Introduzione
Nel panorama critico e filosofico contemporaneo, un nodo cruciale riguarda la difficoltà di confrontarsi con le pratiche artistiche attuali. Spesso, l'analisi si appoggia su problematiche del passato, trascurando l'originalità e la rilevanza delle questioni sollevate dagli artisti oggi. Come sottolineato da Nicolas Bourriaud nell'introduzione a "Estetica relazionale", è necessario accettare che "alcune domande non vengono più poste". Questo implica un cambio di prospettiva: invece di ricercare risposte a interrogativi superati, il compito del critico dovrebbe essere quello di ricostruire il sistema di problemi emergenti in un dato periodo e analizzare le risposte che gli artisti offrono. L'arte contemporanea, in particolare quella che si definisce "relazionale", pone sfide inedite in termini di forma materiale, interazione e rapporto con la società, la storia e la cultura.

La Nascita dell'Estetica Relazionale: Oltre la Pubblicità Tradizionale
Il concetto di "estetica relazionale", come teorizzato da Bourriaud, affonda le sue radici in una trasformazione più ampia del regime comunicativo dei beni di consumo. Si possono identificare diverse fasi. La prima, ottocentesca, era quella della "réclame", dove la marca si limitava a una funzione di denominazione, distinguendo il prodotto dalla concorrenza. Successivamente, dalla metà del Novecento agli anni Ottanta, si è affermata la pubblicità moderna, focalizzata sui "benefit" del prodotto, con la marca che aggiungeva un plusvalore simbolico, pur rimanendo subordinata al prodotto stesso.
Dalla fine degli anni Ottanta, tuttavia, si è assistito a un passaggio a una terza fase, definita da alcuni "metapubblicitaria". In questa fase, la pubblicità diventa autoreferenziale, analizzando il proprio linguaggio e i propri meccanismi di comunicazione. Il messaggio pubblicitario, nel mettersi a nudo, cerca un rapporto di complicità con il destinatario, abbattendo le difese psicologiche. Sebbene in apparenza possa sembrare una debolezza, poiché mira meno alla persuasione diretta all'acquisto, in realtà utilizza modalità di persuasione più sottili ed efficaci.
Tuttavia, il termine "metapubblicitario" appare oggi limitato per descrivere la radicalità dei processi in atto. Oltre alla coscienza metalinguistica, emerge una tendenza al "connessionismo": l'interrelazione con altri media e strutture comunicative. La pubblicità espande la sua influenza invadendo sempre più territori mediatici, dai canali televisivi ai nuovi media, incrementando la sua potenza attraverso l'invasione di spazi.
La Prospettiva Relazionale di Pierre Bourdieu
Prima di addentrarci ulteriormente nell'estetica relazionale, è fondamentale comprendere il concetto di "prospettiva relazionale" sviluppato da Pierre Bourdieu. Bourdieu si è confrontato a lungo con la definizione di un "quadro concettuale" per la "teoria della società", cercando di integrare la "teoria dell'azione" e la "teoria strutturalista" in un modello unitario. La sua prospettiva relazionale indaga la genesi, lo sviluppo e la crisi delle strutture sociali e delle rappresentazioni che si manifestano al loro interno. L'analisi si concentra sui sistemi di relazioni tra oggetti ed eventi, piuttosto che sui singoli fenomeni.
Bourdieu tenta di superare l'antagonismo tra l'oggettivismo strutturalista e il soggettivismo costruttivista, mettendo in relazione la riproduzione e distribuzione delle risorse materiali ("oggettività di primo ordine") con gli schemi mentali e corporei attraverso cui vengono interpretate e vissute le situazioni sociali ("oggettività di secondo ordine"). Concetti chiave come "capitale" e "habitus" sono fondamentali per comprendere le dinamiche sociali e le azioni degli individui e dei collettivi all'interno dello spazio sociale e dei campi specifici.

L'Arte Contemporanea: Un Campo di Sperimentazione Sociale
Tornando all'arte, Bourriaud evidenzia come l'attività artistica contemporanea si sforzi di creare connessioni, aprire passaggi e mettere in contatto livelli di realtà tenuti separati. Di fronte alle "autostrade della comunicazione" e alla mercificazione di ogni aspetto della vita, che trasformano gli individui in consumatori di tempo e spazio, l'arte emerge come un terreno fertile per la sperimentazione sociale. Le opere discusse in "Estetica relazionale" offrono resoconti di utopie disponibili, esplorando modi per sfuggire all'omologazione e alla prevedibilità.
