La depressione è una condizione psicologica complessa che influisce profondamente sul benessere emotivo, comportamentale e fisico di chi ne soffre. Sebbene sia un disturbo comune, le sue manifestazioni possono variare notevolmente da persona a persona, con effetti che vanno dalla tristezza persistente all’incapacità di funzionare nelle attività quotidiane. Comprendere la depressione è utile affinché non venga sottovalutata e ritardata una diagnosi e una terapia efficace. Chi è vicino alla persona potenzialmente depressa può cogliere dei segnali e cercare di agevolare un corretto percorso diagnostico, ma non dovrebbe azzardare diagnosi o tentativi di riconoscere la depressione, già complesso per i professionisti. Questo articolo esplorerà le caratteristiche del disturbo depressivo, i suoi sintomi principali, le cause sottostanti e le opzioni terapeutiche più efficaci, con un focus sull'importanza dell'educazione e della prevenzione.
Definire la Depressione: Oltre la Semplice Tristezza
La depressione, tecnicamente definita "disturbo depressivo maggiore", è un disturbo dell’umore caratterizzato da frequenti stati emotivi di profonda e intensa tristezza e insoddisfazione. Chi soffre di depressione ha costanti pensieri negativi e pessimisti circa sé stesso, il mondo e il proprio futuro e non riesce più a trarre piacere dalle attività a cui prima era interessato. Il termine "depressione" è stato derivato dal verbo latino "deprimere", che significa "premere verso il basso". Fu utilizzato fin dal XIV secolo e nel 1665 l'autore inglese Richard Baker lo utilizza nella sua Cronaca dei re d'Inghilterra per far riferimento a qualcuno che ha "una grande depressione di spirito". Anche il critico letterario britannico Samuel Johnson gli attribuisce un simile significato, nel 1753. Il termine viene utilizzato anche nel campo della fisiologia e dell'economia. Sigmund Freud nei suoi scritti Lutto e melanconia del 1917 paragonò lo stato di melanconia al lutto. Teorizzò che la perdita di un "oggetto", come ad esempio la perdita per morte o dell'interruzione di un rapporto amoroso, si traduce in una perdita del "soggetto" e l'individuo depresso si è identificato con l'oggetto di affetto attraverso un inconscio processo narcisistico chiamato "investimento libidico dell'ego". La prima versione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-I, 1952) parlava di "reazione depressiva", mentre il DSM-II (1968) di "nevrosi depressiva", definita come una reazione eccessiva al conflitto interno o a un evento identificabile.
Sentirsi depressi equivale a percepire la realtà attraverso una lente negativa, dove tutto appare difficile e privo di valore. Dunque, sentirsi depressi significa vedere il mondo come se si indossassero degli occhiali con lenti scure: tutto diventa grigio, opaco e difficile da affrontare, anche compiere le normali attività quotidiane come alzarsi dal letto, lavarsi, telefonare ad un amico, fare la spesa. I pensieri di una persona depressa, come sosteneva Aaron T. Beck, ideatore della terapia cognitivo-comportamentale, sono caratterizzati da una visione negativa di sé e del mondo, da un senso di fallimento, incapacità e mancanza di speranza che investe passato, presente e futuro. È corretto parlare di depressione solo quando il tono dell’umore perde il suo naturale carattere di flessibilità, cioè quando è sempre basso e non viene influenzato più dai fattori esterni favorevoli, provocando disagio e interferendo con le normali attività, la vita e la libertà di agire di una persona. Ogni situazione è valutata in maniera negativa e pessimistica.
La depressione è una condizione medica che va oltre la semplice tristezza temporanea. Contrariamente alla concezione comune, la depressione non è solo una questione di sentirsi tristi per qualche giorno, ma è una vera e propria condizione medica che richiede un trattamento adeguato. A differenza di quanto comunemente si pensi, uno stato depressivo, non consiste semplicemente in qualche giorno di tristezza e malinconia, ma rappresenta una vera e propria condizione medica che necessita di un tempestivo ed appropriato trattamento.

I Sintomi Principali del Disturbo Depressivo: Un Quadro Complesso
I sintomi del disturbo di depressione possono variare, ma generalmente includono una serie di manifestazioni emotive, cognitive, comportamentali e fisiche che compromettono significativamente la qualità della vita.
