La Psicomotricità: Un Ponte tra Corpo, Mente ed Emozioni per un Sviluppo Armonico

La psicomotricità emerge come una disciplina fondamentale nello studio e nell'intervento sull'unità inscindibile tra corpo, movimento, emozioni e cognizione. Lungi dall'essere una mera attività fisica, essa si configura come un approccio educativo e terapeutico di vitale importanza in ogni fase della vita umana. La sua essenza risiede nella concezione del movimento come espressione globale della persona, intrinsecamente legata agli aspetti affettivi, cognitivi e relazionali. Questo intreccio di dimensioni si manifesta in modo particolarmente evidente durante l'infanzia, un periodo critico in cui l'acquisizione di ampie capacità avviene attraverso l'esplorazione del mondo tramite il corpo.

L'Importanza del Movimento nella Crescita Psicofisica

Il movimento, nella sua accezione più ampia che include il gioco e l'espressività corporea, si pone come obiettivo l'azione, intesa come sintesi equilibrata tra il progetto desiderato e pensato e le richieste provenienti dal mondo esterno, sia esso composto da cose o persone. Proseguendo con la prassia, tutto si esprime nella realizzazione in quanto soggetto bio-psicologico-sociale, legato alla realtà relazionale e di comunicazione, conscia e inconscia. L’esperienza vissuta attraverso il corpo assume un ruolo primario nello sviluppo affettivo, cognitivo e socio-relazionale di ogni bambino, diventando creatrice di conoscenza e conferendo così valore educativo all'esperienza stessa. In questo senso, il corpo sta alla base dello sviluppo del pensiero, dell’affettività, della comunicazione e delle relazioni interpersonali, esprimendo tutta la realtà del soggetto, sia essa cosciente o inconscia. Senza movimento, non c’è sviluppo, né sentimento, né pensiero.

bambino che gioca con blocchi colorati

La Psicomotricità Educativa: Prevenzione e Promozione del Benessere

La psicomotricità educativa si rivolge a tutti i bambini fin dai primi mesi di vita e si propone come uno strumento per favorire lo sviluppo armonico del piccolo, in un contesto che privilegia il piacere del gioco, dell’azione, del movimento e della relazione. L’intervento preventivo-educativo è orientato ad attivare i potenziali evolutivi dei bambini, valorizzando la dimensione relazionale tra adulto e bambino, la dimensione del gruppo naturale dei pari, la dimensione ludica e quella creativa. La prevenzione primaria mira alla promozione e allo sviluppo delle potenzialità personali dei bambini, stimolando le funzioni fondamentali per una crescita sana ed equilibrata attraverso la sperimentazione delle capacità di regolazione personale nell’azione e nel gioco, il rinforzo dei processi di individuazione e di socializzazione, e lo sviluppo della creatività e del decentramento cognitivo.

L'ambiente psicomotorio si configura come uno spazio in cui, grazie anche alla presenza dello psicomotricista, il bambino può scoprire e superare i propri limiti. Ad esempio, un bambino che inizialmente si rifiuta di saltare da un piano rialzato, in questo ambiente può gradualmente avvicinarsi a questa esperienza, sperimentando con i propri tempi la sensazione di lasciarsi andare, di essere sospeso e di ritrovare la stabilità atterrando al suolo. In questo modo, il piccolo apprende una nuova abilità e aumenta la fiducia in sé stesso. I bambini che mostrano temperamenti o comportamenti particolarmente impulsivi o agitati hanno la possibilità di riconoscere e sperimentare l’esistenza dell’altro e di trovare forme di comunicazione e relazione più adeguate.

