Vincenzo Leuzzi e la Neuropsichiatria Infantile: Innovazioni e Sfide nel Campo delle Malattie Rare

La neuropsichiatria infantile è una disciplina fondamentale che si occupa della diagnosi, del trattamento e della gestione dei disturbi neurologici e psichiatrici che colpiscono i bambini e gli adolescenti. In questo contesto, la figura del Professor Vincenzo Leuzzi emerge come un punto di riferimento di grande rilievo, soprattutto per quanto concerne l'approccio alle malattie rare e alle condizioni neurologiche complesse in età pediatrica. La sua expertise e il suo contributo sono particolarmente evidenti nell'innovazione terapeutica e nell'organizzazione dei servizi dedicati.

Illustrazione stilizzata di un cervello infantile con connessioni neurali

Le Malattie Rare: Un Panorama Preoccupante in Età Pediatrica

Le malattie rare, definite come patologie che colpiscono un numero limitato di persone rispetto alla popolazione generale, rappresentano una sfida significativa per la medicina moderna. A livello globale, si stima che circa il 5% della popolazione mondiale sia affetto da una malattia rara, traducendosi in circa 30 milioni di individui solo in Europa. In Italia, il dato è altrettanto allarmante: si contano circa 2 milioni di pazienti affetti da queste patologie, con una percentuale elevatissima, circa il 70%, che riguarda soggetti in età pediatrica. Questa prevalenza in età infantile sottolinea l'urgenza di sviluppare strategie diagnostiche e terapeutiche mirate per questa fascia d'età.

Tra le diverse categorie di malattie rare, quelle che coinvolgono il sistema nervoso rivestono particolare gravità e complessità. Si stima che circa il 40% delle malattie rare abbia un impatto sul sistema nervoso, compromettendo funzioni motorie, cognitive, comportamentali e sensoriali fondamentali per lo sviluppo del bambino. L'identificazione precoce e l'accesso a cure innovative sono pertanto cruciali per migliorare la qualità di vita di questi giovani pazienti e delle loro famiglie.

Il Deficit di AADC: Una Malattia Genetica Ultra-Rara e le Nuove Speranze Terapeutiche

Un esempio emblematico di malattia genetica ultra-rara, su cui il Professor Leuzzi ha focalizzato la sua attenzione, è il deficit di decarbossilasi degli L-aminoacidi aromatici (deficit di AADC). Questa patologia, la cui origine risale a mutazioni nel gene DDC, è caratterizzata da un deficit dell'ultima tappa di sintesi di dopamina e serotonina, due neuromediatori essenziali per il corretto funzionamento del sistema nervoso centrale e periferico.

“L’inadeguata sintesi di questi neuromediatori non comporta soltanto un’importante alterazione della connettività cerebrale, ma, emergendo precocemente dopo la nascita, anche una grave compromissione dello sviluppo di importanti funzioni neurologiche e cognitive”, afferma il prof. Leuzzi. La malattia, descritta per la prima volta circa 30 anni fa, presenta solitamente un esordio precoce, con un grave ritardo delle acquisizioni psicomotorie, ipotonia muscolare e particolari deviazioni toniche dello sguardo, note come crisi oculogire.

Diagramma che illustra la via biosintetica di dopamina e serotonina e il punto di deficit nell'AADC

Nonostante la gravità della patologia, Leuzzi evidenzia come la malattia sia probabilmente sottodiagnosticata. “Sulla base della frequenza allelica delle varianti patogenetiche note, si stima una frequenza di un caso ogni 90-120 mila nati, superiore a quella risultante dai casi noti: ciò suggerisce che la malattia sia sottodiagnosticata”, aggiunge Leuzzi. La difficoltà nel sospettare clinicamente questa patologia, a causa della sua rarità e della complessità della sua presentazione, rende fondamentale una formazione specifica per i professionisti sanitari.

La diagnosi, una volta sospettata, può essere effettuata in modo relativamente rapido. Sebbene in passato la conferma diagnostica richiedesse un prelievo invasivo di liquido cefalo-rachidiano per il dosaggio dei metaboliti, ora è disponibile una procedura meno invasiva. “Da pochi anni a questa parte è stato visto che un metabolita presente anche nel sangue - la metildopa (3-OMD) - si è dimostrato un ottimo marker periferico per la malattia, potendo essere dosato anche su poche gocce di sangue essiccato su carta bibula”, spiega Leuzzi. Questa semplice procedura è ora candidata per un possibile screening neonatale, in grado di rendere la diagnosi disponibile nell'arco di poche ore.

Un passo avanti epocale nel trattamento del deficit di AADC è rappresentato dall'approvazione, da parte del Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), di eladocagene exuparvovec. Si tratta di una terapia genica, sviluppata da PTC Therapeutics, destinata a pazienti affetti da questa malattia genetica ultra-rara, di cui si contano poco più di 200 casi in tutto il mondo. Questa terapia ha ricevuto la designazione di farmaco orfano ed è indicata per pazienti di età superiore ai 18 mesi.

“Lo sviluppo della terapia genica è stato effettuato da ricercatori di Taiwan, area geografica ove la malattia ha una frequenza di circa 1 caso ogni 30 mila con presentazioni di notevole gravità”, chiarisce Leuzzi. Eladocagene exuparvovec è una terapia genica "in vivo", somministrata tramite un'iniezione intracerebrale direttamente nel putamen. Questo intervento consente alle cellule di quest'area cerebrale di acquisire la capacità di sintetizzare la dopamina, compensando la carenza dovuta alla mancata funzionalità dei neuroni dopaminergici del sistema nigrostriatale.

