Hans Asperger: Tra Pionierismo e Ombre Naziste nella Storia dell'Autismo

Hans Asperger, figura centrale nella comprensione dell'autismo, nacque in una fattoria appena fuori Vienna nel 1906. Maggiore di due figli, mostrò fin da giovane un particolare talento per la letteratura, citando spesso Franz Grillparzer. La sua infanzia fu segnata da una certa solitudine e da difficoltà nel creare legami sociali. Questi tratti, uniti a un'intelligenza acuta e a interessi specifici, rispecchiavano in parte le caratteristiche che egli stesso avrebbe poi descritto nei suoi studi.

Ritratto giovanile di Hans Asperger

Asperger intraprese gli studi di Medicina all'Università di Vienna, dove in seguito praticò presso l'ospedale universitario. Durante gli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale, prestò servizio come ufficiale medico in Croazia. Il suo percorso accademico e professionale prese una svolta significativa nel 1944, con la pubblicazione del suo saggio che sarebbe diventato un punto di riferimento fondamentale per la descrizione dei sintomi legati a quella che sarebbe poi stata definita "sindrome di Asperger". Nello stesso anno, ottenne un posto di ruolo presso l'Università di Vienna.

Subito dopo la fine della guerra, Asperger assunse la direzione di una clinica pediatrica nella città, un ruolo che consolidò la sua reputazione. Successivamente, ottenne la Cattedra di Pediatria presso l'Università di Vienna, posizione che mantenne per vent'anni, prima di trasferirsi a Innsbruck. La sua carriera accademica e clinica fu lunga e prolifica, estendendosi fino alla sua morte nel 1980.

La Nascita di un Concetto: "Psicopatia Autistica"

Il contributo più duraturo di Hans Asperger alla medicina e alla psicologia risiede nella sua meticolosa osservazione e descrizione di un gruppo di bambini con caratteristiche comportamentali peculiari. Nella sua tesi di dottorato, egli coniò il termine "psicopatia autistica" per descrivere un quadro clinico caratterizzato da un'intelligenza spesso fuori dal comune, ma anche da difficoltà significative nell'interazione sociale e nella comunicazione. Asperger osservò che questi bambini, che lui affettuosamente definiva "piccoli professori", mostravano una notevole capacità di focalizzarsi su argomenti di loro interesse, sviluppando competenze eccezionali in tali ambiti.

Diagramma che illustra le caratteristiche della

Un aspetto cruciale del suo lavoro fu la capacità di cogliere un aspetto fondamentale della condizione autistica: la mancanza di "empatia cognitiva". Asperger comprese che i soggetti autistici faticavano a mettersi nei panni altrui per comprendere i ragionamenti e le intenzioni degli altri. Questo non implicava una mancanza di sentimento, ma una diversa modalità di elaborazione delle informazioni sociali. Egli sottolineò come questi individui, pur mostrando un comportamento a volte considerato "eccentrico", possedessero una profonda interiorità e, in molti casi, un'intelligenza brillante.

La Diffusione e il Riconoscimento della Sindrome

Nonostante la sua opera pionieristica, gli scritti di Asperger, redatti in lingua tedesca, ebbero inizialmente una limitata diffusione internazionale. Fu solo nel 1981 che la psichiatra britannica Lorna Wing, madre di un bambino autistico, portò le osservazioni cliniche di Asperger all'attenzione della comunità scientifica anglofona, coniazione del termine "sindrome di Asperger". Il suo lavoro, pubblicato su "Psychological Medicine", rese finalmente accessibili le intuizioni del medico austriaco.

Un decennio più tardi, nel 1991, la psicologa dello sviluppo Uta Frith tradusse in inglese il trattato di Asperger del 1944, consolidando ulteriormente la sua importanza. Nel 1994, l'American Psychiatric Association riconobbe ufficialmente la diagnosi di sindrome di Asperger nella quarta edizione del suo Manuale Diagnostico e Statistico (DSM). La sindrome venne definita come una condizione caratterizzata da punti di forza specifici, come interessi profondi e circoscritti, e da deficit nella comunicazione e interazione sociale, in individui con un quoziente intellettivo nella media o superiore, e senza ritardi significativi nello sviluppo del linguaggio.

È importante notare che, nella revisione del 2013 del DSM, l'American Psychiatric Association ha eliminato la sindrome di Asperger come diagnosi separata, integrandola all'interno di una categoria più ampia: il disturbo dello spettro autistico. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha seguito un percorso simile con l'undicesima edizione della Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD-11).

Le Ombre del Passato: Asperger e il Regime Nazista

La figura di Hans Asperger è stata a lungo celebrata come quella di un pioniere compassionevole, quasi un "Oskar Schindler della pediatria", capace di proteggere i suoi pazienti più fragili dalle atrocità del regime nazista. Questa immagine, diffusa per decenni, è stata in parte costruita sulla sua dedizione ai bambini considerati "difficili" e sulla sua capacità di riconoscerne il potenziale.