Le attività psicomotorie rappresentano una valida proposta educativa e favoriscono la crescita psicofisica degli allievi, migliorando i loro processi comportamentali, relazionali e cognitivi, attraverso il fare, lo scoprire e l’interiorizzare ciò che è stato fatto e scoperto, rispettando le esigenze, i tempi e gli spazi di ciascun bambino. La terapia psicomotoria favorisce lo sviluppo delle capacità linguistiche, la maturazione dal punto di vista emotivo attraverso una maggior tolleranza alla frustrazione, il potenziamento della memoria, dell’attenzione e del problem solving, e un miglioramento generale della coordinazione e del movimento. Le attività proposte, pur non discostandosi da quelle sperimentate nella quotidianità del bambino, si distinguono per la progettualità e lo scopo con cui vengono eseguiti i movimenti.

bambini che svolgono attività motoria guidata in palestra

La Neuropsicomotricità: Intervento Riabilitativo per i Disturbi del Neurosviluppo

Accanto alla psicomotricità educativa, si colloca la neuropsicomotricità, o terapia neuropsicomotoria, con uno scopo riabilitativo. Essa interviene in presenza di disturbi del neurosviluppo, patologie o fragilità che interferiscono con il processo di sviluppo di una o più abilità, rischiando di evolvere in problematiche più complesse. In questi casi, gli incontri hanno una cadenza prefissata e mirano ad accompagnare il bambino alla maturazione di nuove competenze attraverso un percorso personalizzato. Questo tipo di disciplina è utile per bambini che presentano difficoltà di movimento o di coordinazione, ritardi nell’acquisizione del linguaggio, ADHD, deficit cognitivi, o difficoltà nella gestione della rabbia e della frustrazione.

La neuropsicomotricità viene svolta in strutture ospedaliere, centri sanitari o studi privati. L’intervento riabilitativo ha lo scopo di accompagnare e supportare il bambino nella sua evoluzione, attivando le sue risorse e abilità specifiche e favorendo l’emergere di nuove competenze. La seduta di terapia psicomotoria si svolge individualmente o in un piccolo gruppo, in un percorso caratterizzato da incontri a cadenza prefissata, fino al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Lo specialista in psicomotricità è in grado di cogliere, attraverso un’attenta e competente osservazione, le competenze e le abilità del bambino per poi sostenerne la maturazione attraverso adeguate proposte.

I laboratori di psicomotricità, in generale, offrono ai bambini l'opportunità di conoscere il proprio corpo, vivere la relazione con gli altri, sperimentare i propri limiti e le proprie potenzialità, imparare a rispettare le regole, esprimere le proprie emozioni, e vivere momenti di condivisione e cooperazione, il tutto con la mediazione dell’adulto e in una cornice di serenità.

Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva (TNPEE)

A partire dall’epoca gestazionale fino ai primi anni di vita, numerosi professionisti sanitari si avvicendano nella vita del bambino e dei suoi caregiver, dall’ospedale al territorio. Tra questi, neonatologi e pediatri, attraverso visite, screening, bilanci di salute e schede di sorveglianza, possono registrare campanelli d’allarme di possibili disarmonie di sviluppo e indirizzare la famiglia ad ulteriori approfondimenti. Oltre al neuropsichiatra infantile, in Italia dal 1997 esiste un professionista sanitario dell’area della riabilitazione, formato esclusivamente sulla fascia 0-18 anni, ma non ancora adeguatamente conosciuto in tutte le sue competenze: si tratta del Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva (TNPEE).

Il TNPEE è presente nelle equipe multidisciplinari ospedaliere, principalmente in terapie intensive neonatali e servizi materno-infantili, nelle unità territoriali di neuropsichiatria infantile e riabilitazione delle USL, e nelle strutture di cura e riabilitazione convenzionate o private che accolgono bambini e adolescenti. In collaborazione con il pediatra, il neuropsichiatra infantile e l’equipe multidisciplinare, il TNPEE approfondisce il profilo di funzionamento del bambino nelle diverse aree dello sviluppo, individuando risorse e vulnerabilità. Il suo contributo è fondamentale nella definizione della diagnosi e nella stesura del piano di trattamento, preventivo, abilitativo o riabilitativo, per tutte le disarmonie e i disordini del neurosviluppo.

Il movimento e lo sviluppo: l'importanza del neuropsicomotricista nell'equipe multidisciplinare

L'Approccio e gli Strumenti del TNPEE

Il TNPEE, attraverso un approccio centrato sulla globalità della persona e sul rispetto dell'unicità di ciascun bambino, utilizza il gioco, il movimento e la relazione con il terapista come strumenti privilegiati del suo intervento. L’approccio è volto alla valorizzazione delle risorse del bambino, con una centralità del corpo, del movimento e del gioco. Il setting terapeutico è definito da specifiche caratteristiche, e la relazione tra terapista e bambino è un elemento cardine del processo.

