Marco Monari, nato nel 1959 e residente a Bologna, incarna una figura poliedrica, la cui vita professionale e personale si intreccia tra il rigore della sanità pubblica e la fascinazione per le energie sottili e gli approcci olistici al benessere. Sebbene il suo impegno professionale principale sia quello di funzionario presso il Dipartimento di Sanità Pubblica di Bologna, dove si occupa di sicurezza, Monari coltiva una profonda passione per tutto ciò che trascende la tangibilità immediata, dedicandosi alla sperimentazione di ciò che si incontra solo in determinati modi e condizioni.

La sua formazione in questi ambiti non convenzionali è solida e diversificata. Ha completato un percorso in Discipline Naturali presso l'Istituto di Medicina Psicosomatica Riza di Milano. Qui, tra il 1999 e il 2004, ha conseguito un diploma in Naturopatia, unitamente a master in Cromoterapia e Psicosomatica. Parallelamente, ha approfondito lo studio del massaggio Shiatzu e ha frequentato corsi di radiestesia, pratica che porta avanti dal 1986, e di radionica. Queste discipline, che indagano le interrelazioni tra corpo, mente e ambiente attraverso canali energetici e vibrazionali, rappresentano un filone fondamentale nel suo percorso intellettuale e pratico.
L'Approccio alla Psicoanalisi e alla Psicoterapia
Sebbene le informazioni fornite non delineino in modo esplicito una biografia accademica o clinica di Marco Monari come psicoanalista nel senso tradizionale del termine, il testo suggerisce un interesse e una possibile pratica nel campo della psicoterapia, in particolare quella a frequenza settimanale. Viene infatti menzionato il dibattito attuale sulla "psicoterapia psicoanalitica once a week", definita anche "psicoanalisi a bassa frequenza". Questo tema è centrale nel contesto italiano, dove una parte significativa del lavoro degli psicoanalisti con pazienti adulti si concentra su questo tipo di intervento.

Il dibattito scientifico contemporaneo, come sottolineato, risulta essere poco orientato alla discussione teorica e clinica approfondita di questa modalità terapeutica. L'Autore, attraverso la sua esperienza nel lavoro psicoterapeutico istituzionale con pazienti borderline, sembra voler contribuire a colmare questa lacuna. La descrizione di "alcuni elementi personali della tecnica analitica adottata all’interno di questo assetto" suggerisce un approccio riflessivo e personalizzato, che va oltre i protocolli standardizzati.
La Percezione del Tempo nella Psicoanalisi
Un aspetto peculiare che emerge dall'analisi del testo è la riflessione sulla percezione dello scorrere del tempo. Il confronto tra la psicoanalisi classica e la psicoanalisi a bassa frequenza (once a week) evidenzia come la diversa cadenza degli incontri possa influenzare la temporalità dell'esperienza terapeutica. Mentre la psicoanalisi classica è spesso associata a un'immersione più intensa e continua nel processo analitico, la frequenza settimanale introduce una differente scansione temporale.
La "peculiarità dei tempi" della psicoanalisi a bassa frequenza implica una gestione specifica delle pause, delle attese e della continuità del transfert e del controtransfert tra una seduta e l'altra. Questo aspetto è di fondamentale importanza clinica, poiché la temporalità è un elemento costitutivo dell'esperienza psichica e del processo terapeutico. La riflessione su come il tempo venga vissuto e processato dai pazienti e dall'analista in questo setting specificamente settimanale apre nuove prospettive sulla dinamica della cura.
Il tempo nella depressione
Opere e Contributi
Marco Monari vanta numerose pubblicazioni, che riflettono la vastità dei suoi interessi. Tra queste, spicca il volume "La piazza che non c’era. Ecologia urbana, paesaggio sonoro cognitivo, spazi antropici del benessere" (2013). Quest'opera suggerisce un interesse profondo per le tematiche ambientali, la percezione dello spazio urbano e la sua influenza sul benessere psicofisico dell'individuo. L'ecologia urbana e il concetto di "paesaggio sonoro cognitivo" indicano una sensibilità verso le interazioni tra l'ambiente costruito e la mente umana, esplorando come i suoni e gli spazi modellino la nostra esperienza e cognizione.
Inoltre, ha contribuito con saggi in volumi collettanei, tra cui "Prospettive sonore" (a cura di A. Calanchi e A. Laquidara, 2016) e "Soundscapes and Sound Identities" (a cura di A. Calanchi e F. ). Questi contributi confermano ulteriormente la sua dedizione all'esplorazione del suono come elemento chiave nella definizione dell'identità e nella percezione del mondo, legando le sue riflessioni all'ambito della psicologia ambientale e degli studi sulla percezione.
Un Ideale di Vita tra Mare e Centri Storici
Al di là dell'impegno professionale e delle attività intellettuali, Marco Monari esprime un desiderio di vita legato alla presenza del mare. Sebbene prediliga i centri storici per la loro ricchezza culturale e architettonica, il suo ideale di vita include il trasferimento in prossimità del mare il prima possibile. Questa aspirazione suggerisce una ricerca di armonia e di un legame con la natura, elementi che si integrano con il suo interesse per le energie sottili e il benessere olistico. Il mare, con la sua vastità e il suo ritmo, può essere visto come un potente simbolo di trasformazione, introspezione e rinnovamento.
Figure Istituzionali e Accademiche: Un Contesto di Riferimento
Le informazioni fornite, pur riguardando principalmente il contesto accademico e istituzionale italiano, offrono uno spaccato delle eccellenze che caratterizzano il panorama universitario e della ricerca. La menzione di figure di spicco come Alessandro Anselmi, Carlo Aymonino, Leonardo Benevolo, Pier Luigi Nervi, Marcello Piacentini e Bruno Zevi, che hanno insegnato in facoltà di architettura, testimonia l'alto livello di competenza e l'eredità culturale di queste istituzioni.

Allo stesso modo, i nomi di docenti attuali e passati in diverse facoltà, dalla medicina all'ingegneria, dalla giurisprudenza alla chimica, evidenziano la vastità e la profondità del sapere accademico italiano. La citazione di figure religiose e teologi di rilievo, come Padre Alberto Lepidi Chioti, Tommaso Maria Zigliara, Réginald Marie Garrigou-Lagrange e Papa Giovanni Paolo II, sottolinea l'importanza del pensiero filosofico e teologico all'interno di alcune istituzioni, in particolare quelle legate all'Ordine Domenicano e all'Angelicum.
Questi riferimenti, sebbene apparentemente distanti dalla biografia specifica di Marco Monari, contestualizzano il suo percorso all'interno di un ambiente intellettuale e istituzionale che valorizza la ricerca, la formazione e la riflessione su molteplici discipline. L'enfasi posta sulla qualità dell'insegnamento, sulla ricerca di avanguardia e sul dialogo tra diverse aree del sapere crea un terreno fertile per figure come Monari, che operano all'intersezione tra discipline consolidate e campi emergenti. La menzione di premi accademici come la medaglia teresiana dell'Università di Pavia, istituita per riconoscere l'eccellenza dei docenti, rafforza questa idea di un sistema che mira a valorizzare il merito e il contributo intellettuale.
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