Il diritto di voto è un pilastro fondamentale delle democrazie moderne, garantendo a tutti i cittadini maggiorenni la partecipazione al processo decisionale politico. Tuttavia, per determinate fasce della popolazione, l'esercizio di questo diritto può presentare ostacoli significativi, specialmente in presenza di patologie che incidono sulle capacità cognitive e fisiche. La demenza senile, in particolare, solleva questioni complesse riguardo all'accessibilità e all'inclusione degli elettori affetti da questa condizione nel sistema democratico.

Fondamenti Costituzionali e Evoluzione Legislativa
L'articolo 48 della Costituzione italiana sancisce il principio del voto personale, libero e segreto, estendendolo a tutti i cittadini maggiorenni, salvo casi di incapacità civile. Storicamente, l'infermità mentale poteva comportare l'esclusione dal diritto di voto, una previsione prevista anche dall'articolo 2 del DPR 223/1967. Tuttavia, una svolta significativa è avvenuta con l'articolo 11 della legge n.180/1978, che ha abrogato tali esclusioni, affermando il diritto di voto anche per le persone precedentemente interdette o inabilitate per infermità di mente.
Nonostante questa evoluzione legislativa, il dibattito filosofico sull'effettiva capacità di un individuo affetto da demenza di esprimere un voto consapevole e informato rimane aperto. Alcuni sostengono che non vi siano prove concrete che il voto delle persone con demenza sia meno consapevole di quello di individui ritenuti sani. Sottolineano, inoltre, l'importanza etica e democratica di garantire la rappresentanza anche a queste fasce della popolazione all'interno di un sistema democratico. Questo dibattito affonda le radici nel pensiero dei filosofi greci come Aristofane, Platone e Socrate, e prosegue in Italia con figure come Norberto Bobbio, rimanendo un tema di costante riflessione.
La Complessità della Disabilità: Fisica e Cognitiva
La distinzione tra disabilità fisica e disabilità cognitiva, soprattutto in relazione al voto assistito, appare spesso poco realistica nella pratica clinica. È frequente riscontrare in anziani ultraottantenni la coesistenza di deficit fisici che potrebbero giustificare il voto assistito (come evidenziato dal Consiglio di Stato, sez. V, n. 1812/2007) e di deficit cognitivi che, secondo altre pronunce (Consiglio di Stato, sez. V, n. 387/2007, n. 401/1990, n. 154/1983 e n. 939/1977), potrebbero invece escluderlo o renderlo problematico.
L'articolo 29 della legge 104/1992 impegna i Comuni a garantire un servizio di trasporto verso il seggio elettorale per le persone con disabilità fisica certificata che non possono deambulare autonomamente. Tuttavia, questa norma non prevede un accompagnamento specifico per coloro che presentano esclusivamente una disabilità cognitiva o sono affetti da infermità di mente.

