Il desiderio di ordine, per Lodovica Comello, non è una semplice preferenza estetica, ma una vera e propria necessità interiore, un riflesso di un "enorme disordine mentale" che la stessa conduttrice, cantante e ora podcaster ammette con schiettezza. Nata e cresciuta a San Daniele del Friuli, la 33enne ha scoperto la sua propensione per la sistematicità fin da bambina, quando la sua cameretta era un esempio di impeccabile organizzazione. Questo tratto distintivo, tuttavia, si è amplificato in modo clamoroso quando, trasferitasi a Milano per inseguire il sogno dello spettacolo, si è trovata a condividere l'appartamento con coinquiline che, a detta sua, definire disordinate sarebbe un eufemismo. L'esperienza è stata fonte di "vera sofferenza", un disagio palpabile ogni volta che rientrava in un ambiente caotico.

La Maniacalità dell'Ordine: Tra Abitudini e Comprensione Familiare
Le abitudini di Lodovica in fatto di ordine sono tutt'altro che superficiali. Non sopporta, ad esempio, "vedere le scarpe sporche o lasciate in giro" o, peggio ancora, "piatti e stoviglie non lavati nel lavandino". La sua tendenza a sparecchiare e riordinare non si ferma nemmeno durante le cene con gli amici, un'usanza che, sebbene accolta con ilarità da chi le sta intorno, suscita un pizzico di esagerazione nel marito, Tomas Goldschmidt, produttore televisivo. Lui, infatti, considera meno rilevante la posizione degli oggetti, mentre per Lodovica la differenza è sostanziale. Nonostante queste peculiarità, l'ironia gioca un ruolo fondamentale nel loro rapporto, trasformando le piccole divergenze in "sana risata". Lodovica stessa ammette di convivere "molto serenamente" con questo suo lato caratteriale, negando di essere "ossessiva", ma piuttosto "puntigliosa", ma solo in ambito domestico.
L'Ambiente Lavorativo e la Necessità di Adattamento
L'ambiente lavorativo dello spettacolo, tuttavia, impone un diverso registro. Lodovica si adatta per non risultare "pesante", entrando in contatto con persone che non condividono la sua stessa esigenza di ordine. Un esempio lampante è la sua stylist, descritta come "tanto professionale e brillante quanto estremamente casinista", che lascia abiti e accessori sparsi ovunque. Sebbene la cosa la disturbi, Lodovica cerca di "resistere per rispetto", dimostrando una notevole capacità di flessibilità, pur ammettendo che la situazione le crea disagio.
Il Podcast "L'Asciugona" e la Maternità Senza Filtri
Dall'arrivo del figlio Teo, tre anni fa, Lodovica Comello ha vissuto un profondo cambiamento, sentendosi "annullata sotto molti punti di vista, compreso quello lavorativo". Questa scelta, in gran parte sua, l'ha portata a declinare numerose proposte che l'avrebbero allontanata da casa per troppo tempo. Ora, però, con Teo più autonomo, Lodovica è "pronta a rimettersi in gioco", desiderosa di creare qualcosa di cui suo figlio possa essere orgoglioso.
Il suo celebre podcast "L'Asciugona", disponibile su Spotify e Instagram, giunto alla quarta edizione, è diventato un punto di riferimento per molte mamme. Il nome stesso, "Asciugona", nel dialetto milanese indica "la chiacchierona che rompe le scatole", un appellativo che Lodovica abbraccia con ironia. Attraverso battute e aneddoti, abbatte molti stereotipi sulla maternità, svelando un lato inedito e profondamente umano della sua esperienza.
IL NON HO MAI - L'ASCIUGONA
L'Instinto Materno: Una Costruzione Personale
Uno degli stereotipi che Lodovica smonta con più veemenza è quello relativo all'istinto materno, che nel suo podcast definisce categoricamente come inesistente in senso assoluto. Sostiene che "ogni madre ha un suo percorso emozionale" e che non tutte sono immediatamente investite da una "dedizione totalizzante". Lei stessa ammette di essersi sentita "persa" e di aver provato momenti in cui non desiderava nemmeno tenere in braccio il suo bambino. L'allattamento difficile, il desiderio di Teo di stare sempre attaccato e la mancanza di spazio personale durante il lockdown hanno reso l'inizio della maternità un'esperienza "dura", segnata da pianti e senso di inadeguatezza.
