La depressione, una condizione complessa che affligge milioni di persone in tutto il mondo, è un malessere che non risparmia alcuna fascia d'età, manifestandosi con intensità variabile sia nei giovani che negli adulti. Essa impatta profondamente non solo sull'umore, ma sull'intero benessere psicofisico, influenzando sinapsi, neurotrasmettitori e la vita quotidiana. Di fronte a questa crescente sfida per la salute pubblica, si rende sempre più necessaria una comprensione approfondita delle sue cause e l'esplorazione di strategie terapeutiche innovative ed accessibili.

Le Radici Neurologiche della Depressione: Neurotrasmettitori e Sinapsi
La depressione è intrinsecamente legata al funzionamento del nostro cervello, in particolare alle complesse interazioni tra neuroni mediate dai neurotrasmettitori. Queste sostanze chimiche, come la serotonina, la dopamina e la noradrenalina, svolgono un ruolo cruciale nella regolazione dell'umore, del sonno, dell'appetito e di altre funzioni vitali. Squilibri nella produzione, nel rilascio o nella ricaptazione di questi neurotrasmettitori possono alterare la comunicazione tra le sinapsi, le giunzioni dove i neuroni trasmettono segnali. La ricerca scientifica ha messo in luce come alterazioni in questi sistemi neurotrasmettitoriali siano frequentemente associate a stati depressivi. Ad esempio, bassi livelli di serotonina sono stati collegati a sentimenti di tristezza e ansia, mentre disfunzioni dopaminergiche possono influenzare la motivazione e il piacere.
L'Impatto della Depressione sulla Popolazione Giovanile
La vulnerabilità alla depressione e all'ansia è particolarmente pronunciata tra i giovani. Già prima della pandemia, oltre il 45% dei giovani tra i 15 e i 19 anni manifestava stati di sofferenza. Come conferma lo studio Headway, Mental Health Index 2.0, sono proprio gli adolescenti a risentire maggiormente della complessità del contesto in cui vivono. Spesso ne consegue l’insorgenza di ansia (28%), depressione (23%), solitudine (5%), stress (5%), o paura (5%) che minano lo sviluppo del potenziale, o comportano esiti negativi in termini di salute, per il fisico, la socialità, o a livello comportamentale ed economico. Lo sviluppo di interventi accessibili e scalabili per agire sulla depressione e l’ansia sono diventati una priorità di salute pubblica.

Sfide Globali e Contesti Socio-Economici: La Depressione in Africa Sub-Sahariana
Pur essendo un tema globale, nei Paesi a basso e medio reddito dell’Africa Sub-Sahariana, come il Kenya, la depressione assume una rilevanza ancora maggiore. I fattori di stress sociale e ambientale aumentano il rischio di problemi di salute mentale dei giovani. Il contesto sociale ed economico, però, non riesce a invertire la rotta: l’accesso ai trattamenti tradizionali è spesso inaccessibile a causa di barriere sistemiche e strutturali come l'accesso limitato a molti degli interventi esistenti basati su evidenze scientifiche (EBT) che richiedono tempi lunghi, investimenti dedicati per la loro attuazione con la somministrazione da parte di esperti di salute mentale. Mancano politiche e investimenti dedicati alla salute mentale; c’è un forte stigma sociale rispetto ai problemi di salute mentale che impedisce ai giovani di cercare aiuto. Molti degli interventi sono adattamenti di approcci sviluppati in Occidente, che non tengono adeguatamente conto del contesto socioculturale in cui vengono attuati. Sono necessari strumenti che possano essere facilmente scalabili e privi di stigma, che non richiedano l’intervento di personale esperto e radicati nel territorio di attuazione.
