Il comportamento dei bambini con Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) può apparire enigmatico e, talvolta, intimidatorio. Dietro a manifestazioni apparentemente inspiegabili, come il mordere, il ruotare oggetti, l'urlare o il colpire, potrebbe celarsi un significato profondo, un tentativo disperato di comunicazione che spesso non riusciamo a decifrare. Questi bambini sembrano lottare per dare un senso alle stimolazioni sensoriali che giungono al loro cervello, manifestando difficoltà nell'organizzare gli input provenienti dal mondo esterno e, di conseguenza, rispondendo in modo inadeguato alle richieste ambientali.
Le Radici del Comportamento: Dalle Teorie Storiche alle Attuali Comprensioni
Storicamente, il dibattito sulle cause e sulla natura dei disturbi del neurosviluppo è stato acceso. Kanner, nel definire l'autismo, lo descrisse come un insieme di sintomi riconducibili a un'entità nosografica congenita, legata all'affettività e di eziologia ignota. Rimland, invece, ipotizzò una correlazione con lesioni alla formazione reticolare del peduncolo cerebrale in bambini geneticamente predisposti, suggerendo che i sintomi autistici potessero derivare dalla difficoltà di elaborare gli stimoli sensoriali.
Contrariamente, Delacato, psicologo statunitense, mise in discussione le implicazioni genetiche avanzate da Rimland e Scholpler. Egli osservò che, se vi fosse un fattore genetico predominante, il suo schema dovrebbe essere riconoscibile di generazione in generazione, cosa che non accadeva. Fu particolarmente colpito dai comportamenti stereotipati e ripetitivi (come il ruotare oggetti, lo sfarfallare delle mani, il dondolarsi) che caratterizzavano i bambini autistici, comportamenti che li portavano a ritirarsi in un mondo interiore, apparendo al contempo stranamente più soddisfatti. Delacato avanzò l'ipotesi che questi bambini potessero manifestare gravi problemi sensoriali, incapaci di organizzare gli stimoli esterni per rispondere adeguatamente. Egli definì l'autismo come un problema neurologico derivante da una lesione cerebrale lieve e diffusa, una concezione che, sebbene diffusa nel 1967, oggi trova eco nel concetto di "disturbo della connettività", ovvero un'alterazione funzionale della sostanza bianca cerebrale, con aree di diversa densità connettiva negli individui autistici.
Delacato, neurologo ed esperto di autismo, rifiutò l'ipotesi diagnostica dell'autismo come entità a sé stante, considerandolo piuttosto un problema di neurosviluppo. Scoprì che alla base di queste anomalie comportamentali vi erano disturbi senso-percettivo-motori, correlando le manifestazioni sintomatiche a disfunzioni in specifici sistemi sensoriali.

I Sistemi Sensoriali e le Loro Disfunzioni nell'ADHD
L'approccio psicomotorio, in particolare quello ispirato alle teorie di Delacato, pone un'enfasi significativa sulla comprensione delle disfunzioni sensoriali come chiave per interpretare i comportamenti associati all'ADHD. Analizziamo i principali sistemi sensoriali e le loro possibili alterazioni:
1. Il Sistema Tattile
Il sistema tattile è responsabile della ricezione e trasmissione delle informazioni sensoriali provenienti dalla pelle. Le disfunzioni in questo ambito possono manifestarsi in diverse forme:
- Ipertattilia: Il bambino ipertattile reagisce in modo eccessivo e sproporzionato a stimoli tattili che la maggior parte delle persone percepisce come neutri. Rifiuta il contatto fisico, reagendo con lotta o fuga se viene toccato. Predilige toccare piuttosto che essere toccato e può manifestare avversione per determinati tessuti (ruvidi, costrittivi) o per le etichette dei vestiti. Le difficoltà nel vestirsi possono derivare sia da un'eccessiva sensibilità tattile che da un'ipersensibilità olfattiva. Altri comportamenti includono l'evitamento di camminare a piedi nudi, la sensibilità alla struttura di alcuni cibi e l'avversione alle variazioni di temperatura e pressione. Questi bambini sono spesso iperattivi e distraibili, e tendono a scegliere giocattoli morbidi o pelosi per auto-stimolarsi e normalizzare le vie tattili.
- Ipotattilia: Al contrario, il bambino ipotattile mostra una scarsa o nulla reazione al dolore, potendo subire ferite gravi senza piangere. Può sorridere se viene picchiato e non si rende conto di essere toccato a meno che lo stimolo non sia molto intenso. Può far cadere oggetti o sbattere contro persone e mobili senza accorgersene, a causa di una scarsa consapevolezza del proprio corpo. L'autolesionismo, la presenza di zone callose o lividi (mani, braccia, ginocchia, gomiti), il mordersi mani o altre parti del corpo, l'auto-percussione e l'assunzione di posizioni corporee contorte e potenzialmente dolorose sono tentativi di auto-percezione. È importante osservare attentamente le attività ripetitive del corpo, valutando anche gli aspetti visivi e uditivi.
