Psicomotricità in Acqua: Percorsi Formativi per un Approccio Globale

L'ambiente acquatico, negli ultimi decenni, è diventato un terreno fertile per pratiche, osservazioni e sperimentazioni da parte di numerosi professionisti operanti in ambiti educativi, preventivi e terapeutici. In Italia, la neuropsicomotricità e l'attività terapeutica in acqua hanno significativamente superato la loro fase pionieristica, integrandosi pienamente nei progetti di aiuto alla persona. I percorsi di neuropsicomotricità in acqua sono oggi proposti da svariati centri socio-educativi e riabilitativi, offrendo opportunità di attività motorie che risulterebbero altrimenti inaccessibili per determinati individui nel contesto terrestre.

bambini che giocano in piscina

Le Specificità dell'Ambiente Acquatico per la Psicomotricità

Le terapie acquatiche presentano caratteristiche uniche, poiché il corpo umano in acqua è governato dalle leggi fisiche proprie di questo elemento. Contemporaneamente, si innescano processi di adattamento di natura motoria, cognitiva, relazionale ed emozionale. L'acqua, infatti, agisce su più livelli: la sua densità e la spinta idrostatica modificano la percezione del peso corporeo, facilitando movimenti ampi e controllati, riducendo il carico sulle articolazioni e favorendo l'equilibrio. Il galleggiamento, inoltre, permette esperienze corporee di leggerezza e sospensione, stimolando la propriocezione e la consapevolezza del proprio corpo nello spazio.

Il movimento rallentato che si vive in acqua permette di aumentare l'attenzione e il controllo. Nelle Paralisi Cerebrali Infantili, per esempio, l'acqua calda riduce la spasticità, consentendo di assumere posture che facilitano l'attenzione, il controllo e la prensione. Quasi tutte le azioni richieste al bambino in acqua implicano il controllo simultaneo di più atti motori. Questa esecuzione di più atti motori finalizzati a un obiettivo migliora sia gli aspetti prassici che le funzioni esecutive, poiché coinvolge un controllo su più piani. Si riscontra una notevole riduzione delle stereotipie.

Fondamenti Teorico-Pratici dei Corsi di Formazione

I corsi di formazione in psicomotricità in acqua sono strutturati per offrire una preparazione sia teorica che pratica. Le lezioni frontali forniscono le basi concettuali e metodologiche, mentre le esperienze pratiche, sia individuali che di gruppo, permettono ai partecipanti di sperimentare direttamente in acqua e in palestra le tecniche e gli approcci appresi. Vengono fornite indicazioni e approfondimenti sulla neuropsicomotricità e sul suo specifico approccio attraverso l'acquaticità.

PSICOMOTRICITA' IN ACQUA

La Dimensione Pedagogica del Corpo e del Movimento in Acqua

La diffusione della dimensione pedagogica del corpo e del movimento acquista un'importanza cruciale quando si ha la possibilità di educare attraverso il corpo e il movimento in situazioni in cui questi rappresentano gli unici canali disponibili per rapportarsi con sé stessi e con la realtà esterna. Questo scenario è particolarmente rilevante nel caso di bambini con autismo, aggravato dall'impossibilità di un uso corretto delle informazioni percettive, sia interne che esterne.

In questo contesto, l'acqua emerge come un mediatore comunicativo e relazionale di esperienze e vissuti corporei e motori. L'acqua racchiude in sé la capacità di mettere l'individuo a stretto contatto con i propri confini, ma è anche un canale attraverso il quale è possibile lasciarsi andare, favorendo il rilascio di tensioni corporee, motorie ed emotive. L'attività corporea e motoria realizzata in acqua (acquapsicomotricità) con bambini autistici, crea un contesto educativo alternativo capace di stimolare i bambini ad entrare in relazione con l'altro, promuovendo molteplici opportunità di interazione e comunicazione.

Sorprendentemente, il bambino, ad esempio con autismo, nell'ambiente acquatico potrebbe trovare una situazione ottimale di isolamento e di chiusura verso il mondo esterno. Le stereotipie, quando presenti, diventano gesti che hanno un effetto semplice e immediato.

Benefici Specifici dell'Acqua per l'Individuo

L'acqua può contribuire a ripristinare ritmi più equilibrati, spesso compromessi in condizioni come la sindrome autistica, grazie alla sua capacità di indurre calma, tranquillità e leggerezza, fornendo al contempo una vasta gamma di sensazioni altrimenti inaccessibili nel contesto terrestre. L'associazione tra la scoperta e il piacere dello stare in acqua aiuta a mantenere un'attenzione e una partecipazione del bambino pressoché costanti e inalterate nel tempo.

Inoltre, l'acqua rappresenta una sorta di "palestra naturale" all'interno della quale è possibile offrire un'ampia gamma di opportunità motorie ed esperienziali. L'educazione all'acqua deve essere sviluppata attraverso la percezione di questo elemento, in relazione agli spostamenti corporei e motori e alla qualità dell'azione necessaria per realizzarli.

L'Approccio Operativo e la Relazione Terapeutica

Tutti gli operatori coinvolti nei percorsi di psicomotricità in acqua utilizzano modalità operative condivise, pur personalizzando i propri interventi in base alle specifiche situazioni. Uno strumento operativo fondamentale è la capacità di cogliere le opportunità che si presentano attraverso un'adeguata predisposizione dei materiali, un corretto utilizzo degli spazi e il massimo rispetto dei ritmi e dei tempi del bambino in relazione a sé stesso, al gruppo, alle proposte e agli operatori.

L'azione educativa è intrinsecamente legata alla relazione, configurandosi come uno spazio in cui avviene una vera e propria negoziazione di significati, costruiti attraverso metafore corporee e motorie capaci di trasmettere contenuti educativi che vanno oltre le tradizionali modalità comunicative.

