L'Inglese per Studenti con Dislessia: Strategie Efficaci per un Apprendimento di Successo

Spesso negli studenti con dislessia si possono riscontrare difficoltà nell’apprendimento delle lingue straniere, tali da rendere questa attività complessa. Tuttavia, con le giuste strategie e un approccio mirato, è possibile superare queste sfide e raggiungere una solida competenza in inglese. È fondamentale comprendere che la dislessia, pur presentando specifiche sfide, non è un ostacolo insormontabile all'apprendimento linguistico. Anzi, può essere un’opportunità per sviluppare approcci didattici più inclusivi ed efficaci per tutti gli studenti.

Prima di iniziare, però, occorre analizzare due importanti premesse. La prima: le conseguenze della dislessia nello studio delle lingue vanno ad incontrarsi con le caratteristiche personali degli studenti. Accade quindi che il medesimo disturbo di apprendimento può dare luogo a manifestazioni diversificate, a seconda dell’intensità e della natura del DSA, ma anche a seconda dei punti di forza presenti in quello specifico studente. Ogni individuo è unico, e così lo sono le sue modalità di apprendimento e le sue sfide. La seconda premessa: ogni lingua possiede peculiarità proprie che possono favorire o sfavorire l’apprendimento da parte dello studente con dislessia.

Grafico che mostra la differenza di trasparenza fonologica tra italiano e inglese

Comprendere le Sfide della Dislessia nell'Apprendimento Linguistico

La dislessia implica una difficoltà di automatizzazione. Lo studente fatica infatti ad applicare in modo automatico, e cioè senza quasi pensarci, una regola grammaticale studiata in precedenza (e magari pure ben compresa!), oppure fatica a trovare velocemente la giusta parola, la giusta espressione colloquiale. Mostra quindi difficoltà nell’uso fluente della lingua, sia scritta che parlata, e per compensare ciò, deve mantenere un elevato controllo cosciente che gli permetta di sopperire a quello che non riesce a rendere automatico.

Nei compiti di comprensione orale, come i dettati o le prove di ascolto, questi studenti faticano a segmentare i suoni emessi da chi sta parlando e quindi stentano a discriminare correttamente le parole pronunciate da altri e, conseguentemente, ad afferrare il senso del discorso. Per quanto concerne invece la comprensione scritta, poiché nella dislessia la capacità di lettura è inficiata, l’alunno può riscontrare rilevanti difficoltà nel cogliere il senso di quanto ha appena letto.

Queste difficoltà sono spesso accompagnate da disgrafia (DSA), discalculia (DSA), sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e disprassia. La dislessia ha origine neurologica e consiste, nello specifico, in una parziale o mancata “automatizzazione” nella conversione dei segni/simboli in suoni e viceversa, cosa che rende più complicata la lettura e/o la scrittura.

Che cos'è la dislessia? Difficoltà di lettura nei bambini spiegate con il software Erickson

L'Inglese: Una Sfida Aggiuntiva per la sua Opacità

Questa difficoltà è ancora più rilevante nei paesi di lingua anglosassone. A differenza di quella italiana, la lingua inglese ha un livello basso di trasparenza fonologica, cioè di corrispondenza fra scritto e parlato. Quindi, se un bambino ha difficoltà nella lettura dell’italiano, tale problema comparirà in modo ancora più evidente quando legge un testo inglese. Nell’alfabeto inglese sono presenti 26 suoni, 45 suoni diversi della pronuncia e circa 150 modi per trascriverli. A proposito delle caratteristiche della lingua per quanto riguarda l’inglese, Rondot-Hay individua nell’ortografia la barriera principale, con ricadute sulla lettura, la scrittura e la pronuncia dei vocaboli. Gli studenti con dislessia farebbero fatica rispetto alle consonanti silenti (listen, know), i dittonghi pronunciati diversamente (good-blood, mean-steady), le parole omofone (sea-see) e le parole omografe (read-read). Queste caratteristiche della lingua, rendono la sua acquisizione difficile per tutti.