- Sensibilità Tattile Inesistente: Alcuni bambini grattano aree del corpo come se fossero punti di punture di insetti inesistenti o rabbrividiscono come se venissero toccati da oggetti invisibili.
2. L'Odorato
Il sistema olfattivo è spesso la zona meno compresa nelle manifestazioni comportamentali, e i problemi legati a questo senso sono talvolta interpretati come atteggiamenti antisociali.
- Iperolfattiva/Iperodorato: Il bambino con un senso dell'olfatto eccessivamente sviluppato sperimenta conseguenze negative sulla sua vita adattiva. Non può ignorare gli odori, venendo respinto da alcuni e attratto da altri. Questo può portare a conflitti durante il sollevamento o l'abbraccio, a causa dell'intolleranza all'odore del caregiver. La selettività alimentare è comune, con un rifiuto di cibi dagli odori forti.
- Ipoodorato: Al contrario, il bambino ipoodorato cerca attivamente odori intensi e prova un grande piacere da essi. Comportamenti problematici possono includere il gioco con le proprie feci o la dispersione di queste sui muri o oggetti, poiché ne percepiscono l'odore come più potente e comprensibile. Possono bagnare il letto o il pigiama, giocare con l'urina, annusare ogni oggetto e persona nell'ambiente. Le mani sono spesso umide di saliva, e possono mangiare indiscriminatamente, anche sostanze non commestibili. L'annusare il proprio odore, più forte è, più li rassicura.
- Odore Interno: Alcuni bambini sembrano percepire un odore costante all'interno del loro sistema olfattivo. Possono portare una mano alla bocca e al naso, soffiando l'aria per sentire l'odore del proprio alito, o estrarre oggetti dalle narici nel tentativo di modificare la percezione olfattiva. Possono alternare la ricerca di odori esterni con la fuga da essi.
3. L'Udito
Molti bambini con disfunzioni uditive vengono erroneamente diagnosticati come sordi. È spesso difficile distinguere tra ipo e iperacusia, poiché i comportamenti possono essere tentativi del bambino iperuditivo di proteggersi dal sovraccarico sonoro. I movimenti rotatori del corpo e le attività che causano capogiro, se non coinvolgono la vista, possono essere legati all'udito. L'ambiente del bagno, con il suo riverbero, può essere utile per la diagnosi. È sconsigliabile l'uso della musica per valutare la funzionalità uditiva, poiché essa altera l'atteggiamento di ascolto in questi bambini. Essi imparano a conoscere gli oggetti anche attraverso il suono che producono quando vengono percossi.
- Iperudito: Il bambino iperuditivo tende a evitare o respingere i suoni. Si allontana dal rumore o si tappa le orecchie, venendo percepito come sordo. I suoni gli causano dolore e li "spegne" nel cervello. Sente suoni che noi non avvertiamo, rendendo il sonno leggero e disturbato da rumori ambientali (apparecchi elettrici, tubature, respiro, vento). Hanno paura degli animali, del taglio dei capelli e della pulizia delle orecchie. Quando il dolore e la paura del rumore diventano insostenibili, cercano di allontanarsi dalla fonte sonora, nascondendosi, lasciando la stanza o fuggendo di casa.
- Ipoacusia: Il mondo appare troppo quieto a questi bambini, che tendono a gridare e a sbattere oggetti violentemente. Una quantità insufficiente di stimoli sonori raggiunge il loro cervello, spingendoli a cercare suoni più intensi e prolungati. Creano rumori forti e ritmici, si muovono verso di essi, appoggiano l'orecchio a superfici vibranti. Amano i rumori del traffico, ascoltare elettrodomestici come lavatrici o aspirapolvere, strappare carta e sbattere le porte, in una ricerca apparentemente distruttiva di suoni.
- Preoccupazione per Rumori Interni: Alcuni bambini sembrano concentrarsi sui propri rumori corporei, come il battito cardiaco dopo l'attività fisica o i suoni dell'apparato digerente. Possono respirare velocemente dalla bocca per ascoltare il proprio respiro. Il dondolamento della testa, seguito da una pausa, può essere un tentativo di ascoltare la differenza dei rumori interni. Possono assumere posizioni gravitazionali insolite.