“L’esito del trattamento si è rivelato molto significativo ovviamente in relazione alla gravità iniziale e probabilmente all’età del paziente. Il miglioramento ha riguardato non solo la funzione motoria, ma anche quella cognitiva generando un complessivo miglioramento clinico del paziente”, spiega Leuzzi. È importante sottolineare che, sebbene destinata ad ampliare il ventaglio terapeutico, eladocagene exuparvovec non sarà applicabile a tutti i pazienti, ma solamente a quelli che soffrono della forma grave del deficit di AADC. “Fra i criteri di selezione per il trattamento c’è l’assenza del controllo del capo, il che indica una grave compromissione motoria”, conclude Leuzzi. “I dati oggi a disposizione mostrano come la terapia sia in grado di modificare la storia naturale della malattia, ma al momento le indicazioni di utilizzo sono ristrette a pazienti che non hanno alternative terapeutiche”.

TERAPIA GENICA: UNA SPERANZA PER MALATTIE RARE

L'Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Umberto I di Roma: Un Nuovo Polo per la Neuropsichiatria Infantile

Il Professor Vincenzo Leuzzi è anche alla guida del nuovo reparto di Neuropsichiatria Infantile dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Umberto I di Roma. L'inaugurazione di questa struttura, avvenuta il 23 luglio 2020, rappresenta un passo significativo nello sviluppo dei servizi dedicati alla salute mentale e neurologica dei bambini e degli adolescenti in Italia. La cerimonia ha visto la presenza di importanti figure istituzionali, tra cui l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, e il direttore generale del Policlinico, Vincenzo Panella.

Il direttore generale Panella ha sottolineato l'importanza di questa nuova realtà: “Mancava questo tipo di servizio per far fronte alle crisi acute adolescenziali, che rappresentano una patologia emergente in una fascia d’età sempre più colpita rispetto agli anni passati”. Ha inoltre evidenziato l'impegno nell'assunzione di personale qualificato, con 12 infermieri e 6 neuropsichiatri giovani e formati, auspicando che questo sia un ulteriore passo per lo sviluppo della Neuropsichiatria in Italia.

La struttura è dotata di 8 posti letto, con un approccio integrato che prevede la continuità delle cure con i reparti di Neurologia e Psichiatria presenti nello stesso Istituto. Il potenziale bacino d'utenza del nuovo reparto è ampio, potendo interessare l'intero Paese, data la sua natura pionieristica. Il direttore generale ha affermato che "sarebbe immediatamente saturo" e che per l'Italia centro-meridionale rappresenterà un punto di riferimento fondamentale. È stata inoltre ribadita la necessità di collaborare con le altre regioni e con i servizi di Neuropsichiatria infantile per costruire percorsi condivisi e sinergie operative.

L'assessore alla Sanità, Vincenzo D’Amato, ha definito questo servizio "unico in Italia", sottolineando come esso sorga in un luogo che ha visto nascere la "grande scuola della Neuropsichiatria infantile". Ha inoltre definito la sua realizzazione "una grande sfida che rafforza qualitativamente il sistema sanitario regionale".

La Rete della Neuropsichiatria Infantile in Italia: Eccellenze e Sviluppi

Oltre al Policlinico Umberto I, diverse altre realtà accademiche e cliniche in Italia contribuiscono allo sviluppo e all'avanzamento della Neuropsichiatria Infantile. Queste istituzioni rappresentano nodi cruciali per la ricerca, la formazione e l'assistenza.

L'Università degli Studi di Bari Aldo Moro, attraverso il Dipartimento di Biomedicina Traslazionale e Neuroscienze e la U.O.C. di Neuropsichiatria Infantile dell'A.O.U. Policlinico, diretta dal Prof. Andrea De Giacomo, è un centro di eccellenza.

A Milano, diverse strutture sono attive e consolidate:

  • ASST Santi Paolo e Carlo - Presidio Ospedaliero “San Paolo”
  • Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico
  • Fondazione IRCCS - Istituto Neurologico “C. Besta”
  • ASST Fatebenefratelli Sacco
  • IRCCS Eugenio Medea - La Nostra Famiglia Associazione
  • ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda
  • IRCCS Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
  • ASST Valtellina e Alto Lario (ASST Sondrio)

La segreteria didattica della Scuola di Specializzazione presso l'Ospedale Luigi Sacco, Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche, è coordinata dalla sig.ra Ottavia Carbonara.

L'Università di Modena e Reggio Emilia (UniMoRe), con la sua sede in Via Giuseppe Campi, 287, diretta dal Prof. M. Michele Roccella, rappresenta un altro polo importante per la disciplina.

A Pavia, l'Università degli studi di Pavia, attraverso il Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento e l'IRCCS Fondazione Istituto Neurologico C. Mondino, ospita una struttura complessa di Neuropsichiatria infantile. Questa è composta da:

  • U.O. Neuropsichiatria infantile (codice 3301)
  • U.O. Neuropsichiatria infantile-Riabilitazione (codice 7502)

La direzione di queste unità è affidata alla Prof.ssa Francesca Darra, Direttore U.O.C. di Neuropsichiatria Infantile presso l'Ospedale della Donna e del Bambino, c/o Ospedale Civile Maggiore, P.le A.

Mappa concettuale che collega le diverse istituzioni e i loro contributi alla neuropsichiatria infantile in Italia

La presenza di queste diverse realtà, ognuna con le proprie specificità e aree di eccellenza, è fondamentale per affrontare la complessità delle patologie neuropsichiatriche infantili e, in particolare, per fornire risposte adeguate ai pazienti affetti da malattie rare, spesso orfane di diagnosi e di terapie efficaci. La collaborazione tra queste istituzioni, la ricerca continua e l'innovazione terapeutica, come nel caso del deficit di AADC, sono la chiave per migliorare il futuro di questi bambini.

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