Anche per l’acquisizione del lessico possono emergere delle criticità in quanto gli studenti con dislessia fanno fatica a memorizzare le informazioni e ad automatizzare alcuni processi. Riguardo la comunicazione orale, richiedendo un certo livello di spontaneità e l’attivazione simultanea di varie sotto-abilità, come la comprensione, la produzione e il recupero del lessico in tempo reale, una didattica basata esclusivamente sulle abilità orali risulterebbe sicuramente incompleta, e comunque non adatta alle esigenze degli studenti con dislessia.

L'Ansia Linguistica: Un Fattore Emotivo Cruciale

Con “ansia linguistica” si intende una tipologia di ansia che si verifica in concomitanza all’utilizzo di una lingua straniera. Essa si manifesta quando è richiesto di leggere ad alta voce davanti all’intera classe, quando si deve imparare a memoria un brano, improvvisare dialoghi, o rispondere rapidamente a una domanda. Si manifesta frequentemente anche quando è richiesto di tradurre, o di memorizzare liste di parole decontestualizzate (Horwitz et al., 1986). Tutti noi, le prime volte in cui ci avviciniamo ad una nuova lingua, possiamo provare questo tipo di ansia, ma con la pratica a poco a poco diminuisce.

Negli studenti con dislessia, invece, generalmente l’ansia linguistica si ripresenta ad un livello elevato tutte le volte che essi hanno a che fare con una lingua straniera, anche se questa da anni è oggetto di studio (Piechurska-Kuciel, 2008). Da un punto di vista emotivo-motivazionale, gli studenti dislessici affrontano difficoltà nell’alfabetizzazione nella propria lingua madre, e molto spesso si aspettano di rivivere le stesse frustrazioni nell’apprendimento di una lingua straniera (Rondot-Hay, 2006). Questo atteggiamento demoralizzato e sconfortato, non fa altro che rendere ancora più probabile il fallimento.

Illustrazione stilizzata di uno studente che prova ansia durante una lezione di lingua

E tra le più comuni implicazioni che ne conseguono si possono riscontrare: senso di incapacità, riluttanza allo studio della lingua straniera, difficoltà nell’autocorrezione e tendenza alla distrazione. L’esposizione continua a prolungate situazioni ansiogene, infatti, ha come immediate conseguenze l’evitamento e il rafforzamento di una barriera emotiva rispetto allo studio, che impedisce l’acquisizione di nuove competenze (Nijakowska, 2010). Se si considera quindi l’apprendimento scolastico come un complesso fenomeno che coinvolge non solo aspetti puramente cognitivi, ma anche relazionali ed emotivi, la pervasività della dislessia è tale da compromettere anche il benessere sociale e psicologico dello studente dislessico, soprattutto quando è impegnato in un compito arduo come l’acquisizione di una lingua straniera. È importante che il contesto scolastico sia in grado di limitare le conseguenze socio-emotive, ad esempio non interpretando le difficoltà dei ragazzi dislessici come forme di pigrizia, svogliatezza e mancanza di impegno.

Per altri studenti dislessici, invece, l’acquisizione di una lingua straniera può essere interpretata come una possibilità di riscatto dagli insuccessi scolastici precedenti. Nel contesto specifico dell’apprendimento di una lingua straniera, bisogna poi considerare il fenomeno dell’ansia linguistica (Nijakowska, 2010). Si tratta di uno stato ansioso particolare che si manifesta nell’apprendimento di una lingua straniera, in presenza di determinati compiti linguistici che interferiscono con la dislessia, per esempio copiare dalla lavagna, leggere ad alta voce, partecipare a una conversazione o condividere i propri elaborati in classe. È evidente che leggere di fronte alla classe, essendo l’abilità di lettura uno degli aspetti caratteristici del disturbo, possa rappresentare per molti studenti dislessici un compito particolarmente ansiogeno. Tuttavia ogni studente riferisce anche difficoltà secondarie più personali, quindi risulta necessaria una buona conoscenza dell’alunno per capire quali compiti lo mettano particolarmente a disagio, in modo tale da favorire un contesto di apprendimento meno ansiogeno e più piacevole.

