Il Cambiamento Psicologico: Un Percorso tra Consapevolezza, Autodeterminazione e Trasformazione

Il desiderio di cambiare, di evolvere, di trasformare aspetti della propria vita o di sé stessi è un'aspirazione profondamente umana. Ma cosa significa realmente cambiare a livello psicologico? È un processo lineare o un susseguirsi di scoperte inaspettate? La psicologia ha esplorato questo affascinante territorio da diverse prospettive, offrendo modelli e strumenti per comprendere e facilitare la trasformazione personale.

La Teoria del Cambiamento Intenzionale: Le Cinque Scoperte di Boyatzis

Richard E. Boyatzis, psicologo sociale e professore di organizational behaviour, ha elaborato la "Teoria del Cambiamento Intenzionale", un modello che mira a chiarire i motivi e le modalità con cui avviene un cambiamento volontario e mirato. Questo modello, sviluppato in collaborazione con David Kolb presso il MIT, nasce dallo studio sulla possibilità di migliorare le prestazioni personali attraverso l'apprendimento auto-diretto. La teoria sottolinea come il processo di cambiamento sia raramente lineare, configurandosi piuttosto come una sequenza di "scoperte" che incrementano la consapevolezza.

Diagramma delle cinque fasi del cambiamento intenzionale di Boyatzis

Alla base della teoria vi è la definizione di cinque "scoperte" o fasi che caratterizzano un cambiamento duraturo verso un obiettivo autodeterminato:

  1. Il Sé Ideale: In quest'ottica, la definizione del sé ideale corrisponde all'individuazione del futuro desiderato dal coachee. Si tratta di visualizzare la meta, la persona che si aspira a diventare o le competenze che si desidera acquisire.
  2. Il Sé Reale e il Confronto: La prima fase cruciale è acquisire maggiore consapevolezza della propria situazione attuale, il proprio "sé reale". Questo passaggio può essere arduo, poiché nel tempo tendiamo a costruire e rafforzare un'immagine di noi stessi che può distorcere la percezione della realtà. La mente, in un meccanismo di autoprotezione, può filtrare o alterare informazioni che minacciano questa immagine, creando un circolo vizioso di autoinganno. Una volta individuato il sé reale, il confronto con il sé ideale permette di identificare le aree di sovrapposizione e divergenza.
  3. L'Orientamento all'Azione e il Piano di Sviluppo: Dalla consapevolezza del divario tra sé reale e sé ideale, emerge la possibilità di orientare l'azione per colmare questo gap. Nel coaching scientifico, questo si traduce nella definizione di un "piano di sviluppo" o "piano d'azione", che include obiettivi di apprendimento e di risultato specifici e temporalmente definiti. La teoria di Boyatzis enfatizza l'efficacia delle azioni future proporzionale al loro basarsi sui punti di forza della persona (tratti caratteriali, attitudini, valori, capacità e conoscenze). Questi punti di forza, se allenati, rafforzano l'efficacia dell'azione del coachee.
  4. La Sperimentazione e l'Apprendimento dall'Esperienza: In linea con gli insegnamenti di Timothy Gallwey, padre del coaching moderno, Boyatzis afferma che l'apprendimento avviene naturalmente dall'esperienza quotidiana. La sperimentazione e la pratica non richiedono necessariamente corsi o nuove attività, ma possono consistere nel provare qualcosa di diverso nel contesto abituale. Le prime quattro scoperte si inseriscono in un processo ciclico.
  5. Il Cambiamento Consolidato: Boyatzis sostiene che "le persone cambiano nei modi desiderati ma non senza uno sforzo intenzionale". Questo vale anche per team, organizzazioni e comunità. La teoria del cambiamento intenzionale inquadra il coaching scientifico come un percorso virtuoso, funzionale e allineato a tutte le fasi del cambiamento, aumentandone l'efficacia.

La Mente come Sistema Relazionale e il Significato Affettivo

La psicologia contemporanea concepisce la mente non come un'entità isolata e puramente interiore, ma come un sistema complesso basato su una rete di relazioni tra strutture anatomiche e cognitive, mediate da processi biochimici, cognitivi e affettivi. Il cambiamento psicologico e comportamentale implica una modificazione delle relazioni tra le parti che compongono questo sistema, determinando il Sé e il senso di identità dell'individuo.