- Umore depresso: Un umore pervasivamente triste o svuotato, che può durare settimane, mesi o addirittura anni, senza una chiara causa apparente. Questo stato di sofferenza si ripercuote sull’alimentazione. Infatti, una persona depressa può perdere peso a causa della mancanza di appetito oppure ingrassare perché sente di avere più fame del solito. Anche il sonno risente dello stato depressivo e spesso si sviluppano disturbi del sonno che perdurano per lungo tempo, come l’insonnia (difficoltà a dormire un sonno ristoratore) o l’ipersonnia (necessità di dormire molto più del necessario).
- Perdita di interesse o piacere (anedonia): Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte o quasi tutte le attività per la maggior parte del giorno. Non si ha voglia di fare nulla, non si prova piacere nel fare nulla, anche il sesso non interessa più.
- Affaticamento o mancanza di energia: Chi è depresso si sente spesso stanco, senza energia, si affatica facilmente.
- Senso di colpa e inutilità: Sentimenti di inutilità o di colpa eccessivi o inappropriati, che possono portare a pensieri autolesivi o di morte. Chi soffre di depressione sente di non valere nulla ed è attanagliato da un senso di colpa eccessivo o ingiustificato che lo fa stare ancora più male.
- Disturbi del sonno: Inclusi insonnia (difficoltà a dormire) o ipersonnia (sonno eccessivo).
- Difficoltà di concentrazione o di prendere decisioni: Diminuita capacità di pensare o concentrarsi o indecisione. Si fatica a prendere decisioni e a risolvere i problemi.
- Cambiamenti nell'appetito e nel peso: Aumento o perdita di peso oppure diminuzione o aumento dell'appetito significativi (> 5%).
- Agitazione o rallentamento psicomotorio: Osservati da altri (non auto-riferiti). Chi soffre di depressione può essere irrequieto o agitato oppure essere rallentato nei movimenti.
- Pensieri di morte o suicidio: Pensieri ricorrenti di morte o di suicidio, un tentativo di suicidio, o un piano specifico per effettuarlo. Nei casi più gravi, possono avere sintomi di psicosi: questi comprendono deliri o, seppur meno, allucinazioni, di solito spiacevoli.
- Sintomi fisici: La depressione è una malattia che influenza il corpo, la mente, le emozioni e il comportamento. I sintomi fisici della depressione più comuni sono: la perdita di energie, il senso di fatica, i disturbi della concentrazione e della memoria, l’agitazione motoria ed il nervosismo, la perdita o l’aumento di peso, disturbi del sonno, la mancanza di desiderio sessuale, i dolori fisici, il senso di nausea, l’eccessiva sudorazione, il senso di stordimento, l’accelerazione del battito cardiaco, le vampate di calore o i brividi di freddo. Secondo i criteri dell'Organizzazione mondiale della sanità, i disturbi fisici sono il problema più comune che si presenta nei Paesi in via di sviluppo.
- Emozioni tipiche: La tristezza, l’angoscia, la disperazione, il senso di colpa, il vuoto, la mancanza di speranza nel futuro, la perdita di interesse per qualsiasi attività, l’irritabilità, l’ansia.
Questi sintomi non solo compromettono la qualità della vita di una persona, ma interferiscono anche con la sua capacità di svolgere attività quotidiane come lavoro, scuola e relazioni personali.

Le Diverse Facce della Depressione: Tipi e Caratteristiche
Quando si parla di sindrome depressiva, ci si riferisce a un insieme di sintomi comuni che caratterizzano il disturbo di depressione, ma che non sempre si manifestano contemporaneamente o con la stessa intensità. La sindrome depressiva può emergere a vari momenti della vita e, a volte, non soddisfa tutti i criteri necessari per una diagnosi di disturbo depressivo maggiore. In questi casi, purtroppo, il quadro può essere sottovalutato, ritardando così l'intervento terapeutico. Le persone con sindrome depressiva sperimentano comunque sintomi debilitanti, come tristezza persistente, insoddisfazione generale, isolamento sociale e perdita di interesse nelle attività quotidiane.
I disturbi depressivi comprendono una serie di varianti della depressione, che si distinguono per intensità, durata e specificità dei sintomi. Ecco le principali tipologie:
- Disturbo Depressivo Maggiore (MDD): Rappresenta la forma più grave di depressione, con episodi significativi che compromettono gravemente le funzioni quotidiane e il benessere psicologico. In questi episodi, la persona può vivere un senso di vuoto emotivo, difficoltà di concentrazione e pensieri suicidari. Per la diagnosi di disturbo depressivo maggiore, devono essere presenti almeno cinque sintomi durante uno stesso periodo di due settimane, e uno di questi deve essere un umore depresso o una perdita di interesse o di piacere.