Il Desiderio di un Secondo Figlio e la Paura del Ripetersi
Nonostante le difficoltà, Lodovica desidera un secondo figlio, soprattutto per Teo, ma l'idea di "ricominciare mi terrorizza". La maternità ha fatto emergere il suo lato più insicuro, facendola sentire "sempre in difetto". La gestione di un bambino nella fase dei "terrible twos" le appare come la guida di una "Ferrari che non so guidare", un'immagine che ben descrive la sua percezione di perdita di controllo. Nonostante ciò, riconosce la necessità di ricordare che Teo è solo un bambino e di non pretendere troppo da lui.
Un Modello di Genitorialità Condivisa e Aperta
Lodovica si definisce una madre "totalmente imperfetta", ma aspira a diventare per suo figlio la persona con cui potrà "parlare di qualsiasi cosa". Il suo augurio per Teo è che cresca "aperto, che conosca le persone" e che colga la bellezza delle "sfumature" del mondo. L'emancipazione dagli stereotipi di genere è un'altra priorità. Critica fermamente le reazioni negative quando un bambino esprime desideri considerati "femminili" e denuncia la "tossica idea del maschio alfa".
Il suo approccio si basa sul lasciare libero il figlio di sperimentare, comprandogli una bambola se la chiedesse. Lei e il marito, Tomas, si impegnano a fornirgli modelli positivi, coinvolgendolo in attività come la cucina e regalando persino kit per le pulizie, con l'obiettivo di crescere "piccoli uomini collaborativi".

La Collaborazione e il Raffreddamento del Rapporto di Coppia
Il rapporto con il marito Tomas è cambiato radicalmente con l'arrivo di Teo. Da un lato, si è intensificata la collaborazione, trasformandoli in una "squadra molto performante". Dall'altro, però, la relazione di coppia ha subito un lieve "raffreddamento", con l'amore che sembra dirigersi quasi esclusivamente verso il figlio. Lodovica ammette la necessità di "ricordarsi di noi due", affrontando anche la sfera intima con una sincerità disarmante. La difficoltà nel riprendere la sessualità dopo il parto, acuita da un commento inibitorio della ginecologa, ha richiesto tempo e pazienza per essere superata.
Diritti Civili e Famiglie Non Convenzionali
Lodovica Comello, pur dichiarando di non interessarsi di politica, si infervora quando si tratta di diritti civili. La revoca della possibilità per i sindaci di registrare i figli delle coppie omogenitoriali l'ha spinta a riflettere sull'importanza di parlare di cosa significhi "essere una famiglia oggi". Per lei, la famiglia è una "comunità" basata su "affetto, amore e desiderio di prendersi cura l'uno dell'altro", indipendentemente dalla sua composizione: famiglie di sangue, adottive, monogenitoriali, senza figli, con animali domestici o nate con la surrogata.
La Maternità Surrogata: Una Scelta d'Amore
Di fronte all'affermazione che definisce la maternità surrogata una "mostruosità", Lodovica ribatte fermamente. Ritiene che chi giudica questa pratica come lesiva dei diritti delle donne dimentichi che si tratta di una "scelta", spesso motivata da ragioni economiche, ma sempre volontaria. Vede la surrogata come un "gesto d'amore di una donna nei confronti di chi non può concepire", una decisione privata da trattare con rispetto.
Nuovi Progetti e il Ritorno in Radio
Lodovica Comello è pronta a nuove sfide professionali. Sta per iniziare un nuovo programma su Radio 105, intitolato "105. Lei, lui, l’altro", dove, insieme ad altri due speaker, commenterà l'attualità, confrontando la sua prospettiva femminile con quella maschile. La radio le mancava e si dice molto contenta di questo ritorno.
Nonostante l'affetto per "Italia's Got Talent", programma che ha condotto per sette anni e a cui si sentiva "affezionata", sente che è giunto il momento di cimentarsi in novità. Il suo desiderio è sviluppare ulteriormente "L'Asciugona", trasformandolo da podcast in un talk show o persino in una sitcom, sull'onda del successo ottenuto con le sue quattro edizioni, che l'hanno vista prima in classifica e hanno fatto sentire meno sole molte mamme. La sua capacità di ironizzare sulle difficoltà della maternità è uno strumento potente per abbattere stereotipi e offrire un punto di vista fresco e autentico su un tema universale.
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