Rappresentazione schematica della mente come sistema interconnesso di pensieri, emozioni e comportamenti

È fondamentale considerare la mente in relazione al suo ambiente esterno. Un individuo non può essere compreso indipendentemente dal suo mondo esterno; esperimenti che tentano di isolare la mente dagli stimoli esterni portano a fenomeni come le allucinazioni. Pertanto, anche quando si parla di un singolo individuo, ci si riferisce a un sistema di elementi interconnessi. Un cambiamento nelle relazioni tra questi elementi può portare a un cambiamento nel sistema stesso, di entità maggiore o minore a seconda dell'importanza degli elementi e delle loro relazioni. La trasformazione di un singolo elemento può avere effetti macroscopici, così come la modifica di molti elementi può avere un impatto quasi impercettibile.

Il processo di attribuzione di significato agli eventi, alle esperienze e alle relazioni gioca un ruolo cruciale nel cambiamento. La verifica e l'elaborazione del flusso dei dati esperienziali avvengono a livello della coscienza e dei processi cognitivi superiori, che attribuiscono un "significato" a ciò che accade. Il cambiamento si pone quindi come un problema di trasformazione della struttura cognitiva, più o meno ampia e profonda, che produce una modificazione psicologica o comportamentale. Questa modificazione non è sempre esteriormente percepibile o soggettivamente avvertita nell'immediato; a volte, gli effetti si accumulano o si stabilizzano nel tempo prima di diventare coscienti. La confusione iniziale che spesso accompagna un processo di cambiamento evidenzia l'importanza della dimensione temporale e del movimento: definire un processo equivale a "congelarlo", fermando il suo dinamismo.

Gli studi sul linguaggio e sulla semiotica evidenziano la stretta relazione tra aspetti denotativi e connotativi. Le proprietà "evidenziabili" di un elemento sono inestricabilmente legate al contesto e alle relazioni in cui viene esperito. Ciò sottolinea l'importanza delle componenti affettive nell'attribuzione dei significati: nessun significato è completamente privo di valenze affettive. Relazioni, oggetti, circostanze e persone acquisiscono un valore particolare nel sistema cognitivo personale soprattutto per il peso affettivo che viene loro attribuito. Questo è evidente nei disturbi deliranti, dove un'errata interpretazione degli eventi, apparentemente un errore logico, è in realtà conseguente a una valenza affettiva intensa che condiziona il ragionamento e distorce il significato attribuito. Correggere il ragionamento dei pazienti deliranti attraverso parametri logici è illusorio se non si considera la valenza affettiva sottostante.

Il motore primario del cambiamento, quindi, risiede in una trasformazione del rapporto dell'individuo con la realtà esterna e interna, in gran parte dovuta a una trasformazione dei valori attribuiti agli elementi costitutivi di queste realtà. La persona cerca di far corrispondere significati e rapporti percepiti all'emozione sottostante, comportandosi istintivamente come se non esistessero significati alternativi. Questo processo è fondamentale nella creazione di un mondo personale costituito principalmente da relazioni con persone e oggetti. Gli aspetti cognitivi di una relazione evolvono sulla base del sentimento di fondo, influenzato dalla qualità del rapporto (fiducia o sfiducia).

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Le Dinamiche del Cambiamento: Dalla Persistenza alla Trasformazione Sistemica

Il proverbio francese "più si cambiano le cose, più esse restano come sono" coglie il rapporto paradossale tra persistenza e cambiamento, un fondamento delle teorie sistemiche e una sfida terapeutica. Mentre nel campo medico la duplicità tra persistenza della malattia e guarigione potrebbe sembrare assurda, nell'ambito dei conflitti psicologici e delle vicende umane questa concezione è congrua.

L'approccio sistemico ha visto un'evoluzione nella teoria del cambiamento, influenzata da due posizioni contrastanti:

