La Neuropsichiatria Infantile e dell'Adolescenza a Crema: Risposte alle Sfide Emergenti

La giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, che si celebra il 10 settembre, ci ricorda l'urgente necessità di affrontare il disagio giovanile in tutte le sue sfaccettature. In questo contesto, la figura del neuropsichiatra infantile assume un ruolo cruciale, così come le strutture dedicate alla salute mentale dei più giovani, tra cui spicca il reparto di Neuropsichiatria Infantile e dell'Adolescenza dell'Ospedale Maggiore di Crema, diretto dalla Dott.ssa Foppa Pedretti Alessandra.

L'Aumento delle Criticità Giovanili: Un Fenomeno Complesso

Il periodo post-pandemico ha amplificato le situazioni di crisi tra i giovani, portando a un'impennata degli accessi in pronto soccorso, quasi triplicati rispetto all'epoca pre-pandemia. Questo aumento delle criticità si manifesta attraverso un ventaglio eterogeneo di sintomi, tra cui la disregolazione emotiva e comportamentale, i disturbi del comportamento alimentare, forme di autolesionismo e ritiro sociale. L'intenzionalità e la progettualità suicidaria nei più giovani rappresentano un segnale d'allarme da non sottovalutare, un messaggio che i ragazzi cercano di comunicare attraverso il loro disagio.

Giovani che parlano con uno psicologo

Un fenomeno strettamente legato all'intenzionalità suicidaria è l'autolesionismo. Come spiegano le specialiste, molti studi condotti in Paesi anglosassoni hanno dimostrato una correlazione tra la persistenza di sintomi autolesionistici e un aumento della progettualità suicidaria, in particolare tra le ragazze. La pandemia ha esacerbato queste fragilità preesistenti. Sono state soprattutto le ragazze, secondo i dati raccolti, a richiedere aiuto per sintomi come l'ideazione suicidaria e il tentato suicidio. Durante i periodi di lockdown, quando i social media rappresentavano una delle poche occasioni di relazione, questi strumenti sono diventati veicolo di modelli disfunzionali, contribuendo alla nascita di disturbi alimentari, anche in forme diverse da quelle classiche, soprattutto tra i più giovani.

La Neuropsichiatria Infantile e dell'Adolescenza di Crema: Un Polo di Eccellenza

Il reparto di Neuropsichiatria Infantile e dell'Adolescenza dell'Ospedale Maggiore di Crema, situato in Largo Ugo Dossena 2, è un punto di riferimento per la salute mentale dei minori nel territorio. La Dott.ssa Foppa Pedretti Alessandra, alla guida della struttura, coordina un'équipe dedicata alla presa in carico del disagio multiforme dei giovani, offrendo spazi e momenti di ascolto essenziali per aiutarli a superare il senso di vuoto e inadeguatezza.

Inserito all'interno del Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze, il reparto si occupa di pazienti di età compresa tra 0 e 18 anni con una vasta gamma di patologie dello sviluppo neuropsichico. Queste includono disturbi dello spettro autistico, disturbi del linguaggio e dell'apprendimento, disabilità cognitive, patologie neurologiche e disturbi neuromotori, disturbi emotivi, comportamentali e psichiatrici, e ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività).

La struttura si articola in diverse aree operative per garantire una risposta completa ai bisogni dei pazienti:

  • Ambulatorio territoriale: Offre servizi sul territorio per una maggiore accessibilità.
  • Ambulatorio di neuropediatria in sede ospedaliera: Fornisce consulenze specialistiche all'interno dell'ospedale.
  • Attività di refertazione EEGgrafica: Essenziale per la diagnosi di disturbi neurologici.
  • Collaborazione con l'Ambulatorio Multidisciplinare Medicina del Sonno: Per affrontare disturbi del sonno che possono impattare sullo sviluppo neuropsichico.
  • Attività di consulenza in sede ospedaliera: Supporto alle Unità Operative di Pediatria e altri reparti ospedalieri (Pronto Soccorso, Pediatria, ecc.), sia in regime strutturato che a chiamata.

Nell'equipe medica del reparto opera anche la dott.ssa Cerioli Vera Elisa, che conferma la crescente emergenza legata all'aumento dei casi e alla conseguente carenza di personale.