Voto Domiciliare e Accessibilità ai Seggi
Per gli elettori che, a causa di gravi infermità, non possono allontanarsi dalla propria abitazione, esiste la possibilità di votare a domicilio, ai sensi dell'articolo 1 della legge 22/2006. Questa agevolazione si estende anche agli ospiti di residenze protette e luoghi di cura, in conformità con l'articolo 42 del DPR 570/1960. È importante notare che queste stesse persone, se affette anche da disabilità motoria, avrebbero comunque diritto al voto assistito.
Per rendere il voto una vera espressione di una democrazia reale, non è sufficiente garantirne l'accesso universale. È altresì necessario assicurare la possibilità per tutti i cittadini di accedere all'informazione su programmi elettorali, risultati di mandato e qualità dei candidati. Questo è cruciale per permettere la costruzione di una scelta consapevole e per prevenire forme indebite di costrizione fisica o psicologica che potrebbero ostacolare l'espressione libera e spontanea della volontà degli elettori, specialmente quelli più fragili (come sottolineato dalla Corte Costituzionale, sentenze n. 48/1964 e n. 155/2002).
Gabriella Salvini Porro: "La Carta dei Diritti delle persone con demenza"
Procedure per il Voto Domiciliare e Assistito
La normativa italiana prevede procedure specifiche per garantire il diritto di voto a chi presenta gravi impedimenti fisici.
Voto Domiciliare:Gli elettori affetti da grave infermità che impedisce l'allontanamento dalla propria dimora, o che si trovano in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali, nonché coloro la cui gravissima infermità rende impossibile il trasporto con i servizi di trasporto organizzati dai comuni, sono ammessi a votare presso la propria abitazione.
Il processo prevede due passaggi fondamentali:
- Richiesta della certificazione sanitaria: L'elettore, o chi per lui, deve richiedere all'Azienda Sanitaria Locale (ASL) una certificazione medica che attesti la grave infermità o l'intrasportabilità. Questa certificazione deve essere rilasciata da medici incaricati dall'ASL e avere una data non anteriore a 45 giorni dalla data delle consultazioni elettorali. La domanda per la visita può essere presentata anche prima di questo termine.
- Presentazione della richiesta di votazione a domicilio: Successivamente, l'elettore deve presentare una richiesta al Sindaco del comune di iscrizione nelle liste elettorali. A tale richiesta va allegata una dichiarazione in carta libera attestante la volontà di votare presso la propria dimora, con l'indicazione dell'indirizzo completo, e la certificazione medica rilasciata dall'ASL.
La normativa non specifica in dettaglio le procedure per la raccolta della volontà di voto qualora la persona disabile grave non sia in grado di firmare. In tali casi, la volontà viene raccolta da un pubblico ufficiale, in conformità con il D.P.R. n.445/2000.
Voto Assistito:Gli elettori ciechi, amputati alle mani, o affetti da paralisi agli arti superiori, possono farsi accompagnare in cabina da una persona di fiducia per ricevere assistenza nelle operazioni di voto.
Se l'impedimento non è evidente, è necessario munirsi di un certificato medico rilasciato gratuitamente dall'ASL, che attesti l'impossibilità di esprimere il voto autonomamente. Questo certificato può essere presentato all'ufficio elettorale, che apporrà un'annotazione sulla tessera elettorale, esentando l'elettore dalla necessità di presentare un nuovo certificato per ogni elezione.
È fondamentale sottolineare che le menomazioni che incidono sulla capacità intellettiva, compromettendo la capacità di scegliere a chi attribuire il proprio suffragio, non rientrano nella fattispecie che consente il voto assistito (Consiglio di Stato - V Sezione, 14 maggio 1983, n. 154; 28 ottobre 1977, n. 939).
L'accompagnatore per il voto assistito deve essere iscritto nelle liste elettorali di un qualsiasi comune e viene scelto liberamente dall'elettore (Consiglio di Stato, V Sezione, 13 aprile 1999, n. 421 e 3 febbraio 2006, n. 1265).

Voto per Elettori Non Deambulanti
Per gli elettori non deambulanti, la legge ha introdotto agevolazioni per consentire l'esercizio autonomo del diritto di voto. Dal 1991, nel caso di impossibilità di accedere alla propria sezione elettorale con la sedia a rotelle, è permesso votare, previa presentazione di un certificato medico, in un'altra sezione priva di barriere architettoniche e opportunamente arredata (Legge n. 15/1991).
Inoltre, è stata disposta la possibilità di votare in seggi privi di barriere architettoniche, accessibili tramite sedia a rotelle e dotati di cabine adeguate. Tutti gli elettori non deambulanti possono votare presentando, insieme alla tessera elettorale, un'attestazione medica rilasciata da un funzionario medico designato dall'ASL.
La Sfida dell'Inclusione Cognitiva
Nonostante le normative esistenti per il voto domiciliare e assistito, la questione dell'inclusione degli elettori con demenza senile presenta ancora sfide significative. La demenza, infatti, non sempre si accompagna a una disabilità fisica che giustifichi le agevolazioni previste per il voto domiciliare o assistito. La capacità di comprendere le informazioni, di formarsi un'opinione autonoma e di resistere a pressioni esterne può essere compromessa in modo variabile a seconda dello stadio della malattia.
L'elevato numero di persone affette da demenza in Italia - stimato in oltre 1 milione, con circa 3 milioni di persone direttamente o indirettamente coinvolte nell'assistenza - rende questa problematica di ampia rilevanza sociale e politica. È essenziale che il legislatore continui a considerare come garantire non solo l'accesso fisico al voto, ma anche la reale possibilità di un'espressione di volontà libera e informata per tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro condizioni cognitive. La ricerca di soluzioni innovative e l'adeguamento delle normative esistenti sono passi cruciali per rafforzare la democrazia e garantire l'inclusione di ogni membro della società.
tags: #demenza #senile #e #voto #domiciliare