- Disturbo Depressivo Persistente (Distimia): È una forma di depressione cronica meno intensa, ma duratura, che persiste per almeno due anni. Sebbene i sintomi siano meno gravi rispetto al disturbo depressivo maggiore, la distimia può ridurre significativamente la qualità della vita di chi ne soffre. I sintomi depressivi tipicamente esordiscono in maniera subdola nell'adolescenza e possono persistere per molti anni o decenni.
- Disturbo Disforico Premestruale (PMDD): È una forma particolare che manifesta sintomi emotivi e fisici gravi durante la fase luteale (prima delle mestruazioni). I sintomi interferiscono con la vita quotidiana e le relazioni. Comprende sbalzi d'umore, irritabilità, depressione e ansia. I sintomi devono essere presenti durante la maggior parte dei cicli mestruali dell'anno precedente.
- Disturbo Depressivo indotto da sostanze/farmaci: Si verifica quando la depressione è causata dall’uso di sostanze o farmaci, come alcol, droghe illecite o alcuni farmaci.
- Disturbo Depressivo dovuto a un’altra condizione fisica: Questo disturbo è causato da una condizione medica o da un’alterazione fisiologica, come una malattia cronica o un disordine neurologico.
- Disturbo del Lutto Prolungato: Si riferisce a una tristezza persistente e invalidante che segue la perdita di una persona cara, distinguendosi dal normale lutto per la sua intensità e durata, interferendo significativamente con la vita quotidiana.
Va inoltre ricordata la presenza di episodi depressivi anche nel Disturbo Bipolare: sebbene, infatti, non sia esclusivamente un disturbo depressivo, il disturbo bipolare è caratterizzato da episodi depressivi alternati a periodi di euforia o umore maniacale. Durante gli episodi depressivi, i sintomi sono simili a quelli del disturbo depressivo maggiore, ma i periodi di umore elevato introducono un'ulteriore complicazione nella gestione del disturbo.
Disturbo Bipolare: riconoscere i primi sintomi per gestire le fasi maniacali e depressive
Questi disturbi possono variare notevolmente da individuo a individuo, ma sono tutti caratterizzati da una significativa alterazione dell'umore che influisce sulla vita quotidiana. Un trattamento tempestivo e mirato, che può includere psicoterapia e farmaci, è essenziale per gestire efficacemente i disturbi depressivi e migliorare la qualità della vita del paziente.
Le Radici della Depressione: Una Complessità Multifattoriale
Le cause dei disturbi depressivi non sono ancora del tutto comprese, ad oggi, si ritiene che una combinazione di fattori genetici, biologici, psicosociali e ambientali contribuisca al loro sviluppo. La depressione ha una natura multifattoriale, con interazioni tra aspetti genetici, biologici e psicosociali.
- Fattori Genetici: Studi genetici hanno dimostrato un rischio aumentato di sviluppare depressione nei familiari di primo grado di pazienti depressi (Sullivan et al., 2021). La concordanza elevata tra gemelli identici supporta l’ipotesi di una predisposizione genetica alla depressione. L'ereditarietà determina circa la metà dell'eziologia (meno nelle depressioni ad insorgenza tardiva).
- Fattori Biologici e Neurochimici: Negli ultimi anni, la ricerca ha evidenziato alterazioni neurobiologiche significative nei pazienti con depressione. Il disturbo è associato a disfunzioni nei sistemi di neurotrasmettitori, in particolare serotonina, dopamina e noradrenalina (Krishnan & Nestler, 2021). L’alterazione nella funzione dei sistemi monoaminergici concorre alla comparsa di disturbi somatici, cognitivi, emotivi, relazionali. Sia la serotonina, sia la noradrenalina svolgono la loro azione all’interno di nuclei cerebrali deputati al controllo di funzioni che si mostrano alterate nella depressione: modulazione dell’umore, regolazione dell’affettività, controllo di alcune funzioni cognitive, regolazione del sonno e dell’appetito, motivazione.