Esempi concreti di queste pratiche includono:
- Rirkrit Tiravanija: che organizza cene, offrendo ingredienti per preparare zuppe, trasformando la galleria in uno spazio conviviale.
- Philippe Parreno: che invita persone a dedicarsi ai propri hobby in contesti inaspettati, come una catena di montaggio.
- Vanessa Beecroft: che presenta gruppi di donne uniformemente vestite, creando immagini potenti e talvolta inquietanti.
- Maurizio Cattelan: che utilizza oggetti provocatori come casseforti svaligiate o topi nutriti con formaggio, sfidando le convenzioni del mercato dell'arte.
- Christine Hill: che si integra in contesti quotidiani, come quello di una cassiera di supermercato, o organizza sessioni di ginnastica in galleria.
- Carsten Höller: che ricrea formule chimiche legate all'amore, costruisce oggetti nautici in plastica o addestra uccelli a cantare nuove melodie, esplorando la relazione tra scienza, natura e percezione.
- Noritoshi Hirakawa: che cerca attivamente la partecipazione del pubblico attraverso annunci sui giornali.
- Pierre Huyghe: che utilizza pratiche come casting, mette a disposizione del pubblico strumenti di fruizione o documenta il lavoro degli operai in prossimità dei loro cantieri.
Questi artisti, e molti altri, dimostrano come la parte più vivace dell'arte contemporanea si giochi attorno a nozioni interattive, conviviali e relazionali.
La "Separazione" e la Resistenza all'Omologazione
La società contemporanea, secondo Bourriaud, è caratterizzata da una "separazione" che condiziona i canali relazionali. Le relazioni umane, sempre più mediate dalla rappresentazione "spettacolare" e standardizzate, rischiano di essere relegate a spazi mercantili. Guy Debord aveva già descritto questa società dello spettacolo, dove le relazioni non sono più vissute direttamente. Tuttavia, Bourriaud distingue la sua analisi da quella di Debord, osservando che il mondo dell'arte non è solo un serbatoio di esempi di ciò che dovrebbe essere "realizzato" nella vita quotidiana, ma un terreno di sperimentazione sociale.
L'arte relazionale, quindi, non si limita a rappresentare le relazioni sociali, ma cerca attivamente di crearle, di generare rapporti con il mondo. In un'epoca dominata dalla divisione del lavoro, dall'ultra-specializzazione e dalla legge del profitto, l'arte propone modelli alternativi di interazione e di produzione culturale.
Postproduzione e Concetti Chiave
Il critico francese Nicolas Bourriaud è noto anche per il concetto di "postproduzione", strettamente legato alla sua estetica relazionale. La postproduzione, nella sua opera omonima, si riferisce all'utilizzo di materiale preesistente (immagini, suoni, testi) per creare nuove opere. Questo concetto trova paralleli nella musica e nell'industria cinematografica, ma affonda le sue radici nel collage e nel montaggio delle avanguardie storiche.
La terminologia utilizzata da Bourriaud, come "radicante", prelevata dalla botanica, indica la capacità di mantenere legami in modo mobile, non statico. Questo concetto suggerisce un'apertura al mondo che non rinnega le proprie origini, ma presuppone una solidità di partenza per potersi innestare temporaneamente e ripetutamente. L'idea è di cercare materiali concettuali nella modernità stessa, che ha problematizzato la colonizzazione, l'industrializzazione e lo sradicamento dalla tradizione.
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Critiche e Fraintendimenti
Nonostante il successo e l'influenza di "Estetica relazionale", il libro ha suscitato dibattiti e critiche. Alcuni attacchi, come quello di Claire Bishop, si sono basati su una visione parziale delle tesi di Bourriaud, deformate dai commenti successivi o dalle opere ispirate a posteriori. Questo ha creato una "cortina di polemiche e pregiudizi" che ha separato il libro dai suoi lettori per diverso tempo. La questione terminologica, la complessità dei concetti e la difficoltà di applicare categorie interpretative tradizionali alle pratiche artistiche emergenti hanno contribuito a questi fraintendimenti.
Bourriaud stesso, pur riconoscendo la vivacità della battaglia critica intorno alla sua opera, ha spesso preferito un ruolo di osservatore, impegnato in altre attività teoriche e curatoriali, come la direzione del Palais de Tokyo. La sua opera, tuttavia, rimane un punto di riferimento fondamentale per comprendere le dinamiche dell'arte contemporanea e il suo rapporto intrinseco con la società, la cultura e le forme emergenti di interazione umana. La sua analisi invita a considerare l'arte non solo come un oggetto da contemplare, ma come un processo attivo di costruzione di relazioni e di significati in un mondo sempre più interconnesso e complesso.
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