  • La Prospettiva Sistemico-Cibernetica (Scuola di Palo Alto): Questo approccio, introdotto alla fine degli anni Sessanta, circoscrive l'attenzione al comportamento interattivo e agli aspetti osservabili della comunicazione nell'"hic et nunc". L'"approccio pragmatico" considera la mente una "scatola nera", escludendo dal campo d'indagine scientifico i processi mentali globali, la sfera emotiva e cognitiva, concentrandosi unicamente sulla dimensione del presente. Il terapeuta è visto come esterno al problema, con il compito di trovare una soluzione. L'approccio di Haley, ad esempio, lavora nel "qui e ora" con strategie prescrittive focalizzate sul cambiamento comportamentale, con una visione deterministica della famiglia.
  • L'Approccio Fenomenologico: Caratterizzato dalla ricerca costante di senso, questo approccio considera l'esperienza di sofferenza della famiglia e il modo in cui ciascuno la affronta. A differenza dell'orientamento tecnocratico, che vede il cambiamento in termini riparativi, l'approccio fenomenologico ridà valore alla storia dello sviluppo individuale per comprendere i processi di persistenza/cambiamento. Si riconosce che per entrare in contatto con un sistema emozionale è necessario "stare" con la sofferenza del paziente, anziché rimuoverla. Questo "stare" ha una forte valenza trasformativa. Un problema, come le paure di un bambino di andare a scuola, diventa un'occasione di incontro e confronto. Spesso, gli adulti necessitano del comportamento problematico di un figlio per mettere in discussione le proprie modalità relazionali e affrontare le proprie impasse. Le richieste di terapia per disturbi infantili possono celare richieste di terapia di coppia "camuffate".

Diagramma che illustra le differenze tra approccio pragmatico e approccio fenomenologico nella terapia

La psicologia relazionale si propone come disciplina sensibile nel cogliere i processi di crescita e cambiamento, ricercando i nessi e i pattern di collegamento tra l'individuo e il suo mondo familiare e sociale. Essa registra l'impatto dei cambiamenti sociali sul gruppo familiare e descrive le potenzialità di quest'ultimo nell'affrontare variazioni essenziali per la sua sopravvivenza. Concetti come mito familiare, lealtà invisibile, debito intergenerazionale e delega intergenerazionale hanno messo a fuoco le tappe evolutive dell'individuo, aiutandolo a ritrovare risorse interne e relazionali per produrre un processo di cambiamento. Il terapeuta, in questo contesto, diviene un "nesso nuovo" che modifica la trama familiare, costruendo una storia con la famiglia all'interno della quale si apprendono significati diversi e si sperimentano nuove alternative relazionali. Il cambiamento, in questo senso, non è tanto una sostituzione di contenuti, ma l'acquisizione di un metodo di lavoro, di un "contesto dei contesti" che permette di comprendere i vari contesti.

Le Persone Cambiano Davvero? Distinguere Autenticità da Illusione

La domanda "Le persone cambiano davvero?" risuona spesso, sospesa tra il desiderio di speranza e il timore di delusione, specialmente nelle relazioni affettive. Spesso, dietro questa domanda si cela un bisogno di stabilità, rispetto, affidabilità e amore. Distinguere un cambiamento autentico da una speranza alimentata dalle aspettative richiede uno sguardo lucido e attento.

A volte, l'impressione che le persone non cambino mai nasce dall'osservazione di schemi ricorrenti e abitudini consolidate, rinforzati dai contesti. Questo può generare la percezione di una stabilità immutabile. Inoltre, il nostro cervello tende a notare maggiormente gli aspetti negativi o i peggioramenti (bias cognitivo), alimentando la sensazione che qualcuno "torni indietro" o ripeta sempre gli stessi errori, anche in presenza di piccoli progressi.

Da qui nasce l'idea diffusa che le persone non cambino, ma si "rivelino". Ciò che appare come cambiamento potrebbe essere l'emergere di aspetti precedentemente inespressi. Questa convinzione può avere una funzione protettiva, ma se assolutizzata, rischia di impedire il riconoscimento dei cambiamenti reali. È quindi utile mantenere uno sguardo equilibrato, distinguendo tra trasformazione reale e rivelazione di tratti preesistenti, considerando il ruolo di abitudini, ambiente e motivazione personale.

Nelle fasi iniziali di una relazione, l'idealizzazione dell'altro e la tendenza a presentare una versione socialmente desiderabile di sé sono comuni. Tuttavia, questa "presentazione ottimizzata" può diventare strategica o manipolatoria. Un criterio più affidabile per valutare un cambiamento è la continuità nel tempo: la coerenza tra parole e comportamenti, la stabilità delle intenzioni e la capacità di assumersi responsabilità sono indicatori più sicuri delle promesse momentanee.

