La separazione dei genitori è un evento che segna profondamente l'infanzia, portando con sé un turbine di emozioni e incertezze per i bambini. La paura di perdere legami affettivi cruciali, la difficoltà nell'adattarsi a nuove realtà e la ricerca di serenità sono solo alcune delle sfide che i più piccoli si trovano ad affrontare. I disegni e le parole di questi bambini, raccolti nel corso di oltre un decennio attraverso i "Gruppi di parola" del Consultorio familiare dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, offrono uno specchio vivido delle loro esperienze. Questi materiali, ora confluiti nel libro "Perché proprio a me?", rappresentano una preziosa testimonianza del percorso emotivo dei bambini di fronte alla disgregazione familiare, un percorso illuminato dai commenti dell'équipe consultoriale.

I Gruppi di Parola: Un Ponte per il Dialogo Familiare
I "Gruppi di parola" sono un'iniziativa di grande valore, sostenuta fin dal 2017 dall'Autorità Garante per l'infanzia e l'adolescenza, che ne ha riconosciuto l'importanza nell'inserimento nei servizi per la famiglia e nella creazione di una rete di supporto. Questi gruppi, composti da 6-8 bambini e strutturati in quattro incontri settimanali, si configurano come uno spazio protetto e confidenziale dove i piccoli possono esprimere liberamente i propri vissuti. Prima dell'inizio del gruppo, un momento fondamentale è l'incontro con i genitori separati, ai quali viene presentata l'esperienza e richiesta l'autorizzazione alla partecipazione dei figli.
Il cuore del percorso si manifesta a metà del quarto incontro, quando i genitori vengono invitati a partecipare. Questo momento è cruciale perché i bambini, nel corso degli incontri precedenti, hanno preparato una lettera destinata ai genitori, in cui riversano le loro emozioni, paure e speranze legate alla separazione. L'ascolto di questa lettera da parte dei genitori e la loro successiva risposta rappresentano un passo decisivo verso la riattivazione del dialogo e la cura del legame genitore-figlio, un legame spesso messo a dura prova dalla separazione.
Le Emozioni al Centro: Tristezza, Paura e Senso di Colpa
Il percorso dei Gruppi di parola inizia con i bambini che raccontano come hanno appreso della separazione, come l'hanno vissuta e quali sensazioni li hanno pervaso. Successivamente, si esplorano gli stati d'animo, le strategie di affrontamento, le risorse a cui attingono, i cambiamenti percepiti come difficili e quelli vissuti positivamente. La maggior parte dei bambini vive la separazione come un evento che genera profonda insicurezza, terrore e incertezza riguardo al futuro, percependo la rottura del legame tra mamma e papà come qualcosa di immodificabile. Spesso, la separazione comporta anche una frattura nei legami tra fratelli o tra le generazioni.
Le emozioni prevalenti emerse sono la tristezza, soprattutto nella fase iniziale, la paura, la rabbia, il senso di colpa e la confusione. Queste emozioni, illustrate nel libro con disegni e frasi, dipingono un quadro complesso del vissuto infantile. Sorprendentemente, alcuni bambini provano anche un senso di sollievo, legato alla cessazione dei litigi familiari. Tuttavia, molti rilevano con dispiacere la persistente conflittualità tra i genitori, anche al telefono, un aspetto potentemente rappresentato nei disegni raccolti nel libro.

Cambiamenti e Risorse: Adattamento e Resilienza
I bambini parlano dei cambiamenti che la separazione comporta, alcuni graditi, altri meno. La fatica di spostarsi tra le case, ma anche il piacere di ricevere doppi regali e celebrare feste multiple, sono aspetti che emergono. Si nota una capacità di adattamento e rigenerazione, sia da parte dei bambini che dei genitori, i quali possono formare nuovi legami e nuove famiglie con cui i figli imparano a trovare un equilibrio.
Le risorse a cui i bambini attingono non si limitano ai legami con i genitori, ma includono anche i rapporti con altri parenti, compagni, amici, i luoghi frequentati e persino gli animali domestici. Attività come ascoltare i fratelli, cantare, disegnare, giocare a pallone, andare in bicicletta, stringersi a un pupazzo o accarezzare un animale domestico offrono conforto e sostegno.
Pillole di Psicologia - Il Corpo e le emozioni nei bambini (qualche gioco)
Un Messaggio di Speranza: L'Importanza di Dare Voce
Il libro "Perché proprio a me?" trasmette un messaggio di speranza, sottolineando l'importanza di dare parola a queste esperienze. Troppo spesso, i bambini sentono che non c'è spazio per esprimere i propri sentimenti, poiché i genitori sono assorbiti dalle difficoltà della separazione. La condivisione all'interno del Gruppo di parola, dove i bambini che hanno già vissuto esperienze simili parlano apertamente, risulta rassicurante per gli altri. Come afferma una bambina, il cui disegno di un arcobaleno è riportato nel libro, la condivisione è fondamentale.
Il libro, disponibile online, mira a far comprendere che la separazione è un momento complesso e difficile, ma che può essere affrontato nel rispetto dei tempi e dei sentimenti dei bambini, accompagnandoli verso una nuova realtà familiare. Questo è il messaggio centrale che l'Università Cattolica, attraverso il suo Consultorio familiare e la figura di Paola Cavatorta, psichiatra e psicoterapeuta, intende veicolare.
La Cura del Legame Genitore-Figlio: Un Obiettivo Primario
Il Consultorio familiare dell'Università Cattolica di Roma, diretto dalla Dott.ssa Paola Cavatorta, pone una grande enfasi sulla cura del legame tra bambino e genitori. L'incontro finale del Gruppo di parola funge da feedback del percorso, con l'obiettivo di favorire la ripresa del dialogo. Questo dialogo è il luogo naturale in cui il bambino può attingere alle proprie risorse e in cui i genitori possono trovare ulteriore motivazione per organizzare il rapporto con i figli in modo rispondente ai loro bisogni.
A volte, questo percorso porta i genitori a riconoscere le proprie criticità, spingendoli a cercare interventi specifici presso il servizio o altrove, attraverso forme di accompagnamento e sostegno alla genitorialità. È errata l'idea diffusa tra gli adulti che, se i bambini non parlano della separazione o non fanno domande, dimenticheranno l'accaduto.
Un Nuovo Centro Multidisciplinare: Affrontare le Dipendenze Digitali
Parallelamente, l'Università Cattolica di Roma ha presentato un nuovo Centro, un presidio clinico multidisciplinare all'avanguardia, che integra Psichiatria, Neuropsichiatria Infantile e Pediatria. Questo centro nasce dalla collaborazione tra l'Area Neuroscienze e l'Area Pediatrica del Policlinico A. Gemelli, per affrontare le crescenti patologie legate alla diffusione di internet e delle applicazioni digitali.
Il Prof. Federico Tonioni, la Dott.ssa Daniela Chieffo, il Prof. e il Prof. Luigi Janiri sono tra i principali promotori di questa iniziativa, che mira a offrire un modello di intervento condiviso. L'uso disfunzionale del tempo online, soprattutto per bambini e adolescenti, può innescare distorsioni nella costruzione dell'identità e dell'immagine personale, portando a fenomeni dissociativi, dipendenza patologica e ritiro sociale, analoghi al fenomeno "Hikikomori".
Il Prof. Ferrara sottolinea come la Pediatria stia evolvendo per occuparsi di problematiche un tempo sconosciute, ma sempre più diffuse, con risvolti sociali e comportamentali. La volontaria reclusione di bambini e adolescenti, che trascorrono un numero eccessivo di ore davanti agli schermi, è un segnale preoccupante. Il nuovo centro si propone di affrontare le dipendenze da rete a 360 gradi, considerando gli aspetti psicologici, fisici e cognitivi.