Il TNPEE si dedica alla presa in carico preventivo-educativa e abilitativa in equipe multidisciplinare, concentrandosi sulla crescita affettiva, emozionale e relazionale, al fine di mantenere un equilibrio psico-fisico armonioso e riscoprire il potenziale e la libertà di espressione. Il suo compito specifico è contribuire alla strutturazione della "semantica" non fondandosi sulla parola, ma sul corpo come mediatore a livello analogico della comunicazione. Il mediatore può essere anche un oggetto, come una palla, un pezzo di stoffa, un bastone, attraverso cui lavorare utilizzando il corpo e non la parola, un approccio particolarmente utile per bambini che non parlano, non vedono, non sentono, o presentano più di queste condizioni.

I Periodi Critici dello Sviluppo e l'Intervento Precoce

A volte, genitori e caregiver notano l'effetto di periodi critici durante lo sviluppo dei propri figli. L'esistenza di questi periodi è evidente nell'osservazione di come i bambini acquisiscono larga parte delle capacità. Un esempio classico è il linguaggio. L'intervento precoce è cruciale, specialmente in caso di neonati a rischio o quando si evidenziano segni precoci di rischio per i disturbi del neurosviluppo. La presa in carico del neonato a rischio, i bilanci di salute nei primi anni di vita, e la valutazione dei segni precoci di rischio sono tutti momenti in cui l'intervento del TNPEE può fare la differenza.

Studi sulla neurolesione pre-perinatale e la riorganizzazione delle strutture nervose hanno evidenziato l'efficacia di terapie precoci. La ricerca suggerisce che trattamenti iniziati entro i primi tre mesi di vita del soggetto possono portare a risultati significativi, dimostrandosi particolarmente efficaci nel migliorare l'autonomia e lo sviluppo del bambino. La sequenza di evoluzione neuro e psicomotoria è chiara nel tempo, e un intervento tempestivo può correggere schemi patologici prima che si consolidino. La statistica su questa variabile, come l'h-score derivato dall'analisi delle componenti principali (PCA), indica un impatto positivo del trattamento precoce.

La Psicomotricità nell'Età Evolutiva e Oltre

Tradizionalmente, l'autodefinizione, la visibilità e il riconoscimento della professione dello psicomotricista sono stati ancorati all'età dell'infanzia. Tuttavia, oggi lo sguardo e l'azione degli psicomotricisti abbracciano tutto il ciclo di vita: non più solo i bambini, ma anche adolescenti, adulti e anziani sono considerati destinatari di proposte di stampo psicomotorio. Con il termine psicomotricità si intende valorizzare la sinergia tra movimento e immagine mentale, tra azione e mondo interiore, tra atto e intenzionalità, considerati in un'ottica di integrazione personale e sociale dell'individuo.

Le aree di intervento della psicomotricità, come definite in un approccio più ampio, includono:

  • Area tonico-emozionale: uno spazio sicuro dove sperimentare rilassamento, esprimere bisogni regressivi in un ambiente protetto e non giudicante, utilizzando oggetti caldi e morbidi per favorire un senso di rassicurazione e accoglienza.
  • Area senso-motoria: uno spazio per la sperimentazione delle prime manifestazioni motorie, non in un'ottica prestazionale, ma di esplorazione e scoperta.
  • Area simbolica: uno spazio con una forte valenza emotivo-psicologica, dove sperimentare emozioni in un micromondo, preparandosi alle emozioni quotidiane. Si esplora la capacità di usare gli oggetti dando loro significati diversi, trasformando la realtà.

Il primo spazio, in generale, è dedicato alla sperimentazione delle proprie competenze psicomotorie globali, vissute con tutto il corpo e che riflettono una maturazione cognitiva, emotiva, relazionale e motoria.