L'Arte e la Creatività come Strumenti Terapeutici
In risposta alla necessità urgente di interventi di salute mentale non farmacologici, scalabili, accessibili e privi di stigma, l'arte e la letteratura emergono come potenti alleati. Possono dare un grande contributo al cambiamento psicologico, aumentando l’autostima, la resilienza e la fiducia in sé stessi. Doris Sommer, docente di lingue romanze e studi afroamericani all’Università di Harvard, sta sviluppando, con il suo gruppo, un protocollo multicentrico in più continenti, volto all’alfabetizzazione artistica creativa e allo sviluppo del pensiero critico, indirizzato in particolare al benessere degli adolescenti. L’intervento denominato Pre-Texts è stato applicato a Kibera, uno slum di circa 300.000 persone di Nairobi - Kenya, uno dei più grandi dell’Africa, caratterizzato da violenza e criminalità, forti disagi economici, uso e abuso di droghe e da un contesto di profondo disagio mentale, diventando subito un case study.
Il protocollo Pre-Texts invita chi legge a usare testi semplici come un estratto di un romanzo, una lezione di fisica o un manuale tecnico, materiale grezzo, pretesto per creare arte, sperimentare e improvvisare. Segue una riflessione collettiva sul processo di interpretazione. Adottato in istituti scolastici di tutti i gradi e in più centri culturali del mondo, sta registrando risultati positivi a favore del benessere dei giovani. A Kibera, lo studio è stato finanziato dall'Iniziativa Mente, Cervello e Comportamento (MBB - Mind Brain and Behavior) e dal Centro di Studi Africani dell'Università di Harvard, coinvolgendo nella realizzazione lo Shamiri Institute e l’Università di Nairobi. Dopo un workshop preliminare tenutosi nel gennaio 2020, che ha coinvolto numerosi insegnanti, un team di facilitatori di 18-22 anni del luogo, da poco diplomati, è stato possibile formare le risorse adeguatamente sul protocollo. 235 studenti e studentesse (53,19%) sono stati coinvolti nella sperimentazione, divisi in modo randomico (RCT Randomized Controlled Trial) in gruppi da circa 8 persone, di cui una parte ha seguito il protocollo mentre l’altra ha svolto delle attività di doposcuola sulle abilità di studio, come gruppo di controllo.
Cinque semplici step caratterizzano il protocollo Pre-Texts:
- Dopo un primo momento per rompere il ghiaccio, il/la facilitatrice invita una persona a leggere ad alta voce un testo di qualsiasi tipo (un manuale tecnico, un articolo scientifico, una poesia, o l’estratto di un romanzo), nel contempo, il gruppo ascolta e disegna.
- Durante la sessione, i partecipanti pongono domande per iscritto connesse al testo, in modo anonimo. In questa fase ogni partecipante agisce come inquisitore del testo, sviluppando il pensiero critico e scoprendo il ruolo dell’interpretazione della lettura e che pensieri differenti possono essere un valore aggiunto e non ostacoli.
- Ognuno poi, seleziona una domanda a cui sceglie di rispondere.
- A partire dal testo, un membro del gruppo propone un’attività creativa da realizzare insieme (una sfilata di moda, una canzone, una ricetta etc.).
- A seguire, ha luogo un momento di riflessione in cerchio, su ciò che è stato realizzato, con la possibilità di esprimere una o due frasi in merito.
I risultati sono in linea con recenti ricerche sull’efficacia di interventi brevi seguiti da personale non sanitario. Pre-Texts è in corso di sperimentazione a Pescara, città italiana che si sta proponendo come laboratorio di innovazione sociale a base culturale, grazie a una convergenza di intenti e una sensibilità condivisa da molti attori del territorio, tra cui l’Università. Il ciclo formativo, basato sull’applicazione del protocollo è stato rivolto principalmente a insegnanti degli istituti superiori e a operatori/operatrici del mondo culturale e sociale. Nel corso della settimana di formazione, sono emersi molteplici livelli di lettura del testo iniziale (un estratto de Il Maestro Ignorante di Jacques Ranciere), che ha rappresentato la base di numerose espressioni artistiche, tra cui il mimo, l’associazione di brani musicali e opere artistiche a passi del testo, una sfilata di moda. Nonostante lo studio internazionale debba essere implementato in più aspetti (come, ad esempio, la numerosità del campione, periodo di follow-up, e l’integrazione interculturale degli strumenti) e vada verificata l’efficacia nel tempo con futuri studi, i primi risultati contribuiscono a delineare un nuovo sentiero delle potenzialità dell’espressione creativa per il benessere, applicabile anche in contesti meno privilegiati e con risorse limitate.