Studi di neuroimaging hanno rilevato una ridotta attività nella corteccia prefrontale e un’iperattività dell’amigdala, regioni coinvolte nella regolazione emotiva (Price & Drevets, 2021). Un altro studio internazionale ha identificato 300 nuovi fattori di rischio genetici associati alla depressione. Nei pazienti depressi, il sistema che regola la risposta allo stress (asse ipotalamo-ipofisi-surrene, o HPA) risulta eccessivamente attivo, producendo troppo cortisolo. Sono state riscontrate, inoltre, alcune modificazioni ormonali nella fase precedente e durante l’episodio depressivo. La depressione può essere collegata a una ipersensibilità del Sistema Nervoso Centrale alle variazioni di estrogeni e progestinici, connesse al ciclo mestruale e al parto. Tra i diversi fattori fisiologici che possono contribuire alle alterazioni delle funzioni cerebrali nella depressione, studi recenti hanno messo in luce il ruolo fondamentale dell’asse intestino-cervello. In particolare, è emerso che modifiche del microbiota intestinale possano influenzare la regolazione dell’umore e favorire lo sviluppo della depressione (Cheung et al., 2021).
- Fattori Psicosociali e Ambientali: Esperienze traumatiche o stressanti nella vita, come traumi infantili, perdite significative, abusi o conflitti interpersonali, possono aumentare il rischio di sviluppare la depressione. Persone con bassa autostima, scarsa capacità di affrontare lo stress o tendenze al perfezionismo possono essere più orientate allo sviluppo della depressione. I temi principali associati alla depressione sono il fallimento e l'incapacità. Le persone depresse tendono ad assumersi la responsabilità degli eventi negativi (ma non di quelli positivi) che si verificano nella loro vita. Cambiamenti di vita, fasi di crescita e maturazione dell'individuo legati ai normali processi di invecchiamento e a sopraggiunti nuovi ruoli sociali o responsabilità (lavoro, famiglia, figli, nipoti) con abbandono di vecchi stili di vita, possono contribuire.
La Crisi Depressiva: Come Affrontare i Momenti Acuti
Le crisi depressive sono momenti acuti in cui i sintomi della depressione diventano improvvisamente più intensi e debilitanti. Durante una crisi depressiva, una persona può sperimentare una perdita di controllo sulla sua vita emotiva e comportamentale. Questo periodo di intensificazione dei sintomi può portare a gravi conseguenze psicologiche, come la disperazione o il pensiero suicidario.
Come gestire una crisi depressiva:
- Supporto Terapeutico: Parlare con un professionista della salute mentale è essenziale per affrontare il picco dei sintomi.
- Tecniche di Rilassamento: Pratiche come la mindfulness e la respirazione profonda possono ridurre l’intensità delle crisi.
- Farmaci Antidepressivi: In molti casi, l'uso di farmaci antidepressivi è necessario per stabilizzare l'umore e ridurre i sintomi.
- Ricerca di Aiuto Immediato: Le crisi depressive non devono essere affrontate da soli. La ricerca di aiuto tempestivo è cruciale per evitare complicazioni a lungo termine.
Interventi di Prevenzione: Costruire Resilienza Emotiva
L’intervento clinico per la depressione non si limita al trattamento del disturbo, ma si concentra anche sulla prevenzione. Identificare i fattori di rischio e mettere in atto interventi preventivi è fondamentale per ridurre l'incidenza della depressione, specialmente in individui che possono essere particolarmente vulnerabili a sviluppare il disturbo. Molti di questi fattori sono legati a dinamiche relazionali, a difficoltà nella gestione delle emozioni e a esperienze di vita stressanti. Se questi aspetti non vengono gestiti, aumentano il rischio di sviluppare disturbi depressivi. È qui che la prevenzione gioca un ruolo fondamentale: con approcci mirati, è possibile ridurre notevolmente il rischio che una persona sviluppi depressione, anche in presenza di fattori di rischio significativi.
- Tecniche di Gestione dello Stress: Una delle strategie più efficaci per prevenire la depressione è la gestione dello stress. La vita quotidiana è spesso piena di sfide che, se non affrontate correttamente, possono portare a una serie di problematiche psicologiche. Tecniche di gestione dello stress, come la mindfulness, la respirazione profonda, e la gestione del tempo, sono fondamentali per ridurre la tensione emotiva e fisica che potrebbe contribuire all’insorgenza di sintomi depressivi. La mindfulness, in particolare, ha dimostrato essere molto utile per migliorare la regolazione emotiva e favorire una maggiore consapevolezza del momento presente. Apprendere ad essere consapevoli dei propri pensieri e emozioni senza giudizio permette di ridurre l’impatto degli eventi stressanti sulla salute mentale.