La salute mentale dei minori, degli adolescenti e dei giovani adulti: Servizi, famiglia e scuola

Le Sfide del Neurosviluppo e la Carenza di Risorse

La neuropsichiatra dell’Asst Vera Cerioli evidenzia come il distretto sanitario cremasco stia affrontando un aumento significativo di nuove richieste di presa in carico. «Siamo passati da 100 a circa 200 nuovi invii l’anno di bambini (fino ai sei anni) al nostro polo di neuropsichiatria infantile», afferma la dott.ssa Cerioli. I disturbi del neurosviluppo comprendono la disabilità intellettiva, i disturbi della comunicazione, lo spettro autistico, il disturbo da deficit di attenzione-iperattività, e i disturbi specifici dell’apprendimento e del movimento. Questi disturbi si manifestano nelle prime fasi dello sviluppo e possono portare a limitazioni specifiche o a una compromissione globale delle abilità.

Per i servizi di neuropsichiatria infantile, questi disturbi rappresentano oggi una sfida importante che richiede una maggiore consapevolezza da parte dell'intera società. L'approccio multiprofessionale è di fondamentale importanza per affrontare la complessità di queste condizioni. Tuttavia, il problema critico è la drastica riduzione del personale. Lo staff dell'Asst è ridotto al lumicino, composto da soli 15 professionisti: due neuropsichiatre, tre psicologhe, tre psicomotriciste, una logopedista, un’assistente sociale, un’infermiera professionale, tre fisioterapisti e un educatore. «Ne servirebbero urgentemente almeno altre quattro», sottolinea la dott.ssa Cerioli, evidenziando una carenza di risorse umane che ostacola la capacità di rispondere adeguatamente alla crescente domanda.

I Disturbi Alimentari: Un Fenomeno Silenzioso e in Crescita

Un altro fenomeno preoccupante, silenzioso ma in costante crescita, riguarda i disturbi alimentari. Il dott. Virginio Salvi, direttore del dipartimento di salute mentale della Asst di Crema, spiega che attualmente sono circa un centinaio le persone in carico presso i servizi dedicati, per la maggior parte di sesso femminile. La fascia d'età più colpita è quella adolescenziale (15-19 anni), ma si registrano casi anche in età adulta. I disturbi più frequentemente diagnosticati sono l'anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata.

Da circa un anno, l'ASST Crema dispone di una squadra di professionisti dedicati alla diagnosi e al trattamento di questi disturbi. L'équipe è composta dagli psicologi Emma Guerci, Valentina Dolci e Marco Castagna, dalla tecnica della riabilitazione psichiatrica Maria Liga e dalla dietista Martina Alloni, affiancati dai medici specialisti (psichiatri e neuropsichiatri) che seguono gli utenti.

Simbolo del fiocco lilla, simbolo dei disturbi alimentari

Il contrasto a questa patologia, complessa nella sua globalità, richiede un impegno trasversale dei servizi ospedalieri e territoriali. L'obiettivo dell'équipe multidisciplinare è garantire una risposta efficace per evitare che le persone e le loro famiglie si sentano sole nella sofferenza. Per questo motivo, è fondamentale un trattamento multidisciplinare e integrato. Questo approccio mira prioritariamente a trattare le complicanze mediche, ristabilire un'alimentazione adeguata con l'obiettivo di raggiungere un peso corporeo salutare, e modificare i pensieri disfunzionali legati al cibo e alla percezione del proprio corpo.

Il dott. Salvi sottolinea l'importanza del lavoro di sensibilizzazione. «Più si crea consapevolezza, più riusciamo a portare l'utente a manifestare la propria fragilità e, quindi, ad aiutarlo», conclude. In occasione della Settimana del Fiocchetto Lilla, venerdì 14 marzo, l'ASST Crema attiverà uno sportello dedicato ai disturbi alimentari, con la partecipazione della dott.ssa Emma Guerci e del dott.

La Necessità di Modelli Raggiungibili e Ascolto Attivo

In un'epoca in cui i social media propongono modelli spesso irraggiungibili, è fondamentale che i giovani trovino nella quotidianità spazi di ascolto, comprensione e realizzazione. La neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza, attraverso i suoi professionisti e le sue strutture, gioca un ruolo chiave nel fornire questo supporto. È essenziale che la società tutta sviluppi una maggiore consapevolezza riguardo alle sfide che i giovani affrontano, promuovendo un ambiente in cui il disagio possa essere espresso e accolto senza giudizio. La presa in carico del disagio giovanile non è solo un compito medico o psicologico, ma una responsabilità collettiva che richiede un impegno costante per garantire il benessere e il futuro delle nuove generazioni. L'obiettivo è far sì che i messaggi di aiuto lanciati dai giovani non cadano inascoltati e che si affatichino meno nel rincorrere standard ideali, trovando invece un terreno fertile per la crescita e la realizzazione personale.

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