Perché l'arte terapia fa bene?
Approcci Farmacologici alla Depressione: Un Panorama Dettagliato
Per trattare la depressione possono essere utilizzati vari tipi di farmaci, ognuno con meccanismi d'azione, profili di efficacia e potenziali effetti collaterali specifici.
Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina (ISRS)
Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (ISRS) costituiscono attualmente la classe di antidepressivi più comunemente usata. Sono efficaci nel trattare la depressione come anche altri disturbi di salute mentale che spesso coesistono con la depressione. Sebbene gli ISRS possano causare nausea, diarrea, tremori, perdita di peso e cefalea, questi effetti collaterali sono di solito lievi o scompaiono man mano che continua il trattamento. Gli effetti collaterali degli ISRS sono meglio tollerati dalla maggior parte dei soggetti rispetto a quelli degli antidepressivi eterociclici e hanno meno probabilità di compromettere il cuore.
Tuttavia, è fondamentale monitorare attentamente i pazienti, specialmente bambini e adolescenti, poiché alcuni soggetti possono apparire più agitati, depressi e ansiosi la prima settimana dopo l’inizio del trattamento con ISRS o dopo un aumento del loro dosaggio. Se tali sintomi non vengono prontamente identificati e curati, la tendenza al suicidio può aumentare. I soggetti che assumono ISRS e i loro cari devono essere consapevoli che esiste tale possibilità e sapere che devono contattare il medico in caso di peggioramento dei sintomi nel corso della terapia. Poiché anche le persone con depressione non trattata talvolta compiono il suicidio, è necessario che il soggetto e il suo medico valutino questo rischio rispetto ai rischi associati alla terapia farmacologica.
Inoltre, con l’uso a lungo termine, gli ISRS possono presentare altri effetti collaterali, come l’aumento di peso e una disfunzione sessuale (in un terzo dei soggetti). Alcuni ISRS, come la fluoxetina, causano perdita di appetito. La sonnolenza diurna, avvertita nelle prime settimane dopo l’inizio degli ISRS, è generalmente temporanea. L’improvvisa sospensione di alcuni ISRS può causare una sindrome da astinenza con vertigini, ansia, irritabilità, stanchezza, nausea, brividi e dolori muscolari. Nel caso delle donne in gravidanza, il medico discuterà i rischi e i benefici dell’uso degli ISRS, se sono ancora necessari. Tuttavia, la paroxetina non deve essere utilizzata a causa del potenziale rischio di difetti cardiaci nel feto.
Altre Classi di Antidepressivi
Altre classi di antidepressivi, altrettanto efficaci e sicure degli ISRS, presentano effetti collaterali simili:
- Inibitori della ricaptazione della noradrenalina-dopamina (es. bupropione): Agiscono aumentando i livelli di dopamina e noradrenalina nel cervello.
- Modulatori della serotonina (es. mirtazapina, trazodone): Influenzano vari recettori della serotonina e possono avere effetti sedativi.
- Inibitori della ricaptazione della serotonina-noradrenalina (es. venlafaxina, duloxetina): Bloccano la ricaptazione sia di serotonina che di noradrenalina, offrendo un'azione più ampia.
Come per gli ISRS, il rischio di suicidio può temporaneamente aumentare quando si inizia la terapia con tali farmaci e la sospensione improvvisa degli inibitori della ricaptazione della serotonina-norepinefrina può portare a una sindrome da sospensione. Altri effetti collaterali variano in base al farmaco specifico.
