
La nuova serie Netflix intitolata "Freud" si discosta radicalmente dalle aspettative di un classico biopic, proponendo invece un avvincente thriller investigativo con sfumature esoteriche, immerso in un'atmosfera decisamente dark. Prodotta in Austria e creata da Marvin Kren, Benjamin Hessler e Stefan Brunner, la serie ci trasporta nella Vienna imperiale del 1896, in un periodo in cui Sigmund Freud, ancora lontano dalla fama che lo avrebbe consacrato, affrontava difficoltà economiche mentre lavorava come medico presso un istituto di igiene mentale diretto dal Professor Theodor Meynert.
Un Giovane Freud nel Cuore di un Mistero
La trama, sebbene di finzione, vede un giovane Sigmund Freud, interpretato con fascino da Robert Finster, suo malgrado o forse per vocazione, coinvolto in un'indagine su efferati rapimenti e omicidi. Ad attirarlo nel torbido mondo del crimine è il burbero ispettore Kiss, un uomo apparentemente forte ma tormentato da una sindrome post-traumatica dovuta alla guerra, magistralmente reso da Georg Friedrich.
La Vienna presentata nella serie è una città che sembra emergere dalle ombre espressioniste del cinema tedesco, un'atmosfera che, secondo la teoria di Siegfried Kracauer, avrebbe profeticamente preannunciato il nazismo. Gli scorci notturni sono carichi di suggestione, evocando in parte la nebbiosa Londra vittoriana che, negli stessi anni (precisamente nel 1888), fu teatro delle macabre gesta di Jack lo Squartatore. Non a caso, il primo omicidio narrato, quello di una prostituta, richiama esplicitamente il modus operandi del celebre serial killer.
Cocaina, Ipnotismo e l'Ombra dello Spiritismo
Un elemento distintivo della serie è la dipendenza del giovane Freud dalla cocaina. Sebbene egli stesso abbia teorizzato gli usi terapeutici della sostanza per poi riconoscerne la pericolosità, questa sua battaglia personale richiama la passione di Sherlock Holmes per la stessa droga, un personaggio letterario di cui Freud pare fosse un grande appassionato. L'episodio di Arthur Conan Doyle "Soluzione sette per cento", ad esempio, gioca sul doppio significato del termine "soluzione", riferendosi sia alla risoluzione di un crimine che al suo significato chimico.
La serie esplora anche il diffuso interesse per lo spiritismo, un fenomeno che, a partire dal caso delle sorelle Fox negli Stati Uniti e dal fenomeno napoletano di Eusapia Palladino, aveva catturato l'immaginazione di molti, trasformandosi a volte in un'ossessione. Questo aspetto è psicologicamente rilevante per comprendere le pulsioni latenti nell'inconscio collettivo dell'epoca, un periodo caratterizzato da rigide regole sociali che reprimono gli istinti naturali e da una visione scientifica positivistica che negava la realtà dell'anima.
Strettamente connesso allo spiritismo è l'ipnotismo, pratica di cui Freud fece largo uso all'inizio della sua carriera, per poi abbandonarla a causa della sua intrinseca fallibilità. Il medico utilizzava l'ipnosi per sondare i traumi rimossi nella psiche dei pazienti. Tuttavia, nel mondo romanzato della serie, viene esplorato anche il versante più controverso e narrativamente affascinante dell'ipnosi: il suo utilizzo per manipolare la volontà altrui attraverso la suggestione post-ipnotica, spingendo gli individui a compiere azioni inaspettate. Le esperienze maturate in questo campo ispireranno Freud nell'elaborazione di importanti teorie sulla manipolazione delle masse.
Esoterismo, Simbolismo e Intrighi Politici
Un ulteriore risvolto della narrazione è di natura genuinamente esoterica, basato su ricerche antropologiche riguardanti una figura oscura del folklore ungherese e sul potere del simbolo come ponte tra la dimensione conscia e inconscia dell'esistenza, sia individuale che collettiva.
Il fascino ambiguo della serie risiede proprio in questa capacità di giocare con lo spettatore, depistandolo e sorprendendolo con scene intense e atmosfere decisamente orrorifiche. La resa visiva è notevole, con una fotografia che dipinge una Vienna oscura ed espressionista, sapientemente mescolata a un uso moderno della macchina a mano.
Non manca un risvolto politico, con un complotto ordito ai danni dell'establishment monarchico dell'epoca, che coinvolge un'ambigua coppia di nobili ungheresi decaduti in cerca di rivalsa dopo l'annessione austriaca della loro patria. Gli intrighi di questi personaggi si intrecciano indissolubilmente con il resto della trama, in un contesto che evoca le atmosfere paranoiche del romanzo "Il cimitero di Praga" di Umberto Eco.