Quando la delusione emerge, non sempre significa che l'altro sia cambiato; talvolta indica che la nostra percezione è diventata più realistica. Più che chiedersi se una persona sia diversa, può essere utile domandarsi se la nostra percezione sia diventata più accurata.

Perché le Persone Cambiano: Le Leve del Cambiamento Autentico

Il cambiamento autentico non dipende solo dalla forza di volontà, ma affonda le radici nei valori personali, negli obiettivi significativi e nel senso d'identità. Quando una trasformazione è sostenuta da questi elementi, diventa più stabile e coerente nel tempo. Studi indicano che la maggior parte del miglioramento percepito in psicoterapia avviene nelle fasi iniziali, per poi stabilizzarsi.

Spesso, il cambiamento si attiva quando il "costo" del rimanere uguali diventa insostenibile: una crisi personale, una perdita, nuove responsabilità o una presa di consapevolezza (spesso favorita da un percorso terapeutico) rendono evidente che continuare come prima non è più sostenibile. Altre volte, la spinta nasce da un desiderio interno di allinearsi a ciò che si sente di voler essere. La distinzione tra motivazione interna e pressione esterna è cruciale: i cambiamenti imposti tendono a essere fragili, mentre quelli scelti, personali e consapevoli, hanno maggiori probabilità di consolidarsi.

Il cambiamento duraturo raramente avviene all'improvviso; assomiglia più a una direzione presa e confermata giorno dopo giorno, sostenuta da un contesto favorevole e da relazioni che incoraggiano la crescita. In questa prospettiva, la domanda "le persone cambiano davvero?" si sposta dal diventare qualcun altro al processo graduale di avvicinarsi a una versione più autentica e integrata di sé.

Segnali di un Cambiamento Autentico: Oltre le Parole

Riconoscere un cambiamento autentico può essere complesso, specialmente dopo esperienze di promesse disattese. Tuttavia, alcuni indicatori affidabili possono aiutare:

  • Coerenza nel tempo: Comportamenti stabili e ripetuti, non slanci isolati.
  • Azioni che confermano le parole: La continuità quotidiana, più che il gesto eclatante.
  • Responsabilità dopo gli errori: Riconoscimento del proprio ruolo e attivazione per riparare, senza difese rigide.
  • Scuse credibili: Sincere, senza spostamento di colpa, mirate a riconoscere l'impatto delle proprie azioni.
  • Autoconsapevolezza: Riconoscimento dei propri trigger, limiti e bisogni.
  • Disponibilità a chiedere aiuto: Percezione della vulnerabilità come spazio di lavoro.

Ciò che distingue un cambiamento reale da una fase passeggera è la sua tenuta nel tempo, anche quando la pressione emotiva o la crisi iniziale si attenuano. Un cambiamento improvviso di atteggiamento richiede sospensione del giudizio: potrebbe essere una strategia momentanea o una consapevolezza autentica. Il criterio più affidabile resta l'osservazione della continuità.

Come Cambiare: Strategie Psicologiche per la Trasformazione

Cambiare è un processo che può essere reso più sostenibile e concreto attraverso strategie mirate. Raramente avviene per slancio improvviso, ma è più spesso il risultato di piccoli aggiustamenti ripetuti nel tempo, sostenuti da intenzione, metodo e contesto favorevole.

  • Piccoli passi e obiettivi realistici: Le trasformazioni durature si costruiscono gradualmente. Obiettivi raggiungibili aumentano la probabilità di successo e riducono la frustrazione.
  • Monitoraggio dei progressi e piano per le ricadute: Tenere traccia dei progressi motiva e aiuta a notare i miglioramenti. Un piano per gestire le ricadute evita di perdere la rotta.
  • Lavoro su pensieri, emozioni e comportamenti: Spezzare circoli viziosi intervenendo su pensieri, emozioni e comportamenti.
  • Allenamento delle abilità: Competenze come regolazione emotiva, assertività e gestione degli impulsi si sviluppano con pratica costante.
  • Progettazione dell'ambiente e sostegno sociale: Un ambiente favorevole e persone di supporto rendono il percorso più stabile.

Affermare che, se non si possono cambiare le circostanze, si può cambiare atteggiamento è utile se invita all'accettazione e flessibilità, ma problematico se suggerisce che tutto dipenda dalla prospettiva individuale. Il cambiamento richiede spesso azioni concrete e modifiche reali nelle condizioni di vita. Tre elementi favoriscono la possibilità di cambiare:

  • Valori e obiettivi: La bussola che guida la direzione desiderata.
  • Autoregolazione: Capacità di tollerare la frustrazione e gestire gli impulsi.
  • Flessibilità psicologica: Adattabilità ai cambiamenti e aggiornamento delle convinzioni.