Antidepressivi Triciclici (TCA)
Gli antidepressivi triciclici, che costituivano il trattamento di prima linea in passato, sono oggi usati meno frequentemente a causa di un profilo di effetti collaterali più ampio. Spesso inducono sonnolenza e portano a un aumento ponderale. Possono inoltre causare tachicardia e ipotensione ortostatica (un calo della pressione sanguigna quando ci si alza in piedi). Altri effetti collaterali, noti come effetti anticolinergici, comprendono offuscamento della vista, secchezza delle fauci, stato confusionale, stipsi e difficoltà a iniziare la minzione; questi effetti sono spesso più gravi nei soggetti anziani. La sospensione improvvisa dei TCA, come per gli SSRI, può provocare una sindrome da astinenza.
Inibitori della Monoaminossidasi (IMAO)
Gli inibitori della monoaminossidasi (IMAO) sono molto efficaci ma vengono prescritti raramente, solo se gli altri antidepressivi non hanno avuto effetto. I soggetti trattati con IMAO devono attenersi a una serie di restrizioni alimentari e adottare precauzioni speciali per evitare l’insorgere di una reazione grave che comporta un aumento improvviso della pressione arteriosa con cefalea grave, martellante (crisi ipertensiva), che può causare un ictus. Tra le precauzioni da adottare vi sono:
- Non assumere cibi o bevande che contengano tiramina, quali birra alla spina, vini rossi, liquori, frutta troppo matura, salumi, formaggi stagionati, fave, estratti di lievito, fichi in scatola, uva passa, yogurt, formaggi, panna acida, aringa in salamoia, caviale, fegato, carni molto battute e salsa di soia.
- Non assumere pseudoefedrina, presente in molti prodotti da banco contro tosse e raffreddore.
- Non assumere destrometorfano, reserpina o meperidina.
- Portare sempre con sé un antidoto, come le compresse di clorpromazina e, in caso di grave cefalea martellante, assumerlo tutto in una volta e recarsi al pronto soccorso più vicino.
I soggetti che assumono IMAO devono inoltre evitare l’assunzione di altri tipi di antidepressivi, compresi i TCA, gli SSRI, il bupropione, i modulatori della serotonina e gli inibitori della ricaptazione della serotonina-norepinefrina. L’assunzione di IMAO con un altro antidepressivo può provocare un pericoloso aumento della temperatura corporea, degradazione muscolare, insufficienza renale e crisi convulsive. Tali effetti, che definiscono la sindrome maligna da neurolettici, possono essere fatali. La sospensione improvvisa degli IMAO, come per gli SSRI, può provocare una sindrome da astinenza.
Antidepressivo Melatoninergico (Agomelatina)
L’agomelatina è un antidepressivo melatoninergico che stimola i recettori della melatonina e viene utilizzata per trattare episodi depressivi maggiori. Offre diversi vantaggi: ha meno effetti collaterali della maggior parte degli antidepressivi, non causa sonnolenza diurna, insonnia o aumento di peso, e non crea dipendenza né causa sintomi da astinenza. L’agomelatina può causare cefalea, nausea e diarrea. Inoltre, può aumentare i livelli degli enzimi epatici, pertanto i medici misurano tali livelli prima di iniziare il trattamento e successivamente ogni 6 settimane. I soggetti con problemi epatici non devono assumere agomelatina.
Ketamina ed Esketamina
La ketamina è un anestetico che, se somministrata a dosi sub-anestetiche, può produrre un rapido, sebbene solitamente transitorio, miglioramento dei sintomi depressivi grazie ai meccanismi cerebrali che influenza. È disponibile anche l’esketamina, una forma di ketamina, per i soggetti con disturbo depressivo maggiore che non hanno risposto ai trattamenti tradizionali. Viene somministrata sotto forma di spray nasale ed è utilizzata a dosi inferiori rispetto a quelle somministrate per l’anestesia. La maggior parte delle persone a cui vengono somministrate ketamina o esketamina ottiene una riduzione dei sintomi della depressione entro 4 ore, una risposta molto rapida rispetto ai farmaci antidepressivi tradizionali. Ripetere la dose una o due volte alla settimana può mantenere gli effetti antidepressivi.
