La ricerca sugli stati alterati di coscienza ha affascinato scienziati, filosofi e mistici per secoli. Tra le figure più emblematiche di questo campo, spicca John C. Lilly, un medico e psicoanalista di formazione, la cui audace esplorazione della mente umana ha lasciato un'impronta indelebile. Lilly, laureato presso il California Institute of Technology e specializzato in neurofisiologia presso l'Università della Pennsylvania, ha dedicato gran parte della sua carriera allo studio di ciò che si cela oltre la percezione ordinaria, utilizzando strumenti innovativi e approcci non convenzionali.

La Vasca di Deprivazione Sensoriale: Un Portale verso l'Interiorità
Uno degli strumenti più rivoluzionari sviluppati da Lilly è la vasca di deprivazione sensoriale, da lui stesso inventata. L'idea di base era quella di creare un ambiente in cui gli stimoli esterni fossero ridotti al minimo, permettendo così al cervello di esplorare le proprie profondità. Lilly, lavorando nei laboratori del National Institute of Mental Health (NIMH), trovò una grande vasca usata durante la Seconda Guerra Mondiale per lo studio sui sommozzatori e decise di riutilizzarla per questo scopo. Il dibattito scientifico dell'epoca verteva sulla possibilità che il cervello umano smettesse di funzionare in assenza di stimoli sensoriali. Per investigare questa ipotesi, Lilly cercò di trasformare la vasca in uno strumento capace di minimizzare gli stimoli esterni.
Originariamente, la vasca permetteva allo sperimentatore di rimanere in posizione verticale, ma gli studi successivi si concentrarono su un apparecchio ad assetto orizzontale. La vasca era riempita di acqua satura di sale solfato di magnesio, mantenuta costantemente alla temperatura corporea per eliminare la sensazione tattile. Il corpo dello sperimentatore si trovava così a galleggiare in assenza di gravità in un liquido isotermico. La vasca consiste in un guscio di vetroresina che accoglie al suo interno una soluzione ipersatura di acqua e solfato di magnesio, mantenuta costantemente alla temperatura di 34,8 °C, praticamente uguale alla tipica temperatura della pelle umana. Una volta preso posto all'interno, il corpo galleggia sulla superficie del liquido, che ha una profondità di soli 20 cm.
John Lilly sperimentò in segreto la vasca su se stesso, portando il suo organismo in assenza di stimoli per molte ore consecutive. Da queste esperienze, comprese che non solo il cervello non smetteva di funzionare, ma che il galleggiamento gli aveva conferito la sensazione di riposo più profonda che avesse mai provato. La sensazione di profondo rilassamento indotta da questo stato porta a quella che viene chiamata "risposta parasimpatica".

La vasca di deprivazione sensoriale è uno strumento la cui diffusione in tutto il mondo è iniziata negli anni Settanta, con l'obiettivo di migliorare lo stato di benessere psicofisico e le performance sportive. Alcune società sportive internazionali la utilizzano per il recupero dei loro atleti. Lo stato particolare che si raggiunge al suo interno è paragonabile allo stato di profonda meditazione dei monaci buddhisti, come dimostrato dal monitoraggio dell'attività cerebrale delle persone immerse.
La Sinergia con Sostanze Psichedeliche e la Ricerca sulla Coscienza
La ricerca di Lilly non si limitò alla sola deprivazione sensoriale. Egli esplorò le profondità della coscienza umana anche attraverso l'uso combinato di sostanze psichedeliche come LSD e ketamina. Queste sostanze, spesso utilizzate in sinergia con la vasca, gli permisero di indagare ulteriormente gli stati alterati di coscienza. Ha cercato di comprendere il modo in cui i delfini comunicano fra loro e con l'uomo, ed è stato un membro rappresentativo della controcultura californiana di scienziati, mistici e pensatori che emerse nei tardi anni sessanta e primi settanta. Ram Dass e Timothy Leary erano frequentatori assidui della sua casa.
Le sue ricerche lo spinsero a sperimentare gli effetti prolungati dell'uso di ketamina per 21 giorni consecutivi a dosi di 50 mg ogni ora. Dai suoi studi su questa sostanza, ha elaborato un modello che prevede il progressivo espandersi della propria coscienza in diversi gradi: realtà interna, realtà extra-terrestre, network di creazione, stadio sconosciuto (vedere anche The Eight Circuits of Consciousness di Timothy Leary e Robert Anton Wilson al circuito otto: The Neuro-Atomic Circuit). Ogni fase si espande in quella successiva, permettendo l'esperienza di altre realtà oltre quella terrestre conosciuta.
Lilly pervenne a un interessante concetto che espresse con queste parole: "Nella provincia della mente, ciò che si crede vero o lo è, oppure lo diventa entro limiti stabiliti per via empirica e sperimentale". Le sue convinzioni si spinsero tanto oltre il consenso ordinario da ipotizzare reti di esseri coscienti che governano le coincidenze che si verificano sulla Terra. A questo comitato diede il nome di E.C.C.O.