La prontezza al cambiamento nasce dall'integrazione di volontà, risorse personali e disponibilità ad agire. Un percorso guidato rende il processo più stabile, consapevole e duraturo.

Il Modello Transteorico del Cambiamento: Stadi e Processi

Il Modello Transteorico (MTT), elaborato da James Prochaska e Carlo Di Clemente attraverso un'analisi comparativa di oltre 300 approcci psicoterapeutici, offre un quadro integrato per comprendere il cambiamento. Questo modello identifica stadi e processi che sottendono la trasformazione personale, sottolineando l'importanza della motivazione.

Il tempo di permanenza individuale negli stadi del cambiamento è variabile, mentre i compiti per passare allo stadio successivo sono universali. Ad esempio, per passare dalla precontemplazione alla contemplazione è necessario diventare consapevoli del problema. Prochaska e DiClemente hanno identificato 10 processi principali, suddivisi in cognitivo-esperienziali e comportamentali:

  • Processi Cognitivo-Esperienziali: Aumento della consapevolezza, attivazione emotiva, auto-rivalutazione, rivalutazione ambientale, liberazione sociale.
  • Processi Comportamentali: Stimoli comportamentali, gestione delle ricompense, controllo delle tentazioni, riorganizzazione dell'ambiente, relazioni di supporto.

Schema degli stadi del Modello Transteorico del Cambiamento di Prochaska e DiClemente

Secondo il MTT, alla decisione/pianificazione di cambiamento (stadio di determinazione) dovrebbe seguire rapidamente un'azione concreta (entro 30 giorni). L'azione deve considerare i processi coinvolti in ciascun step e il livello di autoefficacia percepita.

La Resistenza al Cambiamento: Mantenere l'Equilibrio

La resistenza al cambiamento è una manifestazione della tendenza umana a mantenere l'omeostasi, un equilibrio fisiologico e psicologico. Questa stabilità interna è utile per la sopravvivenza di fronte a perturbazioni esterne. Tuttavia, questo sistema, radicato nel codice genetico, può diventare disfunzionale e ostacolare il cambiamento.

Il cambiamento, nella sua essenza, mette in "crisi", ovvero in discussione, aprendo orizzonti a molteplici possibilità. Il termine "crisi", dal greco "krisis" (decisione, situazione aperta a diverse possibilità), non ha necessariamente un significato negativo, ma rimanda a una possibilità di crescita o al suo contrario.

Il Cambiamento come Esperienza Emozionale Correttiva

La definizione di "esperienza emozionale correttiva", attribuita a Franz Alexander, sottolinea come il cambiamento possa avvenire attraverso l'esposizione a esperienze che contrastano schemi emotivi disfunzionali radicati. Un esempio è quello di una donna che, temendo di inciampare, cade e si rialza prontamente, eseguendo l'atto funambolico che fino ad allora temeva.

Il Ruolo della Libido e dei Costrutti Psicologici

La teoria psicoanalitica di Freud offre una prospettiva sulla resistenza al cambiamento attraverso il concetto di libido. Definita come un'energia psichica istintiva, la libido è "vischiosa", tende ad attaccarsi a oggetti o idee, rendendo difficile il suo reindirizzamento. Questo investimento della libido in determinati comportamenti o pensieri rende il cambiamento personale arduo, poiché spostarla altrove richiede uno sforzo significativo e può innescare resistenze inconsce.

La Psicologia Relazionale e il Cambiamento nel Contesto

La psicologia relazionale evidenzia come il cambiamento sia intrinsecamente legato al contesto. La mente non è un'entità isolata, ma esiste in relazione al mondo esterno. Le coordinate temporali e spaziali contribuiscono al percorso di maturazione e crescita della persona, che inizia con la consapevolezza di essere in una continua sollecitazione al cambiamento. Come affermava Eraclito, "Panta rei" (tutto scorre), e l'uomo non può mai ripetere un'esperienza, poiché tutto è soggetto al mutamento.