Entro 1-2 ore dalla somministrazione possono manifestarsi effetti collaterali, tra cui aumento della pressione arteriosa, nausea e vomito, ed effetti a livello mentale, quali la sensazione di scollegamento da se stessi (derealizzazione), la sensazione di una distorsione del tempo e dello spazio, e allucinazioni. Questi farmaci vengono solitamente somministrati in un ambulatorio medico o in ospedale, in modo che i medici possano tenere sotto osservazione il paziente per qualche ora per eventuali effetti collaterali, e anche per il fatto che possono provocare dipendenza e sono talvolta oggetto di abuso.
Altri Approcci Terapeutici e Integrativi
Oltre ai farmaci antidepressivi, esistono altre strategie e trattamenti che possono essere considerati:
Psicotimolanti e Altri Farmaci
A volte vengono utilizzati psicostimolanti, come destroamfetamina e metilfenidato, nonché altri farmaci, spesso in combinazione con antidepressivi. Gli psicostimolanti sono utilizzati per aumentare il livello di attenzione e consapevolezza.
Integratori Alimentari e Nutrizione
L’iperico, un integratore alimentare naturale, viene talvolta usato per curare la depressione lieve, anche se la sua efficacia non è stata dimostrata in modo conclusivo.
Le carenze di alcuni alimenti specifici possono indebolire la funzione del cervello e della memoria, così come aggravare i livelli di stress e ansia. Vitamine B, amminoacidi, zinco, magnesio, iodio e ferro sono nutrienti essenziali. I medici sottolineano da sempre l’importanza dell’assumere grassi acidi omega 3, perché contribuiscono a mantenere la salute delle cellule del cervello. Le vitamine del gruppo B - vitamine B6 e B12 in particolare - sono note per i molti benefici che portano alla salute. Possono contribuire a ridurre il rischio di ictus, sostenere la crescita delle unghie, e idratare la pelle, ma possono anche influenzare notevolmente i vostri stati d’animo. Secondo il National Center for Biotechnology Information, una carenza di vitamine del gruppo B può influenzare notevolmente la vostra salute mentale. Lo zinco è uno dei nutrienti valido per tutti gli usi ed è necessario per mantenere la salute di quasi ogni parte del corpo. I medici dicono che il selenio è necessario per la mantenere la funzione della tiroide sana, e, in effetti, anche il benessere mentale. Il National Institutes of Health suggerisce che, in media, gli adulti dovrebbero ottenere circa 600 UI di vitamina D al giorno. Come il selenio, lo iodio è necessario per la funzione tiroidea corretta. Aiuta a rafforzare il sistema immunitario, le prestazioni del cervello, la memoria e a regolare la temperatura corporea. Circa il 20% delle donne ha bisogno di ferro, e fino al 50 per cento di tutte le donne che sono incinta hanno bisogno di più ferro nella loro dieta. Gli aminoacidi sono fondamentali per il mantenimento di un buono stato di salute mentale.
L'Approccio Anti-infiammatorio e Immunopsichiatria
Un approccio innovativo alla depressione considera il ruolo dell'infiammazione. Sono soltanto pochi anni che si parla di infiammazione all'origine dell'umore nero. Dosi molto basse di interleukina 2 sono state somministrate a una parte di pazienti prescelti per l’esperimento, mentre alla restante parte sono stati somministrati dei placebo. La risposta antidepressiva c’è stata, anche in alcuni dimostratisi resistenti alla normale terapia. "È noto che dal 30 al 50 per cento delle persone con disturbi dell’umore presenta uno stato infiammatorio clinicamente identificabile - spiega il professor Benedetti. - Un’infiammazione che coinvolge l’intero organismo, se la depressione è resistente. Avviene così che questi pazienti si ammalino più spesso di malattie infettive e di malattie autoimmuni”. Il nostro trattamento per rafforzare il sistema immunitario, e in particolare le cellule T, può essere un modo efficace per correggere le anomalie immuno-infiammatorie associate ai disturbi dell’umore e, al tempo stesso, potenziare la risposta antidepressiva. Siamo alla immunopsichiatria, un altro settore della medicina che si apre alla immunoterapia portata ai traguardi più avanzati dall’oncologia, dentro la “medicina di precisione”. L’auspicio è che si riescano ad ottenere esami sullo stato di infiammazione di una persona così da poter decidere a priori se partire subito con un antinfiammatorio contro la depressione o se i consueti antidepressivi saranno efficaci.

