Il Centro Psicoanalitico di Pavia: Un Polo di Eccellenza e Innovazione nella Psicoanalisi Italiana

Il Centro Psicoanalitico di Pavia (CPdP), istituito nell'aprile del 2011, rappresenta oggi un'entità significativa all'interno del panorama della psicoanalisi italiana. Pur essendo il penultimo nato tra i tredici Centri che compongono la Società Psicoanalitica Italiana (SPI), distribuiti strategicamente lungo la penisola, il CPdP si distingue per la sua vivacità e per il suo profondo impegno nella ricerca, nello sviluppo e nella diffusione della disciplina psicoanalitica. La sua affiliazione all'International Psychoanalytic Association (IPA) sottolinea ulteriormente il suo ruolo di attore rilevante nel contesto psicoanalitico globale, con i suoi soci che vantano l'appartenenza sia alla SPI che all'IPA.

Mappa dell'Italia con la posizione di Pavia evidenziata

Ciò che rende il Centro di Pavia un caso di studio particolarmente interessante è la sua collocazione in una città di medie dimensioni, con una popolazione di circa 80.000 abitanti, ma con una storia profondamente radicata di tradizioni universitarie e mediche di primaria importanza. Questo contesto ha favorito una concentrazione di professionisti che, in proporzione al numero di abitanti, rende Pavia la città italiana dove la psicoanalisi è maggiormente rappresentata, quasi una "piccola Buenos Aires" in termini di densità di specialisti.

Le Radici Storiche della Psicoanalisi Pavese

La storia della psicoanalisi a Pavia affonda le sue radici negli anni '70 con l'arrivo in città di Dario De Martis, figura pionieristica che ricopriva la cattedra ordinaria di Psichiatria e che era, contestualmente, uno psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana. De Martis fu il primo ordinario di psichiatria in Italia a possedere questa doppia qualifica, un fatto dirompente per l'epoca. Il suo approccio innovativo attrasse un numero crescente di giovani medici e psicologi da tutta Italia, affascinati dalle novità clinico-terapeutiche che scaturivano dal suo insegnamento psichiatrico. Particolarmente rilevante fu l'apertura prodotta dalla psicoanalisi nella comprensione delle patologie più gravi, come le psicosi, e una diversa considerazione delle patologie psichiatriche in generale. Questo nuovo paradigma privilegiava uno sguardo attento alla soggettività del paziente, inteso come persona prima ancora di una diagnosi, che pur riconosciuta nella sua utilità, rischiava di essere spersonalizzante.

La tradizione universitaria inaugurata da De Martis è stata sapientemente portata avanti dai suoi successori: Fausto Petrella, Paolo Barale, Luigi Politi e Luigi Caverzasi. Questa eredità continua a prosperare grazie all'impegno di "giovani" soci, uomini e donne, che dedicano le loro energie all'insegnamento della medicina, con un focus particolare sulla psichiatria.

La Nascita del Centro: Un Percorso di Crescita e Collaborazione

Un altro elemento cruciale che ha contribuito alla nascita del Centro Psicoanalitico di Pavia è stata l'attività di un gruppo di psicoanalisti che si è formato attorno ad Antonino Ferro e Michele Bezoari. Questo gruppo, focalizzato sugli sviluppi del pensiero di Wilfred Rupert Bion, ha iniziato la sua attività nel 2005, producendo cinque volumi collettanei, di cui due sono stati tradotti e pubblicati da Routledge. Oggi, questo gruppo ha aperto importanti sviluppi in quella che è nota come la Teoria post-bioniana del Campo.

La nascita del Centro è maturata come punto di arrivo naturale del processo di crescita di questo gruppo pavese. Pur avendo raggiunto una propria autonomia, il CPdP mantiene stretti contatti con il Centro Psicoanalitico di Milano, di cui può essere considerato una "gemmazione", e con tutte le altre strutture della SPI. Questa interconnessione è fondamentale per lo scambio e la crescita reciproca.