Strategie Didattiche Efficaci per l'Apprendimento dell'Inglese

Imparare una seconda lingua è in effetti necessario oggigiorno: il mondo del lavoro richiede questa competenza a tutti. E non solo il mondo del lavoro: oggi non sapere l’inglese preclude l’accesso a molte informazioni e risorse anche per il tempo libero, la cultura personale, lo studio.

Le lingue straniere, in particolare l’inglese in quanto lingua opaca, sono considerate comunemente - ma erroneamente - come quasi impossibili da apprendere da parte degli alunni con DSA. Questa prospettiva, tuttavia, si svaluta nel momento in cui gli studi dimostrano che gli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento non hanno compromissioni a livello cognitivo. È, dunque, compito dell’insegnante operare scelte metodologiche che promuovano una didattica inclusiva. Alla luce di tutto ciò, in fase di progettazione risulta doveroso tenere presente che il canale visivo-non verbale e quello cinestesico sono decisamente i preferiti dagli alunni con DSA. In un contesto di questo tipo, l’alunno impara facendo e diventa piacevolmente protagonista del proprio apprendimento. Questa dimensione permette all’alunno stesso di alimentare quel circolo virtuoso per cui, sentendosi maggiormente coinvolto e gratificato durante l’apprendimento, riesce ad aumentare la propria autostima. L’approccio ai contenuti sarà, quindi, caratterizzato da un atteggiamento di tranquillità che gli permetterà di limitare il fattore ansiogeno derivante dal timore dell’insuccesso. L’apprendimento e la didattica dell’inglese come seconda lingua pongono in seria difficoltà l’alunno con DSA. Da non sottovalutare inoltre la dimensione emotiva, particolarmente significativa per l’apprendimento, sopratutto della lingua straniera. La scelta strategica più opportuna da adottare con alunni DSA è quella di valorizzare nella didattica altri tipi di linguaggi che si differenziano dallo scritto.

Didattica Multisensoriale e Strutturata

La didattica deve essere multisensoriale: l’insegnante deve capire qual è lo stile di apprendimento del bambino. Deve essere strutturata: l’insegnamento deve essere esplicito e i legami tra i concetti devono essere spiegati.

Innanzitutto il genitore non è l’insegnante e proprio per questo motivo potrebbe essere utile proporre al figlio un percorso condotto da uno specialista dell’apprendimento. Gli obiettivi di questo percorso possono essere di diversa natura. Ad esempio sarebbe bene partire da una riflessione sulle caratteristiche dettate dal DSA (cosa implica, come si manifesta rispetto alle lingue), ma anche sui punti di forza del ragazzo, così da aiutarlo a guardarsi nella sua interezza, per diventare consapevole delle risorse che già possiede e che possono consentirgli di fronteggiare anche lo studio delle lingue. Questo percorso dovrebbe poi prevedere la costruzione di strategie mirate in risposta alle specifiche fragilità del ragazzo, perché dobbiamo ricordarci che ogni studente con dislessia è un individuo con specificità proprie.

Il genitore, inoltre, può comunicare all’insegnante le difficoltà del figlio e accordarsi, attraverso il PDP (Piano Didattico Personalizzato), su come procedere con compiti e valutazioni durante l’anno. Lo scopo, infatti, dovrebbe essere quello di promuovere un ambiente di apprendimento piacevole e sereno, che vada a favorire l’interesse e a placare invece l’ansia linguistica al suo insorgere. In questo la scuola detiene sicuramente un ruolo fondamentale, ma anche a casa si può lavorare affinché le lingue straniere siano viste con piacevole curiosità. Una lingua è pensiero, cultura, mezzo di comunicazione… e perché non usarla come veicolo per raccogliere notizie su un argomento ritenuto interessante dagli stessi ragazzi? Il web in questo può essere un grande alleato, ad esempio ricercando siti in lingua che riguardino una passione, oppure serie tv, canzoni… Così facendo svolgerete un compito essenziale, che è quello di far recuperare ai vostri figli una dimensione piacevole dell’apprendimento linguistico.