L'Attività Fisica come Prescrizione Terapeutica
La Società Italiana di Neuropsicofarmacologia (Sinpf) lancia un appello agli specialisti: prescrivere l'attività fisica con la stessa sistematicità di un farmaco per contrastare i disturbi d'ansia e la depressione, sia tra i giovani che tra i meno giovani. Il monito della Sinpf si fonda su una solida base scientifica che, proprio nell'ultimo anno, si è arricchita di nuove evidenze che tracciano una linea netta tra sedentarietà e patologia psichiatrica. "La letteratura scientifica più recente parla chiaro: il movimento fisico agisce sui sistemi dopaminergici e serotoninergici con un'efficacia che non possiamo più ignorare" dichiarano i presidenti Sinpf, Matteo Balestrieri e Claudio Mencacci. "Lo sport non deve più essere un consiglio generico, ma una prescrizione clinica parte integrante del protocollo terapeutico per i pazienti con disturbi dell'umore".
Benefici Specifici per i Giovani
Uno studio condotto dall'Università del Sichuan, pubblicato poche settimane fa sul Journal of Affective Disorders, ha dimostrato che anche piccoli incrementi di attività fisica riducono drasticamente il rischio di depressione nei giovani, agendo come un vero e proprio “scudo biologico” durante lo sviluppo cerebrale. "L'adolescenza è una finestra di vulnerabilità critica per l'insorgenza di disturbi dell'umore" dichiara Matteo Balestrieri. Questa metanalisi dimostra infatti che i giovani che praticano attività fisica regolare presentano una riduzione del rischio di sviluppare disturbi depressivi maggiore tra il 15% e il 22% rispetto ai coetanei sedentari. L'effetto protettivo è statisticamente rilevante anche con incrementi modesti di attività: solo 20 minuti di attività moderata 3 volte a settimana mostrano un'efficacia protettiva statisticamente significativa.
Evidenze su Adulti e Benefici Cognitivi
Un'altra recente metanalisi, condotta su quasi 70mila adulti, conferma che l'esercizio fisico riduce i sintomi d'ansia con effetti moderati e costanti, equiparabili in molti casi agli interventi di prima linea. I risultati, pubblicati sulla rivista Psychiatry Research, mostrano che circa il 40% dei pazienti con ansia elevata sperimenta un miglioramento dei sintomi clinicamente rilevabile dopo un programma di esercizio strutturato. "Questa revisione sistematica" sottolinea Claudio Mencacci, "conferma che l'attività fisica regolare agisce su più fronti: dalla riduzione dello stress reattivo, migliorando la capacità di gestire gli imprevisti, all'igiene del sonno, favorendo un riposo di qualità superiore, fondamentale per l'equilibrio psichico, fino al miglioramento delle funzioni cognitive, promuovendo una maggiore chiarezza mentale e capacità decisionale. In sostanza, l'esercizio riduce i sintomi d'ansia indipendentemente dalla tipologia di sport praticato. Che sia aerobico o di resistenza, il corpo 'scarica' la tensione accumulata a livello neurologico".
L'Effetto Benefico della Visione dello Sport
La letteratura scientifica, oltre a dimostrare che qualsiasi tipo di attività fisica faccia bene alla salute mentale, a prescindere dallo sport scelto, suggerisce che ci sono importanti benefici anche semplicemente nel guardare le performance atletiche. "Studi internazionali indicano che anche la fruizione passiva di grandi eventi sportivi come le Olimpiadi contribuisce al benessere collettivo, stimolando i neuroni specchio e riducendo il senso di isolamento sociale".