La Carta dei Diritti dei Figli nella Separazione: Un Faro per i Genitori
La Dott.ssa Paola Cavatorta, psichiatra e psicoterapeuta, responsabile del Consultorio familiare dell'Università Cattolica di Roma, è tra gli esperti che hanno contribuito alla stesura della "Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori". Questo documento, articolato in 10 punti, è stato pubblicato nel 2018, anno in cui l'Istat ha rilevato oltre 126.000 figli minorenni di coppie separate e divorziate in Italia.
La Carta sancisce diritti fondamentali come il diritto di continuare ad amare ed essere amati da entrambi i genitori, di mantenere gli affetti e di frequentare i nonni e i parenti di entrambi i rami familiari. È cruciale evitare di alimentare l'avversione verso l'altro genitore, poiché un bambino costretto a vivere tra due fazioni perde il senso della verità e cresce insicuro.
I figli hanno il diritto di continuare a essere figli e di vivere la propria età, non dovendo diventare confidenti dei genitori sui motivi della separazione, tradimenti o questioni economiche. Non vanno sovraccaricati di responsabilità né indotti a un atteggiamento protettivo verso i genitori, trascurando il proprio bisogno di protezione.
È fondamentale aiutare i figli a comprendere la separazione, spiegando con un linguaggio adatto come cambierà la loro vita, senza esporli a tutti i dettagli della rottura. Le decisioni che li riguardano, dalla scuola alle attività sportive, devono essere condivise da entrambi i genitori, altrimenti il figlio rischia di mettere in dubbio il valore dell'esperienza e perdere autostima.
I figli hanno il diritto di esprimere sentimenti di rabbia e tristezza, di fare esperienza della perdita. Fingere che vada tutto bene è controproducente. Le pressioni da parte di genitori e parenti sono inaccettabili; i bambini non devono essere strumentalizzati, ad esempio chiedendo loro di raccogliere prove, riportare messaggi o registrare conversazioni. Queste richieste provocano una spaccatura interiore, inducendo il bambino a dividere il mondo tra buoni e cattivi e riducendo la sua capacità di leggere la complessità della realtà.
I figli non devono assistere o essere coinvolti nei conflitti tra la coppia. Lo scontro volto a squalificare l'altro genitore è una forma di maltrattamento. È importante dimostrare che la diversità di idee non va temuta, ma gestita con rispetto. Infine, ai figli va concesso tempo per elaborare la separazione, abituarsi alla nuova vita e ai nuovi partner dei genitori.
Sintomi di Disagio e Percorsi di Supporto
La Dott.ssa Cavatorta descrive i sintomi di disagio più comuni in caso di separazioni ad alta conflittualità. Nei bambini sotto i 6 anni si osservano irrequietezza, aggressività, disturbi del sonno, inappetenza, ansia da separazione e enuresi. Tra i 6 e i 10 anni, emergono incubi notturni, senso di colpa, isolamento, scarsa autostima, calo del rendimento scolastico e della concentrazione, mal di testa e mal di pancia. In adolescenza, possono manifestarsi disturbi alimentari, forme depressive, autolesionismo e un maggiore rischio di abuso di sostanze.
Il pediatra di fiducia rappresenta il primo punto di riferimento, potendo intercettare i segnali di disagio e orientare la famiglia verso figure professionali di supporto, come indicato dal Prof. Pietro Ferrara. Tra gli interventi offerti, i Gruppi di parola si rivelano efficaci nell'aiutare i figli a elaborare la separazione attraverso il disegno, i giochi di ruolo e la condivisione di pensieri con i pari. La mappa dei Gruppi di parola è consultabile sul sito web del Garante dell'infanzia, offrendo uno strumento concreto per le famiglie in difficoltà.
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