Ascolto e Produzione Orale: Canali Privilegiati

Visto che il canale lettura nella Dislessia non possiamo utilizzarlo con efficacia, bisognerà prediligere l’apprendimento attraverso l’ascolto. Ciò significa che ogni singola parola, frase, assegnazione di un compito o esercizio scritto, andrà letto allo studente con dislessia.

Vediamo insieme i livelli di difficoltà per la comprensione orale, dal quello base, sino quello avanzato. Lo stimolo visivo (la frase di consegna e risposta) è sempre in Inglese, e questa la avremo come difficoltà solo nel primo livello.

  1. Consegna letta in ITALIANO; Frase letta in ITALIANO; Risposta bambino in ITALIANO
  2. Consegna letta in ITALIANO; Frase letta in ITALIANO; Risposta bambino in INGLESE
  3. Consegna letta in ITALIANO; Frase letta in INGLESE; Risposta bambino in INGLESE
  4. Consegna letta in INGLESE; Frase letta in INGLESE; Risposta bambino in INGLESE

Generalmente, si opera così: la consegna andrà letta prima in INGLESE, se non la dovesse comprendere, allora andrà letta anche in ITALIANO: “Completa le seguenti frasi inserendo E’ o E (congiunzione) negli appositi spazi”. La frase dell’esercizio: andrà letta in inglese, ed il bambino ORALMENTE andrà ad indicare se inserire IS o AND. Con eventuali gravi difficoltà si effettuerà la traduzione in italiano. Ma in ogni caso la risposta orale del bambino è bene che sia in INGLESE. Questo, almeno per iniziare, poi pian piano si andrà ad eseguire il compito sempre in modo più difficile.

Per la produzione orale, si raccomandano 3 tipologie di dialoghi:

  • Dialoghi su traccia: dovrebbero sempre essere preceduti da consegne chiare, stimolare il lavoro in coppia o essere utilizzati come dialogo modello/base da cui di volta in volta eliminare, coprire o nascondere singole parole o brevi frasi modificabili e sostituibili man mano dal docente (che fornirà un esempio), dall’alunno/dalla classe con sinonimi o altri modi di dire.
  • Drammatizzazione dei dialoghi: considerando il testo scritto come base di lavoro, questa attività non si presenta complessa soprattutto se svolta in una prima fase dagli alunni suddivisi a coppie o in piccoli gruppi.
  • Dialoghi per scambiarsi informazioni/opinioni: le attività di questo tipo sono ampiamente utilizzabili in modo inclusivo poiché sono abbastanza strutturate (si parte infatti da frasi suggerite dal libro, dall’insegnante, etc.) e inoltre, favoriscono la peer education (istruzione tra pari).

Attenzione però: evitare di fare imparare a memoria parti di un dialogo o poesie; tutti gli allievi soffrono per la frustrazione di dover imparare a memoria frasi o parole in una lingua che conoscono poco e che comunque non hanno ancora automatizzato. Non adatti nemmeno i Role Play: questo tipo di attività richiede creatività, autonomia e improvvisazione che la rendono quindi un’attività non utilizzabile in maniera inclusiva.

Diagramma che illustra le tre tipologie di dialoghi raccomandati

Comprensione e Produzione Scritta: Approcci Graduali

  • Silent reading: la lettura silenziosa rende familiare il contenuto o una sua parte, favorisce la concentrazione e non richiede creatività o improvvisazione, né una produzione orale, scritta o simile.
  • Read and complete the table/diagram/the columns: leggere con l’obiettivo di comprendere e completare tavole, schemi, mappe, diagrammi, ecc., è un’attività che favorisce la focalizzazione e la comprensione, senza richiedere livelli alti di autonomia.
  • Evidenziare nel testo le possibili risposte a domande di comprensione: questa attività semi-strutturata è considerata efficace secondo un’ottica inclusiva poiché non richiede un livello di decodificazione complesso e rende l’allievo gradualmente più autonomo nella comprensione.