La Comunicazione con i Delfini e l'Esplorazione Inter-Specie
Dopo la specializzazione in psicoanalisi, Lilly iniziò a studiare la struttura fisica del cervello e della coscienza. Nel 1951 pubblicò uno studio sulla stimolazione attraverso elettrodi di un cervello di scimmia vivente, pensando di poter applicare la stessa tecnica sul suo cervello. Successivamente, nel 1953 si specializzò in neurofisiologia e nel 1954 iniziò a lavorare al progetto della vasca di deprivazione sensoriale.
La pericolosità dei suoi studi con psichedelici lo costrinse ad abbandonare questa ricerca per dedicarsi completamente alla comunicazione con i delfini. Nei tardi anni cinquanta, iniziò a indagare la comunicazione uomo-delfino, creando un centro, presso le Isole Vergini, per avviare questo tipo di ricerca. Nei primi anni sessanta, Lilly pubblicò materiale in cui riportava che i delfini hanno la capacità di riprodurre gli schemi fonetici umani.
John Lilly e l'ufficio di controllo delle coincidenze terrestri - Trailer ufficiale - Oscilloscop...
La Vasca di Deprivazione Sensoriale nel Contesto Culturale e Scientifico
L'influenza della vasca di deprivazione sensoriale si estende ben oltre l'ambito scientifico, permeando la cultura popolare e stimolando dibattiti filosofici. Il concetto di "cervelli in una vasca", un famoso esperimento mentale proposto da Hilary Putnam, solleva interrogativi fondamentali sulla natura della realtà e sulla nostra capacità di conoscere il mondo esterno. Putnam, criticando il realismo metafisico, immagina un mondo in cui i cervelli, rimossi dai corpi e posti in una vasca, siano collegati a un supercomputer che simula la realtà. In questo scenario, un cervello in una vasca non potrebbe distinguere tra esperienze reali e simulazioni, mettendo in discussione la corrispondenza tra le nostre credenze e la verità oggettiva.
Tuttavia, Putnam sostiene che un cervello nato in una vasca non potrebbe propriamente pensare o parlare della sua condizione. Se dicesse "io sono un cervello in una vasca", affermerebbe necessariamente il falso, poiché il suo riferimento a "cervelli" e "vasche" sarebbe inevitabilmente limitato alle immagini create dal supercomputer, non ai cervelli e alle vasche reali. L'esperimento mentale, secondo Putnam, si auto-confuta, dimostrando l'inconsistenza del porsi in un punto di vista esterno e privilegiato rispetto ai nostri schemi concettuali.
La vasca di deprivazione sensoriale è stata anche rappresentata in diverse opere cinematografiche e televisive, contribuendo a diffondere la sua immagine e i suoi potenziali effetti. Ad esempio, il film "Altered States" del 1980 racconta una versione romanzata della storia di Lilly e del suo utilizzo della vasca con sostanze psichedeliche. Nel film "Minority Report", una vasca simile viene utilizzata dai Precog per indagare sui crimini futuri. La vasca di isolamento appare anche in episodi de "I Simpson" e nella serie televisiva "Dr. House". Nella popolare serie Netflix "Stranger Things", una bambina sviluppa poteri psichici in seguito a esperimenti in una struttura segreta, dove una vasca analoga è utilizzata per proiettare la sua coscienza in una dimensione alternativa. Il programma MKUltra, spesso associato a esperimenti con deprivazione sensoriale e LSD, è un esempio controverso di come queste tecniche siano state esplorate, sebbene con implicazioni etiche discutibili e spesso utilizzate per scopi di controllo mentale o tortura.
Esperienze Personali e Stato di Benessere
L'esperienza diretta all'interno di una vasca di deprivazione sensoriale è stata descritta come un'immersione in un vuoto sensoriale che può indurre stati di profondo rilassamento, visioni, allucinazioni e persino esperienze extra-corporee, come i viaggi astrali. Una testimonianza personale descrive la sensazione di trovarsi sospesi in un liquido isotermico, in un'oscurità assoluta, dove il corpo galleggia senza peso. L'assenza di stimoli esterni permette alla mente di vagare liberamente, portando a una profonda introspezione.
Alcuni utenti riportano di aver sperimentato sensazioni fantasma, come la percezione di movimenti che non sono stati compiuti, o la certezza di appoggiarsi a superfici inesistenti. Lo stato di rilassamento profondo raggiunto può essere paragonato a un sogno lucido, dove la mente si abbandona al flusso delle esperienze interiori. La possibilità di ricevere messaggi telepatici o di proiettare la propria coscienza al di fuori del corpo è stata riportata da alcuni, sebbene l'interpretazione di tali esperienze rimanga soggettiva e aperta a diverse letture.
Gli effetti positivi riportati includono la riduzione dello stress, l'approfondimento del pensiero, l'aumento della concentrazione, il rilassamento muscolare e il miglioramento del sonno. Molti ritengono che la vasca di deprivazione sensoriale possa essere uno strumento potente per il benessere psicofisico, offrendo un'opportunità unica di riconnettersi con se stessi e di esplorare i confini della propria coscienza.
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