- Supporto Sociale: Avere una rete di supporto solida è cruciale per prevenire l’isolamento sociale, uno dei fattori di rischio più rilevanti per lo sviluppo della depressione. Le relazioni sociali positive, sia familiari che amicali, offrono un sostegno emotivo fondamentale che aiuta ad affrontare le difficoltà quotidiane. Le persone che hanno una rete di supporto tendono ad affrontare meglio le sfide e a recuperare più facilmente da periodi di stress.
- Educazione Emotiva: Un altro intervento preventivo cruciale è l’educazione emotiva. Insegnare alle persone, soprattutto agli adolescenti, a riconoscere e gestire le proprie emozioni è essenziale per prevenire la depressione. La mancanza di competenze emotive, come il riconoscimento di emozioni complesse e la capacità di esprimere i propri sentimenti in modo sano, è uno dei principali fattori di rischio per la depressione.
- Stile di Vita Sano: L'attività fisica è uno dei più potenti antidepressivi naturali. Un'alimentazione equilibrata è fondamentale per il corretto funzionamento del sistema nervoso e la produzione di neurotrasmettitori. La luce solare, oltre ad essere importante per la produzione di vitamina D, è fondamentale per la qualità dei pensieri e delle emozioni, perché questa luce ha un potere benefico sul piano mentale ed emozionale.
Trattamenti Efficaci per la Depressione: Un Approccio Integrato
La psicologia clinica della depressione studia le origini psicologiche, i fattori di rischio e le strategie terapeutiche per il trattamento del disturbo depressivo. Il trattamento dei disturbi depressivi richiede un approccio integrato e personalizzato, che includa interventi psicoterapeutici, farmacologici e, in alcuni casi, strategie complementari.
Psicoterapia
Una volta confermata la diagnosi, è fondamentale sviluppare un piano terapeutico individualizzato, considerando sia le caratteristiche specifiche del paziente che la gravità del disturbo.
- Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT): Considerata il gold standard per il trattamento della depressione, la CBT è efficace nel ridurre i sintomi depressivi e prevenire le ricadute. Include strategie comportamentali, come la riattivazione comportamentale, e tecniche cognitive per modificare pensieri negativi disfunzionali. Numerosi studi hanno evidenziato come la CBT aumenti la risposta al trattamento nei pazienti depressi, sia in termini di umore che di ansia, migliori la qualità della vita e riduca significativamente i sintomi post trattamento, diminuendo moltissimo la probabilità che la depressione si ripresenti. In una prima fase, definita valutazione psicodiagnostica o assessment, viene somministrata una batteria di test ad hoc volta ad indagare ogni aspetto dell’umore e della personalità. Una volta avvenuta la diagnosi, l’intervento si pone come primo obiettivo quello di stabilire una solida alleanza terapeutica, si procede poi con la psicoeducazione, grazie alla quale si forniscono al paziente tutte le informazioni utili a comprendere il suo disturbo sia da un punto di vista fisiologico sia psicologico.
- Terapia Interpersonale (IPT): Si concentra sulle relazioni interpersonali del paziente e su come queste influenzano l'umore.
- Terapia Psicodinamica: Esplora i conflitti inconsci e le esperienze passate che possono contribuire alla depressione.
- Terapia Metacognitiva: Mirata a ridurre la ruminazione depressiva e favorire un distacco dai pensieri disfunzionali (Wells, 2020).
Farmacoterapia
Gli antidepressivi, come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) o della noradrenalina (SNRI), sono spesso prescritti per supportare il trattamento della depressione, soprattutto nei casi moderati o gravi. La scelta del farmaco viene fatta in base alla risposta individuale e ai profili di effetti collaterali. Va sottolineato che in età adolescenziale, l’uso di antidepressivi richiede una sorveglianza medica particolare, considerando i rischi potenziali associati durante questa fase cruciale dello sviluppo.
Educazione e Supporto
È essenziale che il medico fornisca informazioni chiare al paziente e ai familiari, spiegando che la depressione è una condizione clinica causata da fattori biologici e ambientali e non da debolezze personali. Un’adeguata comprensione della malattia favorisce l’aderenza al trattamento e riduce lo stigma.