L'udito e l'orecchio - Sensi e organi di senso | Il Corpo Umano
4. Il Gusto
La lingua, con le sue circa diecimila papille gustative, è l'organo principale del gusto.
- Ipergustomania: I bambini iper nel gusto tendono ad evitare sapori forti, vomitano frequentemente e mangiano poco, prediligendo cibi insapori. Utilizzano la punta della lingua per assaggiare.
- Ipogustomania: Al contrario, i bambini ipo nel gusto mangiano qualsiasi cosa, anche sostanze non commestibili o di sapore repellente, senza discriminare il cibo. Possono ingerire sostanze pericolose come benzina o vernice. Utilizzano la parte posteriore e laterale della lingua, percependo più facilmente l'acido e l'amaro.
- Gusto Costante: Alcuni bambini sembrano avere un "gusto" persistente in bocca. Si succhiano la lingua o le gengive per ottenere una sensazione gustativa. Possono rigurgitare o rimasticare il cibo. Spesso sono indifferenti al cibo, permettendo ad altri di alimentarli, ma raramente lo fanno autonomamente.
5. La Vista
Le disfunzioni visive possono manifestarsi in vari modi, spesso legate a movimenti del corpo o a una percezione alterata degli stimoli visivi.
- Iperacuità Visiva: Il bambino iperattento visivamente è attratto da piccole particelle di polvere o oggetti nell'ambiente circostante. Può trascorrere ore a rimuovere pelucchi o a osservare granelli di polvere. Compie movimenti improvvisi ma controllati, laterali o avanti-indietro, per focalizzare l'attenzione sull'oggetto. È attratto da oggetti rotanti come orologi, ruote, trottole, che possono indurre illusioni ottiche. Possiede un'ottima memoria visiva ma evita specchi, riflessi in acqua o fotografie.
- Ipovisività: Una caratteristica del bambino ipovisivo è il dondolamento, che sposta l'oggetto osservato da vicino a lontano. È attratto da fasci di luce, come il sole, e può passarvi molto tempo ad osservarli. Ha paura dell'altezza, delle scale, delle gallerie buie e della velocità, poiché le sue capacità visive non riescono a gestire la profondità e il movimento rapido. Osserva attentamente come ruota gli oggetti (es. matite) davanti ai propri occhi. Altre caratteristiche includono l'intrecciare le dita o giocare con le mani, sempre all'interno del proprio campo visivo.
- Distorsione Visiva: Questi bambini presentano spesso pupille dilatate e sembrano guardare "attraverso" le persone e le cose, come se osservassero qualcosa all'interno del proprio bulbo oculare. Possono toccarsi, sfregarsi o colpirsi gli occhi per indurre flash di luce interni. Il contatto visivo diretto è quasi impossibile, anche se richiesto.

L'Intervento Psicomotorio per l'ADHD
Comprendere quale o quali canali sensoriali sono compromessi in un bambino con ADHD è fondamentale per impostare un intervento efficace. La psicomotricità si propone di creare un vissuto corporeo positivo, modificando la percezione di sé e la percezione che gli altri hanno del bambino.
Nello Studio di Psicologia del dott. Michele Facci, la presa in carico del bambino con ADHD è multiprofessionale e mira al rilassamento, al contenimento, all'autoregolazione, alla concentrazione e all'attenzione. I bambini iperattivi presentano, infatti, difficoltà nel mantenere l'attenzione nel tempo e nel trasferirla rapidamente da un compito all'altro. Questo non deriva da una carenza di risorse attentive, ma dall'incapacità di gestire adeguatamente l'attenzione in base alle richieste ambientali. L'iperattività, intesa come eccessivo e inadeguato livello di attività motoria, si manifesta con una continua irrequietezza, una vivacità estrema che presuppone problemi a livello di autoregolazione, autocontrollo e autogestione.
L'intervento psicomotorio può includere strategie mirate a normalizzare i canali sensoriali attraverso stimolazioni appropriate in termini di frequenza, intensità e durata. Ad esempio, per il sistema tattile, si possono eliminare abiti ruvidi o costrittivi, privilegiare abbracci gentili, mantenere bassa la temperatura ambientale e introdurre gradualmente attività propriocettive. La sfida principale rimane quella di aiutare il bambino a rispondere alle richieste del contesto esterno e a orientare efficacemente le sue azioni nelle relazioni con gli altri, migliorando così la sua autostima e quella della sua famiglia.
È importante ricordare che ogni bambino è un individuo unico, capace di sviluppare strategie sensoriali proprie e talvolta non riconducibili alle categorie descritte. Pertanto, l'osservazione attenta e personalizzata è sempre la chiave per un intervento di successo.
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