L'elemento cardine dell'approccio adottato è la capacità di vedere, sentire, ascoltare e aggiustare il proprio corpo in movimento in relazione e in interazione con quello del bambino. Se la risposta del bambino a una richiesta risulta inadeguata, è fondamentale chiedersi cosa non si sta facendo, ascoltando o sentendo, prima di focalizzarsi su ciò che il bambino non è in grado di fare.

operatore che lavora con un bambino in acqua

La Sensibilità Tattile e la Gestione Sensoriale

Nel momento in cui ci si trova a stretto contatto fisico con il bambino, diventa essenziale comprendere, attraverso il suo dialogo tonico, la sua ipertonia o ipotonia, come sta vivendo l'esperienza offerta. Nel caso di un bambino con spiccata ipertonia, non si proporranno movimenti veloci, frenetici o ampi, né si insisterà per ottenere un marcato contatto fisico.

Considerando che la pelle è un organo sensoriale di primaria importanza, le stimolazioni tattili provocate dal contatto fisico verranno offerte in modo graduale, assicurandosi che siano correttamente accettate e metabolizzate dal bambino. Nell'approccio attraverso il corpo e il movimento con il bambino autistico, è di cruciale importanza prestare attenzione alle cinque vie sensoriali (tatto, vista, udito, gusto, olfatto) al fine di identificare gli elementi funzionali da quelli disfunzionali.

Alcune stimolazioni possono essere percepite per eccesso (iperpercezione) o per difetto (ipopercezione), causando inadeguate interpretazioni dell'informazione. A tal proposito, è utile imparare a leggere gli atteggiamenti sensoriali in relazione allo stimolo proposto, al fine di modulare e gestire l'inserimento dello stesso (tolleranza allo stimolo percettivo). A livello operativo, ciò implica una revisione delle modalità e degli atteggiamenti, quali l'utilizzo della voce, il ritmo del movimento, il dialogo tonico e lo spazio scelto per operare, in relazione alle competenze già presenti e a quelle da acquisire.

Obiettivi della Psicomotricità Funzionale in Acqua

La Psicomotricità Funzionale mira a realizzare un intervento globale che consenta alla persona di sviluppare appieno le proprie potenzialità funzionali ed evolutive in ogni età o periodo della vita, configurandosi come un mezzo di educazione permanente. Le stimolazioni in acqua privilegiano questi principi, con effetti capaci di coinvolgere, avvolgere e far prendere coscienza, sperimentare una nuova intesa, facilitando così la relazione e la percezione.

La Psicomotricità Funzionale in acqua accompagna il processo maturazionale della persona, offrendo opportunità esperienziali finalizzate a produrre e risaltare il movimento, gesti e posture, che con il coinvolgente contatto acqueo e il galleggiamento consentono lo sviluppo di un'armonia generale.

Struttura e Organizzazione dei Corsi di Formazione

I corsi si svolgono generalmente in presenza, articolati su due giornate (sabato e domenica), con lezioni frontali, esperienze pratiche in acqua e a terra (piscina-palestra) e momenti di verbalizzazione dei vissuti. La conferma della partenza del corso viene inviata agli iscritti al raggiungimento del numero minimo di partecipanti, solitamente entro cinque giorni prima dell'inizio dell'evento.

I destinatari tipici di questi corsi includono terapisti della neuropsicomotricità, educatori professionali, operatori OSA, insegnanti, psicologi e istruttori di nuoto, nonché soci ASPIF in regola con le quote sociali.

Percorsi Avanzati: Acqua e Disabilità Advanced

L'esperienza pluriennale nel campo delle attività acquatiche per persone con disabilità, unita a una continua ricerca, ha portato alla creazione di percorsi formativi strutturati in più livelli. Il livello "Advanced", ad esempio, è rivolto a coloro che hanno già frequentato il livello "Basic" del corso di Acqua e Disabilità.

L'obiettivo di questi percorsi avanzati è trasmettere conoscenze approfondite sulle disabilità psico-fisiche in acqua, migliorando la costruzione di percorsi per lo sviluppo motorio e cognitivo e, di conseguenza, la qualità della vita degli individui. Si mira a far acquisire competenze tecniche, psicologiche e didattiche necessarie nella gestione dei corsi per utenza con disabilità psico-fisica.

La struttura di un corso avanzato può prevedere una durata di un giorno, con circa 7 ore totali, suddivise tra teoria, laboratori (circa 5 ore) e pratica (circa 2 ore). L'orario indicativo di apertura è alle 9.00 e di chiusura alle 18.00. Ai partecipanti è consigliato portare con sé tutto il necessario sia per la pratica terrestre che acquatica, mentre il materiale didattico fornito può includere un manuale in formato digitale.

schema riassuntivo dei benefici della psicomotricità acquatica

L'Importanza della Verbalizzazione e dell'Adattamento

La verbalizzazione sul lavoro svolto durante la mattinata è un momento cruciale per elaborare le esperienze vissute e consolidare l'apprendimento. Sessioni dedicate all'ambientamento in acqua, al gioco con la respirazione, all'equilibrio e alla propulsione sono fondamentali per costruire una solida base di competenze acquatiche.

L'adattamento delle proposte alle esigenze individuali è un principio guida. Ad esempio, il lavoro strutturato sulla respirazione, la propulsione e l'equilibrio deve essere modulato in base alle capacità e alle risposte di ciascun partecipante. La capacità di saper cogliere le opportunità, la giusta predisposizione dei materiali, un corretto utilizzo degli spazi e il massimo rispetto dei ritmi e dei tempi del bambino sono elementi chiave per un intervento educativo efficace e personalizzato.

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