Monitoraggio e Bilanciamento del Trattamento
Il percorso terapeutico richiede un monitoraggio continuo per valutare l’efficacia e la tollerabilità degli interventi. Se necessario, il piano può essere aggiustato, ad esempio modificando il dosaggio farmacologico o cambiando approccio psicoterapeutico.

La Depressione nella Società: Dati e Prospettive Future
A livello globale, la depressione rappresenta la principale causa di disabilità nella salute mentale, con oltre 280 milioni di persone colpite (World Health Organization, 2021). In Italia, il disturbo affligge più di 3 milioni di persone, con una prevalenza maggiore nelle donne, ma solo il 50% della popolazione riceve un trattamento corretto e tempestivo. Secondo le stime dell’OMS, entro il 2030 la depressione diventerà la patologia più diffusa al mondo (WHO, 2021). Studi epidemiologici recenti hanno evidenziato un aumento significativo della prevalenza dei disturbi dell’umore, in particolare tra i giovani. Un’analisi condotta nel 2024 ha rilevato che il numero di giovani di età compresa tra 5 e 24 anni affetti da depressione è aumentato del 30% negli ultimi cinque anni, passando da 316.000 casi nel 2018 a 409.000 nel 2023 (Welt, 2024).
La probabilità di avere un episodio depressivo maggiore entro i 70 anni è del 27% negli uomini e del 45% nelle donne: cifre che dimostrano in modo chiaro l’ampia diffusione di questa patologia. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità la depressione colpisce 322 milioni di persone nel mondo e, quindi, è un'importante causa di disabilità planetaria, con un aumento del 18% di depressi stimato tra il 2005 e il 2015. Si tratta di una patologia mentale in crescita che, secondo il WHO, è attualmente sottostimata. Anche per questo l'ONU ha deciso di dedicare a questa patologia mentale una Giornata mondiale della salute.
Non è questione di debolezza, di pigrizia e di inadeguatezza e non è neppure uno stato d’animo che si possa superare con un semplice sforzo di volontà o che, al contrario, sia così grave da non poter essere curato. La depressione è un disturbo dell’umore che influisce sullo stato emotivo di base alterando le emozioni, e di conseguenza le percezioni, sensazioni e comportamenti che nella persona depressa si manifestano in persistente e prolungata tristezza, con relativa perdita di interesse o assenza di piacere, anche in quelle attività quotidiane che solitamente risultano soddisfacenti. Uscire dalla depressione non è un percorso semplice.
La depressione è un disturbo dell’umore, cioè di quella funzione psichica che accompagna sia l’adattamento al nostro mondo interno, sia a quello esterno: il tono è alto quando siamo in condizioni piacevoli, va verso il basso quando viviamo situazioni sgradevoli o le interpretiamo come tali. La depressione maggiore è attualmente la principale causa di malattia in Nord America e in altri paesi ad alto reddito e la quarta causa di disabilità in tutto il mondo. Rispetto alla media dei paesi europei, in Italia la depressione è meno diffusa tra gli adulti e tra i 15-44enni (1,7% contro 5,2% media Ue28) mentre per gli anziani lo svantaggio è di 3 punti percentuali.
La depressione è quindi una condizione complessa, dovuta a più cause e legata a una complessa rete di sistemi neurali. Ulteriori studi hanno evidenziato una compromissione metabolica che include la corteccia paralimbica prefrontale orbitofrontale, il giro cingolato anteriore e la corteccia temporale anteriore, i gangli della base, l'amigdala e il talamo. L'utilizzo di tecniche di neuroimaging ha inoltre rivelato una riduzione della grandezza dei lobi frontali e dei lobi temporali. Quindi non solo modificazioni dei sistemi neurochimici, ma anche di quelli neuroanatomici.
È quindi chiaro come la depressione sia una condizione complessa, dovuta a più cause e legata a una complessa rete di sistemi neurali. La depressione è una patologia psichiatrica o disturbo dell'umore, caratterizzata da episodi di umore abbassato e prostrato, accompagnati principalmente da una ridotta autostima e perdita di interesse o piacere nelle attività normalmente piacevoli (anedonia). È una condizione invalidante che coinvolge spesso sia la sfera affettiva che cognitiva della persona e può alterare la regolazione neurobiologica, influenzando in modo disadattivo la vita sociale, lo studio, le abitudini alimentari, il sonno e la salute fisica, con forte impatto dunque sul benessere e la qualità della vita in generale.
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