e il benessere dei bambini nello spettro autistico, offrendo un percorso privilegiato per costruire relazioni significative e per navigare il complesso mondo delle interazioni sociali.

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