Per la produzione scritta, è fondamentale:

  • Graduare le attività: partire da attività guidate e valutare il livello di autonomia a cui si può arrivare. Ad esempio iniziare da attività di completamento fill in/cloze e/o chiedendo all’alunno di completare testi con frasi già fornite da utilizzare come frasi modello.
  • Creare in classe una griglia di riferimento: un modello di produzione scritta condivisibile e da utilizzare per arrivare a produzioni sempre più libere.
  • Proporre componimenti già svolti ed analizzarli: alla luce dell’obiettivo di produzione scritta richiesta.
  • Partire dal dialogo e da un brano ascoltato o da una lettura: e andare ad evidenziare le parole chiave (ad esempio verbi irregolari, avverbi, preposizioni, ecc.).

Lessico: Strumenti Visivi e Attività Coinvolgenti

Anche per il lessico è estremamente consigliato l’utilizzo di tabelle e schemi, mappe e diagrammi. Un’altra attività per migliorare la comprensione di singole parole e per incrementare il lessico è il labeling, la richiesta è di abbinare etichette con il nome in lingua straniera degli oggetti presenti in un’immagine complessa, permettendo così di acquisirne il significato e di apprenderle per poterle poi riutilizzare.

Altri suggerimenti di attività idonee per il lessico includono:

  • Creazione di insiemi di parole: attività che consente agli allievi di rinforzare il lessico e stimolare l’aspetto metacognitivo.
  • Matching: si tratta di chiedere agli alunni di abbinare significati ad immagini/foto, piuttosto che a definizioni.
  • Sinonimi e contrari: attività che propongono di abbinare sinonimi e contrari sono altamente compatibili e sostenibili con eventuali difficoltà di memorizzazione, attenzione e autonomia.

Esempio di attività di

Strumenti Digitali e Supporti Analogici

Esistono alcune risorse che possono essere d’aiuto agli studenti con DSA e per i loro formatori:

  • ENGLISH ATTACK: Strumento efficace, lavora con stimoli video, immagini, videogiochi per bambini e test finali. Il tutto con una moderna interazione digitale. Nei DSA è consigliato nella scuola primaria.
  • Duolingo: Duolingo è oltremodo consigliato nei DSA dalla scuola media in poi.

Alcuni suggerimenti generali per favorire l’apprendimento attraverso l’ascolto includono:

  • Favorire attività di pre-listening per stimolare l’intuizione e la curiosità attraverso l’utilizzo di immagini, di oggetti autentici e coerenti con quanto si va ad ascoltare, di materiali/supporti digitali e multimediali.
  • Scegliere attività di pre-listening altamente multisensoriali, al fine di creare un clima favorevole all’ascolto in una lingua straniera. Ideali anche per abbassare i livelli di ansia da prestazione e aumentare quelli di curiosità per tutti gli studenti.

In conclusione, l’apprendimento dell’inglese per studenti con dislessia è un percorso che richiede pazienza, comprensione e l’adozione di strategie didattiche specifiche. Superando le sfide intrinseche della lingua inglese e affrontando gli aspetti emotivo-motivazionali, è possibile creare un ambiente di apprendimento positivo e inclusivo che porti a risultati di successo. L’esperienza di ogni ragazzo è diversa, e ogni alunno con BES presenta quindi difficoltà e punti di forza differenti. Ma possiamo affermare che il processo di apprendimento di una lingua straniera per un ragazzo con BES o DSA sarà magari più lento rispetto alla media, ma l’acquisizione di questa competenza può avvenire con successo!

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