La professione di psicologo infantile, che dovrebbe essere un faro di supporto e guarigione per i più piccoli, è stata macchiata da gravissime accuse nei confronti di Matteo Sironi, uno psicoterapeuta trentaseienne residente a Meda ma con studio a Seregno. La vicenda, emersa con un arresto avvenuto lo scorso settembre, ha visto un'escalation con la conclusione delle indagini preliminari per violenza sessuale aggravata e l'apertura di un nuovo fascicolo penale per detenzione di materiale pedopornografico.

L'Inizio delle Indagini: Denunce e Sospetti
Le indagini che hanno portato all'arresto di Matteo Sironi sono scattate mesi fa, a seguito di denunce presentate dai genitori di due giovani pazienti. La prima segnalazione è giunta dai genitori di un bambino della scuola elementare, il quale, confidandosi in famiglia, aveva riferito di "strani" comportamenti tenuti dallo psicologo infantile presso il quale la famiglia si era rivolta per seguire il figlio. Successivamente, le denunce si sono ampliate con le testimonianze dei genitori di un altro giovane paziente, uno dei quali affetto da disabilità. Entrambi i ragazzi avrebbero parlato di presunti comportamenti inappropriati di cui il trentaseienne si sarebbe reso responsabile durante le sedute terapeutiche.
L'Arresto in Flagranza: Prove e Convalida
Coordinati dalla Pubblico Ministero Cinzia Citterio, i Carabinieri della Compagnia di Seregno hanno condotto indagini approfondite per mesi. Per documentare i presunti abusi, gli inquirenti hanno fatto ricorso a strumenti tecnici di rilevazione audio-video, installando microcamere nello studio dello psicoterapeuta a Seregno. Grazie a queste sofisticate tecniche investigative, i militari sono riusciti a filmare un episodio di presunto abuso sessuale su un paziente minorenne affetto da disabilità cognitiva. Questo filmato, definito "inequivocabile" dagli inquirenti, ha permesso l'intervento immediato dei Carabinieri, che hanno arrestato il medico in flagranza di reato.
L'arresto, avvenuto lo scorso settembre, è stato poi convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) Marco Formentin del Tribunale di Monza, il quale ha confermato la misura di custodia cautelare in carcere per Matteo Sironi.

Approfondimenti e Nuove Accuse: Materiale Pedopornografico
Parallelamente alle indagini per violenza sessuale, gli investigatori hanno proceduto al sequestro dei dispositivi informatici in possesso di Matteo Sironi, al fine di verificare la presenza di eventuali contenuti di tipo pedopornografico. Le successive analisi avrebbero rivelato la detenzione di un "cospicuo materiale pedopornografico" nel suo computer. Questo ritrovamento ha portato all'apertura di un nuovo fascicolo penale, affidato alla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano per competenza, data la natura dei presunti reati.
Le foto, i video e le chat rinvenuti, pur non risultando direttamente riferibili ai pazienti, sembrerebbero essere stati ottenuti attraverso canali illeciti legati al "business" o allo scambio di materiale pedopornografico circolante sulla rete. Sarà la Procura della Repubblica di Milano a dover fare luce su queste circostanze, per accertare se a carico del trentaseienne possa aggiungersi anche questo grave reato.
Il protocollo investigativo in materia di indagini riguardanti gli abusi sessuali su minori: esperienza, problemi e prospettive - 2/2
Il Percorso Giudiziario: Rito Immediato e Difesa
La Procura di Monza, tramite la sostituta procuratrice Cinzia Citterio, ha formalmente concluso le indagini preliminari relative all'accusa di violenza sessuale aggravata. L'indagato ha ora un termine per presentare memorie difensive o richiedere di essere interrogato. Successivamente, la Procura prenderà la decisione finale riguardo la richiesta di rinvio a giudizio, che appare scontata almeno per quanto concerne l'accusa legata al paziente disabile, per il quale esistono prove filmate.
La difesa di Matteo Sironi ha già annunciato l'intenzione di richiedere il processo con rito abbreviato. Nel frattempo, il trentaseienne rimane detenuto presso la Casa Circondariale di Monza, in attesa di un giudizio che si preannuncia complesso e carico di accuse gravissime. La notizia della vicenda, inizialmente tenuta riservata per esigenze investigative, è stata diffusa solo a metà del mese scorso, una volta che gli inquirenti hanno ritenuto completati gli accertamenti preliminari.

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