Il cambiamento è un processo graduale, non un fenomeno "tutto o nulla". Durante il percorso di empowerment, due aspetti sono fondamentali: piccoli cambiamenti possono generare grandi risultati, e il cambiamento avviene in maniera graduale ma si manifesta all'improvviso.

La Psicoterapia come Catalizzatore del Cambiamento

La psicoterapia non mira a eliminare pensieri ed emozioni "negativi" o a diventare qualcun altro. Piuttosto, i percorsi psicologici sono spesso avviati da malessere, sintomi, ansie o depressione, manifestazioni di una crisi evolutiva. Queste crisi sono momenti di passaggio che spingono verso un equilibrio più avanzato. La paura di cambiare può bloccare questo processo, lasciando impantanati tra il vecchio e il nuovo.

Il lavoro psicologico aiuta a liberare risorse rimaste "impastoiate" nelle esperienze passate, bisogni, capacità e gioie che, in passato, potevano essere percepite come "pericolose". Non è facile liberarle, poiché queste paure sono profonde e inconsce e non parlano la lingua della ragione. Se liberate senza precauzioni, possono causare danni. Il cambiamento deve avvenire prima "dentro", favorendo una convivenza più armoniosa con le proprie parti, imparando a "governare" sé stessi.

Il ruolo delle emozioni nel processo di scelta - Intervista alla Dott.ssa Claudia Carabotta

Il conflitto interno tra pensieri ed emozioni "storici" (credenze maturate nell'infanzia) e pensieri ed emozioni attuali (consapevoli e "oggettivi") richiede un esercizio dei pensieri ed emozioni attuali, mirando a un'autocoscienza che permetta di osservare e accogliere gli aspetti "storici" senza giudizio, facendosene carico. Si impara a prendere una posizione "super partes" rispetto alle proprie dinamiche interne, comprendendo e rassicurando le vecchie paure, mentre gradualmente si permettono esperienze di "liberazione". Questo processo accresce il senso di accettazione di sé, di inclusione e di fiducia, rilassando gli aspetti storici e integrandoli in modo costruttivo.

Apprendimento e Cambiamento: Una Relazione Complessa

L'apprendimento non è il presupposto del cambiamento, ma la sua conseguenza. Sebbene la psicologia americana, basata sul behaviorismo, abbia enfatizzato l'idea che gli apprendimenti siano responsabili dei cambiamenti, la psicologia nasce dallo studio delle percezioni e della loro influenza sulle reazioni. La percezione di un fenomeno condiziona la reazione, che a sua volta porta all'apprendimento su come relazionarsi al meglio con tale realtà.

Pertanto, è il cambiamento di stato (esterno o interno) ad attivare l'organismo e a indurlo a rispondere sulla base di ciò che ha percepito. Una volta acquisito un apprendimento, questo influenzerà le percezioni future, creando un'interazione costante tra cambiamenti e apprendimenti. Questa prospettiva ha enormi ricadute applicative: i trattamenti psicoterapeutici dovrebbero focalizzarsi su esperienze di cambiamento percettivo che poi evolvano in nuovi apprendimenti, piuttosto che su un mirato apprendimento correttivo.

Strategie di Cambiamento: Graduale, Sistemico o Immediato

La psicologia ha elaborato tecniche per guidare i pazienti a superare i limiti del cambiamento:

  • Cambiamento Graduale (Step-by-Step): Introduce un piccolo cambiamento alla volta, riducendo le resistenze del sistema al sovvertimento del suo equilibrio, poiché percepito come non minaccioso.
  • Cambiamento Sistemico (Effetto Farfalla): Seleziona e applica un piccolo cambiamento strategicamente orientato a innescare una reazione a catena geometrico-esponenziale.
  • Cambiamento Immediato: Attua manovre dirette, indirette o paradossali che abbattono le resistenze producendo un cambiamento pressoché immediato. Un esempio toccante è la storia terapeutica di Heinz Von Foerster e Viktor Frankl, dove un paziente catatonico, esposto al racconto della storia di chi aveva perso la famiglia, risponde con una dichiarazione di insostituibilità, un segnale di riemersione emotiva e cognitiva.

Il vero cambiamento inizia con un cambiamento di mentalità, riconoscendo le proprie dipendenze anziché vedersi fragili o incapaci. Le informazioni pubblicate da GuidaPsicologi.it non sostituiscono in nessun caso la relazione tra paziente e professionista.

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