La Preparazione dello Psicomotricista e la Formazione Continua

In Italia, esiste una molteplicità di figure professionali affini alla Psicomotricità. Al fine di tutelare la famiglia e il bambino nella scelta del professionista più adeguato, è importante sapere che il professionista deve aver conseguito una scuola triennale di psicomotricità di oltre 2400 ore di formazione, come da direttive Europee, e oltre 3500 ore di tirocinio nell’ambito preventivo-educativo, educativo diretto e clinico diretto. La formazione mira, in modo integrato, alle dimensioni teorica, metodologica e pratica-esperienziale, per favorire la conoscenza, l’osservazione, il riconoscimento e la comprensione degli aspetti corporei, espressivi e tonico-emozionali correlati ad azione e interazione, delle dinamiche personali e interpersonali, dei segnali di disagio, nonché la conduzione psicomotoria di gruppi.

A garanzia della formazione posseduta intervengono le associazioni professionali specifiche. È prevista la formazione continua obbligatoria, con assegnazione di crediti. Come abbiamo visto, lo psicomotricista di area socio-educativa è una figura non ordinistica ma associativa, normata come molte altre professioni non ordinistiche dalla legge 4/2013. Le associazioni professionali, come ANUPI Educazione, svolgono un ruolo cruciale nel rappresentare e supportare la professione, garantendo standard qualitativi e promuovendo la formazione continua.

diagramma che illustra le aree di intervento della psicomotricità

Strumenti di Valutazione e Intervento

La valutazione delle competenze e delle abilità del bambino è un passaggio fondamentale per definire un percorso di intervento mirato. Diversi strumenti sono impiegati a questo scopo, tra cui:

  • Test WPPSI-III: Valuta lo sviluppo cognitivo dei bambini dai 2,6 ai 7,3 anni, fornendo un Quoziente Intellettivo (QI).
  • APCM-2: Utilizzato per ipotizzare deficit prassico e di coordinazione motoria, disprassia e disturbi della coordinazione, evidenziando le aree problematiche e definendo progetti di intervento mirati. È utile anche per comprendere DSA o disturbi aspecifici di apprendimento su base motorio-prassica.
  • TPV (Test di Percezione Visiva): Misura abilità percettive visive e visuomotorie, utile per documentare la presenza e il livello di deficit percettivi nel bambino.
  • BIN 4-6: Valuta le componenti di base dell’apprendimento matematico in bambini dai 4 ai 6 anni, individuando profili di rischio nelle competenze relative all’intelligenza numerica.
  • BAFE (Batteria per la Valutazione del Funzionamento Esecutivo): Valuta precocemente il funzionamento esecutivo dei bambini tra i 3 e i 6 anni, analizzando capacità come l'inibizione, il controllo dell'impulsività, la flessibilità attentiva e la memoria di lavoro visuo-spaziale.
  • REY-B (Figura Complessa di Rey): Valuta l'integrazione visuo-spaziale e la memoria a breve termine.
  • PRCR-2 (Prerequisiti per la Lettura e la Scrittura): Valuta i prerequisiti per la lettura e la scrittura, analizzando aree come il lavoro seriale, la discriminazione uditiva, la memoria uditiva e la fusione uditiva.

Questi strumenti, somministrati da professionisti qualificati, permettono di ottenere un quadro completo dello sviluppo del bambino, individuando aree di forza e aree che necessitano di supporto.

L'Importanza della Collaborazione e dell'Informazione

La collaborazione tra professionisti, famiglia e scuola è fondamentale per creare un ambiente di supporto integrato per il bambino. È altresì essenziale che i genitori prestino attenzione a eventuali segnali di disagio dei propri figli, che spesso vengono veicolati attraverso il corpo, per poter intervenire tempestivamente.

Dal punto di vista della professione, è necessario migliorare l'informazione su cosa sia realmente la psicomotricità e divulgarne l'importanza su tanti aspetti. Ridurre i tempi di attesa per la presa in carico è un altro aspetto su cui si dovrebbe lavorare.

In conclusione, la psicomotricità rappresenta un approccio olistico e trasversale, capace di accompagnare l'individuo in ogni fase della vita, promuovendo la crescita, il benessere e l'inclusione attraverso l'azione congiunta su corpo, mente e relazione. La sua applicazione, sia in ambito educativo che terapeutico, si rivela uno strumento insostituibile per affrontare le sfide dello sviluppo e garantire una piena realizzazione del potenziale umano.

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