Personaggi Complessi e Temi Freudiani
I personaggi sono ben delineati. L'ispettore Kiss, interpretato con granitica intensità da Georg Friedrich, rivela una backstory traumatica e un carattere indomito ma impulsivo che lo trascina spesso nei guai. Ogni episodio è intitolato a un concetto chiave della ricerca freudiana sulla psiche: "Isteria", "Trauma", "Sonnambulismo", "Totem e tabù", "Desiderio", "Regressione", "Catarsi" e "Rimozione". Ciascuno di questi titoli declina gli argomenti all'interno della trama, avviluppando lo spettatore in una rete di suggestioni ipnotizzanti.
La serie riesce a cogliere quel particolare passaggio psicologico collettivo che, anche grazie alla psicoanalisi, porterà gradualmente a una liberazione della psiche e della sfera istintuale dalle restrizioni sociali e culturali dell'epoca.
L'Eredità di "Al di là del Principio di Piacere"
Al di là della narrazione seriale, è fondamentale considerare le implicazioni teoriche di alcune delle opere più controverse di Freud. In "Al di là del principio di piacere" (1920), Freud introduce il concetto di "pulsione di morte" (Thanatos), una forza distruttiva intrinseca all'essere umano, contrapposta alla pulsione di vita (Eros). Questa teoria rivoluzionaria, che suggerisce una tendenza innata verso l'autodistruzione e il ritorno a uno stato di inorganicità, ha suscitato dibattiti accesi e divergenze, come la scissione lacaniana e il contrasto con le sinistre europee.
Freud collega questa pulsione di morte a fenomeni apparentemente distanti come la nevrosi di guerra e il gioco infantile. Osserva come i reduci di guerra, anche in assenza di lesioni fisiche dirette, manifestino una "coazione a ripetere" l'evento traumatico, un meccanismo che ritrova nel gioco di un bambino che fa scomparire e riapparire un rocchetto. Questo ritorno ossessivo a situazioni di sofferenza suggerisce, secondo Freud, una spinta inconscia verso la morte.
Perché ripetiamo sempre gli stessi ERRORI? - Freud e la COAZIONE a RIPETERE
La nevrosi traumatica, sia essa legata a incidenti meccanici o agli orrori della guerra, viene analizzata distinguendo tra "spavento", "paura" e "angoscia". Mentre la paura è legata a un oggetto specifico e l'angoscia a un'attesa del pericolo, lo spavento è lo stato di chi si trova impreparato di fronte a un evento improvviso e terrificante. Freud ipotizza che la ripetizione dell'incidente nei sogni dei traumatizzati non sia un mero ricordo, ma una manifestazione della coazione a ripetere, una tesi che sfida l'idea del sogno come appagamento di un desiderio e che alcuni critici, come Reich, interpretano in termini di masochismo.
Le teorie di Freud, in particolare quelle relative alla pulsione di morte e alla coazione a ripetere, hanno avuto un impatto profondo sulla cultura occidentale, influenzando movimenti filosofici, politici e sociali. La contrapposizione con la scuola di psicoanalisi marxista, rappresentata da figure come Fromm, Marcuse e Reich, evidenzia le tensioni tra la visione freudiana e le ideologie che enfatizzavano la liberazione pulsionale e la critica delle strutture di potere. Reich, in particolare, criticava la famiglia come prima istituzione repressiva e vedeva nella pulsione di morte un ostacolo alla realizzazione di una società anarchico-libertaria.
Freud: Un Investigatore al Servizio della Verità Inconscia
La serie "Freud" offre un ritratto inedito del padre della psicoanalisi, presentandolo non come il teorico accademico, ma come un investigatore immerso nelle oscure profondità della psiche umana e nei meandri della società viennese di fine Ottocento. Attraverso un sapiente mix di biografia romanzata, elementi crime e suggestioni esoteriche, la serie invita lo spettatore a esplorare i misteri dell'inconscio, le zone d'ombra della mente e le complessità dell'animo umano, stimolando la curiosità sia degli appassionati del genere dark-thriller sia di coloro che desiderano approfondire la figura di un genio che ha cambiato per sempre il modo in cui comprendiamo noi stessi.
La resa visiva, la cura per i dettagli storici e la performance degli attori contribuiscono a creare un'esperienza immersiva e avvincente, rendendo la serie un prodotto di intrattenimento di alto livello, capace di stimolare riflessioni profonde pur mantenendo un ritmo incalzante e una narrazione avvincente.

In definitiva, "Freud" non è una biografia tradizionale, ma un'audace reinvenzione del personaggio, che lo cala in un contesto inedito e sorprendente. La serie riesce a bilanciare la serietà dei temi trattati con un approccio ludico e visionario, dimostrando come le teorie freudiane, anche quando trasposte in un genere diverso, mantengano una sorprendente attualità e capacità di affascinare il pubblico.
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