È significativo notare come questo centro, relativamente giovane, abbia già annoverato tra i suoi membri figure di spicco quali due Presidenti della Società Psicoanalitica Italiana (Fausto Petrella e Antonino Ferro), un Direttore della Rivista di Psicoanalisi (Giuseppe Civitarese) e una serie di professionisti di riconosciuto prestigio nazionale e internazionale. Questi professionisti, definiti da Bolognini con rispettosa ironia i "colonnelli", rappresentano la maturità e la prontezza al comando che caratterizzano il modello pavese e che meritano di essere preservate e valorizzate.

Ritratto di Wilfred Bion

La Sede e la Comunità del CPdP

Dopo un primo periodo in cui ha beneficiato dell'ospitalità del Collegio Universitario S. Caterina, il Centro Psicoanalitico di Pavia ha trovato la sua sede definitiva in via Frank 11. Questo spazio è stato concepito per ospitare fino a 50 persone e vanta una biblioteca intitolata alla memoria di Dario De Martis. La costituzione di questa biblioteca è stata resa possibile grazie alle generose donazioni di numerosi colleghi, sia soci SPI che non.

Attualmente, il CPdP conta 45 iscritti, di cui 22 soci di prima iscrizione, 23 "dual members" (tra cui la collega parigina Beatrice Ithier) e 10 candidati della Sezione Milanese dell'Istituto Nazionale di Training. Rispetto agli altri centri della SPI, il CPdP si configura come un centro di medie dimensioni, ma con una costante e positiva tendenza alla crescita.

Il gruppo che costituisce il Centro è eterogeneo, sia per la provenienza geografica disparata dei soci, un retaggio dell'impronta universitaria originaria, sia per l'ampia presenza di "dual members". Questi ultimi sono soci di altri centri che, pur non risiedendo a Pavia, scelgono di partecipare attivamente alla vita sociale del Centro, arricchendolo con le loro diverse prospettive. L'apporto di colleghi con background geografici, storici e culturali variegati rappresenta un punto di forza inestimabile per il centro, facilitando le necessarie ibridazioni e contaminazioni a livello teorico e clinico.

Un elemento di grande innovazione è rappresentato dal sistema di videoconferenza adottato dal CPdP, il primo in Italia, che consente ai colleghi non residenti a Pavia di accedere ai "Seminari Scientifici del Martedì" e di intervenire in diretta. Questo sistema, pur valorizzando l'importanza della presenza fisica, garantisce un'ampia partecipazione e inclusione. La presenza fisica è simboleggiata, forse, dal suggestivo tavolo da pranzo di Cesare Musatti, restaurato a cura di Giovanni Foresti e collocato con onore nella biblioteca, frutto di una generosa donazione privata.

Attività Scientifiche e Prospettive Future

Il Centro Psicoanalitico di Pavia pone una grande enfasi sui rapporti di collaborazione con gli altri centri italiani, considerandoli fondamentali per lo sviluppo della disciplina. Allo stesso modo, gli scambi con la psicoanalisi internazionale sono visti come un pilastro fondamentale e in continuo sviluppo.

L'attività del Centro è iniziata nell'aprile 2011 ed è stata ufficialmente inaugurata nel marzo 2013 con un convegno nazionale dal titolo "Narrazioni psicoanalitiche delle crisi: descrizione, racconto, risoluzione". A questo sono seguiti altri importanti eventi: nel 2015 il convegno "Gli strumenti della cura in Psicoanalisi e Psicoterapia" e nel 2023 il quinto convegno, "Contengo moltitudini", incentrato sulla gruppalità nella cura psicoanalitica. Quest'ultimo evento ha avuto l'onore di ospitare Jay Greenberg, presente per celebrare il decimo anniversario della nascita del Centro, posticipato a causa dell'epidemia da Covid-19.

I temi affrontati nei convegni finora organizzati delineano una chiara identità del Centro: l'interesse per l'analisi come narrazione e come cura (richiamando il lavoro di Ferro sulla psicoanalisi come letteratura e terapia), la clinica del gioco e del sogno, e l'approfondimento della mente come gruppo, seguendo la tradizione bioniana e le ricerche della Tavistock.