Tuttavia, la ricerca storica degli ultimi anni ha portato alla luce una realtà più complessa e inquietante. Nel 2018, importanti documenti ritrovati negli archivi di Vienna, ignorati per settant'anni, hanno iniziato a erodere questa narrazione idealizzata. Studi condotti in modo indipendente dalla storica Edith Sheffer e dallo storico Herwig Czech hanno sollevato dubbi fondati sulla presunta estraneità di Asperger alle politiche eugenetiche naziste.

Immagine storica di Vienna durante il periodo nazista

Le ricerche hanno rivelato che, nel contesto della Vienna nazista, Asperger non fu un ricercatore isolato e protetto dall'influenza del regime. Al contrario, emerge il quadro di un uomo attivo all'interno di un sistema che promuoveva l'eliminazione di individui ritenuti "indegni di vita". Sebbene non vi siano prove definitive che Asperger abbia partecipato direttamente ai programmi di eutanasia infantile come esecutore, la sua condotta è stata oggetto di un'attenta analisi.

Alcuni studi indicano che Asperger avrebbe approvato il trasferimento di numerosi bambini dalla sua clinica al centro di sterminio di Spiegelgrund, situato alla periferia di Vienna. Questo istituto era noto per essere un luogo di "eutanasia infantile", parte del programma Aktion T4. Le morti di questi bambini, circa 800 in totale, venivano spesso registrate come conseguenze di polmonite o altre cause naturali, mascherando la reale natura delle loro sofferenze.

20/04 - DALL’AKTION T4 ALL’AKTION 14F13.LA GERMANIA NAZIONALSOCIALISTA ....

In particolare, la storica Edith Sheffer, nel suo libro "The Asperger’s Children: The Origins of Autism in Nazi Vienna", analizza dettagliatamente la documentazione medica e le lettere di accompagnamento firmate da Asperger. In alcuni casi, come per le bambine Herta Schreiber ed Elisabeth Schreiber, Asperger avrebbe giustificato il loro trasferimento a Spiegelgrund affermando che rappresentavano un "peso insopportabile" per le rispettive madri. Queste azioni suggeriscono una partecipazione consapevole, seppur indiretta, alla macchina di sterminio nazista.

La Riconfigurazione del Concetto di Autismo e il Dibattito sull'Identità

Le nuove rivelazioni storiche hanno inevitabilmente gettato un'ombra sulla figura di Hans Asperger e hanno innescato un acceso dibattito sull'opportunità di mantenere il suo nome associato a una diagnosi medica. L'idea di autismo, come emerso dalle ricerche, si è sviluppata in una società che propugnava l'esatto opposto della neurodiversità. La psichiatria nazista, infatti, mirava a classificare la popolazione in base a criteri di "purezza genetica", determinando chi dovesse sopravvivere e chi essere eliminato.

In questo contesto, alcuni studiosi sostengono che la definizione di "psicopatia autistica" coniata da Asperger potrebbe essere stata influenzata dall'ideologia nazista. Il termine "psicopatia", nella psichiatria infantile nazista, portava connotazioni criminali, e Asperger stesso attribuì tratti "sadici" e "maliziosi" ai bambini autistici. Questo contrasta nettamente con l'immagine post-bellica di Asperger come scienziato isolato e compassionevole.

La discussione sull'uso del termine "sindrome di Asperger" coinvolge ora attivamente le persone autistiche, le loro famiglie, i ricercatori e i clinici. Molti individui che si identificano con questa diagnosi la considerano parte integrante della loro identità, legata al loro stile cognitivo e alla loro personalità, ritenendo che le rivelazioni storiche non debbano necessariamente alterare questa percezione. Altri, invece, preferiscono adottare termini più neutri come "autismo", "disturbo dello spettro autistico" o "condizione dello spettro autistico", in linea con le revisioni diagnostiche più recenti.

Infografica che mostra l'evoluzione della classificazione dei disturbi dello spettro autistico

La rimozione del termine "Asperger" dall'uso clinico viene considerata da molti una questione di etica medica, necessaria per distanziarsi da un passato oscuro e per evitare di perpetuare associazioni negative. Tuttavia, la questione della denominazione è complessa e richiede un dialogo aperto e inclusivo. Alcuni studiosi suggeriscono che, data la notevole eterogeneità all'interno dello spettro autistico, potrebbe essere utile esplorare la definizione di sottotipi diagnostici che rispecchino meglio la diversità delle esperienze individuali.

Le ricerche di Sheffer e Czech, insieme all'opera di altri storici, ci impongono una revisione critica delle nostre conoscenze e del nostro linguaggio. Ci ricordano che la massima priorità nella ricerca e nella pratica clinica deve essere la compassione, e che è fondamentale imparare dagli errori del passato per costruire un futuro più informato e inclusivo. Il caso di Hans Asperger, con le sue luci e le sue ombre, rappresenta un monito potente sulla complessità della storia umana e sulla necessità di un'analisi critica continua, anche quando si tratta di figure che hanno contribuito in modo significativo al progresso scientifico. La sua eredità, ora più sfumata, continua a stimolare riflessioni profonde sulla natura della diversità umana e sulla responsabilità etica nella pratica medica e scientifica.

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