Esercizi Specifici e Rilascio di Ormoni del Benessere
Una meta-analisi che ha esaminato oltre 200 studi ha individuato quali siano gli esercizi più utili a combattere i problemi di salute mentale. La buona notizia è che basta anche allenarsi a un’intensità moderata per avere dei miglioramenti sia nelle donne, che negli uomini. I risultati hanno dimostrato che le donne beneficiano di più da allenamenti di forza, come ad esempio sollevare pesi, mentre gli uomini reagiscono meglio allo yoga e al qigong. Più l'attività fisica è intensa, maggiore è la quantità di ormoni del benessere, come dopamina e serotonina, che vengono rilasciati. Non sarebbe solo il rilascio di ormoni a rendere insostituibile lo sport nel contrastare le malattie mentali. Già studi precedenti avevano dimostrato che dedicando anche solo un quarto d’ora al giorno all’attività fisica in modo regolare abbatte del 25% il rischio di avere un disturbo collegato all’ansia. Le evidenze scientifiche hanno dimostrato che fare sport aiuta a non pensare troppo, perché ci distrae. Sappiamo che rimuginare è una delle abitudini peggiori per la salute mentale. Inoltre, combatte la tensione muscolare, tipica di chi convive con l’ansia.

Monitoraggio dell'Attività Fisica e Prevenzione della Depressione
Una meta-review del 2020 ha riassunto il ruolo critico dei comportamenti modificabili per la salute, come l’attività fisica (PA), nelle strategie di salute pubblica incentrate sulla prevenzione della depressione. Il numero di passi giornalieri è una misura oggettiva semplice e intuitiva della PA. Attualmente, il monitoraggio dei passi giornalieri è sempre più fattibile per la popolazione generale grazie alla diffusione dei dispositivi indossabili. L’associazione tra il numero di passi giornalieri misurati con i tracker indossabili e la depressione è stata esaminata con un approccio meta-analitico. Nella meta-analisi sono stati inclusi 33 studi che hanno coinvolto 96.173 adulti di età pari o superiore a 18 anni. I passi giornalieri sono risultati inversamente correlati ai sintomi depressivi: i partecipanti con 7000 o più passi al giorno avevano un rischio ridotto di depressione rispetto alle loro controparti con meno di 7000 passi al giorno.
Conclusione provvisoria sul Tapering degli Antidepressivi
Il tema della sospensione graduale o rapida degli antidepressivi è delicato, soprattutto considerando che la depressione è una malattia ricorrente che tende a ripresentarsi. Uscire da una terapia con antidepressivi senza rischi di ricadute richiede un approccio attento e personalizzato, discusso approfonditamente con il proprio medico curante.
Il Sonno e la Salute Mentale dei Giovani
Il sonno del weekend potrebbe proteggere la salute mentale dei giovani. Recuperare nel weekend il sonno perso durante la settimana potrebbe offrire una piccola ma concreta protezione contro i sintomi depressivi in adolescenti e giovani adulti. È quanto suggerisce uno studio basato su dati nazionali statunitensi, pubblicato sul Journal of Affective Disorders.
L'Impatto degli Schermi sulla Salute Mentale
Quando lo schermo diventa un rischio per la salute mentale dei più giovani. Più tempo trascorso davanti agli schermi durante l’infanzia e la preadolescenza si associa, negli anni successivi, a un aumento del rischio di ansia, depressione, stress e comportamenti aggressivi.
Sintomi Depressivi e Rischio di Demenza
Alcuni specifici sintomi depressivi nella mezza età potrebbero essere associati a un aumento del rischio di sviluppare demenza molti anni dopo. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Lancet Psychiatry che ha seguito per oltre vent’anni una coorte britannica di adulti inizialmente tra i 35 e i 55 anni.
La Depressione Post-Trattamento Oncologico
La depressione che non ti aspetti, quella dopo le cure. "Durante la chemioterapia stavo male, pativo gli effetti collaterali; ma avevo voglia di combattere strenuamente. Ero forte, coraggiosa, piena di energie, nonostante le fatiche indotte dalla malattia e dalle cure. Adesso ho finito le terapie, i controlli sono andati bene." Questo testimonia la complessità del benessere psicologico anche dopo la fase acuta di altre patologie.
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