GAME THERAPY - Il Gioco di Ruolo in terapia

L'attività formativa e scientifica del Centro si articola attraverso i Seminari del Martedì, riservati ai soci e ai candidati, durante i quali vengono discusse le loro ricerche. Questi seminari hanno ospitato nel corso degli anni colleghi di diverse nazionalità, tra cui Jay Greenberg e Howard Levine. Negli ultimi anni, l'Esecutivo ha posto un'attenzione particolare alla selezione del Programma Scientifico, con l'obiettivo di rendere il Centro un luogo di studio oltre che di ricerca. Sono stati infatti introdotti seminari dedicati allo studio del pensiero di autori internazionali, non necessariamente neobioniani, e a concetti fondamentali o innovativi della psicoanalisi.

Un'ulteriore iniziativa sperimentale, denominata "nsose" (un'allusione alla locuzione latina "non solum sed etiam" e al concetto di "non sapere" e "dubbio"), consiste in serate aperte a un selezionato numero di non soci, condotte da professionisti di altre discipline come l'antropologia e l'economia politica, con l'obiettivo di portare al Centro voci esterne e stimolare il dibattito interdisciplinare. Accanto a questa novità, l'Esecutivo ha ripreso la tradizione della presentazione di libri scritti da soci del Centro e di altri Centri, eventi aperti anche a un pubblico non specializzato.

Seminari Aperti e Gruppi di Studio

Dal 2013, il CPdP organizza i Seminari Aperti, una serie di sei incontri annuali tenuti da psicoanalisti pavesi e di altri Centri SPI. Questi seminari, incentrati su temi teorico-clinici, sono aperti alla partecipazione di psicoterapeuti, neuropsichiatri infantili, psichiatri e studenti di psicologia. Dal 2024, i Seminari Aperti hanno assunto la denominazione di Seminari Multipli, seguendo il modello bolognese.

Sono inoltre attivi diversi gruppi di ricerca e di studio che animano la vita scientifica del Centro:

  • Un gruppo di ricerca concettuale sul Controtransfert, referente Michele Bezoari.
  • Un gruppo sulle specificità delle terapie con gli adolescenti, referenti Angelo Moroni e Fabrizio Pavone.
  • Un gruppo di lettura e discussione clinico/teoriche in lingua inglese, con Gillian Jarvis come insegnante madrelingua e Davide Rosso come referente. Questo gruppo mira a migliorare la capacità dei soci di intervenire nei dibattiti internazionali e a incentivarne la partecipazione.
  • Un gruppo di studio sul pensiero di Bion, che attraverso letture comuni e mini-congressi, in collaborazione con colleghi del Centro Veneto di Psicoanalisi e del Centro di Psicoanalisi Romano, coordinati localmente da Fulvio Mazzacane, approfondisce questo fondamentale autore.

Iniziative Culturali e Collaborazioni

Dal 2017, il CPdP ha collaborato per alcuni anni con la Fondazione Teatro Fraschini alla rassegna cinematografica "Sguardi Puri". Questa rassegna, purtroppo conclusa, si distingueva per la presenza di psicoanalisti appassionati di cinema, che fungevano da commentatori e facilitatori del dibattito con il pubblico. L'iniziativa, coordinata da Angelo Moroni, si inseriva in un contesto di analoghe iniziative nazionali e internazionali.

La Struttura Organizzativa

L'attuale direttivo locale del Centro Psicoanalitico di Pavia è composto da:

  • Giovanni Battista Foresti (Presidente)
  • Giovanni Guido Stella (Segretario Scientifico)
  • Federica Recchia (Segretario Amministrativo)
  • Davide Broglia (Tesoriere)
  • Patrizia Patti Santinon (Consigliere)
  • Davide Broglia (Responsabile Centro di Consultazione)
  • Roberta Di Nardo (Responsabile b/a)

La gestione del sito web e dei social media del Centro è affidata a Giovanni Stella, con il supporto di Patti Santinon.

Il Centro Psicoanalitico di Pavia, con la sua storia, la sua struttura, la sua vivace attività scientifica e la sua apertura all'innovazione, si conferma come un punto di riferimento cruciale per la psicoanalisi in Italia, capace di attrarre professionisti, promuovere la ricerca e contribuire attivamente al dibattito teorico e clinico a livello nazionale e internazionale. La sua capacità di integrare la tradizione con le più moderne tecnologie e approcci testimonia una vitalità e una visione lungimirante che promettono un futuro ricco di sviluppi significativi.

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